Viva Saddam!
Novembre 5, 2006 on 6:21 pm | In Politica |
Saddam Hussein è stato condannato all’impiccagione, la notizia è di questa mattina. Può darsi che l’ex dittatore se la cavi, poiché c’è ancora l’appello e poi occorre attendere la ratifica del verdetto da parte del presidente irakeno e dei due vicepresidenti, uno dei quali contrario alla pena capitale. Ma intanto la notizia ha fatto il giro del mondo e non passerà senza conseguenze. La Casa Bianca l’ha commentata così: “è una bella giornata per il popolo irakeno, la prova che c’è una magistratura indipendente”. L’ambasciatore americano a Baghdad è andato oltre: “è un altro passo in avanti verso la costruzione di una società libera, basata sullo Stato di diritto”.
Dissento: l’impiccagione del tiranno dev’essere evitata, poiché uno Stato di diritto non può riconoscere come atto fondativo un assassinio, peraltro a compimento di un processo-farsa. La mostruosa malvagità di Saddam e del suo regime non è in discussione. Il punto è che il sentimento della vendetta non deve appartenere a Istituzioni pubbliche che si dicono o ambiscono a essere percepite come democratiche. Il tiranno deve finire i suoi giorni in galera, dev’essere regolarmente processato, insieme alla sua cerchia, per ogni delitto a lui imputabile, meglio se da un Tribunale internazionale, ma lasciato in vita: come giustamente chiedono Amnesty International, presidenza Ue e Nazioni Unite. Una condanna all’ergastolo sarebbe la migliore dimostrazione della sincerità del dichiarato proposito di “esportare la democrazia”, che ci è stato raccontato come la motivazione ufficiale dell’invasione dell’Iraq e della conseguente carneficina. E anche un segno di saggezza politica, perché la violenza chiama violenza, sempre. E il rischio di trasformare un criminale in un martire, è in agguato.
Casualmente, la notizia della condanna a morte di Saddam Hussein arriva alla vigilia delle elezioni negli Stati Uniti. Martedì si vota per il rinnovo del Congresso. Ancora una volta un ruolo decisivo nell’orientamento al voto lo avrà la ”guerra all’asse del Male”. Gli elettori americani hanno l’opportunità di punire chi con l’inganno li ha trascinati in un’avventura rovinosa (oltre 3.000 soldati uccisi, circa 400 miliardi di dollari spesi, tralasciando il resto), in tal modo zittendo almeno per un po’ quei demagoghi da strapazzo che, ignorando la basilare differenza fra governo e società, ancora tacciano di “antiamericanismo” i critici della dottrina della guerra preventiva. L’America non è l’amministrazione Bush; è anche la voce dei suoi intellettuali liberal. Una voce che merita ascolto. Ecco il loro manifesto.
7 Commenti »
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Io non sono affatto una fan di Saddam, tutt’altro! Eppure mi chiedo, se Saddam dovrà essere impiccato una volta per 148 vite spezzate, quante volte dovrebbe essere impiccato il presidente degli Stati Uniti Bush? Per quante volte dovremmo moltiplicare il numero 148 affinché raggiunga i 654.965 morti civili della guerra in Iraq? Dati che risalgono al 12 ottobre scorso, ai quali vanno aggiunti circa 100 morti al giorno per i rimanenti gg. La StampaWeb
Fermo restando che sono contro la pena di morte, senza se e senza ma.
Commento di Tisbe — 5 Novembre 2006 #
Saddam è un mostriciattolo, ammesso di non impiccarlo deve comunque subire una pena esemplare. Altrimenti altri dopo di lui saranno legittimati a fare i dittatori (tanto che rischio?). Anche a me non piace la pena di morte, ma a volte credo sia l’unica punizione. Se voi foste un parente, la moglie, il marito, il figlio di una delle tante persone ammazzate e torturate da questo omino, sareste sempre di questa opinione “Buonista”? Finchè le cose non ci toccano nel vivo e nel nosro cuore è difficile immedesimarsi. Almeno mi auguro che rimanga in cella per il resto dei suoi giorni. Non in Italia ovviamente, altrimenti tra condoni, indulti, colpi di spugna, ex Cirielli, Pecorelle e leggi ad personam rischiamo di vederlo all’opera in meno di 5 anni. Magari potremmo metterlo in politica (in FI ovviamente) e dargli un posto in qualche ministero per meriti acquisiti.
Commento di Gianni — 5 Novembre 2006 #
Ciao Piero,
personalmente non giustifico nessun crimine perpetrati da Saddam Hussein, però credo che giustiziarlo sia un grave errore, per due motivi.
Il primo, personale: sono semplicemente contrario alla pena di morte.
Il secondo: considerando che Saddam per moltissimi iracheni è ancora un leader carismatico, la sua uccisione darebbe solamente vita ad un altro finto martire, come giustamente emergeva nella tua analisi.
Ti mando un saluto.
Commento di Lou Mogghe — 5 Novembre 2006 #
Non credo ke la pena di morte sia la migliore soluzione…. io lo metterei in carcere e butterei la kiave, ma no carcere come qua ke uno dentro il carcere fa quello ke vuole!
Commento di Carlo Tomaselli — 6 Novembre 2006 #
Rivolta
Commento di vittorio — 6 Novembre 2006 #
Penso che le cose stiano nei termini di questa vignetta
ciao
gianfalco
Commento di gianfalco — 6 Novembre 2006 #
Bella Piero!
Hai perfettamente ragione!
Mai e poi mai pena di morte, per nessuno!
Il sangue chiama il sangue e non mi sembra che in Iraq ce ne sia bisogno di altro!
Saddam andava processato all’Aja al T.P.I. e chiuso in galera all’ergastolo!
Anche solo per il fatto di essere stato uno sporco agente (assassino) CIA!
Una cosa su un tuo passaggio :
Gli elettori americani hanno l’opportunità di punire chi con l’inganno li ha trascinati in un’avventura rovinosa (oltre 3.000 soldati uccisi, circa 400 miliardi di dollari spesi, tralasciando il resto)
Cosa intendi per il resto?
Forse parli del 9/11?
A proposito… non hai nessuna opinione in merito?
Commento di Uno Dei Tanti — 6 Novembre 2006 #