Lettera a Giuliano Amato
Agosto 3, 2006 on 4:37 pm | In Libertà, Costituzione, Legalità |
Ho appena inviato per posta prioritaria questa lettera al Ministro dell’Interno.
Egregio Ministro Amato,
Le scrive Piero Ricca da Milano.
Mi ha colpito il richiamo alla legalità da Lei fatto nei giorni scorsi, nell’ambito di un dibattito sul problema delle intercettazioni telefoniche.
”La democrazia vive di legalità”, Lei ha ricordato.
Quella Sua affermazione mi ha stimolato a scriverLe questa lettera, in merito al rispetto della legalità da parte delle forze dell’ordine.
Non parlo dei grandi abusi, per esempio quelli perpetrati sotto gli occhi del mondo intero durante i giorni del G8 di Genova. So che se ne sta occupando, prescrizione e indulto permettendo, la Magistratura. E auspico che se ne possa presto occupare una commissione parlamentare ad hoc.
Mi limito a sottoporLe certe cattive abitudini che sembrano entrate nella prassi della polizia, in particolare della parte di essa preposta alla sicurezza degli esponenti delle Istituzioni.
Parlo dell’abitudine di identificare meccanicamente quei cittadini che in un contesto pubblico osino esprimere la propria opinione ad alta voce o interpellare il potente di turno con una domanda scomoda.
Parlo dell’abitudine di insolentire, strattonare con forza, minacciare, tradurre abusivamente in commissariato persone - i “contestatori”, come vengono definiti in sede giornalistica - che altra colpa non hanno se non quella di interrompere il cerimoniale con l’esibizione di un cartello o un intervento fuori copione.
Parlo dell’abitudine di schedarli e trattarli da individui pericolosi.
Sia chiaro: so che la polizia ha il dovere, per garantire l’ordine pubblico, di contenere i malintenzionati, anche con maniere sbrigative. Allo stesso modo, credo di sapere che l’intervento coercitivo della forza pubblica ha un effetto di intimidazione se è rivolto a contenere i disturbatori non già dell’ordine pubblico ma del quieto vivere.
Mi annovero fra quest’ultimi. Da anni, com’è noto a molti, mi concedo il lusso del pieno esercizio della mia libertà di espressione, in difesa - così almeno ritengo - di norme e valori di rilievo costituzionale. Per questo, più volte mi sono trovato in condizione di subire gli eccessi di zelo dei tutori dell’ordine pubblico. E ora mi sono stancato di tollerarli come un inevitabile prezzo da pagare per l’esercizio di quel lusso.
Il 29 gennaio 2005, per esempio, cinque agenti di polizia mi hanno caricato a forza in un’auto e portato per tre ore in un commissariato del centro di Milano, soltanto perché mi trovavo a un convegno pubblico (in memoria dell’onorevole Craxi) al quale era atteso l’onorevole Berlusconi, allora presidente del Consiglio in carica.
Né il conseguente esposto alla Magistratura né un’interrogazione parlamentare rivolta al Suo predecessore, hanno avuto seguito.
Più recentemente, il 20 giugno 2006, presso l’Università di Milano, sono stato minacciato, inseguito e immobilizzato da alcuni agenti di scorta e poi portato per due ore in commissariato, dopo aver rivolto al senatore Andreotti, nell’ambito di una informale conversazione con i giornalisti, un paio di domande relative alla sentenza della corte di Cassazione che, come Lei certo sa, lo ha assolto per intervenuta prescrizione del reato, ritenuto “commesso”, di associazione a delinquere con Cosa nostra.
