Consigliere ad personam
Novembre 24, 2006 on 7:32 pm | In Politica |
La settimana scorsa Nicolò Pollari è stato rimosso, con molto garbo.
Romano Prodi ha deciso di tenerselo accanto come consigliere speciale della presidenza del Consiglio, la medesima istituzione che potrebbe costituirsi parte civile se l’ex direttore del Sismi fosse rinviato a giudizio. Perché?
Non basta aver mentito al Parlamento, non basta aver spiato abusivamente politici, giornalisti e magistrati, non basta aver fatto da palo alla Cia in un’operazione illegale come il sequestro di Abu Omar, non basta aver protetto la banda Telecom, non basta aver messo a libro paga brutti ceffi del giornalismo come Renato Farina, per essere cacciati a calci?
E qual è il limite allora per far scattare la sanzione reputazionale?
Questa è la domanda che vorrei rivolgere a Romano Prodi, lunedì mattina in visita a Milano per un convegno. Ed è una domanda che esige una risposta convincente.
Per non dover sospettare che anche lui sia sotto ricatto.
Per potergli credere quando bofonchia di questione morale.
2 Commenti »
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Caro Piero,
aggiungo qualcosa alla lista dei servigi di Pollari per completezza: la falsa scuola di kamikaze a Milano, il falso attacco aereo al vaticano, il falso allarme bomba alle metropolitane di Milano e Roma. Poi la “messa in scena” (Renato Farina dixit) del rapimento di Enzo Baldoni in Irak. Per finire con l´uso propagandistico del TG2 dopo la liberazione di Torsello in Afghanistan. Pollari non tiene vergogna, ma chi lo ha confermato in questi mesi neppure.
In bocca al lupo: spero che Prodi questa volta si degni almeno di rispondere.
Nonnonino85
Commento di Nonnonino85 — 24 Novembre 2006 #
Ciao Piero
Mi permetto di darti un consiglio. Prima di fare l’elenco delle “malefatte” di Pollari, chiedi a Prodi perché lo ha sostituito.
Sembra una domanda banale ma non lo è, per il semplice fatto che la trasparenza rispetto a questa sostituzione non c’è stata. Prodi ha detto (più o meno) che si trattava di sostituzioni (Sismi, Sisde) naturali. In sintesi non ha spiegato nulla. Ti prego di chiedergli prima perché. A quel punto, se dovesse menzionare qualche atto poco chiaro della gestione Pollari avresti buon giuoco nel chiedergli conto del suo nuovo incarico (notizia, quest’ultima da verificare e dipendente, credo, dall’eventuale rinvio a giudizio).
Al contrario, se dovesse ripetersi circa la naturalità di certi avvicendamenti, partirai con l’elenco dei misfatti . Come vedi in entrambi i casi dovrebbe avere qualche difficoltà.
La differenza di questo approccio da quello che proponi nel messaggio, è che con il mio metodo fai scoprire l’interlocutore e giochi di rimessa.
Andrea
Commento di Andrea Giova — 27 Novembre 2006 #