La camionista transessuale

Dicembre 19, 2006 on 7:36 pm | In Informazione |


Maria De Filippi

In linea di principio sono contrario alla gogna, alle punizioni corporali, alla pena di morte. Ma farei un’eccezione. Per Maria De Filippi.
Se la chiesa cattolica fosse un’istituzione sana, l’avrebbe già condannata al rogo a Campo dei Fiori. Per corruzione morale del popolo di Puffonia.
Maria De Filippi in Costanzo è una strega moderna, non c’è dubbio. Ma soprattutto un simbolo. Questa strana donna, a metà fra il transessuale e la camionista, non è che uno dei simboli più malvagi di questa fognaria fucina dell’immaginario collettivo che è, da decenni, la tv commerciale. Cioé tutta la tv, visto che la Rai ormai è una brutta copia di Mediaset, con i suoi reality show, i suoi quiz per dementi e i suoi insulsi sceneggiati.
Il programma pomeridiano della camionista transessuale merita di esser visto almeno una volta. Vi compaiono esponenti della meglio gioventù di Puffonia, per corteggiarsi, sedursi, fidanzarsi. Il tutto sotto l’occhio della telecamera, seguito da milioni di fedeli telespettatori.
Ci sono poche rappresentazioni altrettanto eloquenti di quel che è diventato il popolo puffone: masse desideranti un’inquadratura, bestiame umano che agogna un destino da copertina. Consumatori provetti di tutto ciò che la Dinità Mercato escogita e propina.
L’intuizione di Pier Paolo Pasolini si è avverata: Puffonia è diventata una sterminata periferia, abitata da un sottoproletariato culturale che va in vacanza a rate, si trastulla con i gadget, si abbevera alle riviste di gossip, legge i libri di Faletti, ha per Muse le veline, si ribella solo ai soprusi della squadra del cuore. La mutazione antropologica è andata oltre l’immaginazione del poeta. Il progetto culturale della P2 si è realizzato in pieno.
Questa immensa platea televisiva (undicenni mentali, li definì il Puffone) è il grande bacino elettorale del partito populista di massa, che oggi si chiama Forza Italia e domani, all’occorrenza, si ripresenterà sotto nuove insegne.
Insistere sul degrado dell’estetica televisiva, che ottunde i cervelli e spaccia disvalori mediante un bene pubblico come l’etere, significa non arrendersi all’ineluttabilità della devastazione culturale e morale di un intero popolo. Una politica seria non può che ripartire da qui.
Federico Fellini dedicò alla tv commerciale un film solo in apparenza satirico, Ginger e Fred. A chi gli chiedeva, nei giorni della lavorazione, il motivo di quell’interessamento a una materia tanto prosaica, rispondeva: “Ma non vedete, quello è il cancro dei prossimi vent’anni!”. Era il 1986.
Dopo aver collaborato con lui per diciotto anni, lo stesso Indro Montanelli chiese provocatoriamente di processare Berlusconi: non per i reati penali che pure ha commesso a profusione, ma per corruzione morale del popolo italiano.
Non aver intuito questo cancro, non aver saputo opporre argini a questa deriva: ecco la colpa imperdonabile della cosiddetta sinistra italiana. Una colpa infinitamente più grave di qualsiasi mazzetta. Basti dire che il tricheco dei parioli che ha sposato e lanciato la camionista transessuale, Maurizio Costanzo, è uno dei consulenti per la comunicazione di prestigiosi leaderini di centrosinistra. 
Un tempo era l’addetto stampa della P2. Ieri presentava il suo ultimo capolavoro nel reparto camicie della Rinascente di Milano.
Non era poi difficile capire. Ricordo che, nel mio piccolo, a undici anni provavo un senso di disagio, una vera e propria sofferenza intellettuale quando al lunedì tornavo in classe e sentivo quasi tutti i miei compagni ripetere le battute, i gesti, le volgarità degli eroi di Drive in. Intuivo gli effetti perversi della massificazione, dell’appiattimento del linguaggio.
Lo dissi una volta a Carlo Freccero, uno degli inventori della tv commerciale. Un poco se ne risentì. Ma lui stesso ha fatto parziale autocritica denunciando l’aberrazione della “logica quantitativa dell’audience”.
Come se ne esce? I danni fatti sono irreparabili in quanto hanno agito nel profondo della psiche collettiva. Ma siamo ancora in tempo, forse, per tentare di salvare il salvabile. La prima cosa da fare (certo non la sola) sarebbe riprendersi la Rai, liberarla dalla pubblicità e trasformarla in una vera azienda culturale per sani di mente.
Ma per farlo occorrerebbe una classe dirigente degna di questo nome. E non se ne vede nemmeno l’ombra. Gli uomini di qualità ci sono. Ma sono tutti lontani dalle leve del potere. Quando uno li incontra, fateci caso, hanno come una ferita nello sguardo, trasmettono un senso di pena, di amarezza, di sconfitta. Me ne accorgo, ad esempio, ogni volta che vedo quel galantuomo di Vincenzo Consolo.
Perché il mainstream a Puffonia sembra studiato apposta per offendere l’intelligenza delle persone perbene.

