Forza Garzon!

Maggio 31, 2006 on 7:02 pm | In Politica, Legalità | 2 Comments

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Ora e sempre: “Fatti processare buffone!”.

Si sapeva che i magistrati spagnoli lo attendevano al varco del dopo-elezioni. E infatti, lasciata a malincuore la carica di presidente del Consiglio, la Vittima della Malagiustizia dovrà affrontare il procedimento penale per il “caso Telecinco”.
Gli farà compagnia l’amico fidato Marcello Dell’Utri.

L’accusa è di aver aggirato, tanto per cambiare, la legge spagnola in materia antitrust, ricorrendo a prestanome finanziati in nero attraverso società off shore: la famosa “All Iberian”, usata anche per i regali a Craxi.

Istruita dal magistrato Baltazar Garzon, l’inchiesta era stata “congelata” in seguito alla nomina di Berlusconi a presidente del Consiglio.

Notizia dello scongelamento è stata diffusa nei giorni scorsi, mentre l’attenzione generale era incentrata sulla campagna elettorale.

Più precisamente la pubblica accusa di Madrid chiede la continuazione del procedimento contro Dell’Utri e Berlusconi, i quali si sono avvalsi finora dell’immunità, rispettivamente di parlamentare europeo e presidente del Consiglio.

Vedremo se almeno questa volta i due anguilleschi imputati si difenderanno con dignità, rispondendo alle domande dei magistrati, o grideranno al complotto.

E in parallelo verificheremo se l’ordinamento giudiziario spagnolo è più forte della pretesa di impunità di un manipolo di prepotenti.

In questo articolo del Corriere della Sera è rintracciabile una ricostruzione della faccenda: Niente più immunità per Berlusconi

Da ricordare che proprio un intervento che toccava la vicenda Telecinco, il primo luglio 2003 a Strasburgo, aveva visibilmente indispettito l’Immune, allora presidente di turno dell’Unione europea, che non resistette alla tentazione di definire “turisti della democrazia” i parlamentari europei e “kapò” uno di essi. (vedere video: prima parte, seconda parte)

Non escludo una trasferta a Madrid, nel caso di nuove “deposizioni spontanee” del nostro.

Sconfitta!

Maggio 30, 2006 on 7:40 pm | In Uncategorized, Politica | 6 Comments

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Dunque Totò Cuffaro - sotto processo per favoreggiamento alla mafia - ha vinto contro Rita Borsellino, un simbolo dell’Antimafia.

Buono a sapersi.

E i votanti milanesi, a maggioranza, hanno preferito Donna Letizia, evidentemente ritenendosi soddisfatti dalle precedenti amministrazioni di centrodestra. Uno su tre ha votato il partito azzurro.

Beati loro.

Per il resto, la minacciata “spallata” al governo non c’è stata. Anzi l’Unione è andata bene, vincendo nettamente a Roma, Napoli e Torino, confermandosi in molte altre città e conquistandone di nuove.

Poteva anche andar peggio, vista la prova non esaltante di queste sei settimane.

Io non sono andato malissimo.

Con 146 voti validi (grazie a tutti!) sono risultato il secondo votato della lista nella quale ero candidato, subito dopo la capolista, che godeva del traino del partito.

Specifico “voti validi” perché mi sono accorto che esprimere un voto non nullo è un’impresa complicatissima. Il mio amico Giordano, per esempio, ha confessato di non esserci riuscito.

Nelle condizioni date (invisibilità della candidatura, assenza di budget personale e sostegno di qualsivoglia apparato, mancanza di programmazione) lo considero un risultato dignitoso.

Purtroppo alla lista Italia dei Valori - priva del traino di Di Pietro e cannibalizzata dalla lista Ferrante - non è stato assegnato alcun seggio. Ne avesse preso almeno uno, come tutti si aspettavano, non era impossibile un mio ripescaggio come primo dei non eletti, visto che la capolista è anche assessore provinciale.

Sul piano personale, meglio così. In cinque anni a palazzo Marino, facendo il consigliere comunale alla mia maniera, mi sarei rovinato la vita.

Certo il dubbio rimane: quanti milanesi avrebbero espresso la preferenza per me, se solo avessero saputo che ero in lista?

