Il ritorno di Santoro
Settembre 15, 2006 on 9:32 pm | In Informazione |
Ieri sera Michele Santoro è tornato in tv con una sua trasmissione dopo quattro anni di assenza forzata. Questo ritorno è apparso a molti come uno dei primi, timidi segnali della sconfitta di Berlusconi.
Per quattro anni Santoro ha lottato per la sua libertà di lavorare (”un lusso”, ha giustamente sottolineato). In molti lo abbiamo sostenuto, per una questione di principio: la difesa della libertà e del pluralismo dell’informazione.
Ora che è tornato siamo liberi di criticarlo per quel che fa, senza essere più costretti a difenderlo, com’era giusto, quale vittima della censura.
La prima puntata di Anno Zero ha avuto un merito: riportare i fatti in televisione, la realtà dell’integrazione difficile, dell’amianto, del caporalato, del nuovo schiavismo. In un’epoca di fiction imperante, dopo cinque anni di insulsi talk show, di trucchi e barzellette questo è senz’altro un merito. Altrettanto lodevole è la scelta di concedere uno spazio fisso a un giornalista bandito perché libero come Marco Travaglio.
Ciò detto, la trasmissione non mi ha convinto del tutto. La presenza della giovane Beatrice Borromeo con le sue tre recite introduttive, per esempio, sembra proprio superflua, a me è parsa perfino fastidiosa. Quel colore dei capelli, che Oliviero Beha attribuisce a un ex voto, il buon Santoro avrebbe potuto risparmiarcelo. I servizi, che avrei preferito improntati al rigore e all’essenzialità delle inchieste di Report, sono raccontati in stile Lucignolo. La fotografia e le luci sono a dir poco sconcertanti: sul finale non si notava la differenza fra la sfumatura del colore del viso di Rula Jebreal e quello dello sfondo. Non so se occorre scomodare Nicola Piovani, grandissimo artista, per far da contrappunto musicale a un reportage. L’intervento dell’ottimo Fabrizio Gatti avrebbe potuto essere valorizzato meglio attraverso un contraddittorio. Non comprendo bene quale sia il valore aggiunto giornalistico dell’ingaggio della star Rula Jebreal, in prestito da La 7: davvero non era possibile affidare a uno dei redattori interni le domande, immagino concordate con Santoro, da rivolgere all’ospite politico?
Insomma, la prima puntata del nuovo Santoro mi è sembrata nettamente migliore di quel che mediamente passa il convento (e non è un gran merito), ma piuttosto al di sotto delle aspettative.
Siccome Santoro non è fesso, ed è contornato di bravi collaboratori, su tutti Sandro Ruotolo, penso che dalla seconda puntata saprà confezionare un prodotto migliore.
Ci sono stati tuttavia momenti particolarmente apprezzabili.
Ne ricordo tre:
- Travaglio che ricorda il paradosso di un Parlamento infestato di pregiudicati e inquisiti. Quante volte l’abbiamo ripetuto in strada, quando mai l’abbiamo sentito in una prima serata tv?
- Santoro che all’inizio ricorda l’ingiustizia subità, parla di dignità e libertà dell’informazione e ricorda i nomi di altri personaggi che devono essere reintegrati: Luttazzi, Biagi, la Guzzanti…
- Ancora Santoro che sul finale chiede secco a Bertinotti quando il deputato Previti, condannato con sentenza definitiva a sei anni e interdetto a vita dai pubblici uffici, verrà dichiarato decaduto.
Cose semplici, per carità. Ma ne avevamo perso il sapore nella tv-cloaca di Vespa e Mimum.
Sul tema del ritorno di tutti gli espurati, passo necessario ma non sufficiente per ridare un minimo di dignità al servizio pubblico, era intervenuto nei giorni scorsi anche Dario Fo, durante la presentazione dei nuovi palinsensti di Rai 3. Riporto una sua dichiarazione:
“Quelli che sono stati cacciati indegnamente con un atto di prepotenza dovrebbero essere immediatamente qua, a svolgere il loro lavoro. Invece si tergiversa, si pensa che non sia il caso di umiliare i prepotenti e la violenza condotta allora non viene rimessa subito in asset perché si ha paura di dare l’impressione di una vendetta. Siamo al paradosso, al ridicolo del ridicolo”.
Era quello che cercavo di spiegare, qualche tempo fa, al buon Petruccioli.
12 Commenti »
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Come richesto nell’ultima parte del mio commento sui fatti di Genova hai proposto un post sulla prima puntata di anno zero.GRANDE!
Ovviamente la mia prima impressione e’ di enorme piacere nel rivedere un validissimo professionista tornare svolgere il suo lavoro…
Concordo con te sul fatto che della Borromeo il programma ne puo’ benissimo fare a meno…
Ma il fatto piu’ piacevole e’ trovare quel gran bel rompipalle di Marcolino Travaglio sulla seconda rete a dire cose che in tv non si sentivano da anni…o forse come dici tu che nessuno ha mai detto… Marcolino è senz’altro il valore aggiunto della trasmissione!non trovi?
Si anch’io ho trovato la puntualizzazione di Santoro riguardante Previti nei confronti di Bertinotti veramente “ficcante”….anche se devo dire… Bertinotti non mi è parso molto convinto della cosa.
Quando si parla del maestro Piovani è come se mi si sfiorasse una corda del cuore…le sue musiche mi fanno veramente sognare…bene cosi’!
