La società civile, secondo Alex Zanotelli
Settembre 12, 2006 on 7:46 pm | In Politica, Democrazia |
Alex Zanotelli
Esiste e va coltivato uno spazio intermedio fra le elites al potere, tese ad autoperpetuarsi, e la gran massa dei consumatori, sempre più vicini allo status del suddito.
Alex Zanotelli, uomo di Chiesa che stimo, ne parla in ogni suo discorso e lo chiama ”società civile organizzata”: fatta di movimenti, intellettuali, gruppi diffusi di cittadinanza attiva. Le attribuisce un ruolo decisivo “per un cambiamento radicale del sistema”: a precise condizioni, tutte ancora da costruire. Riprendo sul tema questo suo testo, del 2003.
“Se in Italia l’attuale movimento di base critico dell’imperante sistema economico finanziario militarizzato vuol fare un passo in avanti dovrà seriamente pensare a come minimamente organizzarsi per poter maggiormente incidere.
A questo movimento sono stati dati i nomi più strani: no global, new global… nomi che non rispecchiano la vera natura del movimento. Negli Usa taluni vorrebbero chiamare questo movimento living democracy movement (democrazia viva - attiva). Qualcuno suggerisce anche il nome di democrazia planetaria o cittadinanza planetaria.
Penso sia fondamentale però ritornare a sottolineare l’importanza della società civile, non quella amorfa, ma quella che tenta faticosamente di organizzarsi in realtà viva. Gruppi, gruppuscoli, comunità di base, cooperative, singole persone, critiche dell’attuale sistema economico finanziario che tentano di unirsi, di coordinarsi, di fare rete per avere più visibilità, più valenza politica.
Riteniamo che i sindacati siano parte integrante di una tale realtà (l’evento Seattle 1999 si è verificato perché le forze sindacali americane si unirono insieme al movimento di base presente negli Usa). I sindacati sono forze sociali e quindi parte integrante della società civile.
Ma riteniamo anche che le comunità di base, i gruppi cristiani o di altra inspirazione religiosa, critici del sistema, facciano parte della società civile organizzata. Le chiese e le espressioni religiose, in quanto coscienza critica della realtà, sono parte integrante della società civile organizzata.
Riteniamo invece che i partiti non facciano parte di questa società civile organizzata. Sembrerebbe che l’Italia sia il solo paese in cui i partiti siano parte della società civile. Spesso qui da noi i partiti utilizzano associazioni, forum o altro per camuffarsi come società civile. Questo non vuol dire che uno non possa essere membro attivo di un partito politico. Quello che rifiutiamo è che i partiti utilizzino la società civile per perseguire i propri scopi.
Questa società civile organizzata deve diventare un soggetto politico. Sappiamo che questo è anatema ai partiti, ma non abbiamo altra scelta. In un dibattito pubblico l’onorevole D’Alema ha voluto sottolineare che solo i partiti sono soggetti politici. Purtroppo i partiti non fanno più i partiti, sfuggono loro le grandi decisioni politiche (sono diventati sub-serventi ai poteri economico finanziari). Oggi i partiti hanno bisogno di una società civile organizzata che fa politica, quella con la P maiuscola, per forzarli a ritornare a fare politica vera, alla grande.
Questa società civile organizzata dovrà poi perseguire obiettivi politici concreti come la scelta dell’energia solare invece di quella elettrica, il rifiuto dell’energia atomica…
Riteniamo che tutto questo potrebbe ridursi a belle parole se non riusciamo a trovare una via che permetta alla società civile organizzata di esprimersi attraverso dei suoi rappresentanti che tutti riconoscono come tali. Non è più sufficiente il farlo attraverso marce, manifestazioni o altro. Anche se tutto questo rimane importante.
C’è oggi bisogno di identificare persone che siano l’espressione di questa società. Persone provate e stimate da tutti che possano parlare con competenza nel loro campo. Persone che non sono alla ricerca di se stesse o di carriere politiche o di tornaconto personale, ma unicamente interessate al bene comune. È importante trovare delle strade per identificare tali persone che abbiano l’avvallo di tutti.
Per perseguire questi obbiettivi la società civile organizzata dovrà fare una scelta chiara: la non violenza attiva gandhiana. Si tratta di rimettere in piedi cittadini che perseguano con tenacia e furbizia i loro diritti e la loro dignità, ma che rifiutano il ciclo della violenza. Questa scelta è un aspetto fondamentale del processo di crescita civile e umana. Il sistema è oggi radicalmente violento e solo la nonviolenza potrà creare una civiltà non violenta. Questo ci obbliga oggi a dover lasciare quei compagni di viaggio che non accettano la nonviolenza come base di ogni azione sociale e politica.
Tutto questo richiede una vera e propria rivoluzione umanista: deve portare alla nascita dell’uomo planetario come diceva Balducci o dell’uomo nuovo direbbe Paolo di Tarso.
