Un lavoro usurante

Dicembre 16, 2006 on 9:25 pm | In Politica |

A Puffonia fare il Cittadino è un lavoro usurante, esposto alle intemperie, a turni massacranti, al rischio di linciaggio. Non si è pagati, non si ha diritto alla pensione. La prossima Finanziaria se ne dovrà occupare.
Lo dico a ragion veduta, al ritorno dall’entusiasmante assemblea per il partito democratico che si è svolta oggi a Milano. Convocando militanti e dirigenti di mezza Lombardia, Ds e Margherita sono riusciti a riempire la sala: un buon successo, in questi tempi di partitica antipolitica. Ospite d’onore il compagno Piero Fassino.
Noi eravamo in quattro: tre giovani amici, Marco Elia e Andrey, e io.
Stando bene attenti a non offendere, abbiamo provato a sottoporre al buon Fassino tre questioni: la regolarità del voto del 9 e 10 aprile; il destino della legge Gasparri (recentemente difesa dall’avvocatura dello Stato per conto della presidenza del Consiglio); la cancellazione delle leggi vergogna del lustro berlusconiano.
Alla prima domanda il compagno segretario ha risposto stizzito: prima ha detto “non commento”, poi ha detto: ”ma parliamo di questioni di attualità!”, infine ha aggiunto: ”ecchissenefrega di quel che dice dalla Chiesa, la notte del 10 aprile non è andata come dice lui”.
Non gli veniva posta una questione di lana caprina. Gli si domandava un parere sul fatto che un sottesegretario in carica ha detto e scritto che l’autoproclamazione della vittoria da parte di Prodi e dello stesso Fassino, alle 2,43 del 10 aprile, è stata decisiva per evitare il caos (o il golpe). Dalla Chiesa sostiene che alla base della “rottura dell’incantesimo” ci furono i dati ufficiosi provenienti dai militanti dei diesse in giro per l’Italia. Fassino ha ripetuto anche stasera (in strada, poco prima di salire in auto) che gli unionisti si dichiararono vincitori dopo aver avuta una comunicazione dal Ministero dell’Interno (retto da Giuseppe Pisanu, che quella notte faceva vergognosamente la spola fra il Viminale e il salotto del Buffone).
Chi dice il vero? Abbiamo o no rischiato un colpetto di Stato quella notte? E perché mai il compagno segretario e il suo portavoce Gianni Giovannetti non volevano che riprendessi la “risposta” con la videocamera?

Alla seconda domanda (sulla Gasparri) il compagno segretario non ha risposto. Il suo portavoce ci ha assicurato una esaustiva risposta scritta “in 48 ore”. Attendiamo fiduciosi.

Alla fine gli ho domandato: “Piero, quando cancellerete le leggi vergogna?”. Il compagno segretario indultista si è limitato a rispondere: “al più presto che si può!”. Gli ho gridato di ricordarselo, sai com’è con tutti quegli impegni. Poi è svanito nella notte sulla berlina di servizio con segretaria, scorta e portavoce.

A quest’ultimo abbiamo anche chiesto di inoltrare al compagno segretario una richiesta di video-intervista, una cosa ufficiale, calma, seduti attorno a un tavolo, con tutti i crismi. Il portavoce ci ha risposto: si può fare, penso che non ci siano problemi, ma a una condizione: “non dovete rivolgergli domande in modo prevenuto e con tono aggressivo”.
Seguiremo corsi intensivi di bon ton.

Era presente anche Nando dalla Chiesa, che abbiamo intervistato e ha confermato la sua tesi.

Come al solito, i compagni militanti (età media sessant’anni) non hanno preso bene il nostro contributo fuori copione. Loro preferiscono spellarsi le mani dagli applausi. Ma dove lo prenderanno mai tutto questo entusiasmo? E perché non usano il bon ton verso i compagni Cittadini? Uno però ha colto il problema: “spero almeno che vi paghino i contributi!”, ci ha urlato.
Impresa ardua far capire a certa gente che non siamo pagati dal Buffone.

Seguirà video, montato dal compagno Marco Canestrari. Ma prima di pubblicarlo lo sottoporremo al portavoce.

 

 

9 Commenti »

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  1. io non so se essere più confuso o più depresso

    non so che fine faremo, ma leggo volentieri il tuo blog Piero :)

    Commento di shaitan — 16 Dicembre 2006 #

  2. Ben fatto Piero!

    Penso che sia il caso di “svecchiare” il lessico e di non utilizzare più termini come “camerata” e “compagno”. Usiamo “Cittadino”. E’ molto meglio.

