Onorevoli wanted
Luglio 11, 2006 on 4:18 pm | In Politica |
Sandro Bondi, poeta
A pagina 33, dopo aver celebrato adeguatamente l’eroica impresa dei “nostri ragazzi”, Repubblica oggi offre un’interessante notiziola. Un trafiletto ci informa che verrà votata oggi la mozione “per evitare che a cariche istituzionali di rilievo possa accedere chi sia stato condannato per reati gravi e violenti contro la persona e contro lo Stato”. L’hanno presentata gli azzurri Bondi, Leone e Vito insieme a Volontè e all’ottimo Carlo Giovanardi. I gentiluomini sono contrari all’elezione di Sergio D’Elia, ex terrorista, a segretario di presidenza della Camera e di Daniele Farina, già capo del Leoncavallo, a vicepresidente della commissione Giustizia della Camera. Per una certa opinione pubblica, già pelosamente garantista, questo sì che è uno scandalo. Motivo? D’Elia e Farina hanno precedenti penali che li renderebbero inidonei alle cariche. La mozione ha generato un appassionato dibattito. S’è schierato perfino Daniele Capezzone, che ha definito “blasfemo” il tentativo di speculare “sul dolore delle vittime dei reati per colpire un avversario”. D’Elia è eletto nella Rosa nel pugno.
In linea di principio sono d’accordo con i proponenti. Chi ha nel suo curriculum condanne penali definitive non dovrebbe accedere a cariche istituzionali. Ciascuno ha diritto a espiare la sua colpa, ma non si capisce il motivo per il quale debba farlo in Parlamento. Sono giustizialista? Se questo significa non accettare che i delinquenti, pagati dai cittadini, scrivano le leggi, come non esserlo?
Ma la mozione propone sottili distinguo: si premura di precisare che le cariche istituzionali siano “di rilievo”; e che i reati siano “gravi” e “violenti” e ”contro la persona e lo Stato”. I proponenti la sanno lunga, com’è lunga la loro coda di paglia. Venendo meno quelle precisazioni, qualcuno potrebbe obiettare che la presenza di numerosi pregiudicati tra le fila di Forza Italia (tutti - sia chiaro - vittime innocenti dell’orco giustizialista, e sempre per reati lievi e non violenti, giammai contrari alla persona o allo Stato) non ha destato altrettanto scandalo negli onorevoli Vito, Bondi, Leone, Volontè e Giovanardi…
Non so come andrà la votazione in aula. Ma mi piacerebbe che almeno un deputato, uno solo, si alzasse in piedi e pronunciasse un discorsetto come questo:
“Signor Presidente, Colleghi,
siamo qui a discutere una mozione che ripropone il tema della questione morale, e per di più ci viene sottoposta dai colleghi berlusconiani, i quali in questi anni hanno preferito prendersela con i magistrati in prima fila contro la corruzione e la mafia, votando una dopo l’altra un’impressionante serie di leggi finalizzate a ostacolare la giustizia. Proprio una bella sorpresa! Sono d’accordo con i proponenti: chi ha trasgredito le leggi ed è stato per questo condannato in via definitiva al termine di regolari procedimenti penali, non dovrebbe essere eletto a incarichi di rilievo nelle Istituzioni. Ma la definizione di questa incompatibilità morale, per come ci viene proposta dagli onorevoli Bondi, Vito, Leone, Volontè e Giovanardi, mi sembra assai riduttiva. Per una questione di equità, propongo di rimettere il dibattito a una nuova seduta nella quale verrà discussa una proposta di legge che giace in Parlamento ormai da molti anni. Mi farò parte diligente presso la coalizione di Governo per farla riemergere dagli archivi e chiederò alla conferenza dei capigruppo di calendarizzarla in tempi relativamente rapidi. Questa proposta di legge intende fissare una rigorosa incompatibilità fra la condizione di pregiudicato (per qualsiasi reato, anche non ritenuto dagli onorevoli forzisti “grave” e “violento” e “contro la persona e lo Stato”) e la possibilità di candidarsi al Parlamento e a qualsivoglia carica elettiva, come già parzialmente avviene per le elezioni amministrative. Il Parlamento della Repubblica è l’istituzione legislativa del nostro Paese: non è un asilo politico né una comunità di recupero e nemmeno un luogo di espiazione della pena alternativo al cercere. Ecco perché propongo di sospendere questo dibattito e subordinare la decisione odierna alla decisione di fissare per legge un’incompatibilità assai più stringente e attesa da vasti settori dell’opinione pubblica: il cittadino che non ha la fedina penale immacolata non dovrebbe concorrere alla funzione legislativa, proprio come non può partecipare a un concorso per un impiego pubblico. Si tratta di una legge non scritta, che in molti Paesi civili è affidata al buon senso. Qui da noi non è possibile. Mi duole ricordare, onorevoli colleghi, che ci sono decine di pregiudicati in questo Parlamento, e in particolare tra voi di Forza Italia, e questo è uno scandalo che deve finire. Un recente saggio dei giornalisti Travaglio e Gomez propone al riguardo un interessante compendio di precedenti penali, con tanto di cifre, che non fanno onore a chi si fa chiamare onorevole. Ma so bene che non tutta la questione morale può essere disciplinata per legge. Servono comportamenti rigorosi, scelte esemplari. Proporrò dunque all’Unione di redigere un severo e articolato codice etico per la coalizione di governo, del quale uno dei punti qualificanti sarà questo: non è candidabile a qualsiasi carica nelle liste dell’Unione chi sia sottoposto a procedimento penale nella condizione di rinviato a giudizio, o condannato anche in via non definitiva. Chi sia condannato in primo o secondo grado, è tenuto a rassegnare le dimissioni da parlamentare o membro del governo. I candidati dell’Unione si impegnano inoltre, per una scelta di lealtà verso i propri elettori, a non avvalersi, in caso di rinvio a giudizio, della prescrizione del reato. Ecco, mi permetto di suggerire anche alla minoranza di valutare la possibilità di un codice etico di questo tipo. Pensateci, un percorso di bonifica morale potrebbe rivelarsi utile anche a chi tra voi intenda far politica seriamente, e intanto sospendiamo questa discussione, che davvero rischia di coprirci di ridicolo agli occhi dei nostri concittadini più avvertiti”.
