Forza Giuffrida
Ottobre 3, 2006 on 5:27 pm | In Legalità |
In questo Paese chi fa il proprio dovere passa per un fanatico e rischia di pagarla cara. Tale è lo spirito dei tempi. Ho già scritto di Francesco Giuffrida, il dirigente della Banca d’Italia che svolse un incarico di consulenza per la procura della Repubblica di Palermo nell’ambito del processo Dell’Utri. Giuffrida verificò tra l’altro che una parte ingente degli iniziali capitali berlusconiani (circa 250 milioni di euro in valuta attuale) è di origine misteriosa, cioé non documentata e si suppone mafiosa. In tal modo ha contribuito alla condanna a nove anni per mafia del principale collaboratore dell’ex presidente del Consiglio. Imperdonabile. E infatti Francesco Giuffrida, che più di recente si è occupato dei traffici finanziari di Roberto Calvi, in merito alla cui morte è stata riaperta un’inchiesta, è sotto processo a Palermo, citato in giudizio dalla Fininvest, che gli chiede i “danni morali” per la sua “negligenza”. Tutto questo in concomitanza con l’avvio del processo d’appello al medesimo Dell’Utri.
Il metodo è sempre lo stesso: intimidire, vendicarsi, delegittimare. Punirne uno, il più “fanatico”, per educarne cento. Ho ricevuto questo appello, firmato da un amico di Giuffrida. Lo pubblico qui sotto e invito a diffonderlo, per far sentire la nostra solidarietà a una persona con la schiena dritta.
“Desidero rivolgermi a te direttamente e personalmente, non ricorrendo questa volta al consueto invio multiplo, per un appello di solidarietà che mi sta molto a cuore, e che riguarda una persona che è un mio caro amico da sempre, Francesco Giuffrida. Nella stessa forma, diretta e personale, invierò questo messaggio a tutte le persone che so essere sensibili al tema dell’integrità e del coraggio civile. Per chi non lo ricorda, dirò che Francesco Giuffrida è il coraggioso dirigente della Banca d’Italia (Vice-direttore a Palermo) che su richiesta e incarico della Procura della Repubblica di Palermo ha condotto una accurata e scrupolosa perizia tecnica sui flussi di capitali diretti alla Fininvest, per il processo a Marcello Dell’Utri.Per questo suo lavoro Francesco dovrà comparire in giudizio il 12 ottobre, citato dalla Fininvest per presunti danni morali. La citazione è arrivata alla vigilia del processo d’appello per Dell’Utri, e in corrispondenza con un altro incarico attribuito, sempre a Francesco, questa volta dalla Procura di Roma, che evidentemente lo ritiene un tecnico assai affidabile, per indagare sui movimenti di capitali legati alla vicenda di Roberto Calvi. “Sembra una minaccia, un modo per zittirlo e intimorirlo al processo”, ha dichiarato in giugno un magistrato al giornalista del Corriere Cavallaro. Non solo: la citazione comporta il concreto rischio che tutta la sua attività di esperto, e le perizie che gli sono state affidate, vengano delegittimate. Francesco Giuffrida dovrà andare a difendersi di fronte ad un uomo che è stato condannato per mafia, solo per aver fatto il suo lavoro e per averlo fatto bene, e dovrà farlo da solo, visto che nemmeno la Banca d’Italia, ovviamente a conoscenza della sua collaborazione con il tribunale, si è mossa per un‘azione di sostegno, o per tutelarlo in sede di giudizio. Perchè questo appello? per rompere il silenzio e la solitudine che lo circondano (solo Felice Cavallaro ha scritto un articolo sul Corriere, e un altro è uscito sulla Repubblica, entrambi in giugno, poi più nessuna informazione), contro il pericolo che questo isolamento, quasi omertoso, può comportare per Francesco e la sua famiglia. Per questo chiedo a te, e agli altri a cui manderò questa lettera, di fare quanto è nelle tue facoltà affinché l’appello abbia la più ampia diffusione possibile, per non lasciare solo Francesco, ma soprattutto per dare il giusto risalto a comportamenti di integrità, rigore personale e coraggio che meritano di essere conosciuti, messi in evidenza e portati ad esempio. Anche un semplice messaggio di risposta può significare molto”. Giuseppe Giolitti
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18 Commenti »
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Solidarietà.
