Grazie Anna
Ottobre 8, 2006 on 1:11 pm | In Informazione |
Questa mattina avevo intenzione di dedicare un post al signor Renato Farina, il vicedirettore di Libero, buffonesco spione dei servizi segreti. Poi ho aperto un quotidiano e vi ho trovato la notizia dell’uccisione di Anna Politkovskaja. L’hanno freddata ieri a Mosca quattro colpi di pistola, nell’ascensore di casa, mentre il Cremlino era in festa per il compleanno del presidente. La sua storia la trovate su giornali e motori di ricerca. Quarantotto anni, figlia di diplomatici ucraini, due figli, era una giornalista appassionata e coraggiosa. Con i suoi reportage era diventata il punto di riferimento per chi volesse conoscere le questioni russe oltre la cortina fumogena delle menzogne di Stato. Spesso rilasciava interviste a testate italiane. Ha lottato fino alla fine per diradare le ombre del potere putiniano, in particolare nella guerra in Cecenia. Faceva i nomi e i cognomi della corruzione a Mosca e delle torture agli innocenti in Cecenia. Intollerabile, in un regime che si nutre di menzogna e silenzio. Viveva sotto costante micaccia, due volte è stata avvelenata. Dicono che lottasse per salvare l’onore della Russia. Di certo ha salvato l’onore della professione giornalistica. Ripeteva: “Unico dovere del giornalista è scrivere ciò che vede nella realtà”. Lei ha visto la Russia scivolare in una nuova dittatura, e l’ha scritto. Al costo di rimanere sola, ben sapendo che gliel’avrebbero fatta pagare. Grazie, Anna.
(Suoi libri pubblicati in italiano: “La Russia di Putin” - edizione Adelphi: “Cecenia, il disonore russo” - edizione Fandango)
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se l’italia fosse energeticamente indipendente, e cioè se non fosse ricattabile dalla russia, si potrebbe chiedere al governo una protesta formale contro tutti i sopprusi denunciati dalla Politkovskaja di questa nuova russia putiniana…
In che mondo triste viviamo: tutta l’europa che deve tacere perchè teme che la russia chiuda il rubinetto del gas, tutto il mondo che fa finta di credere che durante gli attacchi dell’11/9 le leggi fisiche non funzionassero, Ingroia che deve stare attento a non fare il nome di dell’utri in un programma su cosa nostra…
Commento di Emmanuele C — 8 Ottobre 2006 #
Io la considero la Gabanelli italiana… fossero tutti i giornalisti come lei…
Commento di andrea — 8 Ottobre 2006 #
Non si può andare avanti così, auspicare che venga tolto l’embargo sulle armi nei confronti della Cina (Prodi (e Ciampi prima di lui) avrebbe espresso un tale auspicio, se ad esempio, si fosse trattato del Cile dei tempi di Pinochet? Qualcuno mi saprebbe dire in che cosa i massacri di Tian An Men sarebbero meno gravi dei crimini delle dittature sudamericane degli anni ‘70 e ‘80? Eppure, chissà perché, sui misfatti di alcuni regimi è ritenuto del tutto normale sorvolare); o trattare Putin come se fosse uno statista democratico (Grozny è stata rasa al suolo per combattere i terroristi; qualcuno ha fatto notare che in base alla stessa logica bisognerebbe, per combattere la mafia, bombardare Palermo): l’ex uomo del KGB è stato appena insignito della Legion d’onore da parte di Chirac. Gli storici del futuro probabilmente giudicheranno tali comportamenti come più gravi dell’appeasement nei confronti di Hitler.
Bisognerebbe promuovere un embargo nei confronti della Russia finché non venga ristabilito il rispetto dei diritti umani e civili della Cecenia, e denunciare lo schifoso “double talk” dei nostri politici, interpellarli sulla loro colpevole cecità di fronte agli abusi commessi in Cecenia: a che serve ripetere che non bisogna dimenticare la Shoa se poi si finge di non vedere un genocidio ancora in corso, invitando con tutti gli onori nei consessi internazionali quello che ne è il maggiore responsabile? Oltre al tragicomico negazionismo sulla Cecenia di Berlusconi, ricordo che qualche anno fa Prodi espresse disapprovazione per la volgarità della replica di Putin a un giornalista che gli chiese conto degli abusi in Cecenia (ma non disapprovò lo scandalo della guerra in Cecenia): massacrare è lecito, purché se ne parli con urbanità.
Commento di deinosuchus — 8 Ottobre 2006 #
Si discuteva qualche post fa sull’opportunità e l’urgenza di intitolare una via a Oriana Fallaci.
Giudico assai più opportuno intitolarne una ad Anna Stepanovna Politkovskaya. L’urgenza è data dal perdurare della vergogna della guerra cecena. Bisognerebbe proporlo ai sindaci delle grandi città italiane, e annotare il nome di chi rifiuta o non risponde.
Commento di deinosuchus — 8 Ottobre 2006 #
Vorrei ricordare che Anna è morta come Antonio Russo, il fotoreporter italiano ucciso alcuni anni fa da sicari in Georgia per aver svolto accurati reportage e denunciati soprusi in Cecenia da parte dei russi.
Commento di franco — 8 Ottobre 2006 #
http://www.russiaitaly.com/turismoviaggiaffari/altreinformazioni.asp?IDart=47
qui trovate gli indirizzi di ambasciata e consolati russi in Italia…
Commento di Piero Ricca — 9 Ottobre 2006 #