La cosa di cui sentivo piu’ la mancanza erano i reportage “made in Santoro”…sempre molto ben fatti,ben curati, incisivi ed efficaci come i vecchi tempi…a testimonianza delle capacita’ di tutto lo staff giornalistico di Santoro…complimenti alla sua redazione…
Quindi direi un esordio tutto sommato positivo…ma è chiaro che le mie aspettative sono molto elevate in merito alle puntate prossime!!!
Commento di Ugo B — 15 Settembre 2006 #
Invece di Vespa potevi guardare Report.
Comunicate col web e poi sempre a creare falsi miti televisivi. Se la gente si staccasse da ciò che non approva il potere dei citati sarebbe veramente infinitesimo gli resterebbe solo il loro stipendio assicurato dal demanio.
La libertà è questa??? Ma ridateci quei pagliacci di prima che almeno un pò di cronaca (nera giudiziaria e rosaaa…) non mancava di certo.
ps: io l’ho visto santoro. Che dire Gatti e Travaglio validi ma tenuti in reticolo(l’ultimo)
Di suo c’era la contessina che ha fatto un po di morale e pare abbia problemi alla stazione.
Per il resto è stato molto attento ad essere governativo con indulto e politica estera.
andare in diretta e in piena battaglia finanz-industrial-executiv neanche una parola, ignorare.
La famiglia del padrino invece resta sempre attuale.
Che dire è sempre lui, il tempo non lo scalfisce
Commento di mt — 16 Settembre 2006 #
… beh, vediamo se almeno lui si accorge di Saviano e della sua Gomorra.
Una puntantina per la TV la farei, io…
Per il resto, a mio avviso, ha fatto ne più ne meno il suo sporco lavoro. Finalmente mi viene da aggiungere.
Commento di Mauro — 16 Settembre 2006 #
Vai Piero, che piano piano tiriamo fuori qualcosa da tutto il lavoro che facciamo, perchè quando non si vedono risultati ci si demoralizza,ieri sera vedendo invece travaglio parlare a rai due di parlamento pulito da un po di carica di cui a volte si ha bisogno.
Commento di vittorio — 16 Settembre 2006 #
Approfitto della discussione su Anno Zero per segnalare un grave caso di accessibilità negata: il sito dedicato alla trasmissione, http://www.annozero.rai.it/annozero/default.htm, sviluppato in flash, richiede una versione del player che non esiste per chi naviga da piattaforma Linux. Io non posso accedere ai contenuti del portale. Alla faccia della legge Stanca. Avrei inviato un’email al responsabile del sito io stesso, ma nemmeno questo mi e’ possibile fare. Spero che questa segnalazione giunga a chi di dovere. Grazie.
Commento di Orso grigio — 16 Settembre 2006 #
travaglio mi è sembrato un po imbavagliato,poi la voce in sottofondo dei servizi,mi sa tanto lucignolo,per il resto tutto bene.
speriamo che continuino,anzi di più,perchè la gente deve essere INFORMATA
Commento di matteo il vikingo — 16 Settembre 2006 #
Nonostante condivida le critiche sulla trasmissione, che piacere rivedere dei giornalisti in Tv!!! Chissà se il miracolo potesse prosegiure con il ritorno di Enzo Biagi e di una satira con libertà di espressione?
Commento di Jecò — 16 Settembre 2006 #
Abbasso la contessina! L’ho pure conosciuta al Berchet: una fichetta lavativa raccomandata con il pan di spagna nel cervello!
Commento di JackMilani — 16 Settembre 2006 #
Passando alla carta stampata: trovo pazzesco che oggi il Corriere e la Repubblica parlino rispettivamente a p. 26 e 29 (dopo le infinite sbrodolate su Oriana Fallaci - improvvisamente la più amata dagli italiani -, dopo le interviste a Beatrice Borromeo, dopo il destino delle palme di Los Angeles e il nuovo simbolo dei Tory) di quella che mi sembra una delle notizie più gravi degli ultimi giorni, e cioè il movente della strage della famiglia Cottarelli di Brescia. Forse è abbastanza normale in Italia che un truffatore venga sgozzato dopo aver assistito al massacro con tortura della moglie e del figlio diciassettenne; e evidentemente è assolutamente normale che in Sicilia la mafia si mangi milioni e milioni di finanziamenti europei inventandosi finte aziende vinicole (del resto sono cose che si sanno da sempre e di cui non si legge più; chissà se Santoro ne parlerà). E la regione Sicilia, che amministra i fondi? Qualche dimissione in vista? Non credo…
Commento di Giulia — 16 Settembre 2006 #
Sono d’accordo su tutto Piero. Unica nota dolente è confondere la voce di sottofondo dei servizi con quella di Lucignolo.
E’ Lucignolo che l’ha copiata da Jack Folla di Diego Cugia.
Ciao Andrea
Commento di Andrea — 18 Settembre 2006 #
Paragonare quella voce direttamente a quella del doppiatore che leggeva i testi di Diego Cugia su radio 2 significa farle un favore. No, la voce scelta da Santoro si avvicina alla copia dell’originale: Lucignolo.
Intanto Diego Cugia ora i suoi testi se li legge da solo e il suo doppiatore è tornato a fare lo speaker pubblicitario…
Commento di piero — 19 Settembre 2006 #
Non è sconcertante l’assenza di Roberto Saviano ad AnnoZero, trasmissione per ora non riuscitissima?
Commento di AnnoUno — 23 Settembre 2006 #