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	<title>Commenti a: Quale amnistia?</title>
	<link>http://www.pieroricca.org/2006/06/10/quale-amnistia/</link>
	<description>Il Blog Di Piero Ricca</description>
	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 09:48:51 +0000</pubDate>
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		<title>di franceschito</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2006/06/10/quale-amnistia/#comment-326</link>
		<pubDate>Sun, 11 Jun 2006 08:36:32 +0000</pubDate>
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					<description>Mi ritrovo abbastanza nelle tue parole. Aggiungo che l’amnistia (o l'indulto) finirebbe forse per distogliere l’attenzione dai veri problemi della giustizia (soprattutto quello dell’insostenibile lunghezza dei processi, sia civili che penali, accompagnato da una cronica, imbarazzante penuria di risorse finanziarie). In ogni caso, il provvedimento di clemenza dovrebbe essere accompagnato da una mirata depenalizzazione. Penso soprattutto ai reati in materia di immigrazione, introdotti dalla sciagurata legge Bossi-Fini (ad eccezione, ovviamente, di quelli previsti per i trafficanti). E sappiamo che molti degli attuali detenuti sono proprio stranieri irregolari, colpevoli soltanto di violazione delle norme sul soggiorno. Tanto per fare un esempio, l’inottemperanza all’espulsione è oggi punita con la galera.
Trovo molto interessanti anche le proposte di Gerardo D’Ambrosio in tema di sanzioni alternative alla detenzione. Secondo il neo-parlamentare Ds, si potrebbe eliminare la carcerazione preventiva per i tossicodipendenti che, se accettano un programma di recupero, vanno agli arresti domiciliari in comunità. Molte celle si svuoterebbero di colpo e la permanenza in comunità varrebbe come scomputo dalla pena finale. Molte pene detentive - prosegue D'Ambrosio - potrebbero essere trasformate in lavoro sociale o in pene pecuniarie grosse. E se su queste ultime si toglie la sospensione condizionale, cioè se le si fanno pagare davvero, questo diventerebbe un deterrente superiore allo spauracchio del carcere.
In ogni caso, è incivile fare proclami e illudere tanta povera gente che soffre. Mastella si sta muovendo come un elefante in un negozio di porcellane.
Un caro saluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ritrovo abbastanza nelle tue parole. Aggiungo che l’amnistia (o l&#8217;indulto) finirebbe forse per distogliere l’attenzione dai veri problemi della giustizia (soprattutto quello dell’insostenibile lunghezza dei processi, sia civili che penali, accompagnato da una cronica, imbarazzante penuria di risorse finanziarie). In ogni caso, il provvedimento di clemenza dovrebbe essere accompagnato da una mirata depenalizzazione. Penso soprattutto ai reati in materia di immigrazione, introdotti dalla sciagurata legge Bossi-Fini (ad eccezione, ovviamente, di quelli previsti per i trafficanti). E sappiamo che molti degli attuali detenuti sono proprio stranieri irregolari, colpevoli soltanto di violazione delle norme sul soggiorno. Tanto per fare un esempio, l’inottemperanza all’espulsione è oggi punita con la galera.<br />
Trovo molto interessanti anche le proposte di Gerardo D’Ambrosio in tema di sanzioni alternative alla detenzione. Secondo il neo-parlamentare Ds, si potrebbe eliminare la carcerazione preventiva per i tossicodipendenti che, se accettano un programma di recupero, vanno agli arresti domiciliari in comunità. Molte celle si svuoterebbero di colpo e la permanenza in comunità varrebbe come scomputo dalla pena finale. Molte pene detentive - prosegue D&#8217;Ambrosio - potrebbero essere trasformate in lavoro sociale o in pene pecuniarie grosse. E se su queste ultime si toglie la sospensione condizionale, cioè se le si fanno pagare davvero, questo diventerebbe un deterrente superiore allo spauracchio del carcere.<br />
In ogni caso, è incivile fare proclami e illudere tanta povera gente che soffre. Mastella si sta muovendo come un elefante in un negozio di porcellane.<br />
Un caro saluto.
</p>
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