Lettera alla Polizia di Milano

Maggio 17, 2006 on 1:05 pm | In Uncategorized, Politica, Libertà, Costituzione, Democrazia, Legalità | 1 Comment

Fermo Polizia

Cari Amici della Polizia di Milano,

questo appello è per Voi.

So che alcuni di Voi ogni tanto danno un’occhiata a questo blog. E me ne rallegro.

Voi certo sapete della mia candidatura a consigliere comunale di Milano.

Mi permetto dunque di chiederVi sostegno.

Chi meglio di Voi, infatti, conosce la continuità del mio impegno civile di questi anni?

Pian piano, dopo qualche iniziale perplessità, avete dimostrato di comprendere la serietà delle mie ragioni e la responsabilità del mio metodo di lotta non violenta, tutto fondato sulla parola.

Mi avete finalmente identificato, nel senso più autentico.

Avete compreso che la contestazione dell’abuso di potere è momento di vitalità democratica, e non certo di disprezzo delle istituzioni.

Oltretutto, nelle conversazioni private, con molti di Voi spesso scopro di essere in sintonia su molti argomenti. E questo mi fa sentire meno solo.

Ecco perché mi fa piacere chiederVi il voto.

Uno di Voi, l’altro giorno, a margine dell’ennesima manifestazione spontanea, mi ha detto: “Guarda che se poi diventi deputato o ministro e ti corrompi, veniamo a cercarti!”.

Accetto la sfida.

Se eletto a palazzo Marino, statene certi, continuerò a fare dentro l’istituzione cittadina quel che ho sempre fatto, spesso in Vostra compagnia, fuori dai palazzi: rompere le scatole a chi vive il potere come privilegio; esigere trasparenza e rispetto per la legalità formale, come per le norme dell’etica pubblica.

Continuerò, cioé, a turbare non l’ordine pubblico, come poteva sembrare a prima vista, ma il quieto vivere, come ormai è chiaro anche alla maggioranza di Voi.

Mi sembra, oltretutto, assai più divertente.

Pensate che bello: il contestatore eletto con i voti della Digos!

Basta mettere una crocetta sul simbolo Italia dei Valori e scrivere RICCA nell’apposito spazio. Fate girare la voce!

Un devoto saluto al Questore dott. Scarpis (che nel segreto dell’urna non Vi vede) e a tutti Voi,

da Piero Ricca

Per un’altra tv

Maggio 16, 2006 on 1:32 am | In Politica, Libertà, Informazione | No Comments

Per un'altra tv

Ce la faranno i nostri eroi a riformare il sistema dei media?

Riapriranno il mercato televisivo alla concorrenza?

Ridurranno il potere schiacciante della pubblicità?

Libereranno la Rai dai partiti?

L’affideranno a una dirigenza seria, scelta con criteri di professionalità?

Punteranno sulla qualità dell’intrattenimento e dell’informazione?

Approveranno una draconiana legge sui conflitti d’interesse, in modo da rendere incompatibili proprietà di media e cariche pubbliche?

Per fare queste cose sarebbe preferibile godere di una maggioranza parlamentare ampia, certo.

Ma prima ancora è necessaria un’autentica volontà di riforma.

Ne è dotata l’Unione di Romano Prodi?

Lo vedremo presto.

I nostri eroi non devono scervellarsi troppo. Proposte serie circolano da tempo.

Un valido schema di riforma della Rai, per esempio, è su www.perunaltratv.it.

Un interessante decalogo di proposte di riforma del sistema della comunicazione è su www.vivazapatero.org.

Ed è significativo che queste proposte partano da quegli artisti e giornalisti che hanno subito la censura in questi anni (nel silenzio di molti “liberali”, compresi alcuni dei nostri eroi).

Reintegrare tutti i censurati: si dovrebbe ripartire da qui.

Ecco un video del presidio per il ritorno di Enzo Biagi, tenuto a Milano il primo di aprile 2006, sotto l’ufficio di Biagi in Galleria Vittorio Emanuele.

