Corsia dei Servi
Giugno 3, 2006 on 1:27 pm | In Politica, Libertà, Informazione |
Sono realista: chiedo l’impossibile.
Per esempio chiedo, anzi pretendo che il dottor Bruno Vespa non abbia più quattro, diconsi quattro, serate a disposizione nella televisione del servizio pubblico, pagata dai cittadini italiani.
Non invoco la censura. Vespa deve rimanere, come esempio negativo.
Ma per adempiere a tale funzione basterebbe una sola seconda serata più qualche servizio speciale, magari in morte del papa.
Certo non sarà facile ridimensionarlo.
Prima del cambio di governo, il nostro ha strappato un bel contrattino fino al 2010 per tre serate a settimana più una pagata a parte e vari servizi speciali. Importo: oltre 1,1 milioni di euro a stagione più gli extra.
Cari questi notai eh?
Ho quattro contestazioni all’attivo nei confronti del dottor Bruno Vespa.
Nella prima, a Milano, alla libreria Mondadori di largo Corsia dei SERVI, gli porsi un francobollo, chiedendogli: “Mi potrebbe leccare anche questo?”. Bastò per inviperirlo.
Nella seconda e nella terza, a Milano e Roma, più che contestare lui criticai la presenza dei leader unionisti alle presentazioni dei suoi libri.
Piero Fassino mi rispose per lettera, pubblicata sull’Unità, dicendo che non c’era nulla di strano a partecipare a un dibattito e che non bisognava sopravvalutare un singolo giornalista. Aveva capito tutto.
In quei giorni anche il dottor Vespa scrisse una lettera all’Unità, per denunciare di essere nel mirino di gente che voleva fargli la pelle, dando la colpa alle campagne ostili di Furio Colombo, allora direttore.
Nell’ultima contestazione toccai il tema del supercontratto e della pubblicità gratuita ai suoi libri sulle reti Rai. Il dottor Vespa rispose tutto irritato: “Dò molto di più io all’azienda di quanto l’azienda dia a me”.
Intendeva la pubblicità.
Il problema è che il dottor Vespa fa il giornalista: il suo mestiere dovrebbe essere quello di fare informazione, non di vendere pubblicità.
E il suo mestiere di operatore dell’informazione, se vuole, può svolgerlo, come tutti gli altri autori di “approfondimenti”, una sera alla settimana. Non di più.
Le altre serate dovrebbero essere assegnate ad altri programmi, gestiti da altri autori. A cominciare da coloro che in questi anni sono stati cancellati dai palinsesti per pregiudizio politico.
Ce la farà il buon Petruccioli a darsi tutto questo coraggio?
Domani pubblico la letterina che ho scritto al presidente della Rai, in attesa che il dottor Vespa mi ricapiti a tiro di voce…
7 Commenti »
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Caro Piero, è piacevole e interessante seguirti attraverso il tuo blog. Sei l’unico, per quanto mi risulta, che da la soddisfazione di una risposta immediata ai vari commenti. Tuttavia mi auguro vivamente che tu non voglia ulteriormente cadere nella trappola del troll che ti ha preso di mira con
incredibile ostinazione.
Buona giornata. Diana.
Commento di Didi — 3 Giugno 2006 #
Caro Piero,
hai pienamente ragione…abbiamo le palle palle piene di mr. “chi striscia non inciampa” (cit. BEPPE GRILLO)…non è possibile che tre / quattro volte la settimana la rete pubblica sia infestata di cotanta aria fritta…spazio a tutti!!!!
ieri una puntata sulla Repubblica…ospiti?ma Andreotti ovviamente…alias prescrizione…con lo schermo dietro gli ospiti che mostrava la scritta:”PANE, AMORE E …REPUBBLICA”.
NON OSO NEMMENO COMMENTARE!
FORZA PIERINO!
UGO
Commento di Ugo B — 3 Giugno 2006 #
Anche io dico BRAVO PIERINO !!!
Sei il Giuseppe Mazzini del 2000: PENSIERO E AZIONE!
(E sei anche…carino…
Bacissimi
Commento di Pirofilina — 3 Giugno 2006 #
Grazie, Diana, del tuo messaggio. Mi riesce sempre difficile pensare che ci sia gente che passa il tempo in azioni di gratuito disturbo degli altri. Ma a quanto pare la rete trabocca di questi personaggi, ai quali anzi offre una notevole valvola di sfogo. Non cadrò più nella trappola. Continua a scrivermi.
Grazie anche a te, Pirofilina. In tanti possiamo fare molto di più.
Ugo che dire?
In campagna elettorale per le suppletive di zona 3 a Milano, un paio di anni fa, chiesi pubblicamente al professor Zaccaria, già presidente Rai, quali errori riconoscesse di aver commesso negli anni passati a viale Mazzini.
Mi rispose: guardiamo avanti, se devo ricordare tutti gli errori fatti staremmo qui fino a domani.
L’ubiquità di Vespa, ricordo, nasce durante la gestione ulivista.
Ce la faranno i nostri eroi ad autosuperarsi, rimediando ai tanti errori fatti, nell’informazione come in altri campi?
Credo che il destino di questa legislatura si incentri su questo quesito.
Come cittadini possiamo fare pressing sui nostri “onorevoli dipendenti”: ce n’è bisogno.
Commento di piero — 3 Giugno 2006 #
Piero, comprendo il problema “Vespa” e concordo, tuttavia, ma non scrivo certo cose nuove, sai bene che la questione palinsesti RAI è assai più complessa di quanto sembri.
C’è un clientelismo o, concedimelo, un favoritismo misto a massoneria che insozza la nostra televisione pubblica. Dov’è il merito? Dov’è l’educazione della nuova generazione?
Le mie sono lamentele, però penso sempre più che bisogna alzare la voce, renderla forte, senza remore o paure.
Buona serata. Morgan
Commento di Morgan — 4 Giugno 2006 #
Caro Morgan
Vespa è solo l’epicentro di un degrado assai diffuso. La soluzione è strutturale o non è. Ovvero: canbiare il criterio di selezione della struttura di gestione della televisione pubblica, per toglierla dalle mani dei partiti.
D’altro canto, il riscatto di questo Paese non può che passare da una tv pubblica di qualità.
Ne riparleremo.
Commento di piero — 5 Giugno 2006 #
Spagna e Zapatero…insegnano…..
e’ necessario modificare la struttura gestionale della tv pubblica…mai piu’in mano ai partiti!!!!
Commento di Ugo B — 5 Giugno 2006 #