Cricca costituzionale

Luglio 29, 2010 on 2:45 pm | In Politica | 7 Comments


Secondo il Tribunale del Riesame di Roma, sei giudici costituzionali su quindici hanno anticipato la propria decisione sul “Lodo Alfano” al signor Pasquale Lombardi detto Pasqualino, insider della cricca Verdini-Dell’Utri-Carboni-Martino. Questo si legge nella sentenza che conferma la detenzione preventiva per Carboni, Martino e Lombardi. Fatto grave, ma non adeguatamente evidenziato, di sottomissione dell’indipendenza di un’alta autorità di garanzia alle pressioni di un gruppo di intrallazzatori che operavano al servizio dell’impunità del Capo. Se questo fatto è provato, quei giudici devono lasciare la Corte al più presto. Per evidente incompatibilità morale con il mandato che è stato loro conferito. Troverà mai il presidente della repubblica la forza per chiederne le dimissioni? E la minoranza parlamentare del Pd riuscirà mai a prendere posizione su questo fatto? Eccola, l’assenza di anticorpi: è in questa mancanza di coraggio.

Piazza Duomo/il nostro video

Luglio 25, 2010 on 1:33 pm | In Politica | 86 Comments

Prima parte


Seconda parte


Giorgio Napolitano parla di anticorpi contro la corruzione: dice che l’Italia ne è dotata. Se intende che ne è dotata a sufficienza, sbaglia. Se fosse vero, non saremmo caduti così in basso. Se fosse vero, ogni volta che il capo della cricca si esibisce in pubblico ci sarebbe un popolo in rivolta. E allora sarebbe più complicato per la gendarmeria escludere i dissidenti dalle inquadrature. Ecco come alcuni cittadini con funzione di anticorpi democratici sono stati ricacciati indietro da piazza Duomo il giorno del diciottesimo anniversario dell’assassinio di Paolo Borsellino. A proposito di anticorpi (e di auto-bavagli), nessun giornale ha dato notizia di quest’abuso. Le inquadrature sono nostre. Il video è in due parti.

La norma anti-blog

Luglio 23, 2010 on 3:57 pm | In Politica | 8 Comments

La norma anti-blog - che impone l’obbligo di rettifica entro 48 ore a tutti i “siti informatici”, pena una salatissima multa - sopravvive nel testo del ddl Alfano emendato in commissione giustizia della Camera. L’unica finalità di una norma così congegnata è l’intimidazione della libertà di espressione sul web. Prima che passi, la comunità dei blogger deve far sentire la sua voce con specifiche iniziative. QUI l’appello promosso da Scorza, Gilioli e altri, partito dal sito Valigia Blu.

Sogno di mezza estate

Luglio 23, 2010 on 11:54 am | In Politica | 5 Comments

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Minoranza, non opposizione

Luglio 22, 2010 on 6:56 pm | In Politica | 16 Comments

Com’era prevedibile, il pd ha deciso di collaborare a “migliorare” la legge bavaglio, votando gli emendamenti proposti in commissione giustizia della Camera, con il solito obiettivo della (presunta) “riduzione del danno”, per quel malinteso senso di responsabilità, tipico di chi - per viltà, tatticismi, attitudine al compromesso, senso di colpa - non riesce ad assumere mai scelte intransigenti, nemmeno quando sono in gioco principi non negoziabili. Mentre gli scandali rivelano il volto criminale della cricca berlusconiana, le tv distraggono i sudditi parlando del tempo e la psicopolizia sgombera le piazze per paura del dissenso, gli oppositori timidi proprio non ce la fanno a dire NO, senza se e senza ma, come sarebbe necessario rispetto a una legge chiaramente finalizzata - con il pretetso della privacy - a sabotare le indagini penali, la cronaca giudiziaria e la libertà di espressione sul web. Occorre ribadirlo? L’unica strategia seria sarebbe lasciare che questa legge se l’approvino da soli nella forma che preferiscono, se ne hanno i numeri. Che ci mettano la faccia, finiani compresi. Che se ne assumano la responsabilità di fronte al presidente della repubblica (il quale, dal canto suo, dovrebbe astenersi dal fornire pareri preventivi una volta tanto), alla corte costituzionale (che avrà buoni motivi per spazzarla via) e a quel che resta dell’opinione pubblica. Rispetto a un simile scempio, in un contesto di eversione quotidiana, l’opposizione deve essere portata avanti, dopo l’eventuale sconfitta in parlamento, presso le istituzioni di garanzia e nelle piazze. Ma il pd si conferma ogni giorno di più un partito di minoranza, non di opposizione. C’è una brutta differenza tra questi due termini, dietro il decoro del senso di responsabilità istituzionale.

Un altro video

Luglio 21, 2010 on 8:15 pm | In Politica | 16 Comments

Un altro video, di Peacereporter, del sequestro di libertà dell’altra sera in piazza Duomo. La prima fase, il momento dell’accoglienza in piazza.