26 Commenti »

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

  1. Piero, non sono capace di esprimere toni duri così come fai tu, ma condivido pienamente il tuo pensiero. Sono un musicista, uno che in Italia è considerato “un fallito” solo perchè non ruba o non ha un impiego statale. Quando avevo 20 anni i miei coetanei venivano ad ascoltare i concerti e a fine serata erano anche capaci di critiche mirate che denotavano una certa cultura musicale. Erano i tempi in cui la musica aveva dello spazio nelle radio, sulla TV di Stato e c’erano programmi interessanti come DOC e ROXY BAR, dove i musicisti venivano valorizzati e suonavano rigorosamente dal vivo…
    Quei tempi sono andati purtroppo! Oggi se suoni in playback molti non se ne accorgono neanche, se poi fai musica originale i locali non ti fanno suonare, le etichette discografiche non ti considerano se non sei un prodotto costruito nello stile “Maria de Filippi”, cioè uno belloccio, giovane e mediocre. Il problema di queste trasmissioni è che fanno passare un messaggio molto pericoloso: cioè che se sei bello, poco colto, figlio di puttana, volgare e anche incapace ce la puoi fare a sfondare alla faccia di chi si è fatto il culo ed è capace. Non è questo che mi hanno insegnato i miei genitori. Ma soprattutto quello che mi tormenta non è la presenza di questi programmi…io sono per la democrazia, ci mancherebbe altro, e tutti devono avere spazio anche gli idioti. Quello che mi affligge è che non c’è altro…un bombardamento mediatico quotidiano di sottocultura che sta creando una generazione di perfetti imbecilli.

    Commento di giorgio — 19 Dicembre 2006 #

  2. Articolo fantastico.

    Commento di Fabrizio — 19 Dicembre 2006 #

  3. Scrivo innanzitutto per esprimere il mio completo accordo con quanto scritto da Piero…poi volevo anche riprendere quello che ha scritto Giorgio nei commenti..io ho 20 anni e anche io sono un musicista, o meglio, sto studiando per diventarlo..mi trovo in perfetta sintonia con quanto ha commentato Giorgio, soprattutto quando dice che “le etichette discografiche non ti considerano se non sei un prodotto costruito nello stile “Maria de Filippi”, cioè uno belloccio, giovane e mediocre”!!
    Io ho la netta sensazione che non ci sia un modo per uscirne..non sono molto ottimista a riguardo…ormai certi stereotipi si sono profondamente radicati nella mente della maggior parte delle persone..c’è ben poco da fare per come la vedo io!

    Commento di Mirco Brunello — 19 Dicembre 2006 #

  4. Caro piero io sono leggermente più pessimista di te. Ormai il cancro si è diffuso troppo, è davvero difficle eliminarlo. Qui secondo me anche la scuola deve fare qualcosa. Che tristezza quando, solo un paio di anni fa, andavo a liceo e sentivo come “buongiorno” tutte le strupidate che si dicevano nel grande fratello. Ora ancora di più.

    Davvero quella donna bisogna eliminarla fisicamente: è la madre di tutti i coglioni (nel senso di abitanti di puffonia)!

    E’ un dato di fatto!

