Terrorismo di Stato

Luglio 21, 2006 on 3:12 pm | In Libertà, Democrazia |


Jean Charles Menezes

Ricordate? Un anno fa moriva Jean Charles Menezes, sotto il fuoco della polizia di Londra.
La sua colpa? Trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
L’ultima mattina dei suoi 27 anni Jean commise l’imprudenza di prendere la metropolitana alla stazione di Stockwell, a sud di Londra. Era il 22 luglio del 2005. La città era ancora sotto shock per gli attentati. Se ne temevano altri, ogni tipo strano rischiava di passare per un kamikaze. La polizia aveva ordine di eliminare i sospetti terroristi sparando alla testa. E l’ordine fu eseguito senza pietà su questo giovane brasiliano, da cinque anni regolarmente in Inghilterra, di professione elettricista.
Gli agenti di guardia al metro lo notarono, gli intimarono di fermarsi, lui impaurito tirò dritto, lo freddarono quand’era già inerme con sette colpi di pistola. Si scoprì che era innocente. Ma i suoi assassini dissero che era colpevole: di portare un giubbotto sospetto, di essere un clandestino, di aver scavalcato i tornelli di accesso alla stazione, di essere uscito da una casa sotto sorveglianza. Il capo della polizia di Londra Ian Blair, il giorno stesso, dichiarò che “la sparatoria era direttamente collegata all’indagine sul terrorismo”.
Quando risultò evidente che era tutto falso, la polizia si scusò ma nessuno si dimise. E presto, su questa brutta storia, calò il sipario. Perché Jean, in fin dei conti, era nulla più che un povero emigrato brasiliano.
Da un’estate all’altra s’è trascinata un’inchiesta, sonnacchiosa come un atto dovuto. 
Martedì 18 luglio la procura generale britannica ha stabilito che il caso va archiviato “per mancanza di prove”. “Hanno insabbiato tutto, lo hanno trattato come un animale morto”, ha commentato Silvia Armani, la cugina di Jean. In una nota diplomatica, il governo brasiliano ha espresso il suo “disappunto”, chiedendo nuove indagini.
Un esito meno ovvio non era possibile.
Jean è solo un danno collaterale, una delle tante vittime innocenti di un terrorismo forse più sofisticato ma non meno spietato di quello dei fanatici in turbante: il terrorismo di Stato. Che spia illegalmente, incarcera senza prove, commette abusi e violenze fino a uccidere innocenti: impunemente, in nome della sicurezza, del diritto, della democrazia. 

9 Commenti »

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  1. Giusto ricordare questo giovane brasiliano.

    Ho letto il suo carteggio col Petruccioli. Spassoso. Ho letto quello che pensa sull’indulto. Giusto.

    Qualcosa al riguardo ho scritto anch’io sul mio blog, se vuole gradisco di molto la sua visita.

    G.V.

    Commento di Santa Opposizione — 21 Luglio 2006 #

  2. Carissimi,
    l’episodio di Menezes richiama il concetto di responsabilità oggettiva, contrapposto non solo a quello della responsabilità soggettiva, bensì anche a quello del “merito oggettivo”.
    La Gran Bretagna si è spesso distinta per una forte sensibilità nei confronti della responsabilità oggettiva.
    Basti ricordare come Ministri dei Trasporti britannici si siano dimessi a seguito di incidenti ferroviari in relazione ai quali in altri Paesi (maxime l’Italia) ci si sforzerebbe di addossare ogni responsabilità a macchinisti, capi-stazione, a chiunque purché non ricoprisse incarichi politico-gestionali.
    Perché nel caso di Menezes si è assistito a un atteggiamento così diverso da quello che ci si sarebbe potuto ragionevolmente attendere?
    Si faccia l’ipotesi che Menezes avesse davvero costituito un pericolo per l’incolumità dei cittadini londinesi. In questo caso ci saremmo trovati al cospetto di un episodio di “merito oggettivo”.Sarebbero, si spera, rimaste perplessità sulle modalità di neutralizzazione del pericolo, ma è ragionevole pensare che l’opinione pubblica avrebbe accettato quella che oggi, in relazione al conflitto in Medio Oriente, viene considerata una “sproporzione”.
    Le autorità britanniche, dunque,al di là dell’ovvio rincrecimento per una morte totalmente ingiusta, non hanno accettato di aver commesso un irreparabile errore di valutazione e di essere rimasti dalla parte sbagliata della linea di confine tra “merito” e “responsabilità”.
    Inoltre, non è da dimenticare che uno dei personaggi più coinvolti nella catena di comando fu Ian Blair, secondo alcuni organi di informazione parente stretto del Primo Ministro Britannico.
    Un abbraccio agli affezionati lettori di Piero.
    Alberto Ricci

    Commento di Alberto Ricci — 22 Luglio 2006 #

  3. Non penso di essere fuori tema se racconto che stasera a Blog hanno trasmesso (nell’anniversario) i filmati dei fatti del G8 di Genova 2001. I pestaggi da parte della polizia erano sconvolgenti. (Non so se la Rai li avesse già trasmessi; comunque, il fatto che li abbiano trasmessi oggi è per lo meno una buona notizia). E bisogna tener conto che i fatti più gravi (a parte naturalmente la morte di Carlo Giuliani) sono avvenuti dopo, in disparte, nella scuola e nella caserma, a danno di 250 persone arrestate più o meno come i ragazzi di corso Buenos Aires - cioè a casaccio. Inoltre: i reati dei poliziotti rischiano di rientrare nell’amnistia/indulto (ma si farà o no? Nel programma dell’Unione non c’è…), mentre quelli degli altri no. V. sul sito dell’Unità l’articolo del 20 luglio, “Genova cinque anni dopo”.

    Commento di Giulia — 22 Luglio 2006 #

  4. …del resto se sono passate nel dimenticatoio morti come quelle di ilaria alpi o enzo baldoni, figuriamoci se l’uccisione di un semplice brasiliano possa essere messa sotto inchiesta!

    Commento di ariel — 23 Luglio 2006 #

  5. ————- ATTENZIONE —————–

    Ho appena sentito telefonicamente Piero Ricca, che è fuori sede e non può aggiornare il blog.
    Domani, martedì 25 luglio ci sarà una manifestazione di protesta contro l’indulto, presso la Pretura di Milano, approfittando della presenza a Milano di Romano Prodi.
    Incontro alle ore 16:30 presso la Pretura di Milano, riconoscerete Piero e gli altri manifestanti dai cartelli e dagli striscioni.
    Accorrete numerosi per protestare contro questa indecenza.

    Cordialmente,
    - Luca Pasqualotto

    Commento di Luca Pasqualotto — 24 Luglio 2006 #

  6. ci sarò anch’io alla manifestazione!

    Commento di tiro — 24 Luglio 2006 #

  7. ops…sbagliato post..sorry

    Commento di tiro — 24 Luglio 2006 #

  8. grandre piero!
    Devi poi realizzare il filmato da mettere on line così poi lo metto sul mio blog.
    Ciao Giulio

    Commento di Giulio — 25 Luglio 2006 #

  9. Se ai fanatici togli il turbante potresti accorgerti di una realtà ben diversa.

    Potresti scoprire che non solo il povero Jean è stato un danno collaterale. Potresti scoprire che il suo è stato un destino comune a tutte le vittime di Londra (e di New York per altro…)

    Ma io sono un complottista?

    Commento di Luciano — 25 Luglio 2006 #

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