Lettera da Casoria
Gennaio 29, 2007 on 4:28 pm | In Informazione |
“L’Italia: una basilica diventata una casa popolare”. Questa battuta di Longanesi va aggiornata: nel frattempo la casa popolare è diventata una discarica. Dove sguazzano le camorre e respirare uccide. Pubblico questa lettera di Giuseppe da Casoria.
Caro Piero,
un amico mi ha suggerito di segnalare anche a te la drammatica situazione in cui versa la provincia di Napoli.
Io vivo a Casoria, periferia nord di Napoli, un paesone con circa 100.000
abitanti (nessun cinema in centro raggiungibile a piedi o con mezzi pubblici,
nessun pub o enoteca, luoghi di aggregazione ecc) dove la raccolta dei
rifiuti è praticamente quasi sospesa dal giorno 14 settembre, quindi son
passati più di 4 mesi. E’ tutto un susseguirsi di discariche a cielo aperto,
sovente date a fuoco, con rischi di tumori per diossina ormai incalcolabili.
Purtroppo c’è tanta ignoranza e molti non sono neppure coscienti
dei rischi, ma d’altro canto ti lascio immaginare cosa vuol dire avere sotto
casa una discarica di rifiuti di circa un mese di mancata raccolta. Fuori
casa mia si è arrivati anche ai 31 giorni consecutivi di non raccolta
rifiuti, ti lascio immaginare gli insetti: mio padre chiudeva le persiane
spruzzandoci prima accuratamente il ddt per uccidere le mosche, queste sono
cose che non dimenticherò mai.
Ho anche girato dei video, prima di Natale, che puoi visionare su youtube a
partire da questo indirizzo :
http://www.youtube.com/results?search_query=casoria+munnezza
Purtroppo i primi due (quelli con descrizione in inglese,sono pessimi come
qualità video, gli altri invece sono migliori).
Attualmente l’emergenza è comunque continua in molte zone di
Casoria, eccezion fatta per il centro dove la raccolta sta ripartendo. Ma
ci sono, ripeto, ancora molte zone sommerse dai rifiuti.
Come Casoria naturalmente l’emergenza riguarda un po’ tutti i comuni della
periferia in Campania: ad esempio a Orta di Atella, in provincia di
Caserta, c’è immondizia finanche sulla rampa di immissione su una statale, il
cosidetto ‘asse mediano’; sempre su questa statale, alcune piazzole di
emergenza sono invase dai rifiuti.
Invece Napoli ha conosciuto l’emergenza solo per un paio di settimane a
settembre.
Naturalmente, in questo modo si mette a tacere l’opinione pubblica tant’è
vero che nei tg nazionali non si dà alcuna notizia in merito perchè chi vive
in provincia di Napoli non fa testo, è evidente.
Non sai quante email ho inviato a differenti destinatari per segnalare questi fatti, cadute tutte meno una nel silenzio generale (per la cronoca, l’unica
risposta di solidarietà l’ho ricevuta dal Ministra Di Pietro).
Grazie e buon proseguimento.
Giuseppe Castaldo (Casoria)
15 Commenti »
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A questo punto,risulta più che evidente il nostro bisogno generale di cambiare registro.
Se penso che,devo aggiungere pure questo ai non interventi governativi oltre al problema del lavoro e molte altre cose e, per contro,sentire enfatizzare le liberalizzazioni, vederli a discutere sulla spartizione delle poltrone in Umbria e di sprecare due giorni per far finta di litigare sul nulla,nella reggia casertana: mi incazzo ancora di più.
Certo che ne stanno facendo di cose per stimolarmi a combatterli.
Il mio “rosso” e l’amore per il mio popolo:il loro….quello della vergogna.
Buona fortuna,Giuseppe.
Valfredo
Commento di Valfredo — 29 Gennaio 2007 #
Ma chi sono i responsabili di questo schifo? Non si possono denunciare?
Commento di RosarioP — 29 Gennaio 2007 #
LE MANINE MAGICHE DEI POLITICI
http://mirco.leonardo.it/blog
Commento di mirco marciasini — 29 Gennaio 2007 #
Non possono costruire un bell’inceneritore? Trasformare la spazzatura in materia prima! Certo ci sarebbe anche la raccolta differenziata, ma ormai sarebbe da fare a posteriori, e chi ci mette più le mani lì!