L’elenco completo di queste antipatiche esperienze sarebbe assai lungo, ma sono certo che Lei abbia compreso di cosa parlo. Allo stesso modo confido che Lei sappia che siffatti comportamenti, ai limiti della legalità, delle forze di polizia sono all’ordine del giorno e riguardano numerosi cittadini. Durante la recente campagna referendaria, per esempio, un cittadino di Lecco, durante un dibattito svoltosi a Merate giovedì 15 giugno, ha interrotto un intervento dell’onorevole Castelli, per esprimere il suo sdegno circa le insolenti affermazioni pronunciate dall’ex Ministro di Grazia e Giustizia in merito alla figura del senatore Scalfaro. Questo cittadino, su richiesta dello stesso Castelli, è stato identificato dai Carabinieri, seguito fino a casa da un agente della Digos e fatto oggetto di indagini nei giorni seguenti.
Siffatti comportamenti appaiono tanto più ingiusti in quanto rivelano una concezione della vita pubblica che poco ha a che fare con la democrazia costituzionale. Una concezione che ritiene prevalente l’aspirazione dell’uomo pubblico a non essere contraddetto rispetto all’esercizio della libertà di espressione da parte del cittadino.
Non devo certo ricordare a Lei che la libertà di critica è il sale di una democrazia liberale. E che i cittadini, in democrazia, sono uguali, tanto di fronte alla legge quanto nell’esercizio della libertà di parola.
Pertanto la polizia, a mio giudizio, dovrebbe garantire anziché intimidire la libertà del dissenso, anche in occasione di convegni pubblici ai quali siano presenti esponenti delle Istituzioni.
Mi piacerebbe dunque conoscere il Suo pensiero su questi temi. E verificare se è possibile attendersi, da parte del Ministro dell’Interno, precise direttive atte a ricondurre dirigenti e agenti della polizia a una maggiore tolleranza verso i cittadini interessati alla politica e a un più rigoroso rispetto delle leggi poste dalla nostra Costituzione a salvaguardia della libertà individuale.
Con vivi saluti.
Piero Ricca
15 Commenti »
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A proposito di intercettazioni…prepariamoci, Piero, perchè questa faccenda delle intercettazioni va a finire come quella dell’indulto…
www.marcocanestrari.net
Commento di Marco Canestrari — 3 Agosto 2006 #
Sono convinto anch’io che stiano preparando l’ennesimo salvacondotto, mediante l’alibi della tutela della privacy.
Forse è il caso di agire di anticipo. Che so, con manifestazioni preventive. Pensiamoci.
Commento di Piero Ricca — 3 Agosto 2006 #
Ti .. vi .. sembrerà ridicolo fuori luogo o fuori di testa .. una (delle tante volte .. non perchè chissà che cosa .. è perche non vesto alla moda e alle volte vado in giro in ciabatte )cmq quella volta li mi fermarono e chiaramente non potendo attacarsi a niente perchè mi metto le cinture di sicurezza fin dagli anni 80 mi hanno rotto le scatole dicendo che tenevo male l’auto .. era sporca dentro e fuori .. Non sarebbe meglio fargli un test prima di arruolarli .. gli si mette una foto del mascellone davanti e se cominciano a sbavare e scondizolare gli si fa fare i bidelli .. Poi quello li sopra non è quello che andava il giro con il Santo di Aulla .. Ciao Piero se trovo i soldi vengo a Milano (sono senza lavoro) …
Commento di korsaro — 3 Agosto 2006 #
L’On Antonio Di Pietro ha inserito un post nel suo blog dal titolo:
L’indulto e i reati contro i lavoratori.
Andate a leggerlo e commentate per favore.
Grazie
http://www.antoniodipietro.com/2006/08/lindulto_e_i_reati_contro_i_la.html#comments
Commento di Marco Bazzoni — 3 Agosto 2006 #
Si, per settembre l’ineffabile, instancabile, irriducibile mastella ha già pronto il pacchetto intercettazioni ed amnistia…
Diana.
Commento di Didi — 3 Agosto 2006 #
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Fuori%20i%20ladri%20dentro%20i%20giornalisti/1348887
Commento di Ezio Travogni — 3 Agosto 2006 #
Sarà un autunno lunghissimo
http://www.marcocanestrari.net/?p=110
Commento di Marco Canestrari — 4 Agosto 2006 #
Bravo!C’è una strana confusione fra chi denuncia e chi è o deve essere denunciato credo che attualmente i ricercati siano i primi anzi ne sono certa,chiariamogli le idee!!!!