Se c’è giustizia la sentenza sarà identica a quella del caso Travaglio/Luttazzi.
Ma c’è giustizia?
Se almeno Berlusconi fosse ancora al governo Giuffrida potrebbe beneficiare di qualche ipocrita sostegno in più.
Ma oggi il Sig. Berlusconi è felicemente all’opposizione e qualcun’altro lavora al suo posto meglio di come lui avrebbe potuto.
Commento di Dino Sartore — 3 Ottobre 2006 #
Beppe Grillo, lunedì 2 ottobre, è stato assolto nella causa per diffamazione avviata contro di lui dal gruppo Fininvest dopo la pubblicazione di un articolo su Internazionale del gennaio 2004, in cui accusava l’azienda berlusconiana di fondi neri e falso in bilancio (fonte: www.onemoreblog.org). Speriamo che i magistrati abbiano il buon senso di non punire una persona che correttamente ha svolto il suo lavoro proprio per aiutare la magistratura a compiere a sua volta il proprio dovere. Non deve essere un cambio di favori, ovviamente, ma semplicemente deve essere applicata la legge e rispettata la giustizia; la magistratura non punisca una delle purtroppo poche persone oneste e trasparenti, altrimenti rischia di dare un ulteriore schiaffo alle molte persone oneste che credono nella giustizia e in un processo di cambiamento.
Commento di Andrea — 3 Ottobre 2006 #
Beppe Grillo, lunedì 2 ottobre, è stato assolto nella causa per diffamazione avviata contro di lui dal gruppo Fininvest dopo la pubblicazione di un articolo su Internazionale del gennaio 2004, in cui accusava l’azienda berlusconiana di fondi neri e falso in bilancio (fonte: www.onemoreblog.org). Speriamo che i magistrati abbiano il buon senso di non punire una persona che correttamente ha svolto il suo lavoro proprio per aiutare la magistratura a compiere a sua volta il proprio dovere. Non deve essere un cambio di favori, ovviamente, ma semplicemente deve essere applicata la legge e rispettata la giustizia; la magistratura non deve condannare Francesco Giuffrida, perchè in tal modo rischia di perdere credibilità di fronte alle persone oneste.
Commento di Andrea — 3 Ottobre 2006 #
Non solo non deve essere condannato ma bisognerebbe chiarire perchè lo hanno incriminato…le ragioni erano valide?Ne dubito!
Di questo passo chi potrà fare con giustizia il proprio dovere quando non c’è nessuna tutela per chi si oppone a certi mostri e alla corruzione?
Credo che bisognerebbe ideare qualcosa di più efficiente che mail e petizioni,certo quelle fanno sentire la nostra voce ma non aiutano veramente chi si ritrova in queste situazioni di ritorsione perchè troppo onesto.Io credo che mettere sotto processo una persona corretta che ha svolto bene il proprio compito sia un vero e proprio atto intimidatorio contro la società e a nulla vale dire che la persona non verrà condannata.perchè la giustizia va avanti solo in certi casi?Chi è che gestisce la giustizia?Siamo sicuri che sia nelle mani giuste?
Commento di marisa — 3 Ottobre 2006 #
Io quella faccia al fianco del “presunto” mafioso Dell’Utri l’ho gia’ vista. Quel particolare non mi e’ nuovo, direbbe Toto’ buonanima. E’ per caso quel citrullo che guidava la sgangherata commissione parlamentare Telekom Serbia, quella dove commissari ladri indagavano su scartafacci calunniatori preparati per conto del Duce II? Gli azzeccagarbugli Mafinvest che hanno fatto la citazione sono pari per acume agli altri sgherri che assoldo’ all’epoca il mafioso di Arcore? Allora il signor Giuffrida puo’ stare ragionevolmente tranquillo, pur con il comprensibile fastidio di dover rispondere ad un mafioso e ai suoi tagliagole.
