Apoti alla riscossa!
Luglio 31, 2006 on 12:23 pm | In Politica | 28 Comments ![]() |
da Repubblica.it
Marco Travaglio - “squadrista” e “cretino” secondo Adriano Sofri - non riesce simpatico ai potenti, chissà perchè. Anche sull’indulto è stato tra i pochi a parlar chiaro, al rischio di far venire di nuovo “l’orticaria” a Bertinotti. Ecco un suo testo, pubblicato sul sito a lui intitolato, nel quale esorta la società civile a una reazione, in stile Palavobis, contro l’inciucio presente e futuro e mi fa l’onore di una citazione, portandomi a esempio di ”apota” e rompiballe. Insisto: compratevi tutti un bel megafono!
Cari amici del sito e del forum, il primo inciucio della nuova legislatura è legge: è l’indulto-insulto varato contro tutte le migliaia di cittadini onesti che per giorni e giorni hanno scritto ai partiti incautamente votati il 9 e 10 aprile 2006 per chiedere una spiegazione o una resipiscenza in extremis. E’ stato tutto inutile. La Casta degl’Intoccabili che vive barricata nel Palazzo della politica, sorda e insensibile a quanto accade fuori, ha tirato diritto come un sol uomo infischiandosene dei suoi elettori. Con la scusa dell’appello di Giovanni Paolo II e del sovraffollamento delle carceri, hanno salvato centinaia di corrotti, corruttori, concussori, peculatori, speculatori, falsificatori di bilancio, evasori fiscali, bancarottieri, furbetti di borsa e di banca, abusivisti edilizi, imprenditori senza scrupoli che ammazzano i loro dipendenti suoi luoghi di lavoro con scarse misure di sicurezza o con l’amianto. Gente che oggi non sta in galera, ma che grazie alle inchieste degli ultimi anni rischiava di finirci (per esempio, Berlusconi e Previti, che deve ancora subire la sua seconda sentenza definitiva della Cassazione per corruzione del giudice Squillante). Poi, si capisce, ci sono anche i detenuti per omicidio che usciranno un po’ prima, il che spiega come mai Adriano Sofri si agita tanto. I qualunquisti convinti che “sono tutti d’accordo”, che “è tutto un magna-magna” hanno trovato una splendida conferma alle loro disperanti convinzioni grazie al patto scellerato Ds-Margherita-Verdi-Rifondazione-Udeur-Rosa nel Pugno-Forza Italia-Udc. A parte il partito di Antonio Di Pietro, e poi D’Ambrosio, Rizzo, Magistrelli, Monaco e pochi altri “casi di coscienza” (inferiori addirittura a quelli, comodissimi, sul caso Afghanistan), il gruppone degli inciucisti ha dimostrato di non vergognarsi di nulla. E temo che quella sperimentata alla Camera e al Senato sull’indulto-insulto-inciucio non sia altro che la prova generale di “larghe intese” che nei prossimi mesi ci regaleranno altre leggi-vergogna (a partire da quella contro i magistrati che intercettano e i giornali liberi che raccontano gli scandali), magari nella speranza che il governo- travicello Prodi cada e si possano finalmente consacrare anche dinanzi all’altare le agognate nozze D’Alema-Berlusconi, con Rutelli e Casini nel ruolo dei chierichetti e qualche altro àscaro nelle vesti del sagrestano turibolante.
