Per la libertà del web
Novembre 9, 2006 on 2:54 pm | In Libertà, Informazione |
La Rete nasce libera, ma in molti luoghi è in catene: sia come fonte di informazione (censure selettive sui motori di ricerca, oscuramento dei siti non graditi) sia come mezzo di espressione (controllo delle comunicazioni, rappresaglie contro chi scrive cose scomode).
La tecnologia offre ai moderni censori nuovi e più “puliti” strumenti, ma rimangono in voga anche i tradizionali metodi repressivi: le spedizioni punitive e la galera, per esempio.
Secondo l’associazione Reporters sans frontières, almeno 61 bloggers sono in prigione per aver criticato su internet i loro governi. Il maggior numero di cyberdissidenti in carcere è in Cina (52), quattro sono in Vietnam, tre in Siria, uno in Tunisia e Iran.
La lista completa dei cyberdissidenti.
Nemmeno l’informazione dei media tradizionali se la passa bene: almeno 63 giornalisti (fonte Annuario Rsf) sono stati uccisi nel 2005 nell’esercizio della loro funzione; altri finiscono dietro le sbarre: secondo Rsf, sono 134 i giornalisti attualmente in prigione come dissidenti. Il maggior numero (31) anche in questo caso è in Cina; Cuba ne vanta 24; l’Etiopia 22. Gli Usa 2.
La lista completa dei giornalisti in prigione
Da oggi a domani 8 novembre, Rsf invita tutti gli utenti di Internet a partecipare alla prima “cybermanifestazione” internazionale in difesa della libertà di stampa e di espressione, e contro ogni forma di censura. Per partecipare basta connettersi al sito di Rsf. Ogni “clic” trasformerà la mappa interattiva dei “Buchi neri del web” contribuendo - almeno virtualmente - a far indietreggiare la censura…
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A proposito di RSF potrebbe cliccare in internet “rsf” e leggere “chi finanza Reporters sans frontieres?” o gli articoli scritti da Gianni Minà nella rivista Latinoamerica, questo per farsi una idea precisa di RSF.
Commento di leonardo — 13 Novembre 2006 #