Commento di Cicogna Rospo E Mortadella — 4 Ottobre 2006 #
Chi fosse interessato alla questione giustizia e se ne chiedesse i motivi può trovarne un’importante ragione su questo forum:qualcuno controlla la corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo?
http://www.ammazzatecitutti.org/forum/index.php?showtopic=2236
La persona che parla ha grandi qualità morali e culturali,è capitano in congedo di un corpo speciale dell’esercito rumeno(ha partecipato a diverse azioni rischiose),ha lavorato presso la prefettura di Vaslui ed era contitolare di una società con sede in Italia oltrechè in Romania ,si è opposto al riciclaggio di denaro sporco senza diventarne complice e ha scoperto una rete che opera a livello internazionale intervendo anche sulle pratiche a livello di tribunale europeo dei diritti umani:le sue denunce sono dappertutto…insabbiate.. un suo fascicolo di 300 pagine contenente prove importanti giace dimenticato alla migrazione di berna e alla corte europea,è stato deprivato a livello economico e praticamento imprigionato in Svizzera ,dove vengono trattenute senza motivo le pratiche per il rientro.Chiede solo di entrare in contatto con P.Grasso… perchè le richieste operate ad altro livello sono state ignorate?Chiede troppo?E’ una persona che potrebbe tutelare tutti noi ma gli si impedisce di farlo!Questa è giustizia?Da chi siamo difesi e tutelati quando lavoriamo con correttezza e rispettando il diritto?Non avete idea di quello che questa persona ha dovuto sopportare …preferisce rischiare la vita piuttosto che accettare che non vengano riconosciuti i suoi diritti.
Aiutare lui significa aiutare tutti noi.
Commento di marisa — 4 Ottobre 2006 #
Piero, lo spirito del tempo è davvero disarmante, non so quale direzione definita sia oramai in voga nel nosto stato, ma certo è che le cose stanno malino.
A volte credo che i pochi onesti rimasti debbano alzare ancora più la voce contro i privilegi della classe dirigente.
Ciao.
Commento di Morgan — 4 Ottobre 2006 #
Volete fare qualche domandina a Pegoraro?
POLITICA
Quale energia per il futuro
Pecoraro a Repubblica Tv
QUALE energia per quale futuro? Il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ne parla a Consumi & Costumi, il programma di Giovanni Valentini in diretta su Repubblica Tv alle 15.30. Intervengono Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni e Massimo Orlandi, amministratore delegato di Sorgenia.
Spazio alle domande dei lettori: scrivete a repubblicaradio@repubblica.it
Per intervenire in diretta, chiamate al numero verde 800 410 662
Commento di mas — 4 Ottobre 2006 #
Ho deciso di pubblicare la lettera che segue, tratta dal blog di Piero Ricca, per dare sostegno a chi compiendo il proprio dovere è costretto a subire, com’è solito ormai in Italia, le accuse e le intimidazioni dei potenti secondo il motto “punirne uno per educarne cento”.
La Fininvest, Mediaset e in generale il gruppo di Berlusconi, non sono nuovi in quanto a querele milionarie e palesemente intimidatorie, così come fecero con Marco Travaglio per le dichiarazioni fatte alla trasmissione Satyricon di Luttazzi, salvo essere assolto perchè le dichiarazioni di Travaglio corrispondevano al vero e dunque fu “esclusa la lamentata diffamazione”.
A questo punto verrebbe fuori un motto che ricorda l’ormai famoso
“E adesso ammazzateci tutti” rivolto ai mafiosi ma che stavolta dovrebbe dire: “E adesso querelateci tutti”.
tratto da www.pizzinipensanti.altervista.org
Commento di Luigi — 4 Ottobre 2006 #
Vorrei esprimere la mia solidarietà al sig. Giuffrida.
Mi date una mail?
Possibile che l’Italia dalla vicenda Ambrosoli(ma è solo un esempio) non abbia imparato niente?
Commento di Massimiliano — 4 Ottobre 2006 #
Ciao Massimiliano,io ho spedito tramite la mail di Giuseppe Giolitti in fondo al post,penso che sia un amico.
Commento di marisa — 5 Ottobre 2006 #
Sì, Giuseppe Giolitti chiede ampia diffusione della sua lettera e ritiene importanti anche messaggi di solidarietà, da inviare al suo indirizzo.
Ieri anche Beppe Grillo ha dedicato un post a questo tema.
Commento di Piero Ricca — 5 Ottobre 2006 #
Solidarieta’ a Giuffrida!