    Commento di Marco — 19 Dicembre 2006 #

  5. Perchè eliminarla? Quanti camionisti pagherebbero per averla nel loro abitacolo? Cercate di guardare il lato positivo: questa fanciulla farebbe un figurone sulla statale che porta all’inceneritore di Pero. Guadagni assicurati per il magnaccia.
    Invece, il tricheco baffuto l’ha fatta diventare una stellina. Che bello. Per fortuna non guardo più la televisione da un pezzo.

    Commento di Gianni — 20 Dicembre 2006 #

  6. Molto giustamente scrivi: “Perché tutto a Puffonia sembra studiato apposta per offendere l’intelligenza delle persone perbene.”

    Io trovo che una delle cose che offende di più in assoluto l’intelligenza sono i telegiornali come il TG1, in cui si ritiene possibile mandare in successione, senza alcun tipo di commento giornalistico, due interviste che affermano una l’esatto opposto dell’altra. E’ successo l’ultima volta due giorni fa: intervista di apertura a Padoa Schioppa, che magnifica la finanziaria; a seguire, intervista a Tremonti che distrugge la finanziaria. Per i giornalisti RAI, il principio di non contraddizione non ha valore. Se vuoi, puoi leggere i particolari qui.

    Mi piacerebbe che nascesse da noi blogger un movimento di protesta contro il giornalismo senza coraggio, fatto di denunce quotidiane dei servizi dei TG in cui vengono accostate in successione opinioni dei politici del tutto opposte, senza che i giornalisti sentano minimamente il dovere di cercare di stabilire i fatti e l’eventuale ragione.

    Commento di Michele Diodati — 20 Dicembre 2006 #

  7. Detesto il marito di Costanzo, come la definisce Beppe Grillo. A volte mentre guardo Blob (tra i pochi programmi che guardo in TV) mi capita di assistere a spezzoni del suo programma spazzatura del pomeriggio e mi chiedo come si possa mandare in onda simili schifezze. Ricordo che tempo fa i giornali inglesi non a caso la presero di mira attaccando i suoi programmi considerati come la massima espressione del trash televisivo italiano.

    Commento di Carlo Scoglio — 20 Dicembre 2006 #

  8. Esattamente quello che penso! La De Filippi, ma Costanzo soprattutto, rappresentano in pieno il male della nostra società e televisione. O si rendono conto del ruolo importantissimo che hanno, oppure se ne rendono conto e agiscono in modo “criminale”. Un genitore deve lottare anche per impedire che il proprio figlio venga inchiottito da questo mal costume, oltre che lottare per tantissime altre cose. La televisione di Costanzo è un pericolo per la Famiglia, una televisione dalla quale bisogna DIFENDERSI!!! Non è per nulla facile. Ho scritto diverse email di protesta a loro, alla Finivest, alla Rai sapendo benissimo la fine che avrebbero fatto, ma non sono stato capace di placare la mia ira!! Il problema è che chi legge questo blog, difficilmente la pensa in modo diverso da quello espresso da Piero, quindi ce la raccontiamo tra di noi, con l’unico risultato di allontanare di poco nel tempo, la visita da un buon psichiatra!!

    Commento di Maurizio — 20 Dicembre 2006 #

  9. Non parliamo poi dei quiz…una volta l’oggetto era la cultura. Andavi e rispondevi alle domande su un argomento di tua scelta e se eri preparato ti portavi a casa i soldi. Con tutti i suoi difetti Sarabanda, il programma condotto da Papi in cui dovevi indovinare le canzoni, era meglio di quello a cui stiamo assistendo oggi. 10 ignoranti, uno scelto a caso, si ritrovano a dover aprire dei pacchi e scegliere con un meccanismo perverso la cosa che ti può cambiare un pò la vita o tirartelo nel culo, una specie di roulette russa in cui si mischiano avidità, culo, fortuna o sfortuna, testa o croce, tutto tenuto in piedi da un mostro dall’altra parte del telefono che cerca di trarti in inganno per non farti avere i soldi. E’ uno di quei giochi che sarebbe forse anche divertente se fatto fra amici fra le mura di casa se non fosse per il fatto che la posta in gioco è altissima (500.000 euro sono un bel gruzzolo). E allora ecco anche qui il messaggio diseducativo: gioca per cambiarti la vita, però sappi che da una tua risposta legata al caso può dipendere anche il tuo fallimento e il senso di frustrazione a vita derivante dall’aver scelto il pacco sbagliato.

