I Dico

Febbraio 27, 2007 on 5:13 pm | In Politica | 37 Comments


Barbara Pollastrini

Ma davvero i Dico sono un passo avanti sulla via dei diritti delle coppie di fatto? La mia amica Giulia pensa di no, ha guardato le leggi di Francia e Inghilterra e mi ha scritto questa lettera.

Caro Piero,

per curiosità sono andata su questo sito, per vedere di preciso come sono i Pacs in Francia (dal 1999). Noterai che le regole sono poche, elementari e comprensibili a tutti:
1) per fare un Pacs bisogna essere una COPPIA (etero o omo)
2) non legata da legami di parentela fino al terzo grado (ascendenti o collaterali)
3) il patto entra in vigore DAL GIORNO STESSO in cui INSIEME (è obbligatorio: INSIEME) si va a registrarlo
4) e decade IL GIORNO STESSO in cui uno dei due contraenti decida UNILATERALMENTE di annullarlo (questo è ciò che più differenzia i Pacs dai matrimoni; saprai che nei Dico non è nemmeno prevista la possibilità di rescindere il patto!!!).
5) è esclusa la pensione di reversibilità
6) si può (non “si deve”) fare testamento (cosa ovviamente già possibile in Italia) e in presenza di figli la quota di eredità per il convivente non può superare il limite previsto dalle “legittime”. Questo articolo in Francia è stato modificato nel 2003 perché evidentemente ci sono stati dei problemi, ma naturalmente a noi in Italia non ce ne frega niente.

Ora, che cosa diavolo hanno concertato la Pollastrini e la Bindi? Nonni e nipoti, anziane sorelle con pensione di reversibilità, ti immagini le conseguenze legali, le cause a sfondo economico, le controversie e rivendicazioni fra parenti di ogni genere, partner abbandonati e rancorosi, le “convivenze di interesse” ecc., e tutto pur di imbrogliare l’elettorato con la tiritera sulle “fasce più deboli” (che con i Pacs non c’entrano niente) e contemporaneamente compiacere il Vaticano che non vuole la parola COPPIA.
Questa legge non ha niente a che vedere con la (pur fumosa) voce del programma dell’Unione “Unioni civili”, che comunque riguardava la COPPIA. I Pacs dovrebbero essere semplicemente un compromesso fra matrimonio e “concubinaggio”, come tuttora si chiama in Francia, servendo a semplificare la vita della gente e non a complicarla.
(In Inghilterra hanno scelto come sempre la via più pragmatica, visto che in Europa il concetto di Pacs è nato esclusivamente per dare legittimità alle unioni omosessuali: dal 2004 ci si può sposare civilmente fra gay e i Pacs non esistono e nessuno li chiede. Se uno vuole si sposa! Però se dici questa frase qui in Italia, diventi automaticamente un reazionario!!)
Inoltre, quella sacrosanta motivazione: “Che non accada mai piu’ che una compagna non possa assistere al funerale del proprio convivente, spero che la storia non si ripeta nuovamente con le altre vittime di questi giorni” (come ha dichiarato Adele Parrillo, compagna del regista Stefano Rolla, morto a Nassiriya e vicepresidente della Liff , la Lega Italiana Famiglie di Fatto), con i Dico non sarebbe risolta! Perché la compagna dovrebbe avere un certificato dove c’è scritto che convive da almeno 3, o forse NOVE, anni, e quindi molto probabilmente il parroco non la ammetterebbe!
Ma perché il nostro schieramento sostiene tanto i Dico senza neanche sapere cosa sono? mi rendo conto che in questi giorni ci sono state faccende più urgenti, ma io, come cittadina, questa legge non la voglio! E’ grottesca, pericolosa, è una violazione della nostra libertà personale! Sarà una sciagura sul piano giuridico, molto peggio dell’indulto; serve solo, come al solito, a coprire la mancata legge sul conflitto di inte….. la giustiz… le leggi verg… Basta non ne posso più, siamo diventati dei dischi rotti, purtroppo.

Senza tregua

Febbraio 26, 2007 on 6:20 pm | In Politica | 10 Comments

Questa volta voglio fare il bravo e avviso per tempo gli amici della questura (che mi fanno l’onore di leggere questo blog):
Il 5 marzo alle ore 17 è atteso a MIlano il nostro dipendente a vita Giulio Andreotti, colluso con la mafia prescritto.
Lo hanno invitato a un convegno all’università Bocconi. Mi segnala la notizia tra gli altri lo studente bocconiano Roberto, che si sta attivando anche con lettera preventiva al rettore.
L’ultima volta il rettore della Bicocca, quando un suo studente lo informò di come fui trattato dalle guardie dopo la mia intervista al colluso prescritto, si disse molto dispiaciuto.
Vedremo se il suo collega della Bocconi vorrà rispondere alle nostre lettere preventive oppure si limiterà anch’egli a dispiacersi dopo.
Questo è un appello a tutte le cellule dormienti. Cerchiamo di essere in tanti questa volta a dare il benvenuto al Prescritto, con i nostri volantini e cartelli. Che so, almeno una cinquantina. In rappresentanza di quella cospicua minoranza di cittadini che non vogliono farsi prendere in giro a vita.
5 marzo ore 17, aula magna Bocconi: non prendete altri impegni. E non delegate sempre.
Ci aggiorniamo per i dettagli. Qui potete chiedere di partecipare al convegno, ma solo in un’aula videocollegata…

Ps: Stiano attenti gli amici della digos: potrebbe essere un depistaggio.

