Il ritorno dei Girotondi

Ottobre 6, 2006 on 3:48 pm | In Democrazia |

 

Si ritorna a parlare di “Girotondi”. Questa volta sono alcuni personaggi di destra a proporli.
Ha iniziato Paolo Guzzanti, ha proseguito Alemanno, è in corso un appassionante dibattito; uomo d’azione sempre in anticipo sui tempi, Ignazio La Russa ne ha già organizzato uno, al grido: “coraggio coraggio, Prodi è di passaggio!”.

Forse è il caso di fare un po’ di chiarezza.
Il movimento detto dei “Girotondi” ebbe vita più o meno per due anni, dal 2002 al 2004, e rappresenta un unicum nella storia delle democrazia italiana per tre caratteristiche originali.

1 Fu un movimento spontaneo, di cittadini che si autoconvocarono in modo autonomo da partiti e sindacati.
2 Fu trasversale, in quanto diede espressione all’indignazione civile nei confronti della politica del governo Berlusconi, e nel contempo criticò i compromessi e le ambiguità dell’opposizione di sinistra.
3 Fu legalitario, tant’è vero che ebbe come parole d’ordine i valori costituzionali: indipendenza della Giustizia, libertà e pluralismo del’informazione, separazione dei poteri, trasparenza della pubblica amministrazione, uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, e così via.

Per questi tre motivi i “Girotondi” si guadagnarono il disprezzo e l’ostilità - aperti a destra, più o meno dissimulati a sinistra - dell’intero sistema dei partiti. Il ceto di potere trasversale vede infatti come il fumo negli occhi tutto ciò che non riesce a controllare.

Fa sorridere che questa etichetta - i “Girotondi” - sia ora evocata, con grossolana manipolazione del suo significato storico, da personaggi che non persero occasione per ridicolizzare e disprezzare quel movimento e quei cittadini.

Per parlare in modo appropriato di Girotondi di destra occorrerebbero quelle tre caratteristiche: protagonismo spontaneo della società civile, difesa di interessi generali e per così dire “pre-politici”, critica della “base” elettorale ai gruppi dirigenti della coalizione di riferimento. Superfluo dire che nella fase attuale di queste tre caratteristiche non se ne vede neanche mezza.

Nondimeno va criticata la reazione di Prodi alle ventilate manifestazioni di piazza contro la Finanziaria. “Sarebbero pericolose”, ha dichiarato il presidente del Consiglio. Pericolose perché, di grazia? Non è forse un diritto costituzionalmente garantito il manifestare pacificamente la propria opinione politica? Non è un dovere del governo, di ogni governo, difendere tale diritto: sempre, anche quando a manifestare è la parte avversa?
Non mi dilungo sul punto, anche perché Massimo Fini sviluppa oggi queste considerazioni in un’intervista sulla Padania. Ecco il link.

Al contrario, di una nuova stagione di “Girotondi”, quelli autentici, ce ne sarebbe eccome bisogno. Penso ad esempio a un nuovo Palavobis, convocato per chiedere al governo Prodi e all’Unione scelte serie sulle seguenti questioni: riforma della legge elettorale, riforma della Giustizia, conflitto d’interessi, legge antitrust, riforma della Rai.
Da domani metterò tra le iniziative di questo blog un’icona per raccogliere adesioni di massima intorno a questa proposta: prima di Natale un nuovo Palavobis, prima che sia troppo tardi.

10 Commenti »

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  1. Piero, concordo su tutta la linea. Decontestualizzare un fatto storico e, seppure nella sua semplicità, metterlo alla berlina creando nuove associazioni e idee è deplorevole, soprattutto in politica.
    E lo si fa da entrambe le parti, sia chiaro.

    Commento di Morgan — 6 Ottobre 2006 #

  2. Quelli organizzati dai leader di AN non sono “Girotondi”, ma manifestazioni di partito.

    Piero sono d’accordo per un nuovo PalaVobis!

    Commento di Andrea G — 7 Ottobre 2006 #

  3. Massimo Fini mi e’ sempre stato antipatico: da quando l’ho visto la prima volta ad una iniziativa organizzata da “Cuore” (ricordate ?) fino agli interventi al Palavobis.
    Per come si propone e per quello che dice; sara’ perche’ lui e’ filo-leghista (di piu’ o di meno a seconda dell’opportunita’) ed io sono terrone.
    Dall’intervista a la Padania ho scoperto, oltre all’ovvieta’ che anche la destra ha il diritto di scendere in piazza, che ha costituito il “Movimento Zero” ( www.movimentozero.it ).
    Dateci un occhiata, leggete il MANIFESTO DELL’ANTIMODERNITA’ e ditemi se non e’ una bella ventata di fascismo e qualunquismo, in grande sintonia con la Lega Nord :
    … “SI ALLA AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI” … “SI ALLE PICCOLE PATRIE” .
    La quale Lega (c’e’ del metodo nella follia) viene da lontano, da Gianfranco Miglio e oltre (forse anche da oltre Atlantico), per mettere i bastoni tra le ruote all’Europa (e all’euro che infastidisce il dollaro).
    Una tecnica che ha avuto eccellenti risultati nella ex-Jugoslavia e si cerca di esportare, con successi e battute d’arresto, nella ex-Unione Sovietica; una tecnica che in Italia ha avuto illustri e lontani precedenti quali
    il MIS (Movimento Indipendentista Siciliano) cioe’ Finocchiaro Aprile, Salvatore Giuliano e compagnia.
    Per un nuovo Palavobis mi piacerebbe cominciare dal basso e non dai leader.