Lettera ai dipendenti di Mediaset

Maggio 15, 2006 on 3:05 pm | In Uncategorized, Politica, Libertà, Informazione | 2 Comments

Una vita difficile

Cari dipendenti di Mediaset

e del Giornale, di Mondadori, di Mediolanum… e di tutto il resto,

questo appello è per Voi.

So bene quanto costi a molti di Voi lavorare per arricchire un personaggio come Berlusconi.

Provo un sentimento di autentica solidarietà umana per Voi, in particolare per i redattori del tg4.

So anche che molti di Voi hanno simpatia per me. Grazie!

Cari amici di Mediaset, del Giornale, di Mediolanum, della Mondadori…,

con vero piacere Vi informo che chi tra Voi è residente a Milano può dare del BUFFONE o del CORRUTTORE a Berlusconi: votandomi.

Ho infatti pensato di farVi cosa gradita, candidandomi come indipendente nella lista Italia dei Valori, nel centrosinistra di Ferrante.

Nel segreto dell’urna, a costo zero, potete toglierVi lo sfizio di mandare il capo a quel paese.

Nella cabina elettorale Lui non Vi vede, mentre io - con i Vostri voti - potrei essere eletto: per continuare a rompere le scatole, dal di dentro. Pensateci!

Un caro saluto a tutti, da Piero Ricca

Il metodo Ciampi

Maggio 14, 2006 on 3:54 pm | In Politica, Libertà, Costituzione, Democrazia, Legalità, Informazione | 2 Comments

Ciampi lascia il Quirinale e diventa senatore a vita.

Gli facciamo tanti auguri. Insieme ai complimenti per essere uscito da un settennato micidiale con un ampio consenso personale e mantenendo intatto il prestigio della più alta Istituzione repubblicana.

In un’epoca di imbarbarimento, è già qualcosa.

E tuttavia il dubbio resta: ha fatto il presidente Ciampi tutto il possibile per contenere il vandalismo costituzionale della passata maggioranza parlamentare?

Ce lo diranno gli storici, forse.

Io penso di no. Per due motivi. Primo: avrebbe potuto essere più chiaro e severo nelle sue esternazioni pubbliche. Il secondo motivo lo dirò in questo articolo.

L’uomo Ciampi è signorile. L’ho verificato di persona quando ebbi l’onore di incontrarlo

Era la mattina del 9 novembre del 2002.

Il presidente della Repubblica era venuto a Milano con la signora Franca, in occasione della inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Bocconi.

Con alcuni amici - Paola, Fabrizio, Alberto, Clive - ci piazzammo davanti alla Bocconi di buon mattino, con cartelli, Costituzioni e volantini, per rendere visibile il nostro dissenso rispetto alla famigerata legge Cirami (promulgata il giorno prima, e a tempo di record, dal presidente della Repubblica). Avevamo anche un paio di tricolori listati a lutto.

In seguito a un simpatico negoziato con gli uomini della Digos e del cerimoniale presidenziale (unica condizione postaci: togliere la fascia nera dal tricolore) sostammo un paio d’ore davanti all’ingresso, volantinando e attirando la curiosità dei reporter e degli ospiti.

A cerimonia conclusa uscì il presidente. Gli uomini del cerimoniale evidentemente lo avevano informato. Ci venne incontro, regalando visibilità alle nostre ragioni. Lesse i cartelli, ci salutò con un sorriso e una stretta di mano. Sotto i flash, avemmo con lui un breve dialogo.

Ciampi: “Abbiate fiducia nelle Istituzioni”.

Io: “Presidente, noi abbiamo fiducia nelle persone oneste come Lei…”.

Ciampi: “La Costituzione prevede diverse Istituzioni: c’è il Parlamento, c’è il Governo, c’è il Presidente della Repubblica, c’è la Corte Costituzionale…”.

Io: “Presidente tenga in considerazione la sofferenza civile di milioni di italiani…”.

Ciampi: “Abbiate fiducia nelle Istituzioni, mi raccomando”.

Lo salutammo con un applauso. La notizia di quella garbatissima “contestazione” finì sui titoli dei telegiornali di metà giornata e dei quotidiani del giorno dopo.

Da quell’incontro riportai la sensazione fisica di un uomo perbene, che cercava di dirci: ho le mani legate, più di così non posso fare.

