Sinistra milanese cercasi

Giugno 1, 2006 on 7:49 pm | In Politica |

 

Per la quarta volta consecutiva il centrosinistra ha perso le elezioni amministrative nel comune di Milano.

Hanno provato con l’imprenditore ed è andata male.

Hanno provato con il prefetto ed è andata male.

Ci sarà senz’altro una dose di sfortuna.

Ma fors’anche qualche problema di leadership politica.

Domanda: si metteranno in discussione, i dirigenti ulivisti milanesi?

Rimetteranno gli incarichi alla decisione degli iscritti?

Proporranno una svolta organizzativa, in modo da riaprire i partiti alla società civile, per esempio attraverso la convocazione di congressi straordinari?

Oppure tutto finirà a tarallucci e vino, sull’esempio dei leader nazionali, i quali - vincenti o perdenti - rimangono sempre a galla?

Con la consueta razionalità, ieri sera il professor Stefano Draghi - esperto di statistica e intellettuale di riferimento della sinistra milanese - ha svolto un’analisi del risultato elettorale, senza risparmiare dure critiche agli strateghi unionisti.

Tra i molti problemi sollevati:

- la sudditanza da Roma del ceto dirigente milanese dei diesse

- la cooptazione per logiche di apparato 

- la chiusura del partito alle novità tecnologiche

- l’incapacità di aprirsi alle componenti dinamiche della società

e in particolare:

- l’arroccamento degli ultimi dirigenti rimasti sulla piazza

“Per questi dirigenti la battaglia interna è più importante di quella esterna, anche stavolta non se ne andrà nessuno”, ha affermato Draghi.

Lo smentiranno Franco Mirabelli e Pierfrancesco Majorino, rispettivamente segretario provinciale e cittadino della quercia?

Avranno l’umiltà di dimettersi dagli incarichi di partito?

E soprattutto: riusciranno i litigiosi esponenti unionisti a darsi regole nuove, in una logica di coalizione, per riaprire la militanza politica ai cittadini?

Ho seri dubbi al riguardo.

Donna Letizia ha saputo scegliersi bene gli avversari.

 

 

26 Commenti »

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  1. Bravo Piero, il tuo sito è bellissimo. Ti ho votato, speravo che il metodo megafono funzionasse meglio… Evidentemente ci vogliono proprio gli apparati di partito! Del resto dopo le politiche non mi sembra che Fini, Casini, Cesa, Bossi e Berlusconi siano intenzionati a ritirarsi; ci terremo loro, Rutelli, D’Alema e Mastella per tutta la vita. Cosa si può fare? Si salvi chi può. Auguri.

    Commento di Giulia — 1 Giugno 2006 #

  2. ora, non per difendere majorino, ma insomma,
    pieruccio, su questo non sono d’accordo, è
    giovane, vogliamo silurarlo subito? diciamo che
    è la versione “soap opera ” di Piero Ricca,
    ma non per questo merita una così precoce
    evanescenza, o sì?

    Commento di zagor — 2 Giugno 2006 #

  3. Delle singole persone mi interessa relativamente. Altrimenti avrei detto che Majorino mi fa cadere le braccia dopo un minuto che lo sento parlare: è un giovane vecchio, tutto qui.
    Mi interessa piuttosto fissare un principio: chi perde va a casa. Ovvero: continua a fare politica, se ritiene, ma lascia l’incarico dirigenziale.
    Chiedo troppo?
    L’alternativa l’abbiamo sotto gli occhi: piccole oligarchie tese all’autoperpetuazione nell’indifferenza generale.

    Commento di Piero Ricca — 2 Giugno 2006 #

  4. Cara Giulia grazie!
    Il metodo megafono funziona eccome.
    Intanto perché è liberatorio e poi potrebbe essere di buon esempio.
    Questa volta era una partecipazione ludica alle elezioni.
    Mi son mosso tardi, senza organizzazione e senza budget, soltanto per curiosità.
    La prossima volta farò una campagna elettorale alla mia maniera.
    I signori che citi sono il passato. Prima o poi verranno spazzati via. Magari da gente che ciatta e megafona…
    A presto, Piero

    Commento di Piero Ricca — 2 Giugno 2006 #

  5. Caro Ricca,
    da qualche tempo La vedo carente di lucidità. Ha dei problemi? E’ infelice?
    Le rammento che attendo sempre la Sua risposta sul problema dell’emigrazione clandestina e l’indicazione del collegio in cui Lei si presenta candidato.
    Cordiali saluti,
    L. Bruzzone