Commento di Valerio Bettega — 29 Gennaio 2007 #
Leggo soltanto adesso gli ultimi 3 post…
sgomento, come quasi sempre mi accade di rimanere passando di qua e sempre più indurito, imbruttito tento di non abbandonarmi al puro odio, alla sola rabbia che ottenebra ogni proposito costruttivo.
Ho letto il libro di Saviano, “Gomorra”, dove più volte si analizza la trasformazione della periferia di Napoli in discarica. Di seguito tornano a mente le pagine con il numero di amministrazioni comunali commissariate per infiltrazione camorrista… Napoli è sotto assedio. Lo Stato non c’è. Reinterpretando un testo dei CSI… “Chi è Stato è Stato… e chi é Stato non è!” …abbraccio i giovani campani che amano la loro terra e assistono al suo scempio.
In bocca al lupo per la serata di Torino, sii più intransigente con gli ospiti e se ti capita un altro impiastro narcotico come a Milano… abbattilo!
“Viva la Rivoluzione!, gridano le epoche dal passato, ma l’alba già schiuma di immemori silenzi.”
Francesco Baraggino
Commento di Francesco B. — 30 Gennaio 2007 #
Questa è la vera faccia della politica italiana!!!
Commento di mauro — 30 Gennaio 2007 #
A chi ha scritto che sarebbe buona cosa costruire gli inceneritori: mai proposta fu più scellerata.
Gli inceneritori non risolvono alcun problema, anzi, ne creano di più, per i seguenti motivi:
1) Un inceneritore non fa svanire l’immondizia nel nulla, semplicemente la trasforma in qualcosa di più pericoloso: particolato finissimo (nanoparticelle) e diossine - sostanze altamente cancerogene che vanno a finire nell’aria che tutti respiriamo - più un 30% di ceneri residue, altamente tossiche, che vanno comunque smaltite in discariche, che però devono essere “speciali” proprio in virtù del fatto che tali ceneri sono tossiche.
2) il rendimento energetico degli inceneritori è bassissimo. Ci sono studi che dimostrano che conviene di più riciclare la materia prima anziché bruciarla per ricavarne energia. Tanto è vero che gli inceneritori, senza incentivi, non riescono a rientrare nei costi di gestione neanche vendendo l’energia prodotta. Se fino ad oggi è stato possibile costruirli e tenerli in funzione è stato grazie alla famigerata “Cip6″ che, tramite la bolletta enel di ogni cittadino, paga il funzionamento degli inceneritori.
Le alternative agli inceneritori esistono, si chiamano: riciclaggio porta a porta, compostaggio e trattamento a freddo dei residui.
Inceneritore = inquinamento + dispendio di risorse.
Inoltre, il problema andrebbe alleviato già a monte, evitando di *produrre* rifiuti: tasse sugli imballaggi per disincentivarne l’uso sconsiderato, reintroduzione del “vuoto a rendere”, detersivi alla spina, etc…
Commento di Fabio Alemagna — 30 Gennaio 2007 #
Ciao a tutti!
Ringrazio innanzitutto Piero per aver pubblicato la mia mail.Sono contento perchè occorre che si sappia.Viviamo in una società dove l’immagine è tutto(purtroppo) e di conseguenza se non si parla di un fatto in pratica è quasi come se il fatto non sia accaduto.Potete immaginare cosa provavo quando con una discarica di 31 giorni di non raccolta fuori casa, ascoltando i tg non si diceva nulla in merito… una sensazione assurda.E come ho scritto ancora oggi la situazione è critica.Spero che quindi questa visibilità serva a qualcosa.
Volevo solo aggiungere circa la raccolta differenziata : vedete io penso che in situazioni come queste in sostanza si amplifichi la sensibilità che è alla base dei cittadini.Voglio dire, noi a casa facevamo già la raccolta differenziata di vetro e plastica, ora facciamo anche la carta.Chi invece non la faceva,probabilmente continuerà a non farla,anzi magari ne approfitterà per gettare sui cumuli di rifiuti elettrodomestici,mobili e quant’altro.
Purtroppo c’è da dire che il comune non si prodiga molto in tal senso.Se è vero che amici che abitano al centro di Casoria mi hanno detto che gli è stato distribuito del materiale informativo sulla raccolta differenziata, è vero anche che la stessa cosa non è accaduta per la zona dove abito io, che poi guarda caso è fra quelle più abbandonate e quindi in pratica è quella dove più ci sarebbe bisogno di sensibilizzare circa la differenziata…
Buona giornata!