Ciampi promulgò quella legge a poche ore dalla sua approvazione. Poi con quella legge si tentò invano di spostare i famosi processi da Milano a Brescia. La corte di Cassazione disse no.

Negli ultimi cinque anni Ciampi ha firmato diverse altre leggi assai controverse, di dubbia costituzionalità, approvate per evidenti interessi personali o di fazione. Tra queste, il cosiddetto Lodo Schifani, che più precisamente il professor Cordero ha definito Lodo Maccanico-Schifani-Ciampi.

Quella legge. poi cancellata dalla Corte Costituzionale, servì a bloccare il processo a Berlusconi giusto il tempo dell’inglorioso semestre europeo a guida italiana.

Anche ai dilettanti di tecnica costituzionale come me, è noto che il Capo dello Stato non ha poi tutti questi poteri di veto. Può rinviare alle Camere una legge che reputa incostituzionale - e Ciampi lo ha fatto con la legge Gasparri e la riforma dell’ordinamento giudiziario - ma in seconda battuta deve firmare.

Ai chierici di scienza costituzionale tuttavia certo non sfugge che la vigente Costituzione italiana non prevede l’intervento del Capo dello Stato nel processo legislativo.

E invece Ciampi si è avvalso sistematicamente di questo informale potere di influenza. Moral suasion, così viene chiamato dai giornali.

Le bozze di molte leggi, dalla Cirami alla “porcata” di Calderoli, sono state spedite al Quirinale, per un esame preventivo. Quindi Ciampi, anziché limitarsi a valutare le leggi una volta approvate dal Parlamento, le ha esaminate - lui e il suo ufficio giuridico - mentre erano ancora in discussione.

Lo hanno scritto i giornali, non smentiti. Ne hanno preso atto i politici stessi, di entrambi gli scheramenti. Lo ha addirittura rivendicato lo stesso Ciampi in una conversazione con il quirinalista del Corriere della Sera Marzio Breda, pubblicata ad aprile sul quotidiano di via Solferino. http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/04_Aprile/18/ciampi.shtml

“Mi sono rifatto al metodo Einaudi, la concertazione”. Così avrebbe risposto Ciampi alla domanda di Breda, che gli chiedeva conto proprio delle perplessità suscitate dalla cosiddetta pratica della “moral suasion”.

Una pratica certo seguita per senso della responsabilità (evitare “strappi” o “conflitti” istituzionali), ma - ripeto - non prevista dalle procedure costituzionali. E forse moralmente inadeguata, di fronte a una maggioranza parlamentare di stampo eversivo come la cosiddetta casa delle libertà.

Qui sta il motivo della nostra critica del 9 novembre 2002. Qui sta la ragione delle mie perplessità sul settennato ormai concluso di un presidente che pur giudico un galantuomo.

Spero che Giorgio Napolitano si riveli autorevole quanto Ciampi, e ancor pià scrupoloso di lui nel rispetto delle procedure costituzionali.

Vigileremo.

No-Targa

Maggio 13, 2006 on 1:52 am | In Politica, Legalità, Informazione | 1 Comment

Craxi e Berlusconi

Sabato 13 maggio 2006.

Oggi pomeriggio, in piazza Duomo 19, questo blog ha convocato un presidio di informazione, in dissenso rispetto alla decisione della Giunta Albertini di apporre una targa votiva in onore dell’ex segretario del Partito Socialista Italiano Bettino Craxi.

L’appuntamento con cartelli e volantini è per le ore 16.

Dovrebbero esserci anche alcuni fotografi amici. In ogni caso realizzeremo degli scatti, che poi invieremo alle agenzie.

In un paio di cartelli domanderemo alla signora Moratti e al signor Ferrante: metterete la targa a Craxi?

Per documentare l’iniziativa gireremo un breve filmato, che verrà messo on line.

Speriamo che la polizia non faccia scherzi. Siamo tutti incensurati, almeno noi.

Chiunque voglia aggiungersi a noi, sarà il benvenuto.

Questo è il volantino che distribuiremo. E’ a vostra disposizione.

Appunti per un programma

Maggio 12, 2006 on 3:21 pm | In Uncategorized, Politica, Informazione | 4 Comments

Piero22.JPG

Il programma il programma!

