Italiani nel mondo
Ottobre 5, 2006 on 3:02 pm | In Politica | 
L’Italia può vantare un nuovo primato: svetta tra i Paesi europei per l’elevata propensione delle proprie imprese a pagare tangenti all’estero. È quanto emerge dall’Ipce 2006, l’indice di corruzione dei Paesi esportatori, pubblicato ieri da ‘Transparency International’ per valutare la propensione delle aziende dei trenta principali Paesi esportatori del mondo a versare mazzette oltre i confini nazionali. Ricordo che Transparency International nel 2004 e nel 2005 ha classificato l’Italia rispettivamente al 42° e al 40° posto nel mondo per livelli di percezione della corruzione interna. Nel 2005 una ricerca sponsorizzata dal Wall Street Journal ha collocato l’Italia al 42° posto nel mondo per standard di libertà economica. Risultati non proprio entusiasmanti per un Paese formalmente membro del G8.
Riporto la notizia sulle mazzette estere dal Sole 24 ore di oggi.
“(…) Le risposte dei questionari in Africa segnalano, indica il rapporto, «un particolare peggioramento della situazione di Italia e Francia quando operano nei paesi africani». Cina e India sono i due Paesi in via di sviluppo invece dove si pagano più tangenti per fare affari.
L’Indice, presentato a Bruxelles, è compreso entro valori che vanno da 1 a 10: più basso è il punteggio più sale la propensione delle imprese ad elargire pagamenti occulti all’estero. Sulla base di questa scala, l’indagine rivela che (con 5,94 punti) l’Italia si attesta oggi al ventesimo posto sui trenta Paesi contenuti nell’Indice ed è addirittura ultima in classifica se si considerano soltanto i dieci Paesi europei in elenco.
In particolare, le imprese più virtuose sono quelle di Svizzera (prima in classifica, 7,81), Svezia (7,62), Austria (7,50), Regno Unito (7,39) , Germania (7,34) , Olanda (7,28) , Belgio (7,22), Spagna (6,63), Francia (6,50) e Portogallo (6,47) che hanno tutte registrato livelli di propensione alla corruzione più bassi di quello italiano. L’indagine si basa su una serie di domande a circa 11mila dirigenti di 125 Paesi sulle pratiche commerciali delle imprese straniere che operano sul loro territorio nazionale.
Transparency International ha diviso i 30 paesi analizzati in quattro gruppi. Del primo fanno parte le imprese di Svizzera, Svezia, Australia, Austria, Canada, Regno Unito, Germania, Olanda, Belgio, Stati Uniti e Giappone, che hanno la minore propensione alla corruzione nell’attività di business all’estero; il secondo gruppo ha una propensione leggermente superiore (ne fanno parte Singapore, Spagna, Emirati Arabi Uniti, Francia, Portogallo e Messico); il terzo gruppo ha una propensione ancora maggiore (ne fanno parte Hong Kong, Israele, Italia, Corea del Sud, Arabia Saudita, Brasile, Sudafrica e Malaysia); infine del quarto gruppo dei peggiori fanno parte Taiwan, Turchia, Russia e Cina e India che sono i Paesi dove è più diffusa l’abitudine a pagare tangenti per fare business”.
2 Commenti »
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Che cosa aspettarsi da un paese che cita in giudizio Francesco Giuffrida e che permette di candidare a cariche istituzionali soggetti con reati alle spalle?
Commento di Jecò — 6 Ottobre 2006 #
propensione? come si fa a misurare la propensione?
con le risposte di alcuni dirigenti di imprese straniere, non si sa fino a che punto anch’essi corrotti?
Commento di Antonio — 7 Ottobre 2006 #