Commento di Giuseppe — 30 Gennaio 2007 #
Purtroppo la situazione anche in questo campo è gravissima…Ricordo una puntata di Report della mitica Gabanelli in cui si spiegava molto bene la situazione campana sui rifiuti.
Mezzi per il ritiro dei rifiuti rotti e ormai arrugginiti in quanto mai aggiustati; campane per il vetro, per la plastica e per la carta buttate in un angolo del magazzino; dipendenti statali che stavano lì ad aspettare che finisse il turno passato a giocare a carte e a fare 4 chiacchere con i colleghi, per timbrare il cartellino dell’uscita perchè non hanno i mezzi adeguati alla raccolta.
Secondo me a volte ci scordiamo che NON SIAMO UN PAESE DEL 3° MONDO….ma bisogna riconoscere che fra la strage di Erba, gli ospedali che cadono a pezzi, gente assassinata dalla famiglia-parenti-amici-vicini oppure che muore in ospedale o in ambulanza senza sapere il perchè e l’immondizia che va detto soprattutto nel sud è diventato un vero e proprio incubo (non solo estivo) Cuba al confronto sembra un paese molto + civile e civilizzato nonostante non abbiano un’educazione civica come dovremmo avere noi quantomeno per i rifiuti e la raccolta differenziata visto che per il resto non so se ci sia una speranza….
Ciao a tutti!
Commento di Francesca — 30 Gennaio 2007 #
tra una pagina di studio e l’altra mi sono concessa una pausa…e sono capitata qui.
anche io vivo a Casoria..e preparatevi alla notizia:oggi 22 maggio 2007, la situazione è praticamente la stessa. se non peggiorata! cumuli di immondizia depositati ai lati o al centro di ogni strada! certo il problema dello smaltimento è di difficile risoluzione..ma possibile! a partire dalla FANTOMATICA raccolta differenziata..ma è possibile che NESSUNO la faccia?certo rispetto a qualche anno fa ha subito un lieve incremento..ma personalmente provo una stretta allo stomaco quando mi tocca vedere scatoloni su scatoloni accantonati su sacchetti di immondizia, questo perchè i negozianti casoriani ( quando effettivamente decidono di non lasciare l’immondizia accantonata così..fuori la porta.. perchè tanto è spazio”loro”), quando questi, dicevo, decidono di gettare i cartoni per gli imballaggi non riescono a depositarla negli appositi contenitori per la carta che sono posti a lato????oppure le innumerevoli bottiglie di plastica..insomma io mi arrabbio!e cerco di farlo presente a chi mi vive accanto..col solo risultato di essere giudicata dal vicinato una persona PESANTE, con poco spirito di adeguamento…
questo non mi ferma affatto . ma diventa difficile cercare di mantenere saldi i propri principi quando vivi in un paese dove ognuno fa quello che vuole…dal negoziante che con i suoi stands occupa suolo pubblico e addirittra ti impedisce di parcheggiare come se fosse la cosa piu normale al mondo,la gente che non usa il citofono ma col clacson e a voce a qualsiasi ora del giorno e della notte comunica, per passare al rumoroso passaggio di centinaia e centinaia di motorini che con un fare prepotente ti impediscono qualsiasi attività ad esempio camminare sul marciapiede.. perchè si sa “impennare” su quello spazio aggiunge qualcosa!dimenticavo..l’ambulante che vende musica (pirata)e ne dà un assaggio ad un volume tale che per ore ti impedisce di ragionare,di studiare.il carico scarico merci a volte all’alba, in pieno centro abitato..finendo con i coetanei che si divertono a sradicare segnali stradali o altri elemnti di arredo urbano(in tema di “munnezza” proprio i cestini !).
ho chiamato più volte i vigili ma non ho ottenuto risposte nè vocali nè in termini di fatti. a breve mi trasferirò in un’ altra città..ma mi resta dentro una rabbia e una delusione che vi lascio immaginare.
Tuttavia continuo per la mia strada. Vorrrei che si radicasse nella testa di tutti un concetto per me basilare…quello del senso dell’appartenenza ad uno Stato,e di conseguenza a tutte le sue diramazioni. Se ognuno di noi avesse a cuore la sua città considerandola un bene di cui partecipa, di cui è parte.. la “ cosa pubblica” sarebbe piu tutelata. ma incerti casi basterebbe anche un pò di senso del pudore piuttosto che una coscienza civile.