    Commento di Andrea G — 16 Dicembre 2006 #

  3. A “sensazione”, e senza estremi pensieri complottisti, qualcosa quella notte è successo, e la società italiana ne pagherà le conseguenze, per prima la sinistra: che quella notte, assai probabilmente, ha fatto un reale compromesso storico. E vale a dire: niente più B. a fare il bello e il cattivo tempo, a vantaggio di una sorta di governo specchio (vedi centro-sinistra e dietro c’è il centro-centro-centro-sinistra con un po’ di destra berlusconiana, mica la destra alla Di Pietro o Scalfaro o Travaglio) e di transizione verso il nuovo regno democristiano che in Italia si prospetta. Chi non risponde a questione, è semplicemente il complice (coi Pisanu, i Prodi, i Casini, ecc.) di questo passaggio, perchè ne ha convenienza, nella prospettiva di mantenere un po’ di potere. Il lavoro di cittadino è davvero pesante, oggi, in Italia: devi fare informazione da te, devi controllare tutto, verificare il funzionamento della democrazia, protestare per la giustizia. Dubito che in Scandinavia, in Spagna (oggi), in Germania sia così. Presto, Piero, ti prometto via mail e via blog alcuni spunti concreti per una piccola proposta “ri-costituente” per questo paese - con l’umiltà che un altro Piero non ha.

    P.S.
    I vecchi militanti applaudono ad un partito democratico??? (oggesusanto, per dirla con Socci…)

    dottormabuse.blogspot.com

    Commento di Marco — 17 Dicembre 2006 #

  4. E gia’, 3 domandine semplici semplici. Pero’, guarda caso, non c’e’ un pennivendolo uno che le faccia al compagno Fessino o a Rutella Palombella o a Brodi. Non un pennivendolo di Repubblichetta delle Banane, del Corrierino della Seratina, non Vespasiano, non Feltrello, non la fonte Betulla, non de Bortolato, non Anselmato, nessuno, zero scrivo e zero riporto.
    Invece i pennivendoli bramano conoscere del costituendo partito democratico vuoto a perdere, della fase due, della tassa sulle cucurbitacee che starebbe procurando sfracelli di popolarita’ al governo secondo i sondaggi (effettuati con affidabile metodo Berlusca-Crespi-Mafiaset su un campione di 1000 elettori di berluscone) bibbia pennivendolesca. Il quale governo invece nessuna conseguenza avrebbe subito, per dirne una, dall’indulto, almeno a giudicare comparativamente la cagnara che i pennivendoli fanno sulle tasse rispetto al silenzio di tomba che ci fu in corrispondenza del provvedimento indultista mastellato. Saremo fessi noi che ci occupiamo e preoccupiamo di cose da biechi giustizialisti, tipo Previti in parlamento, Berluscone golpista, l’indulto inciucio e altre porcate? Saranno furbi i pennivendoli che protestano contro le tasse per conto dei padroni ladroni? Sara’ che non ci siamo accorti che Berlusconia ormai e’ diventata un parco giochi per mafiosi e pennivendoli e agli altri tocca emigrare? Boh. Ai posteri l’ardua sentenza.

    Commento di Domandine Facili — 17 Dicembre 2006 #

  5. Non ci sono più i partiti di una volta e i compagni ormai hanno ben accettato la montatura dei paraocchi da parte dei loro leader o meglio… cheater.

