Una voce fuori dal covo
Aprile 29, 2006 on 2:27 pm | In Politica, Libertà, Democrazia, Legalità |
Non ho più voce. L’ho lasciata a Roma, dove ieri ho manifestato davanti al Senato contro la candidatura del prescritto per mafia Giulio Andreotti a seconda carica dello Stato.
Arrivati a Roma di buon’ora, l’amico Jerry e io dapprima facciamo una puntata a Montecitorio. I neo-nominati deputati, nel piazzale antistante, si preparano al primo giorno di scuola. Comincio a distribuire qualche volantino, titolo: “Andreotti visto da vicino”. Jerry scatta foto a ripetizione e si diverte come me ad ammirare certe facce e certi riporti dei rappresentanti del popolo sovrano.
Poi ci spostiamo a palazzo Madama. Capannelli di senatori sono in attesa davanti all’entrata, nel tramestio di reporter e fotografi. Inizio il volantinaggio. Poi i guardiani mi fermano: “Non si può per motivi di ordine pubblico”. O di quieto vivere? Mi consentono di stare sul marciapiede antistante, dietro una transenna. Non conoscono la mia voce.
Indosso uno dei due cartelli gialli che avevo preparato: “Un presidente colluso con la mafia?”. E’ il medesimo concetto dei manifesti affissi all’alba in tutta Roma dai fascisti di Forza Nuova. Le altre formazioni politiche, con poche virtuose eccezioni, per esempio Di Pietro, preferiscono sorvolare. Eccolo, il regime collusivo.
Ecco un breve video:
L’altro cartello (”Andreotti mafioso prescritto”), gli amici della Digos me lo sequestreranno nel corso della giornata. Motivo: “Questa è un’accusa, non si possono fare nomi”. Cerco di spiegare ai gendarmi che si tratta dell’esito di una sentenza definitiva. E che in democrazia si devono fare i nomi. Ma è tutto vano.
Mentre nel palazzo i nostri dipendenti eletti per nomina di partito si preparano alla prima votazione per darsi un degno presidente, dietro la transenna inizio il comizio, divertendomi un mondo e presto rimpiangendo di non aver portato con me Ikarus, il mio megafono.
C’è un gran via vai di gente: turisti stranieri, scolaresche in gita, passanti, cittadini angosciati all’idea del tartarugone alla presidenza del Senato. In gran parte sono solidali con noi. Gli stranieri soprattutto, incuriositi da quell’assembramento di uomini in divisa e auto blu.
M’interessa parlare con i giovanissimi. Molti ascoltano con attenzione. Li incoraggio per quel che posso a tenere gli occhi aperti e ad alzare la testa..
Passano le ore, mentre dall’interno del palazzo giungono notizie surreali di “pizzini” e votazioni annullate, dietro la transenna intrattengo gli astanti parlando di ipocrisia e impunità del potere, connivenza con la mafia, perdita della memoria, censura e manipolazione dell’informazione. Jerry volantina e fotografa, ogni tanto mi porta una bottiglietta d’acqua e va a fare nuove fotocopie dei volantini.
Ricordo nomi, date, fatti, circostanze, e il loro contesto. Nascono conversazioni interessanti, si susseguono simpatici siparietti. A un certo punto s’alza un coretto: “Ma-fio-so! Ma-fio-so!”. Arrivano i fotografi e gli operatori di ripresa. Sfido Andreotti con voce di tuono a scendere in strada e a venire a parlare con noi. Lui preferirà entrare e uscire da una porta laterale.
Sfilano Cuffaro, Ghedini, Guzzanti, Biondi, Cossiga e tanti altri consimili gentiluomini. Li contesto duramente, uno a uno, in modo specifico. Ai padani ricordo il cappio contro “Roma ladrona”, ai post-fascisti la fiera avversione al “regime” partitocratico. Ogni mezz’ora leggo per intero, scandendo ogni sillaba, una sintesi della sentenza del processo Andreotti. Alcuni si affacciano alle finestre del palazzo. Molti scattano foto con il videotelefonino.
Rimaniamo fino all’esito notturno dell’ultima votazione: Marini sotto per due maledette schede nulle. “Senato debole e popolo smidollato”, direbbe Gibbon. Gli autisti si complimentano per la “resistenza”. Poi, dopo oltre quindici ore di manifestazione, e sei o sette di comizio, ce ne andiamo a bere una birra.
Ps 1
Apprendo ora dalla radio che Marini è stato eletto presidente del Senato. Almeno una vergogna ci è stata risparmiata.
Ps 2
Mentre fuori manifestavo ecco cosa succedeva dentro il Senato, dal punto di vista di Furio Colombo: Un giorno in Senato
6 Commenti
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Piero bravissimo e complimenti per il coraggio.
(Odio la digos..)
Magari avessi mandato un sms ti avrei fatto compagnia anch’io. E mi raccomando non fare più bidoni a Max che si incazza come una bestia..
Commento di Rosario P — 29 Aprile 2006 #
Hai ragione. Candidare un”concreto collaboratore” della mafia è indecente. Solo i dipendenti del prescritto fai da te potevano candidarlo.
Comunque che strana sinistra c’è in Italia, mi fa esultare per l’elezione di un democristiano.
Ciao,
luigi
Commento di Luigi — 30 Aprile 2006 #
Sei un mito! Anch’io faccio come te, non ne lascio passare una ai parassiti che incontro nel mio lavoro. Per ora solo in ambito lavorativo… ma un giorno vorrei proprio farlo “al tuo fianco”.
Continua così! Non farti intimorire, mai! E… in fondo 500 euro per prendere a parole quel coso… ne valgono la pena
Dario
Commento di Dario Greggio — 30 Aprile 2006 #
In questa notte scura, qualcuno di noi, nel suo piccolo, è come quei “lampadieri” che, camminando innanzi, tengono la pertica rivolta all’indietro, appoggiata sulla spalla, con il lume in cima. Così il lampadiere vede poco davanti a sé, ma consente ai viaggiatori di camminare più sicuri. Qualcuno ci prova. Non per eroismo o per narcisismo, ma per sentirsi dalla parte buona della vita…
(Tom Benettollo, citato da Rita Borsellino al Congresso ARCI, Palermo, 11 febbraio 2006)
Rita si è augurata che se un giorno dovesse diventare Presidente vorrebbe questa frase nella sua stanza.
Grazie Piero, grazie di tutto
Marco Bertelli
Commento di Marco — 30 Aprile 2006 #
Condivido in pieno il grazie di Marco Bertelli, e il poco o il tanto di ciascuno di noi che basterebbe. Ad esempio: http://prodinsicilia.blogspot.com per contribuire a far vincere Rita in Sicilia
Commento di Giuseppe Boscarino — 4 Maggio 2006 #
Il video di cui sopra (”Una voce fuori dal covo”) è stato realizzato da Calogero Giuffrida e gentilmente concesso, come promesso, a Piero Ricca.
www.ComuniCalo.ilcannocchiale.it
Commento di ComuniCalo — 3 Giugno 2006 #