Ecco il mio.

- Chiusura del centro storico alle auto

- Riduzione del traffico entro la circonvallazione esterna: chi vuole entrare (NON con i suv et similia) paga, e salato

- Con i soldi del biglietto d’ingresso, favorire le forme di mobilità alternative all’auto

- Aumento della frequenza e ampliamento dell’orario dei mezzi pubblici: per esempio corse del metro anche di notte

- Piste ciclabili ovunque

- Taxi collettivi

- Costruzione di tanti bei parcheggi (gratis) alle porte della città

- Ripiantumazione ovunque possibile (mai più un nuovo caso “Bosco di Gioia”), anche con il contributo di sponsor privati, i quali in cambio potranno fregiarsi di una piccola targa con il proprio marchio

- Politica di capillare assistenza agli anziani non autosufficienti (il progetto dev’essere affidato a una commissione composta da famiglie con questo problema)

- Eliminazione delle barriere architettoniche ovunque possibile (il progetto dev’essere affidato a una commissione composta da disabili)

- Difesa del piccolo commercio rimasto in piedi, stremato dall’assedio della grande distribuzione

- Adeguamento delle insegne luminose dei pubblici esercizi a criteri di decenza estetica

- Sostegno alla sperimentazione nelle scuole di tutta la città di corsi di educazione civile integrata (vedi www.educaci.it)

- Dono a tutti i cittadini di una copia della Costituzione, nel giorno del compimento dei quindici anni di età

- Creazione di spazi di aggregazione e cultura di quartiere, dove sia possibile passare il tempo libero senza spendere, autogestiti dai cittadini del quartiere stesso

- Eliminazione della pubblicità esterna, poichè la città non deve vendere lo sguardo dei suoi cittadini. Alcuni impianti saranno mantenuti, per collocarvi riproduzioni di grandi opere della storia della pittura: Caravaggio, Botticelli, Raffaello… 

- Eliminazione o riduzione allo stretto necessario delle telecamere che spiano la vita dei cittadini

- Aumento dell’Ici dalla terza casa di proprietà in avanti, con la conseguente creazione di un fondo per gli studenti di famiglie non agiate

- Internet in banda larga senza fili a tutti gratis

- Internet point aperti anche la notte

- Mai più manifestazioni fasciste a Milano: se necessario, scriverlo nello Statuto comunale

- Istituzione delle elezioni primarie per ogni carica elettiva muncipale: scriverlo nello Statuto

- Creazione di un’Autorità indipendente per la verifica di ogni possibile caso di conflitto d’interesse di consiglieri comunale, assessori, dirigenti di nomina comunale

- Impegno a un rigoroso controllo del fenomeno delle consulenze facili, e dei “gettoni” ai portaborse di partito

- Creazione di un osservatorio permanente, di livello municipale, per lo studio dell’infiltrazione mafiosa in città

- Fermo No alla targa a Craxi in piazza Duomo 19, se mai questa decisione della giunta Albertini dovesse ritornare in voga: non si onorano gli ex latitanti

- Rimozione della seconda targa a Pinelli, messa da Albertini in piazza Fontana

- Creazione di una grande e autorevole tv comunale, via web e via satellite, affidata a giornalisti eletti dai cittadini, con palinsesto di informazione e cultura. Il 49% potrà essere ceduto ad un azionariato diffuso (non più dello 0,5% a investitore)

- Sostegno allo sviluppo delle tv di strada

- Creazione di un ufficio comunale che riceva, valuti e selezioni le proposte dei cittadini, con l’impegno a discuterle in consiglio

- Agevolazione dello strumento del referendum consultivo su scelte amministrative particolarmente rilevanti

- Collocazione in giro per la città, in strutture aperte al pubblico, di almeno 100 schermi per consentire la visione delle riunioni del consiglio comunale. Quando non c’è consiglio, si possono utilizzare per trasmettere concerti e rappresentazioni teatrali. 

- Massima valorizzazione degli artisti di strada, come risorsa della città

- Creazione di luoghi pubblici di “libera parola” sul modello londinese, dove ciascuno - senza preventiva autorizzazione, e rispettando delle regole - possa dire la sua e organizzare dibattiti. Per esempio nei parchi.

