Un’ora al consolato russo

Ottobre 10, 2006 on 4:16 pm | In Politica |

 

Scrivo al ritorno dal presidio di via Sant’Aquilino 3, sede del consolato russo di Milano.
Tutto è andato per il meglio. Ed è stato l’esordio ufficiale di Ikarus II, il mio nuovo megafono. Eravamo una sporca dozzina, gli amici di sempre e qualche nuovo innesto, uno venuto ad hoc da Bologna. C’erano molti agenti di polizia ad attenderci, insieme ad alcuni fotografi e reporter. Gli esponenti di sindacati e partiti invece non si son fatti vedere. Non l’avranno saputo. O forse, di diritti civili in Russia non gliene importa un fico secco. Per tutto il tempo abbiamo esposto i nostri cartelli gialli con queste scritte:

- PUTIN MAFIA KGB
- VERITA’ PER ANYA
- IN RUSSIA NON C’E’ DEMOCRAZIA
- PUTIN KADYROV CRIMINALI DI STATO

Ho tenuto un discorsetto al megafono mettendo in rilievo i seguenti punti:

- esigenza di verità e giustizia sull’omicidio di Anna Politkovskaja
- involuzione autoritaria della finta democrazia russa
- vergognosa complicità delle cosiddette democrazie occidentali
- repressione in Cecenia come atto fondativo dell’oligarchia mafiosa e kgbista a Mosca

Ho più volte interpellato a gran voce il console, chiedendogli di scendere a parlare con noi, ma non c’è stata alcuna risposta. Dietro il cancello del consolato si vedevano varie persone che ascoltavano in silenzio. Sicché ho pensato di far loro cosa gradita annunciando altre brevi visite in memoria di Anna, una volta alla settimana, con megafono.
L’annuncio ha un po’ allarmato gli amici della polizia, che mi hanno chiesto di preavvisarli.

Alla fine abbiamo potuto lasciare al consolato questa letterina.

Milano, 10 ottobre 2006

Caro signor console,

chiediamo scusa per il disturbo che forse abbiamo arrecato:
Anche Anna Politkovskaja, suo malgrado, disturbava.
Noi oggi siamo qui, da cittadini del mondo, per chiedere verità e giustizia su questo orribile crimine che ha spento una delle ultime voci libere dell’informazione russa.
Si tratta di un chiaro assassinio politico che compie il quadro di misfatti susseguitisi sotto la presidenza putiniana.
Chiedendo verità e giustizia per Anna, esprimiamo il nostro dolore per l’involuzione autoritaria della finta democrazia moscovita.
Molti altri, anche da alti pulpiti, in Occidente fingono di non vedere. Noi non ci riusciamo. Proprio come non ci riusciva Anna.
Caro signor console, torneremo a farle visita sperando di dirle tutto ciò a voce.

Firmato da tutti i partecipanti.

Davanti al consolato c’è una comunità per il recupero di persone con problemi psichici. A un certo punto s’è affacciata una signora che faceva le pulizie. E ci ha detto: “ma con i governi non c’è possibilità di dialogo! Loro vogliono la guerra e non tollerano la verità. Bisogna parlare alle persone”. Poi è scesa a portarci una bottiglia d’acqua.

Ps:
Ecco come Il Quotidiano Nazionale ha riportato la notizia

5 Commenti »

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  1. piero..un paio di cose..molto sommessaemnte..
    prima che uccidessero Anna Politkovskaja, la russia andava bene? il genocidio ceceno è iniziato l’altro ieri? avete bisogno del morto ammazzato per manifestare? l’avete scoperto l’altro ieri che putin era un agente del kgb? quando berlusconi disse -difendendo putin- che quelle sulla cecenia erano “leggende” avete manifestato?

    Dite che lo stato si mobilita solo quando la mafia spara. Avete ragione. Altri, che dicono di essere, e probabilmente lo sono, vicini a certi valori e a certi principi, hanno bisogno del morto per andare a manifestare.
    Non dico che avete fatto male, dico che se serve ogni volta un morto per svegliarci e dopo due giorni tornare a dormire, e anche inutile fare cose del genere.

    CC

    Commento di cristian corrini — 10 Ottobre 2006 #

  2. Guardiamo la Luna, non il dito.
    Comunque, nella società civile, nei movimenti, nella gente comune da molto tempo si contesta e si è contestato il rapporto dello scorso governo con la Russia, le politiche dittatoriali di Putin e, per quanto mi riguarda, la dipendenza energetica che si potrebbe risolvere domani investendo in altre forme di energia. L’Islanda non se la caga nessuno, non rompe i coglioni infatti viaggiano ad idrogeno, nel senso che CI SONO distributori di idrogeno nelle strade.

    Commento di Marco Canestrari — 11 Ottobre 2006 #

  3. Alle prime quattro domande di Cristian Corrini rispondo di no. Alla quinta rispondo di sì. Ho trovato gravissima quella definizione - “leggenda” - usata dal buffone di Arcore in merito alla repressione in Cecenia. E per come ho potuto ho detto la mia sul tema in diverse occasioni, anche in un confronto pubblico con un certo on. Zacchera, responsabile esteri di An, svoltosi a Verbania il 16 gennaio 2004. Ma seguirti su questo terreno, caro Cristian, sarebbe sterile. Sarebbe come rispndere ai tizi che ogni tanto ci urlano in strada: ma voi dov’eravate quando succedeva questo e quest’altro? Sarebbe come domandare a te: ma tu dov’eri ieri quando noi manifestavamo al consolato russo?
    Il silenzio della politica e, in parte, della società civile occidentali su Cecenia e Putin è uno scandalo. Imputarlo a quei pochi che fiatano, un errore.

    Commento di piero ricca — 11 Ottobre 2006 #

  4. Amerei che riuscissimo a mobilitarci PRIMA di un fatto eclatante come la morte di una giornalista. Perchè i motivi per manifestare ci sono, anche senza morti. Come per la mafia..le grandi manifestazioni si fanno DOPO che uccidono qualcuno..qualche prete, qualche potico, qualche magistrato. Nel frattempo “pace terrificante”, o i soliti volenterosi in qualche associazione o fondazione.
    Spero in futuro ci sia un pò di coerenza in più..per tutti noi. L’idea in sè di manifestare davanti al consolato è ottima!

    Commento di cristian corrini — 11 Ottobre 2006 #

  5. caro piero,
    scopro oggi il tuo nome e mi accorgo di averti già conosciuto grazie alle tue azioni di libertà nei comizi del signor B. piuttosto che all’uscita dal tribunale (sempre del signor B.). Nel mio piccolo la volta che l’ho incontrato pure io gli ho gridato qualcosa “Berlusconi… Maledetto!!!”, la gente attorno a me sorrideva.
    Non è questo il punto comunque.
    Volevo farti i complimenti per il coraggio e la follia. Non credo che tutti debbano fare così, penso però che le tue azioni sono necessarie e se non esistessero bisognerebbe inventarle.
    Complimenti per l’intervista ad Andreotti, complimenti davvero

    Commento di Orson — 12 Ottobre 2006 #

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