Ecco perché la dimensione culturale di tutto questo è estremamente importante. La società civile organizzata nascerà da un profondo risveglio culturale e il suo lavoro più immediato sarà quello culturale. La sua più effettiva strategia politica sarà quella di far avanzare questo risveglio culturale.
È interessante che questa sottolineatura ci venga proprio dagli USA dove questo è particolarmente sentito. Il nordamericano David Korten ci ricorda che “nella società civile la sfera culturale è la realtà più importante ed è il risultato di una vita comunitaria attiva costruita da persone libere e creative. Tale cultura è centrata sulla Vita e promuove la Vita. I suoi valori e i suoi simboli servono come fondamento su cui i membri della società creano le loro istituzioni economico politiche. I valori vitali di culture autentiche portano naturalmente alla creazione di strutture politiche veramente democratiche basate su un profondo impegno per un’aperta, attiva partecipazione politica”.
Questi valori portano alla costruzione di economie di mercato alternative composte di aziende locali che offrono la possibilità di una vita decorosa per tutti. Questo dà la possibilità alla società di auto - organizzarsi sulla falsariga di tutti i sistemi viventi e di massimizzare il potenziale creativo di ogni persona a servizio della vita.
L’importanza di questo aspetto culturale lo si capisce se comprendiamo che l’attuale sistema economico finanziario è costruito sul fondamento di miti culturali. Se si aiuta la gente a capire che questi miti sono falsi il sistema crolla. Lo svuotamento di questi miti diventa quindi una potente strategia per minare il sistema. Non si tratta altro che di far risuonare verità cariche di una sapienza che è nel cuore di ogni uomo: la vita è più importante dei soldi; la vita è la fonte della vera ricchezza; distruggere la vita per far soldi è una patologia sociale… È questa nuova cultura che permetterà un cambiamento radicale del sistema”.
5 Commenti »
RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI
Lascia un tuo commento
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
Powered by WordPress with design based on Pool theme by Borja Fernandez.
Entries and comments feeds.
Valid XHTML and CSS. ^Top^



Un bellissimo articolo. Purtroppo è vero, chi è stato in questi ultimi anni a manifestazioni, scioperi, ecc. (e magari ha partecipato a ben altri in passato) ha dovuto constatare che questi metodi non hanno più senso (leggi: non ci viene nessuno, a meno che non ci sia Beppe Grillo!). Resta il problema di come aggregare queste singole persone (ma saranno tante?) che hanno una forte passione politica senza nessun interesse personale. Il mondo virtuale è nuovo e eccitante, ma a sua volta frustrante (vedi l’assenza delle persone fisiche in occasione dell’indulto). Se uno non frequenta le parrocchie, non lavora in una grande azienda e non vuole fare vita di partito, non può che sentirsi isolato. Piero, come si fa?
Commento di Giulia — 12 Settembre 2006 #
Bravissima Giulia,
hai sintetizzato in pieno il mio pensiero,
quando ho iniziato a collaborare con indultopoli.com avevo proprio questo in testa
“come aggregare queste singole persone”.
Vedo tantissime energie sprecate in iniziative duplicate e solitarie.
Sto provando tutte le strade per aggregarle e convogliarle.
Sto cercando di creare un elenco di cose “pratiche” da fare tramite web, per aggregare queste (spero tante) persone.
Sto cercando di fare elenchi di siti e blog.
Ma l’obiettivo finale rimane quello:
“come aggregare queste singole persone prima sul web, poi vedremo”.
Scrivimi, magari riusciremo ad aiutarci a vicenda.
Ciao
Stefano
Commento di stefano.t — 12 Settembre 2006 #
Amo Alex Zanotelli tanto quanto Beppe Grillo, in senso metaforico, lo ho addirittura contattato via mail ed una mattina mi ha chiamato.
Poi è venuto in zona a Pescara ed abbiamo trascorso una giornata insieme purtroppo era una domenica e si teneva una festa dei giovani religiosa ed io non ho voluto sviarlo da quello che era la giornata sapendo quanto lui potesse tenerci.
Alcune settimane dopo è andato a Civitanova Marche ed io sono andato facendo anche un intervento sottolineando che siamo tutti d’accordo su come bisogna fare per migliorarci ma non si muove una paglia.
Caro Piero è una domanda che faccio anche a te.
A presto Vittorio.
Commento di vittorio — 13 Settembre 2006 #
Praticamente è il programma politico che avrei sempre voluto riassumere e che parteciperò a costruire. Approvo anche la resistenza gandhiana, ma rimango scettico sul fatto che in nessun caso sia necessario svolgere dei lavori sporchi.
Di fatto, io non sono pacifista tout court. Mi ritengo un machiavellico militarista.
Commento di JackMilani — 13 Settembre 2006 #
Nexium….
Nexium cholesterol medicine. Nexium….
Trackback di Nexium. — 5 Marzo 2008 #