Processo Puffone: ultimo atto?
Ottobre 22, 2006 on 1:10 pm | In Politica |
Mercoledì 25 ottobre, con inizio alle 11,30, nella sede del Giudice di Pace di Milano (via F. Sforza 23, piano terra, aula 3) è prevista l’ultima udienza del Processo Puffone, originato dalla famosa contestazione a Berlusconi. Lo scorso 4 maggio infatti la Cassazione ha accolto il mio ricorso annullando la precedente sentenza che mi condannava a una multa, con rinvio per il riesame a nuovo Giudice di Pace, che è un avvocato e si chiama Milenca Saldarelli.
Vedremo se l’esito che appare scontato sarà confermato dai fatti oppure ci saranno altre sorprese. Al di là della questione politica, che ormai è nota, la vicenda giudiziaria fa riflettere. Mi limito a poche osservazioni.
- Per un responso definitivo su una querela per ingiuria non sono bastati tre anni dal fatto. Il primo processo è durato quattro udienze, da novembre a febbraio. Prima ancora che il dissesto organizzativo, ben presente anche negli uffici del Giudice di Pace, sono gli inutili formalismi procedurali a dilatare i tempi processuali.
- Le querele per ingiuria sporte dai comuni cittadini normalmente vengono archiviate in automatico, perché gli uffici giudiziari sono intasati da questioni più serie. Se però il querelante è un vip, allora si procede. Questo dimostra che le leggi su misura e il sabotaggio processuale sono l’extrema ratio dei prepotenti. Prima ci sono molti altri filtri, atti a impedire che la legge sia uguale per tutti.
- Uno dei filtri in entrata è l’insindacabilità parlamentare: se un parlamentare diffama o calunnia un cittadino, quella è quasi sempre considerata (dall’apposita giunta parlamentare per le autorizzazioni a procedere) libera critica nell’esercizio della funzione istituzionale. Se un cittadino critica un parlamentare, si va a processo.
- Sempre in tema di filtri. Per ipotesi di reato ben più gravi (abuso di potere, sequestro di persona) a mio giudizio commessi da alcuni rappresentanti della polizia di Milano nei miei confronti (tra l’altro per diretta conseguenza del mio “peccato originale” e relativa identificazione), 19 mesi fa inoltrai un esposto alla Procura della Repubblica di Milano. Nonostante vari solleciti, non ne ho mai saputo nulla, neanche se l’hanno archiviato.
- L’ufficio del Giudice di Pace, affidato a magistrati non di ruolo, e in quanto tali più facilmente condizionabili, forse dovrebbe essere esentato da processi penali che vedano come parte un esponente delle Istituzioni. I magistrati ordinari, dal pubblico ministero alla Corte di Cassazione, passando per il sostituto procuratore generale presso la Cassazione, mi hanno sempre dato ragione. I magistrati onorari, Giudice di Pace e pubblico ministero di udienza, mi hanno dato torto. E forse non è un caso.
- Viene da domandarsi come finirebbero processi come questo, e quanti ne verrebbero celebrati contro i malvisti di turno, se la Magistratura finisse sotto il controllo di fatto del potere esecutivo, come si vuole e non solo da parte del clan capeggiato dal Puffone, con la conseguente selezione politica dei reati da perseguire.
- Il reato di cui sono imputato è interessato dall’indulto. Anche se mi dovessero condannare non pagherò la multa. Questo conferma che la macchina della Giustizia, con tutti i guai che già aveva, girerà a vuoto per anni, visto che per buona parte dei processi, per reati commessi fino al 2 maggio 2006, l’eventuale pena non è esecutiva.
Qui la sentenza della Cassazione
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Rivolta
Commento di vittorio di giacinto — 22 Ottobre 2006 #
Forza Italia prepara la “marcia su Roma” sulla Finanziaria
http://www.canisciolti.info/modules.php?name=News&file=article&sid=17101
Bisognerebbe fare una contromanifestazione e volantinare tutta Italia con Curricula Vitae del Puffo arcoriano .. tanti troppi non sanno un bel niente di chi è il Bella Chioma ..
Commento di kk — 22 Ottobre 2006 #
In bocca al lupo!
L’Italia sana è dalla tua parte.
Commento di Luigi — 22 Ottobre 2006 #
[…] Come volevasi dimostrare. Il processo Puffone questa mattina ha subito un nuovo rinvio. L’ultima volta non si trovava il fascicolo del pubblico ministero. Oggi in quel fascicolo non si trovava la copia della sentenza della Cassazione. Naturalmente la ragazzetta vaporosa che svolgeva funzione di pubblico ministero onorario (diversa dalla precedente udienza) se n’è accorta in udienza. Al che la giudicessa di pace, che aveva esordito arzigogolando e risolvendo sola soletta una inesistente questioncella procedurale e proseguito rivolgendomi domande del tutto superflue alle quali ho risposto per pura cortesia, non ha fatto l’unica cosa sensata: cioé disporre una fotocopia, darle il tempo di leggerla e aggiornare l’udienza al pomeriggio. Anzi se l’è presa con me quando ho gridato in aula: “Ma questo processo sta diventando una farsa!”. Mi ha detto: “Comunque vada a finire, le ricordo che non sempre nella vita si può dire ciò che si pensa”. Poi ha dovuto ammettere di essere competente a rilasciare l’autorizzazione a videoriprendere l’udienza (la volta precedente aveva detto di non esserlo) e solo alla fine furbamente me l’ha rilasciata, a questo punto per la prossima volta. Ma a malincuore, aggiungendo: “Sa, io non amo essere ripresa, ma mi scusi: lei che uso ne deve fare?”. Le ho risposto: “Vorrei conservare un ricordo di queste udienze così interessanti e simpatiche”. Abbiamo quindi convenuto che, guarda un po’, delle riprese posso farne “tutti gli usi consentiti dalla legge”, magari anche pubblicarle per illustrare il livello della giustizia a Puffonia. Come ha ben capito il mio avvocato-fratello - che, pur incazzato quanto me, manteneva un tono curiale - a questo punto non mi va di riuscire simpatico a caricature viventi. Porterò pazienza ma alla fine esigo di essere condannato. La farsa si deve compiere fino in fondo. […]
Pingback di Piero Ricca » La farsa continua — 22 Novembre 2006 #