- Assegnazione dell’Ambrogino d’oro a Francesco Saverio Borrelli (negli anni scorsi gli è stato negato da parte di esponenti politici che l’hanno assegnato all’intollerante Oriana Fallaci)

- Creazione di un evento culturale di respiro internazionale: per esempio un’esposizione universale delle Idee del nuovo secolo

- Proposta di ospitare a Milano una sessione del forum sociale europeo

- Registro delle unioni civili

- Creazione di una vasta rete di scuole serali di arti e mestieri, attive nelle periferie

- Politica culturale a vantaggio delle periferie, per esempio una stagione di teatro itinerante e gratuita

- Agevolazione in ogni forma possibile della fruizione dell’offerta culturale (libri, giornali, dischi, cinema, teatro) da parte di fasce sociali di basso reddito: per esempio una tessera annuale per l’ingresso alle mostre

- Biblioteche aperte anche la domenica e la sera fino a mezzanotte.

- Musei gratis una volta al mese

- Riunioni itineranti del consiglio comunale fuori da palazzo Marino

- Banca delle competenze e del tempo. Il Comune offrirà di utilizzare le competenze e il tempo dei cittadini, per esempio studenti e pensionati, per far funzionare le proprie strutture (per esempio biblioteche e musei). In cambio renderà loro gratuiti alcuni servizi, (per esempio l’accesso ai mezzi pubblici)

- Sostegno, finanziamenti e collaborazione alle strutture della solidarieta (per esempio a don Colmegna e a don Rigoldi), per l’assistenza agli indigenti, agli immigrati e ai migranti

- Esclusione dalle gare d’appalto comunali di quelle società che subappaltano a ditte che impiegano personale “in nero”

- Proclamare Milano ”città senza cpt”

- Risoluzione consiliare a favore di una legge che consenta il diritto di voto per le elezioni amministrative agli immigrati socialmente inseriti da almeno cinque anni

- Utilizzo per finalità sociale di TUTTI gli immobili comunali

-NO alla privatizzazione dei beni pubblici essenziali, come l’acqua

 - Un grande progetto municipale, aperto alla collaborazione delle aziende private, con l’obiettivo di dare a tutti i senza fissa dimora di Milano una possibilità di vita dignitosa

Comunicato stampa

Maggio 11, 2006 on 6:31 pm | In Politica | 5 Comments

PRESIDIO PER IL NO ALLA TARGA A CRAXI

Sabato 13 maggio è fissato un presidio
per dire NO alla targa in onore di Bettino Craxi,
già decisa dalla Giunta Albertini, in piazza Duomo 19,
e per chiedere al Centrosinistra di Ferrante
di non dare seguito a questa decisione in caso di vittoria elettorale
L’appuntamento con cartelli e volantini
è per le ore 16, in Piazza Duomo 19.
Ci saranno anche alcuni amici del meetup di Beppe Grillo.
Nell’occasione informerò della mia candidatura al consiglio comunale di Milano, come indipendente nella lista Italia dei Valori. Una candidatura che nasce proprio come reazione morale a questa scandalosa decisione di dedicare una targa comunale a un ex latitante, al fine di riprogrammare la memoria collettiva.
Rispetto per i defunti, certo. Ma anche per la verità.
Gradita la diffusione della notizia.

Piero Ricca

Lettera di Pino

Maggio 11, 2006 on 11:13 am | In Uncategorized, Politica, Costituzione | No Comments

Repubblica Italiana

L’amico Pino Palermo, imprenditore vicino ai movimento per la Costituzione, ieri mi ha scritto questa letterina. Mi son tornati in mente tanti giorni.

Caro Piero,
come più volte ho avuto modo di dichiarare in questi anni di battaglie democratiche, mi sono imposto di non usare la visibilità a mio vantaggio.

Per questo motivo non ho mai accettato interviste e/o proposte di varia natura, perchè il mio unico scopo era ed è quello della difesa della nostra insostituibile COSTITUZIONE, delle nostre ISTITUZIONI e della indispensabile LEGALITA’.