Molti di più, ne sono certo. Ma non è un cruccio che mi toglie il sonno.

La prossima volta - se mai ci sarà - mi organizzerò per tempo e cercherò di far sapere a tutti che sono candidato.

Il problema generale tuttavia rimane: può essere giudicata democratica una competizione elettorale combattuta con mezzi tanto diversi dai vari candidati?

Chiusa la parentesi elettorale, ora è tempo di concentrarsi finalmente sulla battaglia più importante di questi anni: il referendum che, insieme a molti parlamentari e consigli regionali, oltre ottocentomila cittadini hanno chiesto per impedire l’entrata in vigore della pessima riforma della Costituzione, comunemente chiamata “devolution”.

L’appuntamento è per il 25 e 26 giugno, la maggioranza dei votanti deciderà per tutti.

Anche in questo caso tutto si gioca sull’informazione. Quanti elettori sono attualmente informati sui cambiamenti introdotti dalla riforma? Quanti lo saranno il 25 giugno?

Chi vuole contribuire a questo lavoro di informazione, in difesa della Costituzione, può darci una mano ai tavoli o richiedere i nostri opuscoli informativi, scrivendomi.

www.salviamolacostituzione.it

Gli incattiviti

Maggio 27, 2006 on 1:31 pm | In Politica, Libertà, Democrazia | 13 Comments

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Ieri ho trascorso un paio d’ore in piazza san Babila, nel centro di Milano, con cinque o sei amici, in occasione del comizio di chiusura della campagna elettorale della cosiddetta casa della libertà al teatro Nuovo.

C’erano i big: Fini, Casini, Bossi e Berlusconi, oltre alla candidata sindaco Letizia Moratti.

Con Sergione, Alberto, Rita, Costanza e un altro paio di matti ci siamo messi in un angolo della piazza con quattro cartelli ben alti, di stampo chiaramente insurrezionale.

Primo cartello: SILVIO RISPETTA IL CAPO DELLO STATO.

Secondo cartello: SILVIO RISPETTA I SENATORI A VITA.

Terzo cartello: SILVIO RISPETTA IL GIORNALISMO LIBERO.

Quarto cartello: SILVIO BASTA ISTIGARE ALL’ODIO.

Siamo arrivati in piazza proprio mentre giungeva l’ex presidente del Consiglio, circondato dalla solita nuvola di guardiani-portaborse-cronisti-segretari-fotografi.

Durante il transito della nuvolaglia ho esposto brevemente, dapprima a viva voce e poi al megafono, il senso della nostra presenza in piazza. Ovvero: invitare per l’ennesima volta la controparte a rispettare la grammatica democratica.

Poi il granduomo è entrato e noi siamo rimasti a goderci l’avvincente spettacolo della convention dal maxischermo esterno.

Per fortuna c’erano decine di agenti di polizia, altrimenti qualche guaio l’avremmo passato.

I militanti del partito della libertà e dell’amore si offendono quando uno interpella l’Amato Leader.

La nostra presenza e i nostri cartelli li hanno infastiditi, a decine sono venuti a insultarci e provocarci in ogni modo.

Noi siamo rimasti fermi, sereni, in religioso silenzio.

Un azzurro ha sputato verso di noi; una inviperita signora con permanente bionda diceva peste e corna del “comunista” Napolitano citando un recente articolo di Libero; un’altra distinta signora continuava a ripetere: “Ma lo si vede dalle facce che sono degli schifosi”; due energumeni padani ci urlavano di andare a lavorare; bei tipi si accanivano nel dileggio di uno di noi, portatore di handicap; qualcuno ha lanciato monetine.

Un tipetto leccato e nerovestito ci è venuto incontro con aria baldanzosa, al grido: “Ma questi sono merdacce, difendete delle merdacce!”. Si riferiva al presidente della Repubblica e ai senatori a vita. Ci avrebbe aggredito se la polizia non l’avesse allontanato. Ho poi saputo che questo gentile signore era il parlamentare europeo Romano La Russa, fratello del più noto Ignazio.

Da una parte decine e decine di rancorosi; dall’altra sei cittadini che esprimevano con compostezza la propria opinione. In mezzo la polizia, a vigilare che la rabbia dei tifosi non tracimasse in linciaggio. Che tempi.

