Andreotti, presidente di garanzia?
Aprile 23, 2006 on 12:32 pm | In Politica, Legalità, Informazione |
Sui giornali si parla di un’ipotesi: Andreotti presidente del Senato. Della serie: il nuovo che avanza. La proposta è stata fatta dalla cdl e ufficializzata ad Andreotti da Letta e Casini in persona. Il divo Giulio non s’è tirato indietro. “Se può servire a far ripartire il dialogo fra i poli, accetto”, ha dichiarato ieri alla Stampa. Gli unionisti per ora non si sono sbilanciati. Per chi tra loro avesse qualche dubbio, ecco uno stralcio della sentenza della corte di Cassazione, che ha confermato il giudizio di appello di “assoluzione” del senatore a vita per intervenuta prescrizione del reato di associazione a delinquere. In poche parole, corriamo il rischio di ritrovarci un colluso con la mafia come seconda carica dello Stato. Propongo di farne un volantino e diffonderlo, magari anche il 28 aprile, davanti a palazzo Madama, all’insediamento del nuovo Senato.
ANDREOTTI VISTO DA VICINO
“Andreotti ha commesso il reato di partecipazione all’associazione per delinquere (Cosa Nostra, ndr)… concretamente ravvisabile fino alla primavera 1980… estinto per prescrizione.
L’imputato ha indotto i mafiosi a fidarsi di lui e a parlargli anche di fatti gravissimi (come l’assassinio di Mattarella) nella sicura consapevolezza di non correre il rischio di essere denunciati, ha omesso di denunciare le loro responsabilità, malgrado potesse, al riguardo, offrire utilissimi elementi di conoscenza. Aveva una propensione a intrattenere personali, amichevoli relazioni con esponenti di vertice di Cosa Nostra… (per) utilizzare la struttura mafiosa per interventi extra ordinem … forme di intervento para-legale che conferisce, a chi sia in possesso dei canali che gli consentano di sperimentarle, un surplus di potere rispetto a chi si attenga ai mezzi legali.
La manifestazione di amichevole disponibilità verso i mafiosi è stata consapevole e autentica e non meramente fittizia.
I fatti non possono interpretarsi come una semplice manifestazione di un comportamento solo moralmente scorretto e di una vicinanza penalmente irrilevante, ma indicano una vera e propria partecipazione alla associazione mafiosa, apprezzabilmente protrattasi nel tempo”
Dalla sentenza, poi confermata in Cassazione, con la quale la Corte d’Appello di Palermo, il 3 maggio 2003, ha assolto il sen. Andreotti per intervenuta prescrizione del reato di associazione a delinquere.
Vi segnalo sul caso Andreotti-Senato questo mirabile articolo di Barbara Spinelli.
Scaricate il Volantino Andreotti
18 Commenti »
RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI
Lascia un tuo commento
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
Powered by WordPress with design based on Pool theme by Borja Fernandez.
Entries and comments feeds.
Valid XHTML and CSS. ^Top^





Ciao Piero, benvenuto nel mondo del blogging! Sul mio ti ho più volte citato, inserendo i tuoi video. Sono molto contento del fatto che tu abbia aperto il tuo!
A presto
Marco
Commento di Marco Canestrari — 23 Aprile 2006 #
Caro Piero Ricca,
ti do il benvenuto sul Web,
come giustamente rilewvi tu, l’Italia sembra affezzionata all’idea, ormai respinta da mezzo mondo, di una mafia al potere. Sembra che essere brutti e ricchi di denaro sporco sia sintomo di successo, mentre i lavoratori tassati dal pizzo e quelli uccisi perchè volevano dare lavoro ai giovani, sono cretini in cerca di una gloria utopica.
Io ribalterei questa concezione, che in altre parti, nemmeno negli stati del cosiddetto Terzo Mondo, l’America Latina, esistono. Li conosco.
Ed intanto la nostra economia si ferma e regredisce. Certo fra i due litiganti il terzo gode: i cinesi, i giapponesi, i filippini, i latini, i russi, i turchi, gli arabi, e, da ormai tempo immemore, gli americani e gli inglesi, che hanno intere porzioni di Toscana, Umbria, per fare un esempio.
Mafia è ragionare in piccolo, è sottomettere un’economia al nulla assoluto, creando povertà al servizio di entità, che sono già in combutta con altre entità più vaste (vedi armi e droga).
Non se ne può più.
Giuliano
Commento di Giuliano Caimmi — 23 Aprile 2006 #
Finalmente anche tu tra i blogger.
Ieri anche io ho parlato sul blog di questa vergonosa e indecente proposta del centrodestra.
A presto,
luigi
Commento di Luigi — 23 Aprile 2006 #
Ciao Piero,
sono contento tu abbia creato il tuo blog!
Bravo!Hai fatto benissimo a postare questa notizia!
