A Torino, per dire no a Baffino
Maggio 8, 2006 on 6:31 pm | In Politica, Libertà, Legalità, Informazione |
Forse è solo tattica. Oppure portiamo jella ai personaggi che critichiamo. Sta di fatto che, tornando con l’ultimo treno da Torino, ieri sera ho appreso che il buon D’Alema non era più il candidato dell’Unione al Quirinale. Gli era subentrato Giorgio Napolitano, che personalmente reputo ben più autorevole.
Ero andato a Torino, come annunciato sul blog, per manifestare insieme agli amici del meetup di Beppe Grillo proprio contro l’ipotesi dell’elezione dello skipper bicameralista a presidente della Repubblica.
Per un paio d’ore abbiamo sostato davanti all’ingresso principale della fiera del libro con volantini e cartelli. Su quest’ultimi avevamo sintetizzato alcune delle nostre ragioni: la Bicamerale, gli inciuci, “Mediaset patrimonio del Paese”, la mazzetta prescritta tanto tempo fa, eccetera eccetera.
Ho tenuto anche un comizietto, proprio non ce la faccio a star zitto. Questo è il link a uno dei video girati dagli amici di Torino.
Mi ha divertito la perplessità di molti passanti quando, dopo aver letto i cartelli, sentivano che eravamo elettori di Centrosinistra.
La libertà disorienta. Anzi, è autentica proprio quando suscita fastidio in coloro che ragionano per schemi.
Poi siamo entrati negli spazi della fiera. Alle 13,30 è iniziato un convegno organizzato da Micromega. C’erano Pardi, Odifreddi, Flores, Caselli, Travaglio, la Hack. Si è parlato delle priorità del prossimo governo Prodi: quali leggi bloccare subito, quali riforme fare subito, per sconfiggere una volta per tutte la poco onorevole “anomalia italiana”.
Tra il pubblico c’era anche Nando Dalla Chiesa, il quale nel suo blog ha riportato una sensazione: attenzione, a furia di giochetti l’Unione si è già giocata una parte del consenso ottenuto meno di un mese fa.
In particolare Flores e Travaglio hanno toccato il tema del giorno: il dopo Ciampi.
Secco e ampiamente argomentato il no a D’Alema. Applausi scroscianti.
Travaglio ha concluso il suo intervento ricordando alla foltissima platea che fuori c’eravamo noi a manifestare e che si poteva prendere e diffondere il nostro volantino.
Un uomo della sicurezza è subito accorso per impedirci di volantinare ed esporre i cartelli dentro il perimetro della fiera, ma è stato zittito dalle stesse persone che a frotte venivano a prendere il volantino.
A un certo punto è arrivata la polizia, che già ci aveva identificati in mattinata. Ma se n’è rimasta buona, capendo che stavamo solo esponendo le nostre idee. In democrazia è consentito.
Mentre ero a cena con gli amici di Torino, mi ha chiamato un giornalista di Repubblica. “Ma è vero che le forze dell’ordine vi hanno strappato i volantini?”, mi ha chiesto. Cercava la notiziona. L’ho dovuto deludere, non ho la vocazione della vittima.
3 Commenti »
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Da Repubblica nelle pagine di Torino:
«D´Alema al Quirinale? No grazie». Con cartelli che attaccano il presidente dei Ds e un volantino che ricorda come D´Alema «sia stato assolto solo per sopraggiunta prescrizione dal reato di finanziamento illecito dei partiti», un gruppo di «Meet-up», il movimento nato dal blog di Beppe Grillo, ha manifestato ieri alla Fiera del Libro. Identificati dalla questura, i manifestanti hanno comunque potuto distribuire il loro materiale fuori dalla Sala gialla dove si svolgeva un dibattito con Marco Travaglio e Paolo Flores d´Arcais che hanno solidarizzato con loro. Tra loro anche Piero Ricca, processato e assolto per aver dato del «buffone» a Berlusconi al termine di un´udienza del processo milanese Imi-Sir.
da L’Unità,8-5-06
E al Lingotto s’annuncia la contestazione preventiva
Micromega, al dibattito sul nuovo governo Travaglio, Flores, Pardi motivano il loro no a D’Alema sul Colle
di Maria Zegarelli / Roma
Fiera del libro a Torino, ore 13.30. Un pubblico attento, circa 600 persone. Un dibattito vivace. L’obiettivo: spiegare perché da (più o meno) sinistra c’è chi è convinto che Massimo D’Alema non debba essere eletto quale prossimo presidente della Repubblica. Ovvio, i punti all’ordine del giorno erano diversi, «100 giorni la società civile chiede a Prodi…», il tema del dibattito, organizzato da Micromega, ma l’argomento che più fa notizia è proprio quello legato all’appuntamento di oggi in Parlamento: l’elezione del successore di Carlo Azeglio Ciampi.