Ho visto persone in buona fede, plasmate dalla propaganda, persuase di aver subito micidiali ingiustizie dagli sporchi “comunisti”. Ho visto persone incattivite. Questo mi ha fatto pena.

Guardavo i volti di questa gente, ascoltavo i loro sfoghi pieni di veleno. E pensavo: ecco la colpa imperdonabile dell’ometto d’Arcore e della ciurmaglia che ha assoldato: aver lacerato un Paese, con l’aggravante dei motivi futili e abietti: far cassa ed evitare la galera.

Alla fine, su invito di un dirigente di polizia che temeva la carica dei rancorosi, abbiamo sciolto il presidio e siamo andati al vicino gazebo dell’Ulivo.

Non sarà facile ricostruire.

Post scriptum 1

L’altro giorno, davanti all’ingresso del circolo della stampa, ho scambiato due parole con il candidato sindaco dell’Unione Bruno Ferrante. Gli ho chiesto la sua opinione sulla targa a Craxi in piazza Duomo 19, decisa dalla Giunta Albertini. Mi ha risposto: “Mi sembra una cosa di cattivo gusto, non la metteremo”.

Post scriptum 2

Ieri in piazza ci è passato a tre metri lo steward Pierferdinando Casini. Non ho resistito e gli ho urlato (al megafono): “Ma non ti vergogni neanche un po? Parli di questione morale e hai candidato alla presidenza della Sicilia un imputato per favoreggiamento alla mafia?”. Lui ha tirato dritto senza rispondere. FORZA RITA!

Festa!

Maggio 25, 2006 on 11:09 am | In Uncategorized, Politica | 3 Comments

Festa
La mia campagna elettorale inizia venerdì 26 maggio, quando tutti la chiudono.

Campagna di passaparola, intendo.

Allo spazio Sugus si farà festa e si potrà vedere il film Radio Foppa, realizzato da Ricky Farina e da me.

Inizio ore 19, in via Jacopo Dal Verme 4 (quartiere Isola).

Ditelo ai vostri amici.

C’è una possibilità contro novecentonovantanove che io possa essere eletto consigliere comunale, per motivi oggettivi: il peso specifico elettorale della lista che ben difficilmente avrà diritto a più di uno o due consiglieri, l’assenza di quella visibilità indispensabile al voto di opinione, la tradizionale marginalità di una candidatura indipendente, eccetera.

Ma non è detto.

Tutto dipende da quanto, negli ultimi giorni, girerà la notizia della mia presenza in lista. E questo dipende da chi mi sostiene.

Venite venerdì con i vostri amici.

E fate girare anche il mio pizzino elettorale pubblicato qui sotto.

Grazie.

Il mio pizzino

Maggio 24, 2006 on 10:38 pm | In Uncategorized, Politica, Libertà | 2 Comments

Pizzino

Propongo a TUTTI gli amici di questo blog di diffondere questa letterina.

Cari amici,
nella chilometrica lista dei candidati per il Consiglio Comunale di Milano c’è anche il mio nome.
Sono ospite nella lista Italia dei Valori, che sostiene il candidato sindaco Bruno Ferrante.
Offro ai cittadini milanesi la possibilità di mandare in Comune un vero rompiscatole dei pre-potenti.

Mi sono accorto che molti si concederebbero il lusso di votarmi… se solo sapessero che sono candidato. Il problema è la comunicazione, o meglio la clandestinità della mia candidatura solitaria e indipendente.
In questi giorni ho cercato di parlare alle persone, attraversando la città con dei cartelli gialli, il mio megafono Ikarus e una valigia zeppa di volantini.
Ma non basta.
Come altre volte in passato mi rivolgo alla rete, confidando nei miracoli del passaparola.
Vi chiedo di diffondere ovunque possibile la notizia di questa mia candidatura.
Mi si può votare (scheda azzurra) mettendo una crocetta sul simbolo Italia dei Valori, e scrivendo RICCA nell’apposito spazio per la preferenza.
Sono anche candidato (scheda verde) ai consigli di zona 6 e 7.
Fatelo sapere ai vostri amici.
Grazie e un abbraccio a ciascuno di voi.
Piero Ricca

Il caimano è vivo

Maggio 23, 2006 on 1:23 am | In Politica | 5 Comments

Moretti

Ha ragione Nanni Moretti. Del caimano non ci siamo liberati.