E’ chiaro che bisognerà al più presto reagire e far sentire la nostra voce contro l’inciucio presente e soprattutto contro quello prossimo venturo. Ne stiamo già parlando con alcuni dei promotori del Palavobis e dei girotondi, per organizzare alla ripresa autunnale una manifestazione per la legalità e la libertà d’informazione che fino a qualche mese fa parevano minacciate solo da Berlusconi e dalla sua banda, e che oggi lo sono anche dalla cosiddetta Unione. Quando Berlusconi faceva le sue porcherie, c’era almeno un’opposizione che ogni tanto strillava, non foss’altro che per giustificare la sua esistenza. Ora, con le porcate trasversali, a strillare sono soltanto poche voci isolate, difficilissime da sentire. Bisogna metterle tutte insieme, in una rete e magari in un sito più ampio che coinvolga ogni giorno la società civile, informandola sull’inciucio work in progress. Già, perchè lorsignori, asserragliati nel Palazzo dell’Impunità, si sono dimenticati che esistono anche gli elettori. In attesa di ritrovarci prestissimo in qualche piazza o in qualche palazzetto, se vi capita di partecipare a qualche festa dell’Unità o degli altri partiti di maggioranza (io ne sono stato di nuovo totalmente espulso, in compenso la Margherita ha invitato Berlusconi alla sua festa nazionale e i Ds stanno pensando di fare altrettanto per non essere da meno), fate come Piero Ricca: fate domande, contestate, pretendete risposte dai cosiddetti leader. Devono sentirsi osservati, giorno e notte, da milioni di occhi e sapere che, come diceva Giuseppe Prezzolini, non la beviamo più. Siamo tutti “apoti”.A proposito, nel post precedente la prossima iniziativa di questo blog!
Una proposta indecente
Luglio 30, 2006 on 5:41 pm | In Politica | 3 Comments
ATTENZIONE: CAMBIO DI DATA. L’INIZIATIVA E’ SPOSTATA A SABATO, ORE 11
Nuova iniziativa contro l’indulto vip.
Di quelle che Piero Fassino rubricherà facilmente come una “campagna indecente contro di noi”, com’ebbe a dire nel marzo scorso, allorché gli rivolsi qualche domanda su conflitto di interessi e leggi vergogna. Propongo di preparare un bello striscione con questa scritta:
INDULTO
CONSORTE
RINGRAZIA
ed esporlo, SABATO prossimo, intorno alle ore 11 (per chi può a quell’ora) davanti alle sedi delle federazioni cittadine dei Diesse.
Bastano due persone che reggono lo striscione. E un quarto d’ora di tempo per fare due foto. Meglio avvisare un po’ prima qualche esponente della stampa locale. L’ideale è farsi mandare un fotografo. Per questa esigenza ci si può rivolgere direttamente alle agenzie fotografiche, premurandosi di spiegare i contorni dell’iniziativa.
Chi si trova in una località senza federazione della quercia può manifestare davanti a una sezione, se ne sono rimaste.
Le foto vanno inviate a webmaster chiocciola pieroricca punto org.
Attendo le adesioni entro lunedì alle ore 21. In modo tale che martedì mattina possa inoltrare un comunicato alle agenzie.
Evviva il Berlinguer della “questione morale”!
Ps:
Segnalo, sempre in tema di indulto, questo editoriale di Nando dalla Chiesa sull’Unità odierna. E questo, di Barbara Spinelli, su La Stampa di domenica.
Ps2: Di seguito trovate un video girato a Milano in occasione della manifestazione contro l’indulto:
Resoconto a caldo
Luglio 29, 2006 on 4:46 pm | In Politica, Democrazia, Legalità, Informazione | 39 Comments
Foto di alcune manifestazioni
Scrivo al ritorno dalla manifestazione di Milano, che è andata piuttosto bene. Eravamo una trentina, bella gente, molte donne, cartelli colorati, gialli e arancioni, con slogan a effetto contro la furbata di fine luglio, alla quale ha annunciato voto contrario - e non avevo dubbi - il senatore Furio Colombo. Le sue ragioni sono le nostre e hanno un nome: questione morale. Dopo un quarto d’ora in piazza Cadorna, abbiamo fatto una passeggiata per le vie del centro, cercando l’ombra e distribuendo volantini, ben scortati da una nutrita pattuglia di polizia in borghese. Come al solito, la differenza l’ha fatta il megafono. Consiglio a tutti di acquistarne uno, di buona qualità, per strillare ai quattro venti le nostre ragioni. Per chi non si rassegna alla passività, rompere il silenzio diventa un’esigenza vitale. Sosta in via Dante, altra sosta in Duomo, poi piazza della Scala fino a palazzo di Giustizia, dove ci siamo concessi una foto di gruppo. Mi son tornate in mente le tante manifestazioni di questi anni contro le vergogne berlusconiane. A tre mesi dalle elezioni, cambiato il governo, ci ritroviamo di nuovo qui, per motivi non dissimili.