Commento di rosaria — 22 Maggio 2007 #
Sono uno studente universitario di vent’anni e da diciannove vivo a Casoria.
Molte delle riflessioni che ho letto in questa discussione da parte di altri abitanti della mia cittadina hanno rispecchiato perfettamente pensieri e mie personali osservazioni, sulla base delle quali ho spesso discusso in questo periodo con amici e parenti, riguardanti l’inimmaginabile degradazione civica, sociale, politica e soprattutto culturale in cui vessa Casoria.
La definizione che calzerebbe a pennello per la città di Casoria è, a mio modestissimo parere, un enorme centro commerciale a cielo aperto. Boutique e negozietti spuntano come funghi in ogni anfratto libero della già caotica selva stradale, quando passeggi a destra e a sinistra vedi solo casalinghe annoiate in giro senza far niente a guardare sbadigliando le vetrine luccicanti, nugoli di ragazzetti senza cervello ronzano attorno ai negozi di scarpe e di vestiti firmati attirati come gli orsi dal miele e magari senza chiedono alla madre che si sono trascinati dietro di fare un prestito per acquistare quella “stupenda” maglietta verde pistacchio con al centro la scritta cubitale “Versace” o “Armani”: si signori, perchè a Casoria, così come a Napoli la febbre del consumismo è così potente che la povera gente, pur di apparire come tutti gli altri e ostentare, con abiti sgargianti e automobili decapottabili, uno status inesistente, sono disposti anche a fare il digiuno per giorni e ad avere i frigoriferi vuoti andando di notte a raccattare tozzi di pane. A parte la forse gratuita drammatizzazione, signori, l’impressione che si ha ogni qual volta si passeggia lungo il corso principale di Casoria è di una decadenza umana dilagante. Voi mi direte che è la società odierna a rendere l’uomo vuoto, e vi do ragione, ma a Casoria, credetemi la decadenza umana tocca il punto di non ritorno.
Un paesino di 100000 abitanti le cui uniche manifestazioni popolari sono quelle religiose, con i parroci-guappi dei rioni in pompa magna davanti a tutti e il popolino umile e silenzioso che lo segue per le vie della città dove i passanti si meravigliano di quello strano e inusuale assembramento di persone. Un comune commissariato da circa un anno (se mi sbaglio vi prego riprendetemi) per infiltrazioni camorristiche, con un Municipio dalla mattina alla sera circondato da personaggi loschi con volti carcerari. Ed è proprio nelle vicinanze del Municipio che ultimamente, un mesetto fa, un giovane iscritto alla sezione comunale del partito di Rifondazione Comunista, nell’ambito, se non erro, di una piccola manifestazione di protesta contro l’emergenza rifiuti nell’interland napoletano e la criminalità organizzata immischiata in questo business da milioni di euro, è stato malmenato da alcuni giovani delinquenti accorsi con i propri motorini sul luogo della protesta. Ovviamente nessuno ha visto niente e nessuno ha preso provvedimenti.
Quanto accaduto mi ha gettato nello sconcerto: come si può pensare di poter cambiare questo tremendo status quo con manifestazioni e tentativi di trasformazione dal basso se poi quattro idioti arrivano e ti tappano la bocca a furia di colpi in faccia?