Anzi è ancora molto pericoloso.

Lo è perché metà del Paese gli crede ancora.

Lo è perché è gonfio di soldi.

Lo è perché conserva un potere micidiale sul sistema dei media.

Lo è perché è in grado di orchestrare campagne di facile presa.

Lo è perché sa fare la vittima ed è abile nel dare la colpa agli altri.

Lo è perché è libero da ogni freno di carattere morale.

Lo è perché non ha alleati, ma servi e complici.

Lo è perché userà ogni difficoltà di questa fragile maggioranza a suo vantaggio.

Non lo sopravvaluto: guardo la realtà.

Le performance dell’ultimo mese sono eloquenti.

Si è passati allegramente dalla delegittimazione dell’esito elettorale all’aggressione ai senatori a vita, attraverso la minaccia di “scioperi fiscali”.

Ieri è stato il turno di Enzo Biagi, definito “vecchio rancoroso” e dunque giustamente epurato. Oggi l’attenzione si è spostata su Giorgio Napolitano: che resta un “comunista”, dunque infido e fazioso.

Il caimano è vivo e lotta contro di noi.

Per evitare il suo definitivo trionfo occorre un’azione di governo seria e incisiva, che proceda in parallelo a un processo di autentico rinnovamento politico nel centrosinistra.

Due leggi sono prioritarie:

- una disciplina severissima dei conflitti di interesse: per separare controllo di media e attività politica

- una vera riforma antitrust: per ripristinare condizioni di agibilità democratica nell’informazione

La liberazione della Rai dai partiti è contestuale.

L’intervista di ieri a Repubblica del nuovo ministro della Comunicazione Paolo Gentiloni, propone al riguardo suggestioni interessanti.

Occorre trasformarle, presto e bene, in realtà.

A questo punto non ci sono più alibi.

I matti di EducaCi

Maggio 20, 2006 on 1:17 pm | In Politica, Libertà, Democrazia | 1 Comment

Ci sono almeno due tipi di matti.

C’è chi si crede Napoleone e chi vuole elevare gli uomini.

Al secondo gruppo appartengono di diritto Valeria, Alberto e tutti gli amici milanesi che hanno messo in piedi l’associazione EducaCi.

Che cosa si sono messi in testa questi matti?

Vogliono introdurre corsi di educazione civile integrata nelle scuole italiane.

Chiedono una legge che istituisca questi corsi.

Ma prima ancora propongono ai presidi e agli insegnanti di sperimentarli nell’ambito dell’autonomia scolastica.

I matti di EducaCi hanno compreso che, al punto di degrado morale, civile e culturale nel quale siamo precipitati, si deve ripartire dall’educazione dei giovanissimi.

Educarli al senso civico.

Educarli ai valori della Costituzione.

Educarli al rispetto delle regole.

Educarli al senso critico.

Educarli insomma a vivere da cittadini, anziché da sudditi desideranti e senza memoria come la Divinità Mercato li alleva fin da piccoli.

Un vasto programma, di ecologia della mente, buono anche come antidoto a futuri napoleoni.

Ecco perché gli amici di EducaCi, veri illuministi, mi sono simpatici. E invito a sostenerli.

www.educaci.it

Gli onnipresenti

Maggio 19, 2006 on 1:07 pm | In Politica | No Comments

Cartelloni elettorali

Domanda: perché certi candidati spendono cento, duecento, trecento mila euro per farsi eleggere in consiglio comunale?

La domanda viene spontanea, certo non a tutti, camminando per Milano in questi giorni pre-elettorali.

Inviti a feste in locali esclusivi, manifesti a raffica, volantinatori pagati, strombazzamenti vari.

Perché l’elezione al consiglio comunale è considerata degna di un investimento in propaganda così rilevante?

E perché alcuni candidati possono farsi conoscere grazie al denaro, e altri no?

Sotteso a queste domande c’è un tema fondamentale: il rapporto fra potere economico e democrazia.