    Commento di giorgio — 20 Dicembre 2006 #

  10. I mali già prodotti e in procinto di nascere dal duo “Costanzo-De Filippi”erano stati esposti nel bel libro-inchiesta di Riccardo Bocca:”Maurizio Costanzo shock”, Kaos Edizioni (credo) e datato 1996!Ma già allora Costanzo aveva una storia più che ventennale di piaggeria e devozione verso tutto ciò che è potere, compresa quella banda di “simpatici”criminali che è la P2.La De Filippi non è stata che una appendice vermiforme in versione transgender del suo stile consapevolmente e scientificamente trash…

    Commento di orazio paternò — 20 Dicembre 2006 #

  11. Mi aggiungo solo per accodarmi allo scoramento.
    Hai usato toni duri, ma la situazione è effettivamente questa. Senza ritorno…e senza contare le religioni che tornano prepotenti a rincoglionire ancora di più per farci sprofondare in un ignoranza da Medioevo.
    Auguri

    Commento di Nicola Ulivieri — 20 Dicembre 2006 #

  12. Questo è proprio un pugno, non un post!
    Grande Piero! Concordo pienamente!

    Commento di RaffaelloS — 20 Dicembre 2006 #

  13. Ma quanto ti do ragione, Pierooooo????

    Commento di Ugo B — 20 Dicembre 2006 #

  14. ERA ORA CHE QUALCUNO DESSE UNA VALUTAZZIONE NEGATIVA IN TUTTO ALLA COPPIA MENO OMOGENIA italiana ,io direi arrogandi e falsificatore della verità ipocriti e avvoltoi si fanno i soldi sulle disgrazie della povera gente .sono peggio di wanna marchi e figlia .

    Commento di antò telesca — 20 Dicembre 2006 #

  15. Ragazzi sentire le vostre parole e’ aria fresca. Il popolo italiano dovrebbe essere risarcito per come e’ stato subdolamente spogliato della propria dignita’ culturale. In nome della liberta’ ci hanno propinato tutta la merda propinabile. Ma siamo liberi??? Non piu’. La televisione e’ potere. Il potere di influenzare, di cambiare, di plasmare a piacimento le teste della gente. Danni irreversibili. Mi viene da piangere.

    Commento di Luca — 20 Dicembre 2006 #

  16. Piero sono d’accordo con te ma non giustifico l’eliminazione fisica.
    Scusami ma dovresti ritirare certe parole. Sei una persona intelligente e certe parole (forse di rabbia direi) non dovrebbero appartenere al tuo vocabolario.
    Pinochet è morto grazie a Dio. Non vogliamo che NESSUNO prenda la sua strada, per NESSUN motivo. Gente appesa per i testicoli, taglio di dita, bevute di sangue coercitive etc etc ancora scavano le nostre coscienze.
    Quindi per favore fai a meno di parlare di torture.
    Per il resto la tv è una fogna e hai ragione.
    Saluti

    Commento di Zaza — 20 Dicembre 2006 #

  17. Mai usare ironia né paradossi. Come ho fatto a dimenticarmene? Ciao, Piero

    Commento di Piero Ricca — 20 Dicembre 2006 #

  18. Splendido post, davvero complimenti. Rispecchia in modo esemplare anche il mio pensiero. Un saluto

    Commento di Andryyy — 20 Dicembre 2006 #

  19. abbiamo veramete bisogno di una classe dirigente che ci pulisca il nasino ?
    non sarebbe più interessante avere partiti dove la base degli iscritti comanda e la segreteria esegue ?
    non arrivare a queste conclusioni offende l’intelligenza delle persone che usano la logic

    Commento di MAX — 20 Dicembre 2006 #

  20. Tutti i bersagli centrati, un post davvero encomiabile (compresi ironia e paradossi, dosati al punto giusto), in perfetto stile pamphlet. Avrei voluto averlo scritto io. Me lo appendo in camera!

