Diritti umani
Giugno 30, 2006 on 2:01 pm | In Politica, Libertà, Democrazia |
Chi vigila sui diritti umani nel mondo? Alcune delle più intransigenti dittature, naturalmente.
Ecco un articolo di Renato Camarda sulla composizione del nuovo Consiglio per i diritti umani dell’Onu. Il testo è tratto dal sito di Claudio Fava.
“Tutto è stato fatto con insolita velocità: qualche mese dopo la pubblicazione del rapporto degli esperti che raccomandava l’estinzione della vecchia Commissione dei Diritti Umani e la creazione del nuovo Consiglio per i diritti umani, lo scorso maggio l’Assemblea delle Nazioni Unite eleggeva i nuovi membri. E dire che lo stesso gruppo di esperti aveva consigliato prudenza, suggerendo un processo più lungo per la creazione del nuovo Consiglio, così da definire meglio principi e metodologie. Tutti contenti, invece, che nel nuovo Consiglio non ci sono più Libia, Sudan, Zimbabwe, Corea del Nord, Bielorussia e Uzbekistan considerati tra i peggiori violatori. Tra i 47 membri votati però (prima erano 53) ci sono alcuni stati che nel rapporto annuale del 2006 di Human Rights Watch vengono così definiti:
Azerbaijan: “il governo dell’Azerbaijan da molto tempo reprime partiti di opposizione e gruppi di società civile, limitando arbitrariamente la loro libertà di espressione”
Cina: “Nonostante gli apprezzamenti per alcuni recenti sviluppi, la Cina continua a essere un paese con un solo partito politico che non ha elezioni nazionali, non ha una magistratura indipendente, ha il primato di esecuzioni capitali e censura perfino Internet”.
Pakistan: “Dopo sei anni dal colpo di stato, il governo militare del Gen. Pervez Musharraf non ha adottato alcuna politica per la difesa dei diritti umani”.
Cuba: “Il governo cubano reprime ogni forma di dissenso politico. Fidel Castro è al potere da 47 anni e non mostra alcuna intenzione di considerare qualsiasi riforma”.
Tra gli altri membri vediamo anche l’Indonesia, la Giordania, il Marocco, la Federazione Russa e l’Arabia Saudita, tutti presenti nelle liste dei paesi che non rispettano i diritti umani e anzi spesso accusati di usare la tortura contro i detenuti.
I nuovi membri sono stati votati all’Assemblea a scrutinio segreto. Curiosamente, gli Stati Uniti, che pure sono tra i maggiori propositori del nuovo Consiglio, non hanno presentato la propria candidatura. E si capisce: il governo Bush è universalmente condannato per le politiche di repressione interna, per il trattamento dei detenuti a Guantanamo e Abu Ghraib, e per la pratica di carceri segrete e extraordinary renditions (sequestri), tutto nel nome della guerra al terrore. Come membri del Consiglio, gli USA sarebbero stati forse ancora più esposti a critiche e censure. Non che non lo siano, comunque. Il ministro degli esteri cubano, Felipe Perez Roque, durante il primo giorno di sessione non ha esistato ad accusare gli USA di mantenere a Guantanamo un campo di concentramento, e ha puntato il dito anche contro l’Unione europea, accusata di complicità silenziosa con le operazioni illegali della CIA sul territorio europeo.
Con queste premesse, è difficile prevedere quale credibilità avrà il nuovo Consiglio. Vero è che ora sarà possibile redigere rapporti sul rispetto dei diritti umani dei vari paesi, inclusi membri del Consiglio, ma non si comprende come l’unanimità di giudizio potrà essere raggiunta. Nella vecchia Commissione, infatti, i conflitti politici erano all’ordine del giorno e i diritti umani erano ostaggio degli interessi di parte. Non si comprende tuttavia come tali conflitti saranno evitati dal nuovo Consiglio, visto che la situazione non sembra cambiata: paesi violatori continuano ad avere potere decisionale. Un po’ patetiche sembrano, da questo punto di vista, le parole di Kofi Annan nella sessione di apertura a Ginevra, il 19 giugno scorso: “Il Consiglio deve adoperarsi per un cambio drastico rispetto all’inefficienza e alla conflittualità passate”.
Di fronte a queste contraddizioni, rimane solo da chiedersi che cosa abbiano voluto veramente i fautori della nuova istituzione dell’ONU, se rafforzare o indebolire ulteriormente l’organo preposto al rispetto dei diritti umani nel mondo”.
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Caro Piero,
parte seria: è disarmante, semplicemente disarmante.
parte semiseria: mi chiedo quale sia l’importanza dell’ONU dati questi ennesimi fatti vergognosi.
parte più faceta che seria (…!): il nostro stato finanzia questi gruppi di potere e quando aspettiamo ad organizzare qualcosa di fronte alla sede nazionale dell’ONU? Con qualche bel cartellone che evidenzia questi conflitti d’interesse palesi…
Buona serata. Morgan
Commento di Morgan — 30 Giugno 2006 #
Ho pubblicato un post e alcune foto sull’argomento nel mio blog.
L’Italia, putroppo si è resa partecipe di alcune vistose violazioni dei diritti umani durante la scorsa legislatura. Basti epnsare al famosissimo, ormai, rapimento di Abu Omar.
Rapimento per il quale lo scorso governo ci deve ancora qualche approfondita spiegazione…
Il nuovo organismo delle Nazioni Unite si ridurrà, come già è stato per il Consiglio di Sicurezza e per molti altri organismi, ad un semplice “strumento interessato”. Ma questo è il problema di tutte le organizzazioni sovranazionali: il riconoscimento della loro autorità e subordinato alla volontà dei paesi che vi fanno parte e che sborsano soldi per falre funzionare. Gli USA contribuiscono per quasi il 25% del bilancio dell’ONU… se voi foste Kofi Annan contraddireste mai Bush???
Commento di attila — 1 Luglio 2006 #