Forza Bersani!

Luglio 7, 2006 on 2:56 pm | In Politica |

foto bersani

Qualche correzione forse andrà apportata, per esempio la previsione di un indennizzo per quei tassisti che negli ultimi anni hanno acquistato una licenza a peso d’oro.
Ma l’impianto generale del decreto Bersani è positivo: va nella direzione della tutela del cittadino-consumatore, contro le rendite di posizione di alcune categorie. Per questo stesso motivo è un decreto che avrà vita difficile quando arriverà in Parlamento per la conversione in legge.
La marcia su Roma di un gruppo di squadristi-tassisti andata in scena l’altro giorno, non è che l’inizio. Gli avvocati hanno deciso ben dodici giorni di sciopero. Le pressioni dei gruppi di interesse organizzati si faranno sentire e verranno prevedibilmente sostenute dall’opposizione parlamentare, sedicente liberale. Sicché il rischio di un annacquamento del provvedimento è concreto, in barba all’interesse generale: che non è (questo concetto, dopo cinque anni di governo d’affari, forse merita di essere ricordato) la sommatoria degli interessi particolari.
Tra l’altro, se il pacchetto Bersani non passa o viene drasticamente sforbiciato, sarà difficile, per non dire improbabile che le altre e ben più consistenti liberalizzazioni (dall’energia alle telecomunicazioni) possano essere realizzate.
Ecco perché può essere utile rendere visibile il sostegno della società civile al provvedimento del governo. L’associazione Altroconsumo suggerisce di inviare una mail ai capigruppo di Camera e Senato. Ecco come.
 

4 Commenti »

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  1. a quando le vere LIBERALIZZAZIONI?
    due nomi a caso?
    mah….TELECOM…..ENEL….ecc.ecc…
    l’inizio e’ un buon viatico ma è appunto solo l’inizio…!
    Ugo

    Commento di Ugo B — 7 Luglio 2006 #

  2. Ciao Piero.. potresti farci un sunto di cosa sono queste liberalizzazioni.. in materia sono alquanto ignorante!

    Commento di Federico Rossi — 8 Luglio 2006 #

  3. Perchè nessuno quando si parla di liberalizzazione accenna all’ordine (è un ordine?) dei giornalisti? Al fatto che in Italia bisogna essere iscritti a tale ordine per poter dirigere un giornale? Non è questa un limitazione alla libertà di espressione in piena violazione dei diritti costituzionali garantiti a tutti i cittadini? Perchè i giornalisti che sono d’accordo con le liberalizzazioni non parlano di questo?

    Paura, eh!?

    Commento di Andrea — 10 Luglio 2006 #

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