Mai dire esilio
Novembre 4, 2006 on 12:55 pm | In Politica |
Non credete alle fandonie di giornali e tv. Quel tipaccio grosso e canuto che in questi giorni pontifica al congresso radicale di Padova e tra una sigaretta e l’altra detta la linea al governo Prodi, non è il vero Marco Pannella, ma un generico di Cinecittà che lo imita, ingaggiato dalla Bonino e da Capezzone per far credere che il Fondatore sostenga la svolta filogovernativa del partito.
Il vero Marco Pannella è in esilio. Vive in un sobborgo di Parigi con la sua modesta pensione di parlamentare, ha smesso di fumare, sta limando le bozze di un volumetto di memorie e nei ritagli di tempo organizza la resistenza insieme a un pugno di valorosi.
Come lo so? Semplice: perché Pannella è sempre stato un mostro di coerenza e non può non aver dato seguito a questa sua promessa, solennemente enunciata il 16 aprile 2005 in una delle rare interviste concesse al direttore di radio radicale Massimo Bordin:
“Se oggi questo centro-sinistra prodiano con questa politica, con questi agganci, dovesse (ora o fra un anno) andare al potere io me ne andrei dal nostro Paese in modo doloroso e dolorante ma anche come espressione di lotta e di speranza, com’era espressione anche di speranza il gesto di coloro che andavano in esilio agli albori del nazismo e del fascismo e ahimè a volte non del comunismo”.
Questo è il vero Marco Pannella.
Il buffonaccio che si finge Marco in questi giorni sfrontatamente va declamando: “Sarò l’ultimo giapponese dell’utopia prodiana”. Non credetegli, non può essere lui.
5 Commenti »
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Ieri sera la trasmissione “Confronti” ha trasmesso parte di un video reperibile su www.radioradicale.it, in cui erano ripresi Pannella(?). la Bonino e Capezzone. Bel linguaggio per persone che discutevano di politica o, comunque sia, decidevano la linea da imprimere al loro partito. Stupefacente poi il bestemmione della Bonino. Complimenti, non c’è che dire…
Commento di Andrea — 4 Novembre 2006 #
money makes go round
Commento di Roberto Corini — 4 Novembre 2006 #
ops, money makes world go round
Commento di Roberto Corini — 4 Novembre 2006 #
Il pannellone Giacinto detto Marco dovrebbe andare al circo, farebbe ridere i bimbi piu’ buoni. E pensare che un demente cosi’, in anni lontani, l’ho pure votato. Era quando chiamava ladri tutti gli esimi parlamentari (e in effetti ladri erano), era quando protestata contro l’informazione di regime. Poi, uno che a chiacchiere era contro i ladri e l’informazione di regime, giustamente, in perfetta coerenza, e’ andato ipso facto col Berluscone. Poi e’ stato messo alla porta della Casa del Letame, perche’ toglieva piu’ voti di quanti ne portava (e voleva troppi sghei). E se l’e’ beccato il Brodino. Cosi’ abbiamo avuto l’onore di ciucciarci un peroratore di indulti, un nemico dei giudici, un liberal liberista coi soldi e le vite degli altri, che non ci libera del disturbo delle pirlate sfornate a getto continuo, che non sbaracca il partitucolo pur avendo rotto la minchia da venti anni col bipartitismo all’americana (che fa schifo, intendiamoci, ma se a lui piace cominciasse a chiudere per primo lo sgangherato carrozzone radicale). Annasse a fasse n’altra bevuta di piscio.
Commento di Pisciopanna E Sai Che Si Beve — 5 Novembre 2006 #
Ciao Piero,
purtroppo Pannella non è il solo che è andato in esilio!
Ti mando un saluto
Commento di Lou Mogghe — 5 Novembre 2006 #