    Commento di Bruzzone Lorenzo — 2 Giugno 2006 #

  6. Caro Ricca
    adesso scopriamo che ‘gioca’ con gli elettori. Mi ricorda qualcuno: ho partecipato alle elezioni, non sono stato eletto, ma sono ’stato frainteso’, io scherzavo soltanto…

    Commento di angelo — 2 Giugno 2006 #

  7. Egregio signor Ricca,
    ho visto che si candida alle Europee 2009. C’è quindi il tempo per fare campagna contro la sua candidatura. Di buffoni in politica ce ne sono già fin troppi, a partire dal proto-puffone, che non molla l’osso.
    E poi perchè si rifiuta di rispondere a Bruzzone sulle sue idee per l’emigrazione.
    Aldo

    Commento di Aldo Michelozzi — 2 Giugno 2006 #

  8. A Bruzzone.
    prima lei apprenda la differenza fra referendum ed elezione e poi parliamo di emigrazione clandestina. Argomento sul quale non ho al momento un’opinione così chiara da poter affrontare un dibattito con un cultore della meteria come lei.
    Ad Angelo.
    Mettersi in gioco nonostante le condizioni avverse e l’improbabilità di successo non vuol dire giocare con gli elettori. E c’è differenza fra scherzare e giocare. Si sforzi, la capirà.
    Ad Aldo.
    Grazie per la sua opinione; mi rallegra che l’annuncio della mia candidatura l’appassioni così tanto. Naturalmente lei è tra i numerosi italiani che gliel’ha detto virilmente in faccia il fatto suo al “protopuffone”.

    Commento di Piero Ricca — 2 Giugno 2006 #

  9. Bravo signor Ricca,
    che si creda un eroe civile solo per avere urlato buffone ad un vero buffone la dice lunga sulla sua vanagloria.
    Quanti specchi ci sono in casa sua, Narciso !

    Aldo

    Commento di Aldo Michelozzi — 2 Giugno 2006 #

  10. Ad un referendum NON ci si candida.

    Si risponde SI oppure NO ad un determinato quesito.

    Maggiori informazioni: http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum

    Commento di Andrea G — 2 Giugno 2006 #

  11. Ad Aldo
    non mi sento affatto un “eroe civile”, come lei suppone. Più sobriamente non dò del “buffone” o simili via mail a chi non la pena come me così facilmente. Semmai argomento le mie critiche e guardo in faccia i miei avversari, sempre molto più potenti di me. Faccia pure la sua dura campagna contro tutti i buffoni che crede: c’è bisogno di libero pensiero. La informo che in casa mia c’è un solo specchio, in bagno, che uso con parsimonia.
    Ad Angelo
    Liberissimo di pensare quel che vuole.
    Se la conclusione alla quale sembra giungere deriva dal fatto che mi attendo le dimissioni di quei dirigenti di partito che perdono le elezioni, mi sembra una conclusione affrettata. In molti paesi civili questo comportamento è una norma non scritta. E chi la esige non è tacciato di disfattismo.
    Grazie comunque per l’attenzione.
    Piero

    Commento di Piero Ricca — 2 Giugno 2006 #

  12. Caro Ricca,
    mi spiace dirLe che il suo tono si sta facendo, ogni giorno di piu, insolente.
    Ma Le pare il caso di usare frasi come “Prima lei apprenda”, “Si sforzi e capirà”, eccetera?
    Si calmi. Se nessuno ha votato per Lei, una ragione ci sarà. A mio modesto parere, la Sua evidente vanagloria - la stessa che La spinge all’arrogante disprezzo verso i Suoi interlocutori - non La rende certamente simpatico al prossimo. Le suggerisco di ridimensionare drasticamente quel Suo ego così sovradimensionato. Dopo tutto, a quanto si evince dai Suoi scritti, Lei ha detto “Buffone” a Berlusconi. Successivamente ha affrontato un paio di cause legali di poco conto, patrocinato gratuitamente da Suoi parenti prossimi. Mi permetta di informarLa che un rappresentante della parte sana della società dovrebbe essere altro da uno sfaccendato goliarda, tra l’altro protetto da evidenti entrature nel Palazzo di Giustizia, assetato di protagonismo e di facile notorietà. Altro, di Lei, non si conosce. E’ davvero poco, non crede?
    > mi attendo le dimissioni di quei dirigenti
    > di partito che perdono le elezioni
    Bravissimo. Giustissimo. Lei ha clamorosamente fallito la Sua avventura elettorale. Intende rinunciare, o ciò che pretende dagli altri non La riguarda e pensa davvero di candidarsi alle elezioni per il parlamento europeo?
    Molti saluti,
    L. Bruzzone

    Commento di Bruzzone Lorenzo — 2 Giugno 2006 #

  13. Sig. Bruzzone,

    Le faccio presente che lo scopo di Piero Ricca, candidato INDIPENDENTE, era di arrivare secondo in lista. Obiettivo raggiunto. Non è colpa di Piero se la lista idv non ha preso alcun seggio.