Quasi tutte le persone con le quali ho parlato erano d’accordo con noi.
Un cronista dell’Ansa, un paio di fotografi e una troupe di una tv locale hanno seguito la nostra iniziativa. Su www.repubblica.it quattro foto ci immortalano.
Ho saputo che anche a Parma e a Torino è andata bene. Mi aspetto notizie da Trieste, Pavia, Bologna (questa sera) e dalle altre città collegate.
A chi abbia partecipato ai vari presidi chiedo di inviare una breve nota e un paio di foto alla stampa locale, per esempio i quotidiani cittadini e le pagine locali dei grandi quotidiani.
Ecco che l’indulto è stato approvato, intorno alle 18, senza bisogno di tirar tardi. Il presidente di turno Roberto Calderoli ha lavorato bene.
Ma questa storia non finisce qui.
P.S.: Se volete inviare le vostre foto per aggiungerle sul sito, scrivete a webmaster chiocciola pieroricca.org
Iniziativa contro l’indulto
Luglio 28, 2006 on 11:26 am | In Politica | 41 Comments(AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE)

spugne
Man mano che mi arrivano le adesioni inserirò qui sotto le città nelle quali domani, sabato 29 luglio, dalle ore 10,45, si svolgeranno presidi e volantinaggi contro questo indulto-colpo di spugna, in concomitanza con la discussione in Senato della proposta di legge.
Sono lieto di annunciare che PARMA è la prima della lista. Ho da poco parlato con Maria Ricciardi. Alle ore 10,45 un gruppo di arditi si troverà in piazza Garibaldi di fronte al comune, con volantini e cartelli. MIchele, dal blog di Grillo, mi segnala adesioni di Idv, Girotondi, e - udire udite! - Rifondazione comunista locale. (Il gruppo di Rifo alla Camera ha votato a favore di questo indulto!).
A MILANO ci riuniremo alle ore 10,45 davanti alla stazione di Cadorna, per poi fare una “passaggiata della legalità” per le vie del centro. Ci sarà anche Ikarus, il mio megafono. Portare spugne.
Ho appena sentito l’amico Riccardo Lenzi, il quale mi ha detto che anche l’amata BOLOGNA si mobilita. Ritrovo in piazza Nettuno alle ore 18 per presidio con volantinaggio. Dal blog di Grillo, Giovanni mi segnala una sua iniziativa, forse pomeridiana, davanti al Comune, sempre a Bologna. Mi auguro che i due si coordinino tra loro.
Gli amici di TORINO saranno in piazza Castello angolo via Garibaldi, dalle ore 10,45.
Ho visto che anche Marco Canestrari, di PAVIA, ha annunciato un’iniziativa nella sua città. Ritrovo ore 10,45 in piazza della Vittoria. Con vari gruppi.
Ecco anche ROMA. Pino, dal forum del blog di Grillo, segnala la presenza sua e di altri amici davanti al Senato. So che anche altri intendono fiatare sul collo dei senatori, per esempio Stefano Santachiara, www.centomovimenti.com. Davanti a palazzo Madama è previsto un presidio di Italia dei Valori, presente Di Pietro.
Anche VICENZA batte un colpo. Davide Marchiani con qualche amico propone una passeggiata per i luoghi dell’indulto, a cominciare dalla sede dei Ds… Busseranno alla porta e proveranno a realizzare delle interviste con videocamerina.
Si aggiunge anche TRIESTE. Tiziano annuncia la presenza delle nostre ragioni in piazza dell’Unità d’Italia, dalle ore 10,45.
Ho saputo a tempo scaduto che anche a BARI si è svolto un volantinaggio.