Commento di marisa — 4 Agosto 2006 #
manifestare, manifestare, manifestare …
sei grande Piero
il confronto fa paura e le contestazioni peggio …
al di la delle idee e dei loro contenuti, la privazione della liberta’ di espressione e’ … la morte della democrazia …
in nome dell’ordine pubblico si sono commessi e si commetteranno crimini indicibili … cos’e’ del resto l’attacco di Israele … Genova del G8 … etc…
il problema, ed infatti tu hai scritto al Ministro, e’ la direzione, il crimine e’ di chi da gli ordini … di chi pianifica … della direzione
le intercettazioni ??? —
a Salerno, un onorevole (oggi rieletto sindaco) ha convinto la camera a distruggere oltre 250 intecettazioni non fatte a lui, ma a degli imprenditori che lo chiamavano a telefono …
… la camera ha votato la distruzione dei nastri … insomma sono state distrutte le prove con cui portare avanti le indagini (sul mio blogtiello trovate gli articoli che fanno la cronache delle votazioni della commissione delle autorizzazioni e quelle della camera )
un DS salvato con l’astensione dei forzaitalioti…
ma che dico salvato, non si votava l’arresto, si e’ votato sulle indagini … hanno stoppato le indagini …
si, questa e’ trasparenza … niente deve trapelare, non bisogna indagare … fumussssss
tu hai scritto
“rigoroso rispetto delle leggi poste dalla nostra Costituzione a salvaguardia della libertà individuale” … e di tutta la democrazia … aggiungo …
forza Piero …
ho scoperto solo oggi il tuo blog e allora oggi puoi contare:
fan + 1
Commento di Pietro Di Gennaro — 4 Agosto 2006 #
@ GIULIA
Quello che è successo a te è simile a ciò che è successo a me…. malcostume di parecchi nostri poliziotti.
Io facevo il Vigile Urbano e una sera ero di servizio con un collega su di una strada il cui imbocco era vietato da evidente segnaletica di diveto di accesso.
Ad una certa ora arrivò a tutta velocità un’auto con persone a bordo che si infilò per questa strada, incurante del divieto e della nostra presenza in mezzo alla strada.
Fischiai e levai la paletta per fermarli.
Dopo averci superati si fermarono e uno di loro tornando indietro mi venne incotro con fare minaccioso.
Per tutta sicurezza, il mio dito corse alla fondina della pistola e a questa mia mossa, la persona levò bene in alto una tessera.
Erano della DIGOS e a suo dire erano in ritardo per prelevare il loro dirigente capo per cui avevano scelto quella via per fare prima.
Capito l’antifona?!?
Per recuperare il tempo perduto avevano deciso di percorrere una strada a senso unico, imboccandola all’incontrario…. e con una macchina anonima senza cvontrassegni nè lampeggiante acceso.
Ma questo è solo un esempio, non tutti sono così, ma parecchi sì…..
Commento di B.P — 4 Agosto 2006 #
alla tua lettera mi associo convintamente. certamente ciò che ho subito io non è simile a quello che è successo a te o ad altri che hanno commentato, ma posso raccontarvi anche la mia. Sono uno studente universitario pendolare che viaggia quasi ogni giorno e mi è successo in tre anni ben 15 volte di essere fermato dalla polfer e in quattro casi pur avendomi chiesto quale fosse la mia destinazione e accertatisi del fatto che il mio treno sarebbe partito di lì a poco mi hanno trattenuto con inutili domande fino a farmi perdere il treno e costringendomi a forzate attese. Io non so se questo malcostume riuscirà mai a risolversi.
Un saluto a te e a tutti i visitatori del tuo sito
Commento di socrate volante — 4 Agosto 2006 #
STATO DI POLIZIA, STATO DI POLIZIA
WARNING WARNING
VIVIAMO IN UNO STATO DI POLIZIA
COME FAI A SAPERE SE VIVI IN UNO STATO DI POLIZIA ?
