Rinvio per indisponibilità del fascicolo
Ottobre 25, 2006 on 3:04 pm | In Legalità |
Non è stato l’ultimo atto.
Il Processo Puffone è aggiornato al 22 novembre, ore 11,30. Motivo? Il pubblico ministero non aveva il fascicolo. Non ho ben capito se non è stato trasmesso o se è andato perso in qualche archivio. Sta di fatto che la pubblica ministera onoraria (la quale pure avrebbe dovuto sapere che la mia causa era in discussione questa mattina) ha fatto sapere di non averlo. Ho scoperto l’inghippo per caso, prima che si appalesasse ufficialmente alla chiamata del mio processo, andando in cancelleria a chiedere l’autorizzazione per effettuare delle riprese con la videocamera (autorizzazione che non mi è stata né concessa né negata: la giudicessa di pace ha stabilito di non essere competente!). Sia la giudicessa di pace sia la pubblica ministera sapevano benissimo che il Processo Puffone non si sarebbe discusso oggi, ma nessuno si è premurato di avvisarci, prima che il mio avvocato, da me informato, non ha chiesto lumi. A quel punto la giudicessa di pace ha preso atto del problema e la pubblica ministera onoraria ha telefonato alla cancelleria della procura per informarsi meglio e le è stato risposto che avevano bisogno di un “congruo” periodo di tempo per le ricerche. E così abbiamo regalato un’altra mattinata alla “Giustizia” italiana.
Naturalmente il querelante era assente, “ed è comprensibile, visto che essendo un politico ha cose più importanti da fare”, ha chiosato la giudicessa, la quale ha fatto sapere di avergli notificato il decreto di fissazione dell’odierna udienza “presso la sede del partito di cui il dottor Berlusconi è presidente”. Come se non avesse un indirizzo di residenza. Funziona così a Puffonia.
Appuntamento al 22 novembre. Mi porterò il megafono.
7 Commenti »
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Commento di Andrea Giova — 25 Ottobre 2006 #
Spettacolo!
Commento di Luigi — 25 Ottobre 2006 #
L’ingistizia italiana.
continua……
Commento di roberto tosto — 25 Ottobre 2006 #
Decreto Legislativo 28 luglio 1989, n° 271
Norme di attuazione, coordinamento e transitorie del codice di procedura penale
147 Riprese audiovisive dei dibattimenti
1. Ai fini dell`esercizio del diritto di cronaca, il giudice con ordinanza, se le parti consentono, può autorizzare in tutto o in parte la ripresa fotografica, fonografica o audiovisiva ovvero la trasmissione radiofonica o televisiva del dibattimento, purché non ne derivi pregiudizio al sereno e regolare svolgimento dell`udienza o alla decisione.
2. L`autorizzazione può essere data anche senza il consenso delle parti quando sussiste un interesse sociale particolarmente rilevante alla conoscenza del dibattimento.
3. Anche quando autorizza la ripresa o la trasmissione a norma dei commi 1 e 2, il presidente vieta la ripresa delle immagini di parti, testimoni, periti, consulenti tecnici, interpreti e di ogni altro soggetto che deve essere presente, se i medesimi non vi consentono o la legge ne fa divieto.
4. Non possono in ogni caso essere autorizzate le riprese o le trasmissioni dei dibattimenti che si svolgono a porte chiuse a norma dell`art. 472 commi 1, 2 e 4 del Codice
Commento di Piero Ricca — 25 Ottobre 2006 #
Rivolta
Commento di vittorio — 26 Ottobre 2006 #
Ho appena visto il video dell’aggressione a Piero Ricca davanti al Mazda palace, come elettore di Sinistra mi ritengo offesso e profondamente turbato dall’operato degli pseudo militanti di sinistra!
Piena solidarietà a Piero Ricca da un elettore che la pensa come lui.
Commento di Andre — 26 Ottobre 2006 #
[…] Come volevasi dimostrare. Il processo Puffone questa mattina ha subito un nuovo rinvio. L’ultima volta non si trovava il fascicolo del pubblico ministero. Oggi in quel fascicolo non si trovava la copia della sentenza della Cassazione. Naturalmente la ragazzetta vaporosa che svolgeva funzione di pubblico ministero onorario (diversa dalla precedente udienza) se n’è accorta in udienza. Al che la giudicessa di pace, che aveva esordito arzigogolando e risolvendo sola soletta una inesistente questioncella procedurale e proseguito rivolgendomi domande del tutto superflue alle quali ho risposto per pura cortesia, non ha fatto l’unica cosa sensata: cioé disporre una fotocopia, darle il tempo di leggerla e aggiornare l’udienza al pomeriggio. Anzi se l’è presa con me quando ho gridato in aula: “Ma questo processo sta diventando una farsa!”. Mi ha detto: “Comunque vada a finire, le ricordo che non sempre nella vita si può dire ciò che si pensa”. Poi ha dovuto ammettere di essere competente a rilasciare l’autorizzazione a videoriprendere l’udienza (la volta precedente aveva detto di non esserlo) e solo alla fine furbamente me l’ha rilasciata, a questo punto per la prossima volta. Ma a malincuore, aggiungendo: “Sa, io non amo essere ripresa, ma mi scusi: lei che uso ne deve fare?”. Le ho risposto: “Vorrei conservare un ricordo di queste udienze così interessanti e simpatiche”. Abbiamo quindi convenuto che, guarda un po’, delle riprese posso farne “tutti gli usi consentiti dalla legge”, magari anche pubblicarle per illustrare il livello della giustizia a Puffonia. Come ha ben capito il mio avvocato-fratello - che, pur incazzato quanto me, manteneva un tono curiale - a questo punto non mi va di riuscire simpatico a caricature viventi. Porterò pazienza ma alla fine esigo di essere condannato. La farsa si deve compiere fino in fondo. […]
Pingback di Piero Ricca » La farsa continua — 22 Novembre 2006 #