La controriforma Mastella
Ottobre 16, 2006 on 4:08 pm | In Politica |
Che fine ha fatto la riforma dell’ordinamento giudiziario? E’ vero che l’Unione ne ha salvato i nove decimi? Ho chiesto all’amico Francesco Moroni di aiutarci a capire.
“ Hanno svuotato il bicchiere delle nostre illusioni, senza trovare la coerenza e l’onestà politica di approvare quantomeno un provvedimento abrogativo a costo zero che iniziasse a marcare una forte discontinuità rispetto alla concezione napoleonico-burocratica che permea la controriforma Castelli. Dapprima sono entrati in vigore senza modifiche alcuni decreti attuativi, poi altri due (sull’organizzazione delle Procure e gli illeciti disciplinari) sono stati salvati con meri ritocchi cosmetici sulla base di un accordo bipartisan ed infine è stato soltanto sospeso fino al 31 luglio 2007 il decreto che introduce surrettiziamente la separazione delle carriere fra magistrati requirenti e giudicanti. Passata è la tempesta, odo Mastella far festa, ma ai cittadini memori del programma elettorale l’intera vicenda lascia in bocca il sapore amaro dell’ennesima occasione perduta, sacrificata sull’altare dell’irredimibile vocazione compromissoria di una maggioranza che ha dato amplissima attuazione ad una riforma che poteva e doveva istituzionalmente bloccare.
Nelle sue comunicazioni sulle linee programmatiche del dicastero della Giustizia (vedi www.giustizia.it), Mastella aveva promesso, con doviziose e forbite argomentazioni, di rimettere in discussione l’ispirazione autoritaria da ancien régime che caratterizzava i decreti attuativi della legge n.150 del 2005 ma, al di là di alcune rettifiche parzialmente positive, le buone intenzioni si sono tradotte in un’operazione di maquillage normativo che non altera sostanzialmente la fisionomia della riforma. Con buona pace del potere diffuso dei pm di avviare l’azione penale, resta l’ideologia verticistica che prevede una ferrea gerarchizzazione degli uffici requirenti, con il Procuratore della Repubblica titolare esclusivo dell’azione penale e attributario di ampi margini di discrezionalità nell’assegnazione e revoca delle indagini ai suoi sostituti, ridotti a meri bracci operativi privi di reale autonomia e di sufficiente tutela, soprattutto per quanto attiene alla mancata previsione di un vaglio valutativo del CSM sui criteri organizzativi delle Procure.
Nulla poi è stato fatto per riportare nell’alveo della legittimità costituzionale la disciplina dell’istituenda scuola della magistratura, impropriamente dotata di forti poteri di condizionamento della carriera dei magistrati, con conseguente riduzione del CSM ad un ruolo meramente notarile in ordine alle valutazioni di professionalità, che l’art.105 Cost. gli assegna in via esclusiva.
Quanto alla responsabilità disciplinare, nell’ottica di una migliore (ma pur sempre insufficiente) tipizzazione degli illeciti, sono state corrette alcune fattispecie che per la loro eccessiva ambiguità potevano schiudere all’organo competente pericolosi margini di arbitrio nella valutazione dei fatti e nell’irrogazione delle sanzioni, ma non è stato seriamente affrontato il vero punctum dolens, cioè l’obbligatorietà dell’azione disciplinare, che impone di dar seguito a qualunque esposto. Per scongiurare almeno in parte il pericolo di un’incontrollata proliferazione degli esposti, e quindi di un intasamento della Procura generale della Cassazione, si è deciso di istituire presso quest’ultima una sorta di “filtro”, che potrebbe opportunamente bloccare gli esposti palesemente pretestuosi e infondati, presentati da un imputato scontento della sorte della propria causa, ma il meccanismo dell’obbligatorietà comporterà comunque un rischio paralisi nel funzionamento della sezione disciplinare del CSM, chiamata a gestire un enorme flusso di procedimenti entro i termini di decadenza ridotti dalla riforma, con il prevedibile paradosso finale di un’amnistia occulta per tanti magistrati che magari meritano sanzioni.