Ad esprimere la propria contrarietà sul nome del presidente Ds sono stati due degli intervenuti, Paolo Flores D’Arcais e Marco Travaglio, mentre all’ingresso dei padiglioni del Lingotto Fiere si è tenuto un presidio (con tanto di uomini-sandwich e distribuzione di volantini) di «amici del meetup di Beppe Grillo».
«Siamo alle porte di un nuovo inciucio», ha detto Travaglio, che ha sottolineato come D’Alema, «essendo stato prosciolto per prescrizione da una vicenda di finanziamento illecito, non può diventare presidente del Csm (il consiglio superiore della magistratura, carica che assumerebbe diventando capo dello Stato - ndr)». Inoltre secondo Travaglio non può diventare presidente chi con la «bicamerale non ha avuto una posizione nella difesa della Costituzione che in quell’occasione stavano per smantellare». Critiche anche all’intervista a Piero Fassino pubblicata sul Foglio di Giuliano Ferrara, che sarebbe «indecente» perché rilasciata al giornale della famiglia Berlusconi. Secondo Travaglio D’Alema, infine, sarebbe ricattabile perché - rispetto al caso Unipol - Berlusconi avrebbe in mano le registrazioni delle intercettazioni ai Ds il cui contenuto non è ancora stato diffuso». Ultima tesi ampiamente espressa da Travaglio proprio sull’ultimo numero di Micromega: «Massimo D’Alema è indiscutibilmente l’azionista di maggioranza dei Ds. Senza contare che gli eredi del vecchio Pci, usciti dalle elezioni con meno del 30% della somma dei voti, hanno già avuto la terza carica dello Stato con Bertinotti: attribuire loro anche il Quirinale parrebbe francamente eccessivo rispetto agli orientamenti emersi nel Paese dalle ultime elezioni».
Tra i partecipanti al convegno c’erano anche Margherita Hack e Gian Carlo Caselli, procuratore generale del Piemonte, che ha chiesto al prossimo governo di congelare la riforma della giustizia e di rialzare le pene per il falso in bilancio. L’appello lanciato dalla Hack, ancora una volta, ha riguardato la laicità dello Stato, così ampiamente messa in discussione dalle leggi del centro destra.
«Un tratto fondamentale che contraddistingue D’Alema è il disprezzo verso tutto ciò che si muove nella società civile», ha sostenuto Flores D’Arcais, aggiungendo che il candidato per il Quirinale di Micromega è proprio Margherita Hack. «La redazione di Micromega - ha detto il direttore - non è ottimista sul futuro del governo dell’Unione e con realismo avverte il rischio che non riesca a affrontare i problemi sul tappeto, come accadde già tra il 1996 e il 2001, giustizia, informazione, precarietà del lavoro e laicità in testa», aggiungendo che il rischio è il governo non regga e cada entro un anno, riportando il paese alle urne con la forte probabilità che allora vinca Berlusconi.
Per Pardi, infine, «bisogna comunque cancellare le leggi ad personam e sostituire tutte le leggi incostituzionali».
Commento di Luigi — 8 Maggio 2006 #
MA QUANTO SARA’ BUFFONE UN CRETINETTI CHE GIRA CON I CARTELLI DA SCEMO APPESI AL COLLO?
ORA CHE HA VINTO LA SINISTRA CI SI PUO’ GIURARE CHE QUESTA SOTTOSPECE DI PAOLOINI LO VEDREMO GRIDARE A PRODI……..
MA CHE BUFFONE !!!
E QUESTO LUIGI LECCAPIEDI DEL BUFFONE COSA VUOLE, UN POSTO DA PORTABORSE????
Commento di metanolo — 10 Maggio 2006 #
Luigi (io) aiuta Piero a gestire questo sito, non è il portaborse di nessuno. Luigi vuole vivere in un’Italia migliore, dove i politici sono al servizio dei cittadini. E non viceversa.
Se reputi ridicolo manifestare con cartelloni, evidentemente non sei abituato alla manifestazione civile e pacifica delle proprie idee, come si usa in democrazia.
Le critiche sono sempre beneaccette, ma i termini “leccapiedi” o “cretinetti” puoi tenerteli per te. Modera i termini per cortesia se vuoi continuare a contribuire a questo sito.
Ancora una cosa: scrivere in maiuscolo in internet equivale a gridare. Non ce n’è bisogno quì.
Commento di Luigi — 10 Maggio 2006 #