    Commento di Raffaele — 7 Ottobre 2006 #

  4. Nella Cdl hanno tutto il diritto di fare girotondi contro la loro classe dirigente che si è dimostrata incapace di governare un’intera legislatura e di riformare il Paese come promesso. Un’ultima considerazione: se nell’area della maggioranza si organizzasse un girotondo è certo che invierebbero la celere.

    Commento di franco — 7 Ottobre 2006 #

  5. fino al 30 novembre saro’ super incasinato nella scrittura della tesi di dottorato, ma subito dopo saro’ prontissimo per il primo (ce ne vorranno tanti credo…) dei nuovi “PalaVobis”!!!
    grande Piero.. e grazie.
    EC

    Commento di Emmanuele C — 7 Ottobre 2006 #

  6. Mah, i pecoroni fascisti invece che ai girotondi sono abituati alle marce, quindi li eliminerei dal novero dei girotondini. Anche gli avvinazzati legaioli che sono fascisti, anzi nazisti, seppur inconsapevoli, si trovano a loro agio solo in mandrie, recintate in appositi prati che ricordano loro le stalle natie, e i tori da mungere quando si rincasa dall’osteria ‘mbriachi sfatti, giusto prima di andare a bastonare la moglie. Quindi direi che il girotondo potrebbero organizzarlo al massimo le comparse berluscate, munite di graziose bandane multicolori e magari anche grembiulini, genere piduisti all’asilo. Sempre a patto che Scilvio paghi la comparsata con gli sghei sull’unghia, altrimenti chi vuoi che si muova di quell’accozzaglia di delinquenti.

    Commento di Casinari Letamici Aspiranti Girotondari — 7 Ottobre 2006 #

  7. Metto qui la lettera che ho ricevuto da G.Giolitti in relazione al post “Forza Giuffrida”:

    Desidero, anche a nome di Francesco Giuffrida, ringraziare tutti voi che avete con prontezza e generosità aderito e risposto all’appello da me promosso. Lo faccio per il momento collettivamente; naturalmente sto inoltrando a Francesco le mail che mi arrivano.
    Da parte di molti di voi mi è stata rivolta la domanda: e adesso che cosa facciamo?
    Pertanto ritengo a questo punto che le tante adesioni arrivate meritino di essere valorizzate con un’uscita pubblica sulla stampa, e sui siti che hanno già ospitato la lettera che avete ricevuta, trasformandola in un appello sottoscritto da tutti voi (a cui potranno eventualmente aggiungersi altre adesioni).
    Per questo, mentre vi chiedo di essere autorizzato a pubblicare il vostro nome nell’appello, pregherei tutti coloro che non lo hanno fatto, di indicare la città e la loro professione, (es.: Giuseppe Giolitti, Milano, funzionario pubblico), e coloro che a loro volta hanno trasmesso la lettera ad altri, di trasmettere anche questa mail.
    Un caro saluto a tutti.
    Giuseppe (Pepe) Giolitti.

    Commento di marisa — 8 Ottobre 2006 #

  8. Un desiderio: potremmo trovare una parola nuova che non sia “girotondi”? I Girotondi veri e propri, quelli intorno ai Palazzi di Giustizia e alle sedi Rai ecc., sono fenomeni storici che purtroppo - dobbiamo riconoscerlo - sono miseramente falliti. Nel 2006 il girotondo è uno zombie. E adesso la parola è diventata generica, da più di dieci anni viene usata come termine di scherno all’interno della stessa sinistra: il “girotondino” (come me) è visto come un personaggio un po’ patetico, esagitato, velleitario, che non ha capito cosa sia la Vera Politica ( = l’inciucio). Anche le parole hanno importanza: troviamone altre, nuove, che non si prestino a denigrare il nostro nascente (spero) movimento.

    Commento di Giulia — 8 Ottobre 2006 #

  9. Certo che ci vuole un nuovo plavobis. Ma non solo.
    Raggrupperei tutti i movimenti “veri” di questo paese in una grande ritrovo nazionale.
    Forza diamoci da fare a radunarli tutti.

    Commento di luigi.335 — 8 Ottobre 2006 #

  10. si’ tutti i movimenti “veri” dovrebbero incontrarsi e unire le proprie forze.
    Per cominciare bisognerebbe farne un piccolo censimento, come avevamo iniziato nel nostro sito.
    Scrivetemi a stefano2212@gmail.com se volete inserire il vostro gruppo o il vs blog.

    Commento di stefano.t — 9 Ottobre 2006 #

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