Ecco, se ci fosse un deputato capace di fare questo discorsetto, io lo voterei. Amesso che prima o poi venga restituito agli elettori l’ìmmeritato privilegio di votare una persona, magari scelta con le primarie, anziché una lista bloccata di partito.
6 Commenti »
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Ma sapete qual è la cosa triste? Che si riesce (mezzo internet) a smuovere un intero Paese INDIGNATO perche le ricariche dei telefonini costano più di quanto effettivamente si traduca in credito telefonico (per carità, causa giustissima); ma una causa che reputo altrettanto PALESEMENTE giusta come quella che poni qui non smuove altro che una “pagina 33″ di giornale. Internet è un mezzo potente, si dovrebbe ripetere l’esperimento dedicando un sito intero alla causa, non penso che la comunità di navigatori (percentuale sempre maggiore di cittadini) ne resterebbe indifferente. Son figlio spirituale di molte delle mosse del buon Grillo e apprezzo e seguo il tuo operato da qualche tempo, ma purtroppo disilluso (o quasi) a soli 21 anni per quanto riguarda la causa politica del Bel Paese. Mi chiedo davvero come si possa non dare il peso d’un macigno ad una questione del genere (condannati in Parlamento), me lo chiedo con semplicissima ignoranza. Son convinto che sarebbe un bel punto di partenza, forse una seconda era “Mani Pulite” se davvero esistesse qualcuno, come tu scrivi, in grado di rivolgersi ai propri “onorevoli” colleghi come tu auspichi. Ma non lo si fa.
Perchè non ci portano a votare su QUESTE questioni? Credo se l’aspettino che un referendum sull’argomento non converrebe proprio a nessuno di loro, anche perchè va bene il “rincoglionimento” mediatico, discorsi di convenienza travestiti da scelte etiche, televisione manipolatrice dei cervelli in pappa di mezza italia, ma su un argomento del genere? Come si potrebbe convincere un cittadino della scorrettezza della proposta?
Per un’italia più unita, mafiosi in parlamento?
Distinti saluti,
un’italiano incazzato.
Commento di Luigi Cortese — 11 Luglio 2006 #
Mi alzo in piedi e applaudo!
Vogliamo far qualcosa? Andiamo davanti al parlamento e consegnamo loro i volantini “onorevoli wanted”…
Giusto perché si vergognino un po’.
Commento di Luigi — 11 Luglio 2006 #
Piero, io non solo lo voterei, lo vorrei come Ministro della Giustizia, uno di siffatto spessore farebbe affossare l’arroganza e le azioni di taluni.
Questi saccenti colmi di demagogia hanno sì il filo di paglia, a volte mi pare che siano di uno sporco interiore che per l’abitudine forse non ne sono più consapevoli.
Morgan
Commento di Morgan — 12 Luglio 2006 #
Ien rot al bal lor què,anin pos piò dsti delinquent,
a cà tot i maffius e denter i onest.
Un bulgneis stoff!
Mitico Piero!
Commento di Romano — 12 Luglio 2006 #
Anch’io lo voterei… penso che il partito delle schede bianche e nulle delle, fin troppo e tante ultimamente, elezioni sia composto di gente che lo voterebbe: fondiamo il partito di quelli che dicono basta alle illegalità con simbolo lo straccio bianco appeso al balcone?
Riservami una iscrizione: io ci sto!
peppe
Commento di peppe — 12 Luglio 2006 #
Piero permettimi di aggiungere che potrebbero entrare nella lista di ineleggibili o incandidabili anche quelle persone che non sono state condannate per reati commessi per prescrizione.
Sicuramente hai capito a chi mi riferisco, vero?
Mi e` sembrato strano non vedere questa precisazione nel tuo post.
Complimenti per la tua tenacia.
Dome
Commento di Dome — 13 Luglio 2006 #