QUI.

Paura delle parole

Luglio 21, 2010 on 1:45 pm | In Politica | 25 Comments


Un avanzo di galera e la sua banda tengono in ostaggio un paese di sessanta milioni di abitanti, in gran parte sudditi e complici. I suoi apparati di sicurezza, il suo parlamento, la sua informazione. Un giorno tutto questo apparirà assurdo - come già appare fuori dai confini nazionali - e testimonianze come la nostra serviranno almeno a capire che non tutti stavano al gioco. L’altra sera piazza Duomo era libera, senza transenne, se non nel punto davanti all’ex palazzo reale, dov’era atteso l’ometto della provvidenza. Solo a noi è stato impedito di camminare, per motivi politici. Perché la banda ha paura di essere contestata con le verità che quotidianamente rimuove da giornali e tv. Le corruttele e le menzogne, le leggi su misura e i collegamenti mafiosi. Perché ha il terrore della visibilità del dissenso. E il braccio armato prontamente esegue, con il pretesto dell’ordine pubblico. Portano via i megafoni, strappano di mano gli striscioni, identificano e denunciano i dimostranti pacifici, manganellano i lavoratori licenziati come le vittime del terremoto. La libertà di espressione e di movimento di chi dissente è sempre più compressa, mentre sette italiani su dieci si bevono quieti la propaganda Raiset. Quelli vanno bene, quelli sono i “veri cittadini”, direbbe La Russa. In un paese civile il questore di Milano sarebbe chiamato a rispondere di questo e altri abusi. Non qui. Proveremo ad attivare un’azione giudiziaria e un’iniziativa parlamentare, a futura memoria. Sappiamo già che si archivierà tutto, gli struzzi metteranno la testa sotto la sabbia degli atti dovuti e delle supreme esigenze di sicurezza, tanto degli articoli 16 e 21 della Costituzione, della libertà personale dei cittadini semplici a chi vuoi che importi qualcosa in questa Non-Nazione che nelle sue viscere è rimasta fascista. Desiderosa di un capo, incapace di dignità civile, aliena alla libertà responsabile. Fino alla prossima esibizione pubblica del padroncino pavido, che pretende telecamere di famiglia e piazze vuote ai suoi piedi, fino al prossimo sequestro preventivo della libertà di sdegno, fino al prossimo abuso di una polizia sempre più indegna e servile.

Le foto

Per chi usa facebook, QUI alcune foto del sequestro preventivo di piazza Duomo.

Il “dono di Dio”

Luglio 20, 2010 on 4:18 pm | In Politica | 27 Comments


Mentono sempre. Ieri don Luigi Maria Verzè, anello di congiunzione fra Craxi e Berlusconi, era in cima al Duomo ad officiare la messa cantata in onore del Caro Leader, mentre noi eravamo sequestrati dagli sgherri manzoniani in via Mercanti. Nel discorsetto ha citato una persona che gli avrebbe mostrato i pugni sotto il mento, evidentemente a mo’ di minaccia, chiedendogli conferma di quella sua definizione di Berlusconi “dono di Dio agli italiani”. Penso proprio che si riferisse a me. A certi personaggi capita così poco spesso di essere criticati frontalmente che quelle poche volte non le dimenticano. Ma naturalmente i particolari sono falsi. L’ho interpellato due volte su quella dichiarazione. La prima, a un convegno moderato da Ferruccio de Bortoli. La seconda, a una presentazione di un libro presso la bramantesca sagrestia di Santa Maria delle Grazie. La prima volta non rispose, ordinando al moderatore con un cenno di andare avanti. La seconda, mi confermò la frase e poi se ne andò via dicendo che non si occupava di politica. Ah no? In entrambe le circostanze non gli esibii il pugno sotto il mento né me ne andai via dopo la risposta, come lui dice. Semmai accadde il contrario: fui minacciato e strattonato dai suoi custodi e continuai ad apostrofarlo sulla blasfemia di quella sua dichiarazione davanti ai suoi fedelissimi, come si può vedere nel video che a suo tempo pubblicammo. Ma il punto era e resta questo: può un uomo di chiesa o presunto tale inneggiare all’uomo della provvidenza? E cos’è più assurdo: un potente in tonaca che parla in quel modo o che nessun’altro (dal più semplice dei fedeli ai vertici della chiesa) gliel’abbia rinfacciato in pubblico?