Io suggerirei,per rimanere in tema, Provenzano Presidente della Camera, giusto per rimanere in tema!
Commento di omar — 23 Aprile 2006 #
Non fu riaperto il caso ed assolto “per non aver commesso il fatto”?
“Ho piena fiducia nella Giustizia” dichiarò subito prima del riesame. Io tremai.
Commento di Roberto — 23 Aprile 2006 #
Complimenti per il tuo nuovo blog…sono sicuro che farai concorrenza a quello di beppe!
Sono pienamente daccordo sul fatto che un mafioso prescritto non deve rompere la tradizione di uomini insigni che si sono succeduti alla presidenza della repubblica.
Speriamo che l’unione dia un messaggio chiaro e si scelga qualcuno non prescritto…
Commento di Marco — 23 Aprile 2006 #
No, Roberto. Andreotti non è stato puramente “Assolto” per “associazione per delinquere”, bensì Prescritto. E la differenza è ENORME.
L’assoluzione è una bugia inventata e venduta su (alcuni) giornali e dalla TV. La prescrizione si applica solo quando un reato è accertato ma sono decorsi i termini. Se la prescrizione non fosse applicabile il giudice, avendo accertato i fatti, pronuncerebbe una CONDANNA.
Poiché anche se i termini fossero decorsi, ma non ci fosse evidenza di reato, il giudice non prescriverebbe ma assolverebbe. La prescrizione certifica la colpevolezza. Tanto che l’imputato, se lo ritiene, può rifiutare la sentenza di prescrizione e chiedere di essere “giudicato nel merito”.
Evidentemente, se Andreotti e Berlusconi hanno sulle spalle varie prescrizioni, hanno ritenuto che fosse per loro conveniente così. Rifiutando la prescrizione avrebbero ricevuto una condanna in prima istanza ma poi ci sarebbero stati i successivi processi d’appello.
Commento di Luigi — 23 Aprile 2006 #
Ringrazio tutti gli uomini onesti dell’antimafia che continuano a non scoraggiarsi di fronte a tutti questi schiaffi (im)morali che il nostro Stato porge loro.Ripenso all’impegno profuso dai giudici Rocco, Giovanni e Paolo e dal generale Carlo Alberto…proporre gente simile al senato…ma con quale coraggio?
Commento di Francesco — 24 Aprile 2006 #
ciao sono contenta che tu abbia aperto il tuo blog e in questa occasione,ho sempre apprezzato i tuoi commenti “da fuori classe”onesti e dunque rischiosi,una voce fuori dal coro che ricorda a tutti come si dovrebbe essere,grazie ti seguirò regolamente
Commento di marisa — 24 Aprile 2006 #
Ma allora sei diventato importante!!!
Grande Piero, continua così!!!
Commento di Vittorio Cristiano — 24 Aprile 2006 #
Un saluto a Piero Ricca, di cui ho molto apprezzato le gesta e i contributi sul sito dedicato a Marco Travaglio. Vorrei sottolineare quanto sia inquietante anche l’ipotesi di Massimo D’Alema al Quirinale: vedi la relativa voce su http://www.societacivile.it/primopiano/articoli_pp/berlusconi/nuovicandidati.html. Per maggiori dettagli, si può consultare il capitolo a lui dedicato ne “La repubblica delle banane” di Gomez e Travaglio, Editori Riuniti 2001. Inoltre, ho letto da qualche parte (purtroppo non ricordo la fonte) che il neodeputato Ds Vladimiro Crisafulli (vedere sempre il sullinkato catalogo) è ritenuto un fedelissimo di D’Alema. Il fatto poi che Crisafulli sia stato candidato e poi eletto, con rare obiezioni da parte di politici, intellettuali e giornalisti simpatizzanti dell’Unione, meriterebbe un discorso (e una manifestazione di protesta) a parte.
Commento di deinosuchus — 24 Aprile 2006 #
Bello hai un blog tutto tuo interessante..
Bravo continua così!!!
Commento di Biscuola Davide — 24 Aprile 2006 #
Congratulazioni per il blog, da sempre con te e con quelli che onorano la verità. Vienici a trovare su http://operazioneverita.splinder.com
Vai così!!
Commento di condorbianco — 24 Aprile 2006 #
Questo è ciò che scrive wikipedia alla voce Giulio Andreotti:
Provvedimenti giudiziari a carico di Andreotti
È stato sottoposto a giudizio a Palermo per associazione mafiosa. Mentre la sentenza di primo grado, emessa il 23 ottobre 1999, lo aveva assolto per insufficienza di prove, la sentenza di appello, emessa il 2 maggio 2003, distinguendo il giudizio per i fatti fino al 1980 e quelli successivi, ha stabilito che Andreotti aveva “commesso” il “reato di partecipazione all’associazione per delinquere” (Cosa Nostra), “concretamente ravvisabile fino alla primavera 1980″, che però è “estinto per prescrizione”. Per i fatti successivi alla primavera del 1980 Andreotti è stato invece assolto.