Più volte Ti ho manifestato il mio dissenso su qualche Tua iniziativa, però ho la certezza che Tu vuoi le stesse cose che voglio io.

Caro Piero,
non ho dimenticato, e non dimenticherò la passione civile che Ti spinge a correre rischi (anche personali) per non piegarti alla barbarie nei confronti della MAGISTRATURA, delle FORZE DELL’ORDINE, dei giornalisti con la schiena DIRITTA.
E non dimentichiamo il danno che potrebbero ancora fare, con la cosiddetta “devoluzione”, alle ISTITUZIONI REPUBBLICANE, che sono costate TANTISSIMO a chi ci ha preceduto.

Per i motivi sopra esposti sono convinto che PIERO RICCA debba continuare la sua battaglia per la LEGALITA’ come consigliere indipendente nel comune di MILANO.

Per questa ragione chiedo di VOTARLO.

Ti invio un caro saluto.

Pino Palermo

PERCHE’ DICO NO A QUESTA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE
di: Giorgio Napolitano, intervento al Senato 15 novembre ‘05

La Costituzione della Repubblica Italiana

Le credenziali di Sgarbi

Maggio 9, 2006 on 12:29 pm | In Politica, Democrazia, Legalità, Informazione | 12 Comments

Piero intervista Sgarbi

Milano fu città di grande cultura.

Oggi dominano i megastore e gli showroom.

Sicché assessore alla cultura può farlo benissimo Stefano Zecchi, che deve la gloria al rutilante mondo dei talkshow.

Zecchi esordì nell’incarico - nel giorno in cui la giunta dimezzò i fondi all’assessorato alla cultura - con una bella intervista al Corriere della Sera: per parlar male del culturame di sinistra, a cominciare da Dario Fo.

Ma se vince la Moratti finalmente si cambia. L’assessore alla cultura potrebbe farlo il neodannunziano, invero un po’ imbolsito, Vittorio Sgarbi: un’altra stella del firmamento Mediaset.

L’ex deputato, arricchitosi azzannando i nemici del suo datore di lavoro: in primis i magistrati, è un uomo brillante e colto, di arte ne capisce. Così dicono anche a sinistra, dove non pochi, in vista delle ultime elezioni, lo avrebbero voluto riciclare.

Che sia uno squadrista del video, e dunque un servo (certo non sciocco) del partito azienda, poco importa. Gli ammiratori di sinistra sono affascinati dalla sua favella, come da quella dell’altrettanto “intelligente” Giuliano Ferrara.

Dopo aver girovagato per mezza Italia, candidandosi ovunque fosse possibile; dopo aver passato quattro legislature in Parlamento e una breve stagione perfino come sottosegretario, un mese fa il nostro eroe minacciava di capeggiare la lista “Terza Repubblica” per le elezioni amministrative di Milano.

La notizia è andata sui giornali, generando un dibattito. Dopo dieci giorni, previo un incontro con donna Letizia Moratti, la candidatura è stata ritirata.

In giro si dice che Sgarbi sarà assessore alla cultura di Milano, in caso di vittoria del centrodestra. Questo sarebbe il malloppo, ottenuto in cambio del ritiro della lista di disturbo. E’ un’epoca di grandi ideali.

L’altro giorno abbiamo incontrato questo utopista con gli amici del meetup di Beppe Grillo, alla fiera del libro di Torino, dopo la nostra manifestazione antidalemiana.

Nel breve colloquio, l’intelligentone ha sostenuto (falsamente) di non essere candidato a nulla, confermando di essere un “pregiudicato”, ma solo per il vezzo di “dire la verità”.

Secondo lui, la battaglia di Grillo, Di Pietro e noialtri per non avere parlamentari pregiudicati, è “un’idea buona ma insensata”, poiché genera una “limitazione democratica”. Grave, gravissima.

Sorvolando istintivamente sul fatto che la gran quantità dei parlamentari pregiudicati o prescritti - molti dei quali suoi amici, come Marcello Dell’Utri - lo è per un’ampia pluralità di reati piuttosto gravi, al nostro eroe piace ricordare che i suoi problemi con la legge sono frutto del “potere di denuncia”.