    La invito ad informarsi sull’istituto del referendum. Si informi: http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum

    Andrea

    Commento di Andrea G — 2 Giugno 2006 #

  14. Signor Bruzzone
    sono d’accordo con lei su tutto.
    Sono una parte insana della società civile.
    Sono vanaglorioso. Arrogante. Antipatico. Sfaccendato. Goliarda.
    Protetto da evidenti entrature nel palazzo di Giustizia. Assetato di protagonismo. Elettoralmente, e non solo, fallito.
    Indegno di ricandidarmi. Ho l’ego sovradimensionato. E non intendo ridimensionarlo.
    Spero di non dimenticare nulla.

    Ma perché frequenta il sito internet di un tipo così? Basta girare al largo e non avrà alcun fastidio da me.

    Commento di Piero Ricca — 2 Giugno 2006 #

  15. Caro Andrea,
    il Suo servilismo rasenta il ridicolo e le Sue argomentazioni appaiono francamente penose: vedo che la vergognosa tendenza a non riconoscere la sconfitta non e’ solo berlusconiana. Se vuole anche invocare brogli, si accomodi.
    Ho capito che Lei è a conoscenza dell’esistenza di Wikipedia. Bravo. La legga meglio, però.

    Caro Ricca,
    mi scusi: se Lei è libero di scrivere su un sito internet, perché io non dovrei leggerlo? Forse preferirebbe una corte di lettori acritici e plaudenti? Anche questo, assieme alla Sua dichiarata intenzione di non intendere ridimensionare il Suo ego, e’ sintomatico del Suo interessante ed emblematico caso.
    Buone cose,
    L. Bruzzone

    Commento di Bruzzone Lorenzo — 2 Giugno 2006 #

  16. Va bene, signor Bruzzone, lei ha ragione.

    Lei è libero di leggere quel che vuole, anche i blog di persone che disprezza.

    Io sono libero di non prendere in considerazione i suoi commenti.

    Tanti saluti e a mai più, spero.

    Commento di Piero Ricca — 2 Giugno 2006 #

  17. Ohibò signor Ricca,
    chi non è d’accordo con Lei non deve frequentare il suo sito. Mi ricorda un tipetto che, contestato da un solitario urlatore durante una manifestazione elettorale a Torino, si lamentava della contestazione dicendo che non si deve andare a disturbare una riunione politica altrui.

    Angelo

    Commento di Angelo Lorigo — 2 Giugno 2006 #

  18. Signor Ricca
    sono più sereno, ho il suo permesso per avercela con ‘tutti’ i politici buffoni.
    Chissà, magari sarei d’accordo anche con le sue idee politiche, se le conoscessi davvero.
    aldo

    Commento di Aldo Michelozzi — 2 Giugno 2006 #

  19. Sig. Bruzzone,
    lei ha ragione.

    Io sono un servo di Piero Ricca.

    Sono un servo di Ricca, perché io e tutta la mia famiglia siamo mantenuti dal signor Ricca, anche se - ovviamente - è nullafacente e nullatenente.

    Piero Ricca ha perso, perché è giusto ragionare come fa lei in una logica di vittoria-sconfitta.

    Viva Bruzzone!

    Commento di Andrea G — 3 Giugno 2006 #

  20. Caro Ricca,
    il Suo livore mi sconcerta. Ma cosa Le avrà fatto mai, il mondo? Non ha risolto il rapporto con Suo padre, per caso? La assicuro che non La disprezzo affatto, non sia sempre tanto presuntuoso! Il disprezzo è un sentimento molto serio. Lei disprezza chi interloquisce con Lei in maniera civile, signor Ricca?
    Lei intende “non prendere in considerazione i miei commenti”. Liberissimo, naturalmente. Certamente tale atteggiamento non depone a Suo favore per quanto riguarda la Sua idea di un libero confronto di opinioni. Mi chiedo, allora, la ragione della Sua attività pubblica. E poi si meraviglia del fatto che nessuno abbia votato per Lei?
    La saluto caramente,
    L. Bruzzone
    ——
    Signor Andrea, “lei ha ragione” l’aveva già scritto il signor Ricca. Se proprio deve copiare, scelga maestri più autorevoli. I Suoi tentativi di fare del sarcasmo sono, mi permetta, parecchio mal riusciti. Vada su Wikipedia e si documenti. Cominci da Topolino, vedrà che lo capisce anche Lei.
    Cordialmente,
    L. Bruzzone.

