Forza Mafia
Luglio 1, 2006 on 3:34 pm | In Politica |Si è aperto ieri a Palermo il processo d’appello a Marcello Dell’Utri, parlamentare della Repubblica, selezionatore dei candidati di Forza Italia alle ultime elezioni politiche e pregiudicato con sentenze definitive per vari reati. Capo di imputazione: concorso esterno in associazione mafiosa. Pena comminatagli in primo grado: nove anni. Unico coimputato: Gaetano Cinà, deceduto.
La sentenza di primo grado, pronunciata l’undici dicembre del 2004 dopo sei anni di dibattimento e 256 udienze, descrive Dell’Utri come un uomo di Cosa Nostra a Milano, in missione presso il gruppo Fininvest. Dell’Utri ha parlato del processo come di un ”complotto politico” ai suoi danni. Ma ieri s’è detto fiducioso che la verità possa emergere in appello. Per l’occasione ha cambiato l’intero collegio difensivo, che nell’udienza di esordio ha presentato una nuova lista di testimoni: tra i quali Silvio Berlusconi.
“Un testimone come tanti altri”, ha minimizzato Dell’Utri. parlando del suo datore di lavoro che, dagli anni Settanta, attraverso oscure società, risulta il percettore di ingenti finanziamenti di incerta provenienza. Mafiosa, seconda l’accusa. Misteriosa e impossibile da documentare, secondo il tecnico della Banca d’Italia Francesco Giuffrida, incaricato dalla pubblica accusa di studiare i bilanci. Durante il dibattimento di primo grado, il Tribunale s’era trasferito a palazzo Chigi per sentire Berlusconi in un’udienza a porte chiuse. Ma l’allora presidente del Consiglio si rifiutò di rendere testimonianza, in quanto imputato per reato connesso. Rinunciò in tal modo a fare chiarezza su quei finanziamenti misteriosi e a dare una mano all’amico, che pur riteneva ingiustamente accusato. Strano comportamento per una persona in buona fede. Scelta eticamente squalificante, da parte di un rappresentante delle Istituzioni. Al termine dell’udienza, gli avvocati difensori uscirono dalla porta principale di palazzo Chigi, dove sostavano i giornalisti. I pubblici ministeri furono invece accompagnati alle auto da una porta di servizio.
Dopo aver portato in Tribunale senza successo quei pochi giornalisti che hanno raccontato le relazioni fra gruppo Fininvest-Mediaset e personaggi in odore di mafia, ora i signori del Biscione hanno avviato un’azione civile contro Francesco Giuffrida, per i danni arrecati dalla sua “negligenza” alla reputazione dell’azienda. La causa è iniziata in questi giorni a Palermo.
“Non so se Berlusconi renderà testimonianza o si avvarrà della facoltà di non rispondere”, ha dichiarato ieri Dell’Utri, che s’è detto sereno: “Dormo benissimo, non ho tic nervosi”. Anche perché ”l’importante è che non mi condanni Berlusconi: quasiasi cosa abbia fatto, l’ho fatta per lui”, come rivendicò in un’intervista a Claudio Sabelli Fioretti nel febbraio 2006, sul Magazine del Corriere della Sera.
Con personaggi di tal fatta, alcuni vorrebbero riformare la Costituzione.
Post scriptum
Pochi giorni prima della condanna a nove anni, incontrai Dell’Utri a Milano. Studiai il suo modo di fare, ebbi una breve interlocuzione con lui. Mi bastò per capire che sulla mafia non ce la racconta giusta.
4 Commenti »
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Piero, scrivi tu in modo esatto che
“…il Tribunale s’era trasferito a palazzo Chigi per sentire Berlusconi in un’udienza a porte chiuse. Ma l’allora presidente del Consiglio si rifiutò di rendere testimonianza, in quanto imputato per reato connesso. Rinunciò in tal modo a fare chiarezza su quei finanziamenti misteriosi e a dare una mano all’amico..”
e dice Gianfranco Fini il 20/6/2006 a Ballarò:
“sono convinto che un partito debba essere una casa di vetro, che un politico debba avere il dovere della trasparenza, in una democrazia le critiche si devono accettare e si deve rispondere alle critiche”.
Da simpatizzannte per una destra che per ora non esiste mi chiedo dunque cosa è che spinge AN a continuare ad essere un alleato fedele e alla strenua difesa di Mr Bugiardoni, se non la totale perdita di dignità politica di Fini?
Commento di Emmanuele C — 1 Luglio 2006 #
Io sono dell’idea, forse ingenua, che con il tempo, sebbene tutto avvenga sotto l’egida di una cortina di protezione, il marcio, banalizzando, finirà “dentro”.
Bisogna essere fiduciosi Piero.
Non avere paura di sostenere e perseguire la verità e la trasparenza.
Morgan
Commento di Morgan — 2 Luglio 2006 #
Caro Piero,come al solito la notizia è passata in sordina e solo pochi giornali l’hanno pubblicata e a pagina 24-25-26;ma quello che più mi fa inc…. è che ci sono solo pochi commenti alla notizia e al blog!
Ma cosa legge la gente ?solo topolino!!!
Commento di Romano — 4 Luglio 2006 #
Caro Piero,mi raccomando tienci aggiornati tu,
che qui di grazia se ci dicono
le previsioni ormai!!!
Commento di Romano — 6 Luglio 2006 #