Non è lecito al centrosinistra trincerarsi dietro l’esiguità dei numeri al Senato, trasformando la fragilità della maggioranza parlamentare in una sorta di alibi permanente per non mantenere le promesse, salvo poi trovare in breve tempo perniciose convergenze con l’opposizione sull’indulto e il decreto anti-intercettazioni. Insigni costituzionalisti come Valerio Onida avevano illustrato la pacifica praticabilità della decretazione d’urgenza, che avrebbe impedito ai decreti attuativi della controriforma Castelli di iniziare a produrre i loro effetti, ma si è preferito ripiegare su un semplice disegno di legge, con la scusa che i risicati numeri al Senato non garantivano una facile conversione in legge del decreto. La bugia ha le gambe corte, perché anche il ddl necessita dell’approvazione parlamentare e i numeri sono i medesimi in entrambi i casi, sicché sarebbe stato opportuno bloccare per decreto la controriforma, anziché darle attuazione! Non vorrei che le remore e gli inciuci che hanno contrassegnato l’iter del ddl Mastella sull’ordinamento giudiziario costituissero i prodromi di un revival della sconcertante condotta parlamentare tenuta dall’Ulivo nel quinquennio 1996-2001, quando sulla giustizia e sulla televisione non si ebbe il coraggio di imporre all’altra metà del Paese il rispetto dei principi costituzionali e legislativi. L’auspicio è che su questi e altri nodi irrisolti (si pensi al mercato del lavoro, alla lotta all’evasione fiscale, alla repressione della criminalità mafiosa ed economica, alla laicità) l’Unione esca dalle secche di una cronica carenza di progettualità e di coraggio politico, ma finora i segnali di discontinuità continuano – purtroppo – a latitare”. (Francesco Moroni)
6 Commenti »
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A me sembra che alla fine per il governo questa difficolta’ coi numeri in parlamento sia un’alibi..poiche’ in fondo se si controllano maggiormente i magistrati fa comodo anche a loro..ma cosi facendo perdono tutta la stima e la fiducia dei propri elettori,vergogna!
Commento di Trarco Mavaglio — 16 Ottobre 2006 #
voglio proprio vedere stasera a Porta a Porta se qualcuno ha le palle di citare DiStefano!!! (hoPocheSperanze)..forza piero!
Commento di Trarco Mavaglio — 16 Ottobre 2006 #
Ottimo l’articolo di Moroni. Davvero ben fatto. Il governo unionista lascia molto a desiderare, soprattutto in tema di giustizia ed informazione… ma quello dell’Ulivo 1996-2001? Nihil sub sole novi.
Commento di Andrea G — 16 Ottobre 2006 #
Non so se si puó realizzare,ma secondo me l’ultima chance sta nel “rifiuto sociale” boicottare in modo civile e silenzioso.Io l’ho battezzato “tabula rasa”;in che cosa consiste!?
L’obiettivo principale del progetto é mandare a casa,ma veramente,questi volgari parlamentari,che tra sniffate e bustarelle hanno rotto i coglioni!!Lo so non é semplice perché la cosa dovrebbe coinvolgere tutti ma propio tutti i cittadini,tenenendo presente che almeno un terzo del popolo italiano é completamente d’accordo con l’attuale andazzo ci si dovrebbe rivolgere al restante che dovrebbe di fatto essere la maggioranza.La cosa é semplice:non votare, rifutarsi sistematicamente di votare se:i canditati non vengono scelti tramite primarie dai cittadini.Ergo le primarie devono essere obbligatorie per legge,previo naturalmente presentazione di un programma concreto.Gli attuali parlamentari devono automaticamente decadere tutti,nel caso questo si puó ottenere tramite un referendum chiedendo la decadenza del diritto al parlamentare con piú di due legislature.Abrogazione del Senato,riduzione del 50% dei Parlamentari e dello stipendio.Naturalmente sarebbe solo l’inizio i ci sono tante cose ancora da correggere,ma se la cosa non viene cambiata in modo democratico e civile,credetemi l’ultima sarebbe una rivoluzione civile.Robespierre docet.
un saluto
Angelo
Commento di Angelo Iorlano — 17 Ottobre 2006 #
Rivolta
Commento di vittorio di giacinto — 17 Ottobre 2006 #
Si era capito fin da quando Prodi aveva sciolto le riserve sui nomi dei ministri che in materia di giustizia nulla sarebbe cambiato rispetto al governo di testa-pelata: anzichè nominare ministro un Borrelli a caso, il Nostro ha nominato il testimone di nozze di un mafioso. Non finirò mai di fargli i complimenti…
Commento di Andrea — 21 Ottobre 2006 #