    Commento di lerovinecircolari — 20 Dicembre 2006 #

  21. Che bisogno c’è di chiamarla “camionista transessuale” ? Che ti hanno fatto i camionisti e i transessuali ? Non è per niente politically correct…

    Commento di Marzio Aprile — 21 Dicembre 2006 #

  22. …non credo proprio voglia esserlo…! Sta proprio qui la sua efficacia…

    Commento di lerovinecircolari — 21 Dicembre 2006 #

  23. “La prima cosa da fare (certo non la sola) sarebbe riprendersi la Rai, liberarla dalla pubblicità e trasformarla in una vera azienda culturale per sani di mente”
    Bene! Però liberiamola anche dei “ducetti” di rai tre, falsi intellettualoidi che parlano una lingua che capiscono solo loro, figli della lottizzazione, che da quando avevo 8 anni commentano i film con elucubrazioni barocche trasmesse in differita rispetto al labiale (ma che ca_o vuole dire Ghezzi!?!)
    E’ anche grazie all’aventino celebrale di queste mezze calzette che per 20 anni la sottocultura delle masse non ha avuto una alternativa digeribile.
    diciamo basta al canone tv! basta alle imposte inique e alla struttura ipertrofica bipartisan della rai! voglio il pay-per-view, pagare x quello che scelgo di vedere, per un reale servizio che mi viene reso, non per gli ospiti di sanremo!
    possibile che il solo pay-per-view in italia riguardi il calcio?
    e questi stro_zi aumentano pure il canone!

    Commento di Barbapapà — 21 Dicembre 2006 #

  24. Piero, pienamente d’accordo su tutto… stavo per scriverti, fino a quando non hai citato il Drive-In!
    Ma in realtà, la risposta è arrivata subito dopo: la più grossa colpa è “la completa abdicazione all’audience ecc.” Voglio dire, secondo me un po’ di Drive-In era simpatico: i comici nuovi (alcuni idioti, alcuni non stupidi), il look (certo, le tettone servivano a rendere appetibile il prodotto-berlusconi, ma le si poteva anche guardare e basta…)
    Insomma, la comicità di “prima” era più rigida, bloccata, grigia. Il Drive-In fece cose nuove. E poi spianò la strada alla porcheria. Be’, gli anni 90 di Mai Dire Gol, Crozza, Guzzanti erano ancora lontani, purtroppo, e quindi Braschi e Salvi e Faletti facevano ridere, tanto!

    Per la camionista, pienamente d’accordo. Lo sfacelo, il degrado, i peggio vizi. Processare berlusconi per aver degradato la testa degli italiani. Meglio, forse dividere il paese in due “trasversalmente” e lasciare che lui si governi il 50% che stravede per lui e questo degrado.

    Triste, ma la vedo inevitabile.

    Commento di DarioG — 21 Dicembre 2006 #

  25. Ooops… sul “politically correct” vs. camionisti e transessuali…
    A pare che anche a me piace lo sile di Piero, vorrei aggiungere una cosa: tutti hanno dignità nell’essere quel che sono (etero, omo, trans, camionisti, avvocati, agricoltori) ma NON DEVONO andare in TV a vantarsene! Se fanno questo, perdipiù esportando ideali di m… , allora ben venga l’ironia anche pesante. E lo sfottò “con stereotipo” funziona benissimo!

    Commento di DarioG — 21 Dicembre 2006 #

  26. Mediaset ti fa pagare un canone obbligatorio per guardare le sue trasmissioni? No.
    Se non ti piacciono, basta non guardarle.
    La RAI ti fa pagare un canone obbligatorio per guardare le sue trasmissioni? Si.
    Se non mi piacciono, pretendo.

    Commento di fabio sacco — 23 Dicembre 2006 #

Lascia un tuo commento

Ma prima di postare...
Questo non è uno spazio dove riversare frustrazioni, e nemmeno un luogo dove promuovere con insistenza bufale plateali e teorie complottiste fantasiose.
Non sono ammessi spam e battibecchi (flame). Non sono graditi off topic.
I commenti sono soggetti ad approvazione, quindi è inutile che insistete se non vedete pubblicato immediatamente il vostro commento.
Attendete con pazienza l'approvazione.
Se queste regole non vi piacciono e intendete contravvenirle, sappiate che con tutta probabilità il vostro commento finirà nel nostro cestino insieme alle già numerose tonnellate di spam.
Postando il vostro commento, acconsentite implicitamente a queste regole.

Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

Powered by WordPress with design based on Pool theme by Borja Fernandez.
Entries and comments feeds. Valid XHTML and CSS. ^Top^