D’Alema al Quirinale? Preferirei di no.
Maggio 6, 2006 on 6:31 pm | In Politica, Democrazia, Legalità, Informazione |
E’ più forte di me, sento l’esigenza di manifestare il mio dissenso verso l’ipotesi di D’Alema al Quirinale.
So bene che qualcuno deve pur fare il Capo dello Stato, e che è difficile se non impossibile al giorno d’oggi trovare un grande vecchio al di sopra delle parti, non ricattabile, dotato di senso dello Stato e votabile dalla maggioranza di questo Parlamento eletto dai partiti.
Tuttavia, accettare in silenzio l’idea che la presidenza della Repubblica, per effetto della mediocrità dei tempi, vada a questo skipper bicameralista, a questo inciucista (pieno di disprezzo verso i movimenti e in generale verso tutto ciò che la politica dei partiti non riesce a controllare), beh non mi viene facile.
Al Quirinale, tanto per dire, vedrei meglio uno che comprendesse che l’etere, non Mediaset è “patrimonio del Paese”. Uno che sapesse che l’effettiva separazione dei poteri e degli interessi è la condizione stessa della democrazia. Uno che avesse un passato privo di ombre come finanziamenti illeciti e amichevoli conversazioni intercettate con manager di cooperative a dir poco discutibili.
Oltretutto, con D’Alema al Quirinale, la troika degli affossatori del primo governo Prodi (Bertinotti, Marini e lo skipper), otto anni dopo, ce la troveremmo assurta tutta intera, forbita e ben pasciuta, alle massime cariche dello Stato.
Preferirei di no. Anche perché penso che la decisione di affossare il primo governo Prodi abbia - come dire - agevolato il successivo trionfo berlusconiano, con le conseguenze che il mondo civile conosce. Tant’è vero che il buon Previti danzava per la gioia in Transatlantico, quel giorno del 1998.
In allegato una bozza di volantino per esprimere questo semplice concetto: D’Alema al Quirinale? No.
Non è un veto, è un’opinione.
Da stasera all’ultimo momento utile lo diffonderò ovunque vada. Per esempio domani, al salone del libro di Torino.
Si può utilizzare e diffondere a piacimento.
Ancora una volta, in tal modo, mi troverò in disaccordo con il signor Marcello dell’Utri, il quale - “a certe condizioni” - non vedrebbe male lo skipper come successore di Ciampi. Lo ha dichiarato l’altro giorno al Corriere della Sera.
6 Commenti »
RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI
Lascia un tuo commento
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
Powered by WordPress with design based on Pool theme by Borja Fernandez.
Entries and comments feeds.
Valid XHTML and CSS. ^Top^


Gentile dottor Ricca,
mi scuso in anticipo per l’invadenza di questo commento-fiume; se ne ha piacere lo legga, e naturalmente si senta libero di cancellarlo qualora lo trovi troppo ingombrante.
Bisogna fare uno sforzo mentale considerevole per giudicare obiettivamente la gravità della vicenda giudiziaria di D’Alema (e quella del suo presunto fedelissimo Crisafulli; vedere http://www.societacivile.it/primopiano/articoli_pp/berlusconi/nuovicandidati.html ), dal momento che giornali liberi quando si tratta di riferire le ciclopiche magagne di Berlusconi e dei suoi sodali (e di darne il duro giudizio che esse meritano) al più danno un cenno fuggevole a certe voci del curriculum dei suddetti deputati Ds (o le ignorano completamente: illuminante al riguardo il seguente scambio fra Sabelli Fioretti e Padellaro:
S: Non nasconderti dietro a un dito. Travaglio attacca i Ds…
P: «Sull’Unità? Mai. Io rispondo solo di quello che viene pubblicato su questo giornale. Marco è un uomo libero. Su MicroMega scrive quello che vuole, nei dibattiti dice quello che vuole. E i suoi libri non dipendono da me» ( da Antonio Padellaro - Corsera Magazine - 22-12-2005 );
Padellaro sembra quasi essere risentito per l’osservazione dell’intervistatore, e rivendicare come l’Unita sia esente da attacchi ai Ds). Tuttavia, bisogna rendersi conto che la libertà unidirezionale non è vera libertà, e superare un doppiopesismo inconscio e autoconsolatorio (pur nel riconoscimento che fra i due schieramenti l’Unione sia nel complesso il meno peggio).
Gentile dott. Ricca, trovo meritoria anche questa sua nuova iniziativa, e suggerirei di aggiungere in cima al volantino un riferimento alla prescrizione di D’Alema… magari con qualche citazione dal capitolo de “La repubblica delle banane” di Travaglio e Gomez che racconta risvolti inquietanti di questa vicenda che qui non riporto per (relativa) brevità; o dalle lucide considerazioni di Travaglio, basate su questi e altri fatti, reperibili su http://www.micromega.net/2006/05/index.html .
A mio parere un prescritto confesso è peggio di un pregiudicato, perché quest’ultimo ha almeno pagato in qualche modo il suo debito con la società (infatti un pregiudicato, che pure abbia visto la sua pena sospesa, potrà figurare in qualche campagna per un Parlamento pulito, mentre un prescritto sui media italiani verrà automaticamente parificato a un assolto).
Utile potrebbe anche essere coinvolgere “Casa della legalità” e “Democrazia e legalità”, affinché rendano esplicito l’appello implicito che hanno già promosso contro D’Alema al Quirinale (cito da http://www.genovaweb.org/ : “In questo quadro chiediamo che l’Unione dichiari da subito che alla persona di Giulio Andreotti, riconosciuto colpevole di associazione mafiosa sino alla primavera del 1980 (reato prescritto ma dimostrato e confermato dal giudizio in Cassazione, con condanna al pagamento delle spese processuali), come agli altri eletti con pendenze e precedenti penali o prescrizioni giudiziarie, non venga assegnato alcun ruolo istituzionale o di governo.”). Si potrebbe raccogliere un certo numero di firme su internet per il nuovo appello e poi inviarlo via e-mail a tutti i 1010 grandi elettori, e fare presente alle agenzie di stampa e agli altri media, anche stranieri, che chi voterà un prescritto, l’avrà fatto scientemente.
Cordiali saluti,
Commento di deinosuchus — 6 Maggio 2006 #
Mi ritrovo completamente nelle Sue considerazioni e La sostengo nell’impegno a diffonderle il più possibile: Non possiamo tacere.
Commento di Paolo Cecamore — 7 Maggio 2006 #
Ma fammilpiacere buffone sei solo un berluschino in erba e scommetto che c’hai i soldini in Svizzera se hai tanto tempo per fare il pagliaccio in giro… a te ti paga Mediaset vero?
Commento di metanolo — 8 Maggio 2006 #
Chi pensa con la propria testa spesso disorienta l’interlocutore. Lo abbiamo constatato anche ieri a Torino. Ripetevo spesso: siamo qui come elettori di centrosinistra. Perplessità tra i passanti. Ebbene sì: proprio perché siamo antiberlusconiani preferiremmo non avere D’Alema come presidente della Repubblica.
Un’opinione politica, nulla di più. Basta questo per essere bollati come servi del nemico?
P.
Commento di piero — 8 Maggio 2006 #