Evidentemente il professorone non distingue la denuncia politica dalla diffamazione e dalla calunnia via etere (padronale) e senza contraddittorio.

E questo furbesco equivoco negli anni gli è valso decine di “assoluzioni preventive”, allorché l’apposita commissione parlamentare - anche a maggioranza ulivista! - negava l’autorizzazione a procedere ritenendo i suoi reati di parola - spesso consumati in esibizioni televisive dalle quali percepiva un cospicuo tornaconto economico - protetti dall’insindacabilità parlamentare.

Ma soprattutto il cuor di leone dimentica che il fiore all’occhiello del suo curriculum giudiziario è una condanna definitiva per truffa allo Stato.

Negli anni della scalata al successo il dannunziano ricopriva un incarico pubblico, percepiva uno stipendio e non andava in ufficio, esibendo certificati medici rivelatisi falsi.

Come credenziale per fare l’assessore alla cultura di Milano, non c’è male.

A Torino, per dire no a Baffino

Maggio 8, 2006 on 6:31 pm | In Politica, Libertà, Legalità, Informazione | 3 Comments

Piero Ricca a Torino, per dire no a D'Alema al Qurinale

Forse è solo tattica. Oppure portiamo jella ai personaggi che critichiamo. Sta di fatto che, tornando con l’ultimo treno da Torino, ieri sera ho appreso che il buon D’Alema non era più il candidato dell’Unione al Quirinale. Gli era subentrato Giorgio Napolitano, che personalmente reputo ben più autorevole.

Ero andato a Torino, come annunciato sul blog, per manifestare insieme agli amici del meetup di Beppe Grillo proprio contro l’ipotesi dell’elezione dello skipper bicameralista a presidente della Repubblica.

Per un paio d’ore abbiamo sostato davanti all’ingresso principale della fiera del libro con volantini e cartelli. Su quest’ultimi avevamo sintetizzato alcune delle nostre ragioni: la Bicamerale, gli inciuci, “Mediaset patrimonio del Paese”, la mazzetta prescritta tanto tempo fa, eccetera eccetera.

Ho tenuto anche un comizietto, proprio non ce la faccio a star zitto. Questo è il link a uno dei video girati dagli amici di Torino.

Mi ha divertito la perplessità di molti passanti quando, dopo aver letto i cartelli, sentivano che eravamo elettori di Centrosinistra.

La libertà disorienta. Anzi, è autentica proprio quando suscita fastidio in coloro che ragionano per schemi.

Poi siamo entrati negli spazi della fiera. Alle 13,30 è iniziato un convegno organizzato da Micromega. C’erano Pardi, Odifreddi, Flores, Caselli, Travaglio, la Hack. Si è parlato delle priorità del prossimo governo Prodi: quali leggi bloccare subito, quali riforme fare subito, per sconfiggere una volta per tutte la poco onorevole “anomalia italiana”.

Tra il pubblico c’era anche Nando Dalla Chiesa, il quale nel suo blog ha riportato una sensazione: attenzione, a furia di giochetti l’Unione si è già giocata una parte del consenso ottenuto meno di un mese fa.

In particolare Flores e Travaglio hanno toccato il tema del giorno: il dopo Ciampi.

Secco e ampiamente argomentato il no a D’Alema. Applausi scroscianti.

Travaglio ha concluso il suo intervento ricordando alla foltissima platea che fuori c’eravamo noi a manifestare e che si poteva prendere e diffondere il nostro volantino.

Un uomo della sicurezza è subito accorso per impedirci di volantinare ed esporre i cartelli dentro il perimetro della fiera, ma è stato zittito dalle stesse persone che a frotte venivano a prendere il volantino.

A un certo punto è arrivata la polizia, che già ci aveva identificati in mattinata. Ma se n’è rimasta buona, capendo che stavamo solo esponendo le nostre idee. In democrazia è consentito.

Mentre ero a cena con gli amici di Torino, mi ha chiamato un giornalista di Repubblica. “Ma è vero che le forze dell’ordine vi hanno strappato i volantini?”, mi ha chiesto. Cercava la notiziona. L’ho dovuto deludere, non ho la vocazione della vittima.

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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