Commento di Giampaolo Finauro — 10 Ottobre 2006 #
Voglio esprimirti tutta la mia solidarietà
Commento di Gennaro Varriale — 16 Ottobre 2006 #
Nel manifestare la mia solodarietà al dott. Giuffrida, vorrei capire le motivazioni che lo hanno indotto a sottoscrivere una transazione con la fininvest. Sarebbe interessante per esempio conoscere il contenuto di tale transazione. Nel ringraziare per l’attenzione porgo cordiali saluti. Danilo Salvato
Commento di Danilo Salvato — 30 Luglio 2007 #
[…] Forse non tutti lo conoscono, il dott. Francesco Paolo Giuffrida è il perito nominato dalla Procura antimafia di Palermo per indagare sulla provenienza dei fondi Fininvest tra gli anni 70-80 nel processo a dell’Utri. La perizia di Giuffrida depositata nel 1999 non trovò riscontro per 8 versamenti avvenuti su conto Fininvest pari ad una cifra superiore ai 90 miliardi di lire, il che per gli accusatori del biscione e del suo presidente, voleva dire fondi occulti provenienti dalla mafia. La perizia peraltro non fu definitiva in quanto bloccata nel 1998 a causa dell’archiviazione delle indagini a carico di Berlusconi. Nel Febbraio 2006 Fininvest citava il dott. Giuffrida dinanzi al Tribunale di Palermo per accertare le sue gravi negligenze nel redarre la perizia di cui sopra e chiedendone conseguentemente la condanna al risarcimento dei danni. La vicenda ha il suo ultimo sviluppo in data 27 luglio, data nella quale Fininvest e il dott. Giuffrida con un atto di “transazione“, mettono fine alla richiesta danni di Fininvest con il riconoscimento dello stesso Giuffrida della regolare provenienza dei capitali. La notizia è apparsa con evidenza e soddisfazione sul giornale della famglia Berlusconi e su Libero, secondo i quali sono cadute tutte le accuse di mafia a carico del presidente. Viceversa poco spazio la notizia ha trovato sugli altri organi di informazione. Ancora una volta è quindi difficile capire dove stia la ragione, se Giuffrida abbia consapevolmente ritrattato o come sospetta qualcuno si sia fatto prendere dalla paura per la causa che l’influente Fininvest gli aveva fatto, di certo che gli avvocati del perito non sono stati d’accordo con lui nel concludere così il caso. Sta di fatto che circa 10 mesi fa, dopo che Fininvest a Febbraio del 2006 citò in giudizio il dott. Giuffrida, un suo caro amico scrisse una lettera che venne pubblicata su siti e blog di informazione alternativa per denunciare il silenzio sulla vicenda da parte degli organi di informazione. (ad esempio qui, qui e qui). Certo che se c’è chi canta vittoria, prospettando la caduta della tesi dell’accusa sulle collusioni mafiose di Dell’Utri e soci, bisogna ricordare che lo stesso Dell’Utri ha una condanna di primo grado a nove anni (testo integrale sentenza) di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa dalla Corte di Palermo e una condanna in secondo appello dalla Corte d’Appello di Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione aggravata ai danni del presidente della pallacanestro Trapani in concorso con l’ergastolano capo mafia Vincenzo Virga. Diffondi questo post Votalo su OKNotizie! […]
Pingback di Il Dott. Giuffrida ritratta la sua perizia su Fininvest « liberoweb.net — 31 Luglio 2007 #
Ricca si rassegni Giuffrida,ha detto che ha sbagliato…
Ci sta proprio male,Berlusconi non la fa dormire di notte…
Perchè,non parla dei suoi compagni di partito?
Perchè non parla dell attuale governo,di come ha ridotto l Italia e gli italiani i miseria?
Ha dimenticato Fassino e Dalema?
Commento di Iolanda Baccelliere — 9 Agosto 2007 #
Giuffrida è stato chiaramente intidmidito dalla querela Fininvest. Come poteva un piccolo perito del tribunale controbattere Ghedini, Taormina e tutte le forze schierate dalla mafia/Fininvest a cominciare dal suo padrone ed ex datore di lavoro di Mangano nonché soggetto politico preferito dai siciliani? Giuffrida ritorna in te, ripensaci! Fallo per l’Italia!!! Lo sappiamo tutti che Fininvest reciclava i soldi di cosa nostra!
Commento di claudio — 17 Ottobre 2007 #