Io non sono un catastrofista, ho fiducia nel miglioramento della società, e so che se ci fosse un movimento sociale e politico, o quanto meno proveniente dalla società civile, un cambiamento in positivo ci possa essere, ma qui a Casoria IO MI SENTO SOLO, solo in una popolazione diffusa che non ha stimoli culturali (non ci sono luoghi di aggregazione nemmeno a pagarli, e l’unico passatempo delle decine di giovani scansafatiche è quello di gironzolare con i motorini senza meta), solo in un paese sporco, sia interiormente (con negozianti camorristi e vecchi accattoni, ladri e spacciatori sotto casa) sia fisicamente, con cumuli di immondizia che vengono prelevati dai compattatori in certe zone e rovesciati nelle zone periferiche dove il rischio di malattie respiratorie aumenta in modo allarmante ogni giorno che passa. A volte vorrei scendere di casa e gridare, denunciare tutte le cose malsane che giorno dopo giorno si perpetrano per le strade e fra i seggi del consiglio comunale (consiglieri che in vita mia non ho mai visto nè conosciuto nemmeno una volta), e prendere per le spalle tutte le centinaia di persone, scrollarle con tutta la frza che ho e far loro capire che noi non dobbiamo vivere in uno schifo tale, che possiamo migliorare le istituzioni se facciamo numero se facciamo sentire la nostra voce contro chi si arricchisce alle nostre spalle, contro chi non rispetta le regole del vivere civile, contro chi cerca sempre di danneggiare il bene pubblico per il bene privato. Qui a Casoria come a Napoli e in gran parte del sud Italia (si legga il libro del sociologo E.Banfield “Le basi morali di una società arretrata” del 1958) manca una senso civico, manca il sentimento di appartenenza alla cosa comune, secondo la logica per cui “ciò che è di tutti non è di nessuno e può essere danneggiato”. Ed è a causa di questo mancato senso civico, per riallacciarmi alla discussione di questo blog, che a Casoria e in tutta Campania c’è questa grave emergenza ambientale: la popolazione non viene educata dalle istituzioni a risparmiare, a riutilizzare, a riciclare e a rispettare l’ambiente, perchè tanto c’è chi se ne occupa. E invece no! Chi si occupa dei rifiuti in Campania sono le organizzazioni criminali che per fare quanti più soldi possibile aprono discariche illegali e fanno affluire rifiuti addirittura dal nord Italia, e chi ne paga le conseguenze è la salute e la sicurezza sanitaria dell’intera comunità: ma il denaro, evidentemente, ha la priorità su tutto, per i signori che ci governano e per quelli che gestiscono illegalmente i rifiuti. Ci vorrebbe una raccolta differenziata non solo di questi ultimi, ma anche dei primi.
Commento di kondor — 6 Luglio 2007 #
Ciao,
io abito alla frazione di Casoria: Arpino e qui siamo in una situazione vergognosa, c’è molta ignoranza delle persone al problema e se ne fregano di tutto anche di fare la raccolta differenziata. In molte zone da anni non ritirano più i rifiuti che sono costrette in discariche perchè le persone ignoranti non capiscono la spazzatura non viene più ritirata in quel posto e continuano a buttare. Io abito al parco Salemi che è diventato una discarica a cielo aperto, è dal primo gennaio 2008 che qui non viene un camion della spazzatura, le persone non si ribellano, non se ne fregano niente del problema, ma intanto continuano a buttare i rifiuti. La maggior parte dei contenitori della raccolta differenziata li hanno in parte bruciati e rotti e in altre parti manca ogni tipo di cassonetto per i rifiuti. Ma purtroppo di noi nessun quotidiano resta un pò di spazio per fare luce su questo grave problema di più dello schifo, di più del terzo mondo.
Ho aperto un forum su Casoria e frazione Arpino, se vuoi iscriverti è gratis:
http://casoriarpino.freeforumzone.leonardo.it/
Commento di Mariacristina — 7 Febbraio 2008 #
Ciao,
Volevo anche aggiungere che il comune di Casoria ciè la commissione prefettizia non alza un solo dito per risolvere questo grave problema, non cerca di fare campagne di informazione per sensibilizzare le persone, se ne frega che i cumuli molto spesso vengono bruciati da ignoti e noi siamo costretti a respirare diossina tutti i giorni!!!
Commento di Mariacristina — 7 Febbraio 2008 #
X condor: Mi complimento con quello che hai scritto, è tutto vero e hai reso perfettamente l’idea di ciò che si vive qui a Casoria e frazione Arpino, ma il problema ancora più grave è che nessuno fa niente per ribellarsi, c’è un disinteresse e disinformazione generalizzato, ci si pensa solo al vestito più bello e alla casa più figa, buttando poi i rifiuti per strada anche quelli di lavori in case private fregandosene dell’essere civile, tanto ci pensa il comune dicono tutti, un comune che appartiene a clan camorristici.
Commento di Mariacristina — 12 Febbraio 2008 #
X Giuseppe: Ma se abiti in zona Arpino, il comune di Casoria non sa nemmeno che esistiamo!!!Gl abitanti di Arpino non sanno nemmeno che esiste la raccolta differenziata, sono incivili e maludecati e stanno distruggendo tutti i cassonetti, siamo in una situazione grave che nessuno muove un dito, non sappiamo più dove buttare i rifiuti. Il comune se ne frega di informare gli ignoranti circa la raccolta differenziata, le parrocchie dovrebbero prendere questa iniziativa in modo volontario facendo degli incontri circa l’informazione della raccolta differenziata.
Commento di Mariacristina — 12 Febbraio 2008 #