Lo schema è questo: ogni città si organizza il suo presidio, e ricordo che anche in pochi si può fare notizia. L’importante è distribuire volantini incisivi, esporre cartelli ben fatti (il giallo è il colore migliore), appostarsi dove c’è passaggio di gente e comunicare l’iniziativa ai media locali, fotografi compresi. Se qualcuno porta un megafono, meglio. Per i volantinaggi non c’è bisogno di autorizzazione. E comunque eventuali forzature della polizia potrebbero creare maggiore attenzione. Entro le 19 di oggi ho bisogno di avere l’elenco delle adesioni con città e luogo di ritrovo, per fare un comunicato alle agenzie nazionali e ai giornalisti amici.
Nel frattempo si può procedere a un pressing di email ai senatori, a cominciare da quelli della commissione Giustizia, con un occhio di riguardo agli eletti sotto le insegne dell’Unione. Tra i commenti al post precedente c’è l’elenco degli indirizzi. Ricordo anche che basta un solo emendamento approvato per rendere necessario un nuovo passaggio della proposta alla Camera, con prevedibile rinvio a dopo l’estate. Inoltre molti senatori sanno bene che gran parte dei propri elettori sono contrari a questo testo di legge…
Ho tratto questo volantino dal forum del blog di Grillo. Mi sembra buono.
Intanto fate dei cartelli. Il concetto fondamentale è il NO al colpo di spugna per i colletti bianchi, per la banda dei soliti impuniti, in barba ai diritti delle vittime dei reati e alla necessità di lottare contro la piaga della corruzione e del malaffare.
Forza, diamoci da fare! Diffondete ovunque possibile la notizia di questa iniziativa!
Operazione “fiato sul collo”
Luglio 27, 2006 on 8:18 pm | In Politica | 26 Comments
“Un bel giorno per le Istituzioni”.
In questo modo il compagno Fausto Bertinotti ha salutato l’approvazione dell’indulto alla Camera. Ora tocca al Senato, dove la proposta di legge dovrebbe approdare già domani. Entro sabato è previsto il voto finale. Neanche nei giorni della Cirami i nostri dipendenti lavorarono tanto alacremente.
Propongo di far sentire loro il fiato sul collo organizzando una serie di iniziative in contemporanea nel maggior numero possibile di città in Italia.
Data: sabato 29 luglio
Ore: dalle 10,45
Luoghi: ognuno, nella sua città di residenza o vacanza, si scelga il proprio e ce lo comunichi entro domani 28 luglio alle ore 17
Cosa fare: riunire gli amici, far girare la voce, darsi un appuntamento per volantinare ed esporre cartelli e altri materiali di informazione, premurandosi di farlo sapere ai media locali. Anche in pochi, se convinti, si può colpire nel segno.
Presto inserirò una bozza di volantino stampabile.
L’iniziativa parte da Milano ed è in collaborazione con il meet up del blog di Beppe Grillo.
L’intenzione è quella di rappresentare il forte dissenso a questo indulto-colpo di spugna che è percepibile nel Paese.
L’obiettivo minimo è quello di far slittare l’approvazione del provvedimento a dopo l’estate. Basta un leggero cambiamento in Senato e la legge deve tornare alla Camera.
Ognuno di noi può essere determinante.
Ancora su Petruccioli
Luglio 27, 2006 on 2:38 pm | In Informazione | 2 Comments
Giovanni Sartori
Il carteggio elettronico con il presidente della Rai Claudio Petruccioli, dopo i due articoli di Repubblica, ieri ha avuto nuovi strascichi.
Sul Corriere della Sera Giovanni Sartori, in un editoriale che parte in prima pagina, risponde all’opinione petruccioliana sul rapporto fra l’informazione Rai e l’esito del referendum costituzionale, e più in generale fra televisione e consenso.
Sempre ieri Beppe Grillo ha proposto ai lettori del suo blog il testo della sgrammaticata risposta di Petruccioli, sotto un titolo che è un programma: “Escrementi rai”. Il riferimento, credo, è all’opinione che il presidente della Rai sembra avere di Vespa. E come tale non è querelabile, malgrado l’accostamento immediato del titolo sia alla foto del buon Claudio Petruccioli.