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=1679
Commento di rosario P — 5 Agosto 2006 #
03.07.06
Lavorare uccide
4 lavoratori al giorno moltiplicati per 300 (togliamo qualche giorno festivo) corrispondono più o meno 1200 lavoratori defunti ogni anno sul luogo di lavoro. Se uno sopravvive al traffico (20 morti al giorno) e arriva sul cantiere non può lamentarsi. Ha comunque aumentato la sua possibilità di sopravvivenza. Ma se viene solo ferito e portato all’ospedale la situazione si fa critica, perchè una parte delle infezioni mortali è contratta proprio in ospedale. E’ una giungla d’asfalto e di virus. Dodici anni fa il governo ha emanato un decreto legge, Dlgs 626/94, sulla sicurezza e igiene sul lavoro. E’ stata creata la figura del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls). Figura spesso malvista dal datore di lavoro, che pensa ai costi, e talvolta anche dai lavoratori che preferiscono non sottoporsi a norme anche quando dovrebbero farlo. Osservate nei cantieri quanti portano il casco pur avendolo in dotazione. Mancano dei controlli. Le sanzioni sono rare e insufficienti. Manca una cultura della sicurezza e igiene sul luogo di lavoro. Una cultura che andrebbe insegnata a scuola e diffusa dai media con grande importanza.
I morti sul lavoro sono una contraddizione in termini, non dovrebbero esistere. Quattro morti al giorno all’imprenditore tolgono i costi (sulla sicurezza) di torno, ma restano le bare. La scorsa settimana a Pisa un operaio è morto schiacciato sotto tre lastre di vetro, un altro è morto investito da un Tir mentre falciava l’erba sull’autostrada del Brennero, un muratore è morto a Frosinone cadendo da un’impalcatura. Ci sono anche gli infortuni non mortali, che possono però causare danni irreversibili. Sono un milione all’anno, una bella cifra tonda. Facile da ricordare. Capisco che l’Iraq sia importante, che l’Afghanistan sia fondamentale, che il Kossovo sia in agenda. Ma la strage sul lavoro non lo è di più? Ogni anno abbiamo centinaia di Nassiriya senza il corredo di messe cantate e la presenza dei vertici dello Stato. Per essere un morto buono per i titoli dei tg e dei giornali e per i segretari di partito bisogna fare il militare?
E’ nata un’associazione, la “Rete degli Rls”, formata dai Rappresentanti per la sicurezza regionali, per promuovere la sicurezza sul lavoro. E’ stato chiesto a Ballarò di affrontare il tema, nessuna risposta. Così pure dai quotidiani nazionali. Questo blog è invece a disposizione per dare quotidianamente informazioni sugli incidenti mortali sul lavoro per ignavia o per profitto.
Il post che vi ho allegato era stato inserito sul blog di Beppe Grillo.
Il suo staff mi aveva garantito che avrebbero creato una striscia quotidiana per la sicurezza sul lavoro nel blog di Beppe e che avrebbero dato notizia di infortuni mortali per ignavia o profitto, ma invece niente.
Beppe Grillo so che leggi il blog di Piero Ricca, quindi vorrei sapere quando farai anche te un post sull’indulto e reati contro i lavoratori.
Il sito dell’Unione è sempre off-line.
E’ una vergogna: hanno paura anche dei commenti.
Commento di Marco Bazzoni — 5 Agosto 2006 #
Gentile Piero,
sono d’accordissmo con te e io inserirei il tuo bannerino sul mio sito.
Grazie
Giulio Stevanato
Commento di Giulio — 10 Agosto 2006 #
Ciao Piero,
vorrei sapere se i rappresentanti delle forze dell’ordine picchiano anche.
Se così fosse, beh, qualcosa dovrebbe cambiare!
Non credi?
Grazie e ciao.
Commento di franco onorato — 17 Agosto 2006 #