Vietato l’accesso ai dissidenti

Luglio 20, 2010 on 3:08 am | In Politica | 59 Comments

Ormai sgomberano le piazze, per silenziare il dissenso. Il capobanda ha paura di essere svergognato a scena aperta. Sa che la fiction imposta dal regime mediatico non basta più. E la fine di Craxi è un brutto incubo delle notti senza escort. Ecco allora che la polizia viene usata per allontanare dal set televisivo i potenziali guastafeste. Ieri sera mister B. veniva premiato in cima al Duomo di Milano come eccelso statista “della gente e tra la gente”. Ad attenderlo le alte autorità civili, militari e religiose. Con lui Lele Mora, Feltri, Confalonieri, Fede e tutto il generone di vassalli, cortigiani e lacché che gli gira intorno. L’occasione era un concerto di Aznavour per il restauro della Madonnina. Arriviamo in piazza Duomo verso le 21, reduci dalla commemorazione di Paolo Borsellino. Siamo una quindicina, senza cartelli né megafoni né striscioni. La polizia riconosce tra noi facce non gradite per precedenti di turbativa del quieto vivere e ci impedisce di accedere alla piazza. Per loro siamo rei di intenzione di “manifestazione non autorizzata”. La solita, ridicola scusa, già smentita in diritto da una recente sentenza che ci ha assolti per un fatto analogo di tre anni fa. C’è un primo confronto dialettico: noi a pretendere di muoverci liberamente, loro a impedircelo fisicamente. Mi viene riferita la frase di un carabiniere: “io non blocco nessuno”. Una coscienza libera, in un mondo di servi. Io e altri riusciamo ad arrivare a metà piazza. Qui accade l’assurdo. Una scena da ultima (e disperata) fase del regime bananiero. Due o tre funzionari di questura cercano di portarci via con le spicce. Sono nervosi, sbrigativi: devono aver ricevuto un ordine tassativo da un capetto terrorizzato dal pensiero di fare brutta figura. L’obiettivo numero uno sono io: loro a rincorrermi, io a divincolarmi urlando il mio sdegno. Si raduna una folla di curiosi, alcuni ci appaiono perfino indignati per l’abuso che si sta consumando sotto i loro occhi. Ma pochi osano fiatare parole di riprovazione. Metto in rilievo a viva voce la gravità dell’episodio. Resistere a quella forma di repressione preventiva del dissenso significa difendere la libertà di tutti. A un certo punto arriva una falange di poliziotti in tenuta anti-sommossa, a occhio e croce un centinaio. Agli ordini dei dirigenti della questura, ci circondano. E ci deportano a forza fino in via Mercanti, indifferenti alle nostre proteste. Lì veniamo piantonati a vista fino a mezzanotte da almeno sessanta agenti (tanti risultano da un conteggio effettuato alle 23, quando in tutto siamo in venti) schierati in modo da sbarrarci l’accesso a piazza Duomo. Cerchiamo di contattare le prncipali redazioni giornalistiche per raccontare l’accaduto. Arriva soltanto un cronista di Radio Popolare. Con la cronista dell’Ansa parlo al telefono. Ha chiamato in questura ricevendone la risposta: “in piazza Duomo non è successo nulla”. “Sapete perché i giornalisti non vengono qui? - osserva un questurino - perché non avete contenuti”. Spiegargli le condizioni generali di salute del giornalismo in una nazione che nel suo dna non ha la libertà, mi appare una fatica improba e vi rinuncio. Soltanto a festicciola conclusa torniamo liberi di camminare per la piazza centrale della nostra città. Resta un dubbio: alla prossima esibizione pubblica dell’Amato Leader della Libertà ci verrà impedito di uscire di casa o verremo tradotti direttamente in commissariato, come accadeva ai dissidenti nei giorni gloriosi del (primo) Ventennio? Quanta paura fanno le parole. E com’è putrida quest’agonia di regime.

19 luglio a Milano

Luglio 16, 2010 on 8:25 pm | In Politica | 9 Comments


Lunedì 19 luglio saranno diciotto anni dalla strage di via d’Amelio. Diciotto anni di verità negata, di depistaggi e impunità sulle complicità inconfessabili e i mandanti dal volto coperto. Non dobbiamo stancarci di esigere verità e giustizia su quella e altre stragi che sono alla base della cosiddetta “seconda repubblica”.

Da anni chiedevamo, insieme ad altre associazioni antimafia, l’intitolazione dei Giardini milanesi di via Benedetto Marcello a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Finalmente la Giunta Moratti si è decisa. La via a Craxi per ora può attendere…

Dal comunicato ufficiale del Comune di Milano.

“Lunedì 19 luglio, alle ore 11, il Sindaco Letizia Moratti e il vice Sindaco Riccardo De Corato interverranno alla cerimonia di intitolazione del giardino, compreso tra via Benedetto Marcello, via San Gregorio e via Boscovich, dedicato ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”.

Nel pomeriggio, in concomitanza con le iniziative previste a Palermo e in molte altre città italiane, in quel giardino si svolgerà la manifestazione dei movimenti in ricordo di Paolo Borsellino e della sua scorta. Come in tutta Italia, il senso della commemorazione sarà quello di chiedere verità e giustizia su quel delitto e sul biennio stragista politico-mafioso.

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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