Un’ultima considerazione: qualcuno ha sollevato l’obiezione che pubblicare una lettera privata non è corretto. Ebbene, Petruccioli dal suo indirizzo mail istituzionale ha consapevolmente risposto a una lettera aperta, pubblicata su questo blog. Inoltre, i temi dei quali nel botta e risposta si dibatte sono tutti e solo di rilievo pubblico. Non è colpa mia, insomma, se il responsabile della principale azienda culturale italiana si lascia andare a commenti corrivi, che poi magari si rimangia, e non ritiene sempre necessari l’uso della punteggiatura e il rispetto della sintassi.
Ad ogni modo, mi auguro di poter incontrare il nostro dipendente Petruccioli in uno dei tanti dibattiti agostani ai quali ha annunciato la sua presenza, meglio se in coppia con il suo amico Fedele Confalonieri. Potrebbe essere una buona occasione per proseguire questo civile e pacato scambio di opinioni.
Ps:
con i grilli milanesi e altri amici stiamo cercando di organizzare un’iniziativa nazionale contro questo indulto, or ora approvato alla Camera. Si tratterebbe di organizzare presidi e volantinaggi in tante città italiane, nello stesso giorno e alla stessa ora, nel momento in cui la legge passerà all’esame del Senato. Potrebbe essere molto presto, i nostri dipendenti vogliono chiudere in fretta. Appena ho notizie certe su data e ora ve le segnalo. Confido poi che le varie redazioni regionali della Rai, in nome del servizio pubblico, ci daranno una mano a diffondere questa notizia. Vero, Petruccioli?
Il presidio di ieri
Luglio 26, 2006 on 11:11 am | In Politica, Legalità | 24 Comments
Son bastati tre mesi a farmi scendere in piazza contro il governo unionista che ho votato.
Eravamo una quarantina, ieri a Milano, alla manifestazione di dissenso nei confronti dell’indulto, convocata in un sol giorno via sms e email. Alle 16,30 ci siamo trovati davanti alla prefettura, dov’era atteso Romano Prodi. C’erano i soliti amici movimentisti, compagni di mille iniziative civili di questi anni; le signore girotondine e prodiane, tenacissime volantinatrici; alcuni amici del meet up milanese del blog di Beppe Grillo; un gruppo di militanti di Italia dei Valori, alcuni lettori di questo blog. All’inizio la polizia voleva farci sloggiare dal marciapiede antistante l’ingresso della prefettura. “Qui non si possono svolgere manifestazioni”, ci ripetevano i dirigenti della Digos, invitandoci a recarci all’angolo tra corso Monforte e via Vivaio, a una distanza di circa duecento metri. Abbiamo resistito obiettando che una manifestazione defilata e dunque invisibile non ha senso; nel frattempo è arrivato il corteo di auto blu con Prodi Letta e gli altri nostri dipendenti provvisoriamente al governo. Ci siamo fatti sentire ben bene, esponendo inoltre cartelli di un giallo squillante, sui quali campeggiavano slogan contro il colpo di spugna per i reati da colletto bianco. Per rafforzare il concetto alcuni di noi mostravano delle spugne.
Entrati i vip, siamo rimasti in strada per oltre un’ora sotto un sole cocente, sorvegliati da una folta pattuglia di gendarmi, megafonando le nostre buone ragioni e così attirando l’attenzione di cronisti e passanti.
Tra i partecipanti al vertice in prefettura c’era anche Nando dalla Chiesa, che si è fermato a parlare con noi, dicendosi totalmente d’accordo: “Certe cose si fermano in commissione, è lì che bisogna stare con gli occhi aperti. A questo punto si deve puntare almeno a rinviare l’approvazione definitiva a dopo l’estate. E più voci di dissenso si levano, meglio sarà”.
A un certo punto abbiamo chiesto di essere ricevuti due minuti da Prodi o da un suo delegato. Dopo una complessa trattativa ci è stato accordato il permesso di conferire con qualcuno e, scortati da diversi agenti in borghese, in due siamo stati ricevuti dal vice-prefetto di Milano. Dopo una chiacchierata di cinque minuti gli ho proposto di lasciare una lettera per il professore. Lui ci ha dato carta e penna e si è impegnato a consegnare la missiva al destinatario. Ecco il testo della lettera.
