Specialista in autocritica

Ottobre 23, 2006 on 5:09 pm | In Politica |

Ci sono gli specialisti in autocritica. Uno di questi è Piero Fassino.
Fece tempestiva autocritica negli anni ottanta per gli “errori di valutazione” del Pci sui fatti del ‘56 in Ungheria. S’autocriticò poi per l’austerità di Berlinguer, alla quale comprese tardivamente di preferire la “modernità” craxiana, con contestuale omaggio all’intelligenza di Ferrara, “che rimane uno di noi e con il quale prima o poi ci ritroveremo”. Più recentemente, ha riconosciuto alcune leggerezze nei giorni imbarazzanti della scalata Unipol-Bnl, promettendo riforme, svolte radicali, grandi cambiamenti nel rapporto fra politica ed economia, perfino “codici etici” (al plurale). Acqua passata. L’altro ieri il buon Fassino ha abbozzato un’autocritica perfino sull’indulto. Incalzato sul tema financo da Montezemolo (”l’unico accordo fra maggioranza e opposizione è stato per liberare dei mascalzoni!”), alla direzione della quercia a un certo punto ha affermato: ” (I cittadini) non apprezzano quei provvedimenti che appaiono espressione di un vecchio modo di governare. Così è stato per l’indulto, percepito come un provvedimento di sola emergenza, rischioso per la sicurezza dei cittadini e incapace di rimuovere le cause della stessa emergenza carceraria”.
Vero è che dal modo in cui l’ha detto, nell’inciso di una lunga relazione, sembrerebbe quasi che la colpa sia nostra, che l’abbiamo percepito così. Ma l’arte dell’autocritica prevede la sapienza nell’uso delle parole: non bisogna scomporsi mai e al massimo si possono ammettere errori di comunicazione. Ad essere sinceri, dell’indulto numerosi cittadini hanno percepito altre sfumature: per esempio il fatto che serviva ai consorte e ai previti di quest’Italia, ed è per questo che s’è trovato facilmente un accordo “bipartisan” in Parlamento. Un accordo fulmineamente trasformato in legge dello Stato, nell’afa di fine luglio, con gli italiani in vacanza: non sia mai che percepissero troppo presto che quella legge, oltre che inutile, era una porcata.
Ma bando allo sdegno. L’importante è comprendere il metodo dell’autocritica, che ha questo schema: prendere una decisione irresponsabile sulla testa della gente, difenderla come buona e giusta e vedere l’effetto che fa, se necessario ammettere successivamente che ci si era sbagliati nel farsi capire e promettere una svolta, poi rimanere impassibili in attesa che l’oblio calmi gli animi dei soliti rompiscatole, fino alla prossima porcata e alla conseguente, sapiente autocritica.
Propongo dunque di giocare d’anticipo. Quale sarà il tema della prossima autocritica?
Io butto lì questo: l’Antimafia.
Non escludo che in una delle prossime riunioni al Botteghino, magari all’indomani dell’ultimo delitto eccellente, in un inciso della sua lunga relazione, il buon Fassino si sbilanci a dire:

“… Ed è su questo tema delicato della lotta alla mafia, cari compagni, che occorre una svolta. L’Unione aveva suscitato la speranza in un grande cambiamento al’insegna della cultura della legalità e della fermezza nei confronti delle organizzazioni criminali e delle loro complicità. Un autorevole esponente del fronte Antimafia come Tano Grasso ci ha ripetuto spesso, dai primi mesi di questa legislatura, di non veder alcun segnale di svolta. E noi, troppo presi da un’agenda fitta di urgenze, avremmo fatto meglio a prestargli maggiore attenzione, perché i cittadini hanno percepito come un allentamento della nostra tensione etica. D’ora in poi un severo impegno Antimafia dev’essere in cima alla lista delle nostre priorità, nell’azione di governo come in Parlamento”.

E per voi, quale sarà il tema della prossima, incidentale autocritica di Piero Fassino?

2 Commenti »

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  1. Rivolta

    Commento di vittorio di giacinto — 23 Ottobre 2006 #

  2. Ciao Piero, questo articolo mi è piaciuto molto.
    Quando si dice ironia pungente :lol:

    Commento di Luigi — 23 Ottobre 2006 #

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