Lettera da Napoli

Ottobre 24, 2006 on 10:35 am | In Legalità |

Continuo della serata del 29 settembre.... — Gli amici di Beppe Grillo di Napoli

Ho chiesto a un mio nuovo amico napoletano, Michele Carandente, di raccontarmi qualcosa della sua città. Ecco la sua lettera.

“Napoli non è una città come tante: lo si sa dai giornali, dai morti per strada, dalla spazzatura che invade i marciapiedi. Quello che non si sa, non abbastanza almeno, è che ci sono tantissime persone che dedicano gran parte del loro tempo a cercare di cambiare questo stato di cose. Non ci riferiamo ai politici, ai Bassolino o Iervolino che da quindici anni governano (o per meglio dire: dominano) la città, la provincia, la regione, nossignore! Ci riferiamo a persone estranee ai giochi di potere ai quali si è sottoposti se si fa politica nei partiti, a persone che la politica la fanno per strada, tra la gente.
Napoli è una città dove mentre passeggi corri il rischio di trovarti coinvolto in una sparatoria e di essere ucciso, ma è anche una città dove vengono spesi 4 milioni di euro per una festa, per una “Notte bianca”, soldi che magari avrebbe più senso spendere nella sicurezza del cittadino. E’ come se si volesse dare il contentino ad una popolazione affranta da una tragica quotidianità, organizzando una notte di concerti e spettacoli, per far poi dimenticare le restanti 364 notti di terrore. E’ per questo motivo che lo scorso 30 settembre, in concomitanza con la suddetta Notte bianca, il gruppo degli “Amici di Beppe Grillo di Napoli” si è ritagliato il suo spazio in una piazza e ha lanciato un messaggio: “fermiamoci a riflettere”. Sulle note di Ludovico Einaudi una cinquantina di ragazzi, vestiti di bianco, sono restati l’intera notte seduti in silenzio ad osservare un grandissimo lenzuolo, dov’era disegnata una sagoma ed erano incisi i nomi delle innocenti vittime della criminalità, persone come Silvia Ruotolo, persone come noi che hanno avuto il solo torto di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Quei ragazzi non erano soli, tanta gente di passaggio si è fermata a riflettere; c’erano i parenti di alcune delle vittime, persone che hanno imparato sulla loro pelle cosa vuol dire vivere in questa città.
A Napoli la delinquenza, organizzata e non, si sta facendo sempre più brutale: le grosse famiglie camorristiche resistono ormai solo in provincia, mentre per i vicoli del centro storico il potere è in mano a bande di ragazzi appena maggiorenni che inseguono il sogno della bella vita, dei soldi facili, della cocaina che ti dà una spinta in più. E le vittime sono sempre le stesse: la popolazione e i negozianti. Dopo l’indulto poi la situazione è andata ancora peggiorando. Ci si chiede allora cosa possiamo fare noi inermi cittadini. Beh, in effetti qualcosa di facile da fare c’è: potremmo orientare i nostri acquisti verso un consumo critico antiracket. E’ l’idea che stanno portando avanti altri ragazzi, quelli che hanno dato vita all’associazione Contracamorra (www.contracamorra.it). Seguendo le orme dei loro amici palermitani di Addiopizzo, vogliono creare una lista di negozi “pizzo free”, gestiti da commercianti che hanno avuto il coraggio di denunciare i loro estorsori, e orientare verso di loro gli acquisti, premiando chi ha fatto una scelta giusta e coraggiosa. Sul loro sito web e in vari chioschi in città i ragazzi di Contracamorra stanno raccogliendo delle firme a sostegno di questa iniziativa.
Napoli non è una città senza speranza, ma ci sono dei problemi che non sono risolvibili dall’oggi al domani; c’è una fetta di abitanti che va fortemente sensibilizzata su semplici valori, che sono poi i cardini della normale convivenza civile, e ci sono altri abitanti che provano a farlo, mentre lo Stato e le istituzioni molto spesso latitano. Fin quando non ci si riesce, Napoli sarà una città dalle due facce, la città del sole e la città del far-west. (Michele Carandente)

Video dell’altra Notte bianca

4 Commenti »

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  1. Rivolta

    Commento di vittorio — 24 Ottobre 2006 #

  2. il video completo sta qui.

    Commento di nigerlapis — 24 Ottobre 2006 #

  3. Mi inchino davanti a persone come Voi che hanno il coraggio di fare in modo concreto.Io personalmente andai via da Napoli 10 anni fa, non ce la feci,mi sentii solo, mi ritrovai solo…da poco,in politica, si era fatto avanti un uomo piccolo,strano,che rideva sempre,si chiamava Silvio.

    Saluti Angelo

    Commento di Angelo Iorlano — 24 Ottobre 2006 #

  4. Tante persone si impegnano quotidianamente per un cambiamneto. L’importante è che questo cambiamneto che prima o poi esploderà e di questo ne sono sicuro non diventi nuovo potere.

    Ed è per questo che bisogna rivoluzionare la rivoluzione.

    Credo fermamente che oggi il cambiamento passa attraverso la pace e il cambio radicale e definitivo del nostro atteggiamento personale.

    Non possiamo combattere un guerra con gli stessi strumenti della guerra. Non possiamo più permetterci di riprodurre ad altri livelli gli esempi terribili del potere o dei sogni del materialismo occidentale, pena: il mantenimento fino alla distruzione dello status quo.

    Diamoci da fare insieme ma partendo da noi stessi.
    Non è retorica dire che la speranza, la concreta speranza, risiede dentro ognuno di noi. L’augurio è di tirarla e cacciarla fuori con tutta la forza che si ha.

    Commento di Roberto Fico — 25 Ottobre 2006 #

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