    Commento di Rosario P — 17 Dicembre 2006 #

  6. […] Ricordate le dichiarazioni del Sottosegretario Nando Dalla Chiesa? Disse che la notte del 9-10 Aprile 2006 Fassino dichiarò la vittoria delle elezioni politiche sulla base dei dati arrivati dalle sezioni, raccolte dai militanti dei DS. Ebbene, ieri insieme all’amico Piero Ricca sono andato a fare una domanduccia al compagno Fassino sulla questione. Un successo direi, si è dimostrato molto disponibile nei miei confronti e quando gli ho detto che quelle erano dichiarazioni di un Sottosegretario di Stato la risposta è stata illuminante: “E chissenefrega!”. Non male, dal segretario del principale partito di maggioranza…che virtù, che senso dello Stato! Poi mi ha detto che quelle di Dalla Chiesa sono dichiarazioni non vere. Più tardi mi ha raccontato la sua versione dei fatti, cioè che la proclamazione è stata fatta sulla base dei dati del Viminale, come aveva detto a Matrix. Curiosamente, oggi a Milano c’era anche Dalla Chiesa, dunque gli ho chiesto se confermava le sue dichiarazioni. Tutto vero, secondo lui: il provvidenziale annuncio della vittoria ci ha sollevati da una potenziale crisi tipo quella che avvenne negli USA per le elezioni del primo mandato di Bush. Tutto quanto è stato ripreso e potete vederlo nel video qui sopra. A breve, invece, un video resoconto più ampio della giornata mia e di Ricca, il quale ha ricordato al compagno Fassino di cancellare le leggi vergogna (risposta: “lo faremo il più presto possibile”). In tutto questo, non ho ancora capito cosa sia successo il 10 Aprile. […]

    Pingback di Il Blog di Marco Canestrari » “E chissenefrega!” (Piero Fassino) — 17 Dicembre 2006 #

  7. Senza offesa per nessuno: io sono di destra, di una destra che in Italia non trova analogie. Tuttavia ho votato alle ultime elezioni a sx per vergogna nei confronti della dx italiana. Eppure, più passano i mesi, più faccio fatica a capire come ancora sia possibile chiamarsi “Compagni”. Se Fassino, d’Alema e Rutelli sono lo specchio del Comunismo, buonanima di mio padre (stalinista) si rivolterà nella tomba.
    Questi qua di COmunista hanno solo il nome.
    Speravo sinceramente che la sx italiana potesse dare una virata alla politica, cancellando i guasti provocati dall’omino cappellone. Invece, ancora una volta, leggendo il post mi sono reso conto che a questi signori non frega nulla del popolino bue, a cui appartengo.
    Contestare ciò che dice un Sottosegretario come Dalla Chiesa che, per quanto mi risulta, è una persona onesta, è quantomeno curioso. Ancora più curioso se lo fa un personaggio come Fassino. Ancora, triste che non vogliano rispondere alle domande di Piero, peraltro logiche e chiare, a cui dovrebbero loro stessi affannarsi per dare una risposta. Altro che “Vi faremo avere una risposta scritta entro 48 ore”. Sono una persona ignorante, ma a mio parere una risposta di questo tipo appare evasiva e sintomo di un malessere profondo, con la necessità di dovere limare le parole con il politichese di qualche portavoce. Insomma, quando qualcuno ci dirà come sono andate le cose il 9/10 Aprile? Hanno davvero attuato un “Compromesso storico” questi signori? Se si, mandarli tutti a casa (per non dire di peggio)dovrebbe essere la soluzione più logica. Se no, che ci spieghino per filo e per segno cosa è successo, dati alla mano. Possibilmente senza portavoce.

    Commento di Gianni — 17 Dicembre 2006 #

  8. Rinnovo i complimenti e l’invito a continuare in quest’opera non solo meritoria, ma fondamentale, forse l’unica in grado di scoperchiare qualcuna delle tante verità bencelate della Disinformatja al guinzaglio di Lorsignori. Bene così Piero Ricca, i giornalisti veri sono fieri di te.

    Commento di Stefano Santachiara — 17 Dicembre 2006 #

  9. […] Egregio signor Giovannetti, il 18 dicembre scorso, alla camera del lavoro di Milano, con tre giovani amici provammo a rivolgere alcune domande all’onorevole Piero Fassino. Le domande vertevano su questi temi: le regolarità del voto del 9 e 10 aprile, l’abolizione delle leggi vergogna, il destino della legge Gasparri. Su quest’ultimo punto, ella promise una risposta scritta dell’onorevole Fassino “nell’arco di 48 ore”. A tal fine ci scambiammo i biglietti da visita. Di giorni, da quella sua promessa ne son passati una cinquantina, ma la risposta non ci è ancora pervenuta. Mi permetto pertanto di rinnovarle la domanda, che è la seguente: perché, secondo Fassino, la presidenza del Consiglio ha dato incarico all’avvocato dello Stato Paolo Gentili di difendere la legge Gasparri contro il ricorso dell’editore di Europa 7 Francesco Di Stefano, nell’udienza del 30 novembre 2006 presso la corte europea? […]

    Pingback di Piero Ricca » Il portasilenzio — 4 Febbraio 2007 #

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