Servirebbero regole severe, per impedire l’estinzione delle idee, a tutto vantaggio degli interessi.

Per esempio un tetto alle spese. Se si scopre che un singolo candidato ha speso oltre la cifra x per procacciarsi voti di preferenza, lo si esclude dalla competizione elettorale.

Intanto propongo agli elettori di Milano e di ogni città dove si vota, di girare con un taccuino, per segnarsi i nomi, a futura memoria, dei candidati più visibili: quelli onnipresenti sui manifesti, quelli che fanno festa nei locali esclusivi, quelli che organizzano cene in ristoranti di grido, quelli che mettono la pubblicità sui taxi e sui tram, quelli che stampano brochure extra lusso, quelli che pagano spot su radio, giornali e tv.

Ci sono tre possibilità.

1 I faccioni onnipresenti sono di benefattori: spendono per poter contribuire al bene pubblico.

2 I faccioni onnipresenti spendono e spandono per pura vanità del potere.

3 I faccioni onnipresenti investono in vista di un ritorno, loro e le cordate d’affari che li sostengono.

Quale ipotesi vi sembra la più probabile?

Segnatevi i nomi. Meglio non votarli.

Lettera di Ricky

Maggio 19, 2006 on 12:21 pm | In Politica | No Comments

L’amico Riccardo mi ha scritto nei commenti questa letterina. Merita un post. Lo toglierò, per modestia, dopo le elezioni.

Conosco Piero Ricca intimamente, una conoscenza
che oserei definire carnale, so quanto è difficile
per lui scendere in campo, lui che odia il calcio
e i miracoli, e le fanfaronate di qualsiasi genere, un supplizio diventare ” un santino “,
rischiare di finire in Comune, lui che non ha
nulla di comune, e odia il parlottame
burocratico-affaristico, perché la parola è
sacra, è Verbo, lo conosco, e se ha deciso di
velare il proprio ascetismo psichico, violando
la sua mite natura francescano-edonistica,
buttandosi nell’agone politico,significa che sdegno, schifo e ribrezzo civico sono arrivati al colmo dell’intollerabilità, e lui, che non
ha paura, ha deciso di lottare per noi. Grazie Piero.

p.s.

quando andiamo a Lugano a divertirci?

Aboliranno le leggi vergogna?

Maggio 18, 2006 on 1:17 am | In Politica, Legalità | 4 Comments

I nostri eroi

Abolizione immediata delle leggi vergogna.
Accanto alla riforma del sistema dei media, ecco un altro impegno inderogabile.
Non tutte per carità, ma almeno le più gravi.
Per esempio:

- Legge Pecorella
- Legge “ex Cirielli”
- Riforma della legittima difesa
- “Depenalizzazione” del falso in bilancio
- Riforma dell’ordinamento giudiziario

Ce la faranno i nostri eroi?
Si adopererà in tal senso il nuovo ministro di Grazia e Giustizia, Sua Eccellenza Sannita Clemente Mastella?
Saranno compatti i gruppi parlamentari?

Lo sapremo a giorni. I decreti attuativi della riforma dell’ordinamento giudiziario sono in scadenza.

Ma nell’attesa qualche dubbio affiora, anche in ragione del fatto che ben pochi dei candidati unionisti, in campagna elettorale, hanno voluto specificare quali fossero le leggi da bloccare e abrogare subito. Per non apparire disfattisti, probabilmente.

E dire che appelli a fare chiarezza prima delle elezioni, s’erano levati da più parti. E da voci autorevoli, non solo da “demonizzatori” da strapazzo.

Un foltissimo gruppo di giuristi, avvocati e magistrati, su iniziativa di Armando Spataro, ne aveva diffuso uno, dal titolo “Un impegno per la Giustizia”. Sottoscritto da migliaia di cittadini e rimasto inascoltato.

Suggerirei ai nostri eroi dell’Unione di rileggerselo.
E di provare a darsi, se possibile, un po’ di coraggio.
Quel coraggio che in questi anni loschi la magistratura italiana, a gran maggioranza, ha dimostrato di avere, opponendosi con fermezza a una deriva incostituzionale.

Da scelte come queste li giudicheremo.

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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