Sia l’accusa che la difesa presentarono ricorso in Cassazione, l’una contro la parte assolutiva, e l’altra per cancellare l’infamante conclusione della sentenza di appello. Ma la Corte di Cassazione il 15 ottobre 2004 confermò la sentenza di appello. Nella motivazione si legge (a pagina 211):
«Quindi la sentenza impugnata, al di là delle sue affermazioni teoriche, ha ravvisato la partecipazione nel reato associativo non nei termini riduttivi di una mera disponibilità, ma in quelli più ampi e giuridicamente significativi di una concreta collaborazione».
Se la sentenza definitiva fosse arrivata entro il 20 dicembre 2002 (termine per la prescrizione) Andreotti sarebbe stato condannato in base all’articolo 416, cioè all’associazione “semplice”, perché quella aggravata di stampo mafioso (416 bis) fu introdotta nel codice penale soltanto nel 1982, con la legge Rognoni-La Torre.
La conclusione di questo storico processo non fu però riportata con completezza dai media, che parlarono genericamente di assoluzione.
Invece, per il coinvolgimento nell’omicidio Pecorelli, in primo grado ebbe l’assoluzione, mentre la Corte d’Assise d’Appello di Perugia il 17 novembre 2002 lo ha condannato a 24 anni di reclusione. Andreotti ha presentato ricorso in Cassazione, che lo ha assolto.
Commento di Luigi — 25 Aprile 2006 #
Ecco, questo per fare un po’ di chiarezza:
http://www.repubblica.it/2004/j/sezioni/cronaca/andreotti/andreotti/andreotti.html
Visto ? Avevamo ragione tutti !!!
Commento di Roberto — 30 Aprile 2006 #
>
…
Per costituire alcuni circoli…, molto liberali…, molto pubblicizzati in questi giorni…, il numero minimo di iscritti richiesto… è di una DECINA…, ed hanno un capo, che si potremmo chiamare capoDECINA…
A far proseliti sul territorio…, a diffondere il verbo…, mi consentano…, UOMINI DI PROVATA ESPERIENZA…
- …MALPENSANTE???
- Sarà…, ma il “DIVO GIULIO” diceva “A pensar male ci si azzecca SEMPRE!!!”
………..
Scrittto ed inserito il 21/07/2007 alle 18:16 sul BLOG www.luigiiovino.it
Commento di Luigi Iovino — 30 Luglio 2007 #
Spett signor Piero, è da poco che mi interesso alla politica, ma mi sembra già tanto. Lei mi piace, perchè anch’io sono un incazzato.
Tanto che a mie spese sto pubblicando una rivista bimestrale intitolata ” L’Italia dei cacchi”. il primo numero uscirà a meta giugno. Vorrei inserire cose sue, se mi autorizza, anche perchè non ho una lira. Però non si sa mai che la politica mi porti anche un pò di fortuna. Mi mandi due righe. Le lascio il numero del mio cellulare 339-8200573
jhon luknit
Commento di Gianni partiggiani — 19 Giugno 2008 #
Ciao Piero,
per cominciare bene la giornata ti consiglio l’intervista del prescritto a vita a repubblica disponibile all’indirizzo http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/politica/andreotti-novantanni/andreotti-novantanni/andreotti-novantanni.html dal titolo Andreotti: “Ho qualche segreto di Stato
e lo porterò con me in paradiso” di Goffredo de Marchis.
L’articolo comincia così:
ROMA - Belzebù in Paradiso? “Penso proprio di sì. Ma per la bontà di Dio, non perché me lo meriti”. Fra pochi giorni Giulio Andreotti compie 90 anni e guarda avanti, “senza fretta”. Protagonista assoluto della seconda metà del secolo scorso, il volto e il corpo più conosciuti della Prima repubblica, sette volte presidente del Consiglio, imputato per mafia e per omicidio poi assolto in via definitiva (con una prescrizione), oggi senatore a vita.
Si, assolto in via definitiva (con una prescrizione).
Nel pezzo il prescritto aggiunge che per lui
“I magistrati sono un grande problema”
(per chi delinque certamente)
e alla domanda se custodisca molti segreti risponde
“Un po’ di vita interna dello Stato la conosco. Molti no, qualcuno sì. Ma li tengo per me. Non farei mai un libro o un’intervista su certi episodi. La categoria del folklore politico non mi appartiene”.
Allora ha sempre avuto ragione Grillo quando ha affermato che la verità sui segreti che custodisce Andreotti la sapremo “Quando gli toglieranno la scatola nera che nasconde in una gobba finta”
Commento di Andrea — 9 Gennaio 2009 #