Milano 25 luglio 2006
Al presidente Prodi
Caro Professor Prodi,
qui sotto, in strada, nonostante l’afa estiva, stiamo manifestando il nostro dissenso rispetto alla decisione di estendere gli effetti dell’indulto ai reati tipici della criminalità economica e del malaffare politico.
Ci teniamo a sottolineare che siamo tutti elettori dell’Unione. E l’abbiamo sostenuta con convinzione alle elezioni primarie.
Ci siamo impegnati per la vittoria del Centrosinistra per le medesime ragioni che oggi ci portano in strada: vogliamo un’Italia seria, civile, diversa dal passato innanzitutto in tema di legalità ed etica pubblica. Un’Italia in cui la legge sia davvero uguale per tutti, non esclusi i criminali dal colletto bianco.
La invitiamo pertanto a esercitare il suo mandato di leader politico della coalizione di governo per evitare che l’indulto, promosso per condivisibili motivi umanitari, si trasformi nell’ennesimo salvacondotto per i potenti.
Con fiducia e stima,
Piero Ricca, Bruno Pioli
Ritornati in strada, ho letto il testo della lettera ai molto incuriositi cronisti (che faticano ancora, ho notato, ad accettare il concetto di “cani sciolti”, cioé di persone non etichettabili) e poi agli altri partecipanti al presidio, che l’hanno approvata. A questo punto la manifestazione si è apparentemente conclusa. Sul marciapiede siamo rimasti in sei o sette irriducibili con cartelli e megafono, fino a quando non abbiamo visto Prodi uscire per recarsi a palazzo Marino, dov’era invitato a cena. L’abbiamo seguito in taxi, arrivando appena trenta secondi dopo la sua entrata. In piazza della Scala ho ripreso il comizio al megafono invitando ripetutamente il presidente del Consiglio a scendere per spiegarci le ragioni di questo indulto. Poco dopo le 22 Prodi è uscito dall’ingresso principale, ingannando i cronisti che l’attendevano a un’uscita secondaria. L’abbiamo interpellato a voce alta da breve distanza, ma lui, pur sentendoci, ha fatto finta di niente e ha tirato dritto infilandosi in auto. Ignorando noi - forse questo dettaglio gli sarà sfuggito - ha ignorato il dissenso di milioni di cittadini italiani, in gran parte suoi elettori. Sarà per la prossima volta.
Caro Prodi, così non va
Luglio 24, 2006 on 7:42 pm | In Politica, Libertà, Democrazia, Legalità, Informazione | 35 Comments![]()
Romano Prodi
Caro Professore, così non va.
Molti italiani hanno votato l’Unione per un radicale cambiamento nel campo
della legalità e dell’etica pubblica rispetto al nefasto lustro
berlusconiano. Lei stesso ce l’ha promesso, ricorda?
Ma alla prima occasione, che fate? Il Parlamento si riunisce per votare
un indulto esteso ai tipici reati della criminalità economica e politica.
Le sembra un buon modo per affrontare la piaga della corruzione?
Con il consueto garbo, insieme ad un gruppo di amici che la calura
estiva non rende indifferenti, porremo al Presidente Prodi questo
interrogativo, domani martedì 25 luglio, a Milano.
L’appuntamento è per le ore 16.30 davanti alla Prefettura, in Corso
Monforte 31, dov’è previsto un incontro tra governo e autorità locali.
Sono certo che la polizia ci tratterà con la medesima tolleranza
riservata ai tifosi delle squadre di calcio, ai tassisti in rivolta e agli avvocati
in sciopero.
Terrorismo di Stato
Luglio 21, 2006 on 3:12 pm | In Libertà, Democrazia | 9 Comments![]()
Jean Charles Menezes
Ricordate? Un anno fa moriva Jean Charles Menezes, sotto il fuoco della polizia di Londra.
La sua colpa? Trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
L’ultima mattina dei suoi 27 anni Jean commise l’imprudenza di prendere la metropolitana alla stazione di Stockwell, a sud di Londra. Era il 22 luglio del 2005. La città era ancora sotto shock per gli attentati. Se ne temevano altri, ogni tipo strano rischiava di passare per un kamikaze. La polizia aveva ordine di eliminare i sospetti terroristi sparando alla testa. E l’ordine fu eseguito senza pietà su questo giovane brasiliano, da cinque anni regolarmente in Inghilterra, di professione elettricista.
