Paolo Scarpis, un sincero democratico

Aprile 25, 2006 on 7:59 pm | In Politica, Libertà, Democrazia |

Paolo Scarpis, questore di Milano

Oggi in corteo ho incontrato il dottor Paolo Scarpis, il questore di Milano. Me ne avevano parlato come di una brava persona, un sincero democratico. Ed era da tempo che volevo fare due chiacchiere con lui. Sicché l’ho avvicinato, presentandomi:

“Signor questore, sono Piero Ricca, buongiorno”, e ci siamo stretti la mano.
Ne è seguito questo breve dialoghetto.
Io: “Potrebbe dire gentilmente ai suoi uomini che non devono più sequestrarmi né impedirmi di entrare a dibattiti pubblici?”
Lui: “Ma sono io che dò gli ordini, la responsabilità è mia.”
Io: “E le sembra giusto ordinare questi abusi?”
Lui: “Ma tu, Ricca, devi smetterla di andare a rompere i coglioni a Berlusconi.”
Io: “Il dissenso fa parte della democrazia.”
Lui: “Ma no, questa non è democrazia…”
Io: “Gli abusi di potere sui cittadini non sono democrazia.”
Lui: “Ma dai che abbiamo anche amici in comune…”
Io: “Ma questo non c’entra nulla, io esigo di essere lasciato in pace dalla polizia.”

Ha assistito alla scenetta, sostenendo le mie ragioni, il mio amico Paolo, un’altra vecchia conoscenza della Digos.

Dopo un esposto alla procura della Repubblica (per ora senza esito), una interrogazione parlamentare al Senato (promossa da dieci senatori unionisti) e diversi articoli di stampa (tra i quali uno di Travaglio, dal titolo: “Prendetelo, è incensurato!”), ora conosco il nome del responsabile del fermo abusivo del 29 gennaio 2005: il dr. Paolo Scarpis, che ha rivendicato con serenità l’episodio, forse dimenticando che nella Costituzione sulla quale ha giurato, tanto per rimanere in tema di 25 aprile, sono stabilite regole precise a tutela della libertà personale. Ma temo che per lui, pur sincero democratico, sia più importante evitare “sofferenze psichiche” al potente di turno, il quale - preso dall’ira - potrebbe anche far saltare la sua testolina (com’è accaduto in Trentino a un questore, dopo una contestazione a Fini).

E se per avventura il potente di turno, magari pregiudicato e prescritto per corruzione, si trovi a commemorare un ex latitante, già suo padrino d’affari, vaneggiando di complotti e calunniando giudici, questa sì che è democrazia, vero dottor Scarpis?

Io sono fermo a Pertini: “Libero fischio in libero Stato”. E continuerò a “rompere i coglioni” a chi mi pare (per usare questo linguaggio da caserma).

7 Commenti »

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  1. Ma smettila di fare l’esibizionista…sei malato di mania di protagonismo….và lavurà, barbun!

    Commento di Paolo Sgarria — 26 Aprile 2006 #

  2. Grazie al signor Sgarria, il quale ha centrato il punto:
    - non smetterò di esibire (le mie buone ragioni)
    - non sopporto di subire (dunque preferisco essere protagonista)
    - come ogni anima non servile, non ho una gran simpatia per il “lavurà”

    In compenso non faccio processi alle intenzioni a nessuno, indegna pratica degli odiati stalinisti

    stai sereno.

    p.

    Commento di Piero Ricca — 26 Aprile 2006 #

  3. Quello che hai detto è ok,se lo facessero solo 1/3 degli italiani saremmo salvi….ma oltre che c…..i siamo anche fifoni purtroppo!

    Commento di marisa — 26 Aprile 2006 #

  4. Ma che bella gente che abbiamo come questori: anche loro come i politici non conoscono la costituzione (vedi Giovannardi).
    Ma che accidenti di istruzione hanno ricevuto? Secondo me non hanno fatto educazione civica alla scuola media (ora come si chiama, boh?)

    Vorrei concludere con una parolina sul signor Sgarria: Piero devi farci l’abitudine a questa gente, pure sul blog di Beppe è pieno zeppo di questi tipi…io dico di ignorarli tanto non presentano argomentazioni per dissentire soltanto danno fastidio e basta, quindi tanto meglio lasciarli perdere!

    Commento di Marco — 26 Aprile 2006 #

  5. Signor Ricca, lei ha molto , molto tempo per
    le sue contestazioni, ma che lavoro fa? come
    mai non sa occupare il suo tempo in modo diverso?
    la mia opinione è che lei sia un ” morto di
    fame ” che stuzzica il Berlusca per invidia
    verso i soldi, le donne e lo champagne a fiumi,
    mi scusi la franchezza, e la costituzione non
    è sacra, si deve modificare, il flusso della
    storia non sarà certo arrestato da chi gira
    in tondo come lei, perso nelle proprie invidie
    e tallonato da rancori socio-economici, caro
    Ricca, giù la maschera, e passi a Forza Italia.

    Commento di zagor — 26 Aprile 2006 #

  6. scherzoooo, ti amo.

    Commento di zagor — 26 Aprile 2006 #

  7. Scarpis! Ma Scarpis è un capocosca!
    Leggi il pos 549 di questo sito http://blog.libero.it/Abusi/
    Il Kossovo a Milano.
    Degna famiglia italiana distrutta, smembrata, dispersa.
    Trattasi di setta con ramificazioni nella polizia, nei tribunali e nelle istituzioni.
    Fra i tanti atti consiglio di leggere l’annotazione Pacquola. Qui www.a-russo.it
    Hanno fatto di me una specie di Bin Laden universale.
    Ad oltre 28 mesi di distanza neppure un’udienza.

    Scarpis, il prefetto di allora, Ferrante, certi giudici e avvocati, sarebbero da impiccare.
    Si difendono solo dandoti del cretino, del malato immaginario, negando la realtà. controdenunciandoti senza neanche fartelo sapere, per manternerti sensibile. Qualsiasi cosa succede puoi essere fermato perché già denuciato e segnalato. E tutto falso, ma…

    Che la polizia e i giudici fossero ladri corrotti, figli di puttana lo sapevo, ma non credevo fino a questo punto.
    Mi hanno reso clandestino in patria, buttato ai margini della società invitando a sutarmi addosso chi si meriterebbe di annegare nel vomito.
    Tranne eccezioni, chiunque contatti, mi si mette contro, siano di destra che di sinistra.

    Commento di Angelo Russo — 12 Settembre 2006 #

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