Lettera a Manlio Minale
Dicembre 10, 2006 on 5:53 pm | In Libertà, Legalità |
Manlio Minale
Ho inviato a Manlio Minale, titolare dell’azione penale a Milano, questa lettera. manlio.minale@giustizia.it
“Egregio Procuratore della Repubblica di Milano,
il 28 novembre 2006 sono stato assolto dall’accusa di aver offeso l’onorevole Silvio Berlusconi, poiché “chi agisce nell’esercizio di un diritto non è punibile”.
Per effetto di quell’accusa e della contestuale “identificazione”, tuttavia, negli anni scorsi ho dovuto subire diverse ingiustizie: ho perso collaborazioni professionali di vitale importanza, sono stato diffamato dagli organi di stampa controllati da quel personaggio, sono stato trattato come un sorvegliato speciale dalla polizia di Milano.
Sono stato pedinato, sono stato fermato con motivazioni pretestuose, in molte occasioni mi è stato impedito di partecipare a convegni pubblici: tutto questo per aver gridato allo scandalo dell’impunità del potere.
L’episodio meno piacevole accadde sabato 29 gennaio 2005 in corso Magenta a Milano. In quell’occasione fui trascinato in un’auto da cinque agenti in borghese e portato a forza in un commissariato del centro, dove rimasi per circa tre ore. In tal modo mi si volle impedire, per dichiarati “motivi di ordine pubblico”, di partecipare a un convegno pubblico in memoria dell’onorevole Bettino Craxi. Di quella decisione si è assunto personale responsabilità il Questore di MIlano, dott. Paolo Scarpis, in un colloquio che ebbi con lui il 25 aprile 2006, durante il corteo per la festa della Liberazione.
Ebbene, il 18 marzo del 2005 inviai al Suo ufficio un regolare esposto per chiedere di indagare su quel fermo di polizia, a mio giudizio abusivo. Non ho ottenuto risposta, pur avendo chiesto di essere informato in caso di archiviazione. Sei mesi dopo, ho inviato a Lei, signor Procuratore, e per conoscenza a tutti i Suoi Aggiunti, una lettera con la copia di quell’esposto e una fotografia che ritraeva il prelevamento coatto. Rinnovavo in tal modo la mia richiesta di un’indagine e in subordine di una notifica del provvedimento di archiviazione. Anche in quel caso, non ho ricevuto alcuna risposta.
Le scrivo dunque questa lettera per rinnovare per la terza volta la mia richiesta: esigo di sapere che fine abbia fatto il mio esposto, che peraltro domani stesso rafforzerò con una formale denuncia per sequestro di persona.
Se insisto, non è per rancore, mi creda Signor Procuratore. Il fatto è che mi sta a cuore la libertà. E dunque avverto l’esigenza di esercitarla e difenderla in ogni sede. E prendo sul serio la Costituzione del mio Paese, che stabilisce l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, l’inviolabilità della libertà personale e l’obbligatorietà dell’azione penale. Non voglio perdere la residua fiducia che nutro nello Stato di diritto. Per questo mi auguro che ci sia ancora un giudice a Milano e che quel giudice, egregio dottor Minale, sia Lei”.
10 Commenti »
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ciao Piero! ma…non avresti diritto come minimo
al risarcimento dei danni ?
diana.
Commento di diana — 10 Dicembre 2006 #
Ciao Piero, hanno usato la parola “buffone” contro Prodi, oggi, quegli str*** di quella parte politica là. Avresti dovuto registrare il marchio, almeno intascavi qualche spicciolo
Commento di DarioG — 10 Dicembre 2006 #
Speriamo che Manlio Minale legga la tua lettera.
Commento di Alessio Scippo — 10 Dicembre 2006 #
ADESSO SAI COME SI SENTE UNA PERSONA CHE SUBISCE INGIUSTIZIA DA PARTE DI UN GIUDICE CHE PRENDE ALLA LETTERA LE PAROLE DI UN GRANDE AVVOCATO CON POTERI E CONOSCENZE .SPERO CHE ALTRI POSSONO VIVERLA CON NOI PICCOLI UOMINI .
Commento di antò telesca — 10 Dicembre 2006 #
…Mahh beeenee
moooltoo beneeee, quando Piero Ricca da’ del BUFFONE all’unto( e bisunto ) dal signore ,subito si ricorre all’identificazione personale .
Quando invece , i soci infatuati della casa circondariale della liberta’ , lanciano vere e proprie offese al Primo ministro italiano ,
manca poco che gli offrano una prima serata dal giornalaio Vespa(siano)!!!!
Commento di fabio — 10 Dicembre 2006 #
Ottimo, ma Minale non è un giudice, bensì un pubblico ministero.
Commento di Andrea G — 11 Dicembre 2006 #
Vista l’espressione del sig. Minale nella foto, non ci sono grandi speranze..non mi sembra un omino che si prende la briga di rispondere alle tue lettere. Hanno cose più importanti da fare, diranno. Non c’è bisogno di perdere tempo dietro un “normale” riconoscimento presso il commissariato. Oggi a te. Domani? Potrebbe capitare a me o ad altri, senza nessun motivo. Nel frattempo , il sig. Previti, pregiudicato, continua a sedere in Parlamento e a legiferare, anche per impedire a persone com il sig. Ricca di esprimere liberamente il Suo pensiero. Quanta amarezza dietro questi piccoli abusi di potere, che tanto rendono visibile la povertà intellettuale di chi la applica o, peggio, la paura di pochi contestatori che possono rovinare la solita messa in scena per il popolino bue. Non te la prendere. Vedremo cosa combineranno (oltre l’indulto, la finanziaria e la difesa della Gasparri intendo) i nuovi inquilini a Roma. Se riusciranno a fare passare un concetto di legalità meno sudamericano di quello che respiriamo in questo periodo.
Commento di Gianni — 11 Dicembre 2006 #
Grazie Andrea, so bene che non è in senso stretto un giudice, ma se lui non vuole l’azione penale non parte, dunque il mio diritto non viene riconosciuto, ergo Minale è il mio giudice,il famoso giudice che vorremmo essere soggetto solo alla legge e indipendente dalla logica dei rapporti di forza, anche se esercita funzione di pubblico ministero.
Commento di piero ricca — 11 Dicembre 2006 #
(1) E’ UNA VERGOGNA !
(2) MINALE DOVREBBE SENTIRSI IN DOVERE DI RISPONDERE !
(3) SENZ’ALTRO IL MINISTRO INVIERA’ GLI ISPETTORI PER FARE CHIAREZZA !
(4) purtroppo gli ispettori sono gia’ impegnati da Henry John Woodcock, sara’ per un’altra volta ….
Commento di Raffaele — 11 Dicembre 2006 #