Gli agenti di guardia al metro lo notarono, gli intimarono di fermarsi, lui impaurito tirò dritto, lo freddarono quand’era già inerme con sette colpi di pistola. Si scoprì che era innocente. Ma i suoi assassini dissero che era colpevole: di portare un giubbotto sospetto, di essere un clandestino, di aver scavalcato i tornelli di accesso alla stazione, di essere uscito da una casa sotto sorveglianza. Il capo della polizia di Londra Ian Blair, il giorno stesso, dichiarò che “la sparatoria era direttamente collegata all’indagine sul terrorismo”.
Quando risultò evidente che era tutto falso, la polizia si scusò ma nessuno si dimise. E presto, su questa brutta storia, calò il sipario. Perché Jean, in fin dei conti, era nulla più che un povero emigrato brasiliano.
Da un’estate all’altra s’è trascinata un’inchiesta, sonnacchiosa come un atto dovuto.
Martedì 18 luglio la procura generale britannica ha stabilito che il caso va archiviato “per mancanza di prove”. “Hanno insabbiato tutto, lo hanno trattato come un animale morto”, ha commentato Silvia Armani, la cugina di Jean. In una nota diplomatica, il governo brasiliano ha espresso il suo “disappunto”, chiedendo nuove indagini.
Un esito meno ovvio non era possibile.
Jean è solo un danno collaterale, una delle tante vittime innocenti di un terrorismo forse più sofisticato ma non meno spietato di quello dei fanatici in turbante: il terrorismo di Stato. Che spia illegalmente, incarcera senza prove, commette abusi e violenze fino a uccidere innocenti: impunemente, in nome della sicurezza, del diritto, della democrazia.
Il nostro inviato a Cogne
Luglio 21, 2006 on 12:31 pm | In Informazione | 5 Comments
Bruno Vespa
Lo scambio di lettere con il nostro dipendente Claudio Petruccioli ha avuto uno spassoso strascico.
Appena ricevuta la forbita risposta del presidente della Rai, l’altro giorno ho inviato copia del carteggio ad alcuni giornalisti, tra i quali Aldo Fontanarosa di Repubblica. Questi, ritenendo il dialogo gustoso, ne ha estratto un articolo, pubblicato ieri sotto il titolo “Petruccioli-Ricca, carteggio ad alta tensione”. Va detto che, essendo una persona di buon cuore, Fontanarosa s’è premurato di mettere la punteggiatura alle citazioni della lettera del presidente della Rai.
Oggi la seconda puntata: nuovo articoletto, siglato “Il caso”, con titolo: “La lettera di Petruccioli a Ricca, incidente diplomatico con Vespa”. Fontanarosa ci informa che il Vespa, letto il pezzo di ieri, e forse presa visione dell’intero botta e risposta con Petruccioli su questo blog (ieri indicato da Repubblica), ha scritto a Petruccioli, dando probabilmente copia dell’indispettita letterina al medesimo Fontanarosa. Che ne cita questo brano: ”Caro Presidente”, scrive il nostro inviato a Cogne, “desidero ringraziarti per la coraggiosa difesa che hai ritenuto di assumere nei miei confronti dagli attacchi di Piero Ricca. L’alto livello dell’interlocutore e il suo prestigioso curriculum rendevano doveroso da parte del presidente della Rai di metterlo a parte del processo di ridimensionamento in corso ai miei danni. Scoprire dopo quarant’anni in Rai di avere “diritto a esistere, anche se stronzo” è per me di grande conforto e di grande stimolo a proseguire verso traguardi più luminosi”.
L’articolo si chiude con una sublime indiscrezione: ”Secondo uno dei più stretti collaboratori del presentatore (Vespa), il presidente della Rai avrebbe preso carta e penna per scusarsi del tono della sua missiva a Piero Ricca”.
Ah, se bastasse una risata (o un pernacchio) per seppellirli!
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
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