    Commento di Bruzzone Lorenzo — 3 Giugno 2006 #

  21. Signor Bruzzone,
     
    glielo ripeto: prima di dispensare giudizi sull’ego, l’arroganza o l’educazione altrui, pensi alla Sua.
     
    Le raccomando maggior rispetto per gli altri frequentatori di questo sito, che di sentirsi dare del “bambino” o dire “vedrà che lo capisce anche Lei”, sicuramente non gradiscono. I presenti finora, nei suoi confronti, mi pare abbiano usato rispetto. Faccia altrettanto.
    Pare quasi che Lei sia quì giusto per insultare.
     
    Lei ha chiesto a Piero di allontanare me da questo blog. Pare invece che l’ospite sgradito sia Lei.
    Visto che pretende d’insegnare l’educazione al sottoscritto, sa come si comporta un ospite non gradito, se è una persona educata?
    Dunque, sia gentile e agisca secondo educazione: si moderi o tolga il disturbo.

    Commento di Luigi — 3 Giugno 2006 #

  22. Per Bacco!.. non so se ridere o se piangere.
    La lettura dei commenti precedenti sembra un corso dal titolo “Come scagliarsi su qualcuno nella maniera più educata possibile”.

    Ma se non vi piacete, non potete semplicemente mandarvi a cagare? Punto.

    Saluti,
    EC

    PS: se siete proprio super educati, dopo una o due scambi di battute, ignorate!

    Commento di Emmanuele C — 3 Giugno 2006 #

  23. Ah Emanuele, lascia stare! Sono io il primo a stupirmi di me stesso.
    Ma quì bisogna stare attenti che ti bacchettano!
    Come se l’educazione stesse tutta nel dar del tu o dar del lei…

     
    P.S.: mi son permesso di darti “del tu”, come do “del tu” alle persone intelligenti e pratiche che incontro nella rete, anche quando “non siamo così in familiarità”. Spero che ciò non ti urti ;-)

    Commento di Luigi — 3 Giugno 2006 #

  24. TROLL

    Nel gergo di Internet, e in particolare delle comunità virtuali come newsgroup, forum, mailing list o chatroom, per troll si intende un individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati. Spesso l’obiettivo specifico di un troll è causare una catena di insulti (flame war); una tecnica comune consiste nel prendere posizione in modo plateale, superficiale e arrogante su una questione già lungamente (e molto più approfonditamente) dibattuta, specie laddove la questione sia già tale da suscitare facilmente tensioni sociali (come un’annosa religion war). In altri casi, il troll interviene in modo semplicemente stupido (per esempio volutamente ingenuo), con lo scopo di mettere in ridicolo quegli utenti che, non capendo la natura del messaggio del troll, si sforzano di rispondere a tono. Dal sostantivo troll si derivano, sia in inglese che in italiano, forme derivate come il verbo trollare (”comportarsi come un troll”), o essere trollato (”cadere nella trappola di un troll” rispondendo a tono alle sue provocazioni).

    Un troll particolarmente tenace e fastidioso può effettivamente scoraggiare gli altri utenti e causare la fine di una comunità virtuale. Se un troll viene invece ignorato (cosa che in genere rappresenta la contromisura più efficace), solitamente inizia a produrre messaggi sempre più irritanti ed offensivi cercando di provocare una reazione, per poi abbandonare il gruppo (fenomeno di autocombustione del troll).

    Oltre all’indifferenza, in molti contesti esistono anche strumenti tecnici utili per combattere i troll; un approccio generale consiste nel predisporre opportuni filtri che consentono di rendere automaticamente invisibili i messaggi inviati dagli utenti segnalati al sistema come disturbatori (per esempio i killfile nel caso dei newsgroup).

    La figura del troll è per molti aspetti simile a quella del fake (che “disturba” una comunità fingendosi qualcun altro), sebbene i due concetti non siano del tutto sovrapposti: un “fake” potrebbe partecipare in modo disciplinato e costruttivo alla conversazione, e un “troll” non necessariamente nasconde o falsifica la propria identità.

    Maggiori info: http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_%28Internet%29

    Commento di Andrea G — 3 Giugno 2006 #

  25. Hai fatto bene Andrea a proporre la definizione di troll. Certo che certa gente deve vivere proprio male.

    Commento di Piero Ricca — 3 Giugno 2006 #

  26. Caro Ricca,
    sono d’accordo con Lei. Non credo che Le giovi continuare a fare il troll della società civile. Perché non provvede alla Sua autocombustione?
    Saluti,
    L. Bruzzone

    Commento di Bruzzone Lorenzo — 3 Giugno 2006 #

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