Gli intransigenti

Febbraio 24, 2007 on 11:48 am | In Politica | 46 Comments

La stampa li chiama radicali o intransigenti di sinistra. Sono quei senatori dell’Unione che, ben provocati dallo skipper bicameralista D’Alema, hanno contribuito a far saltare il governo Prodi.
Uno di questi si chiama Fernando Rossi. Si dissociò già a luglio. Allora gli scrissi una mail e lui mi rispose che non avevo capito: lui non si sognava di far cadere il governo. Certa gente non avrà pace fin quando non vedrà Dell’Utri al ministero degli Interni.
Ecco il botta e risposta con il duro e puro.

Da: rossi fernando
Caro Ricca, un minimo di impegno, basta riprodurre idee ed iniziative altrui (DS-Margherita)
Se hai tempo leggiti la mia dichiarazione di voto (di fiducia al Governo) di oggi, a nome del gruppo Insieme con l’Unione /Verdi-PdCI; poi dimmi se ti sembra di uno che mette a repentaglio il Governo.
Ciao, Nando.

—–Messaggio originale—–
Da: piero ricca
Inviato: mar 04/07/2006 18.16
A: Rossi, Fernando
Cc:
Oggetto: A furia di veti rivince il caimano

Egregio Dipendente Rossi, le rammento che, considerata l’esiguità numerica della maggioranza in Senato, con la Sua scelta Lei rischia di far cadere il Governo Prodi. Metà degli italiani non glielo perdonerebbero mai. Io tra questi. Tifano invece per siffatta “discontinuità” coloro che vi giudicano sporchi comunisti e amici di Bin Laden. Con pieno rispetto delle Sue ragioni, La invito a pensarci bene. C’è qualcosa di più importante della “coerenza”, ed è la responsabilità.
Piero Ricca (Milano)

Il previtismo

Febbraio 23, 2007 on 6:58 pm | In Legalità | 11 Comments

Ormai è chiaro: non porto fortuna al corruttore Cesare Previti.
Il 4 maggio scorso in Cassazione erano fissati, in due aule attigue, sia il mio processo per lesa maestà al suo mandante sia il suo processo per corruzione di giudici.
Io fui assolto. Lui fu condannato.
Oggi era fissato a MIlano il suo processo d’appello per corruzione di giudici nella vicenda Mondadori, mentre con un gruppo di amici io ero fuori dal palazzo di giustizia a manifestare solidarietà al magistrato Armando Spataro e insieme a lui, idealmente, a tutti i fedeli servitori dello Stato.
La nostra manifestazione è andata benissimo. Previti è stato di nuovo condannato.
Ma l’ideologia che egli rappresenta è più viva che mai, questo gli va dato atto.
Il previtismo o impunità del potere è l’unica ideologia sopravvissuta al muro di Berlino. Ad essa s’ispira il partito trasversale dell’illegalità.
Ieri si legiferava per Previti, oggi per Pollari. E così ci tocca di nuovo scendere in piazza. Per anni lo abbiamo fatto contro Castelli, ora lo facciamo contro Mastella.
Chissà se un giorno riusciremo a far entrare nella zucca di lorsignori che la legalità è un bene indisponibile perché è il solo potere dei senza potere.
Questa mattina abbiamo diffuso ottocento volantini intitolati “Spataro resisti!” e indossato per ore cartelli bianchi con scritta blu (uno strappo alla regola del nero su sfondo giallo!) recanti slogan come questi:

- DA SALVAPREVITI A SALVAPOLLARI
- TRONCHETTI, NULLA DA DICHIARARE?
- LA VERITA’? SEGRETO DI STATO!
- ABUSI CIA - LA VERITA’ NON SI SEQUESTRA
- CASTELLI - MASTELLA LA STORIA E’ SEMPRE QUELLA
- CHI HA PAURA DI NICOLO’ POLLARI?
- CIA - SISMI - TELECOM: LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI

Per tre ore ho illustrato le nostre ragioni al megafono.
Un operatore ha ripreso tutto per un documentario sul caso Abu Omar.
In varie intervistine volanti abbiamo registrato ancora una volta la disinformazione e l’indifferenza della gran parte dei passanti: difficile definirli cittadini, mi sembra più preciso chiamarli sudditi. All’indifferenza dei sudditi, precondizione del successo dell’ideologia previtiana, fa da contraltare il torpore della gran parte dei cronisti. Erano tutti dentro il palazzo di giustizia a bivaccare in attesa della sentenza Previti. Ma quasi nessuno ha ritenuto di scendere in strada a cogliere una notizia. E la notizia era che semplici cittadini, contro le scelte di un governo “amico”, manifestavano in difesa di valori costituzionali anziché per interessi di categoria.
Ma la mia voce, quella nessuno può zittirla. E infatti è risuonata per ore, dentro e fuori il palazzo: per un’insopprimibile esigenza morale, in difesa di ottime ragioni.
Metteremo tutto on line appena possibile. Intanto qui trovate il volantino, che si può utilizzare in nuove iniziative. (cliccate con il tasto destro e selezionate “salva con nome”)
Grazie di cuore a tutti i compagni di azione che sono venuti a dare una mano. Loro sì che mi sento di chiamarli cittadini.

Foto Manifestazione

Moralmente dimessi

Febbraio 22, 2007 on 5:33 pm | In Politica | 30 Comments


Lunedì Padoa Schioppa e Amato erano ministri in carica, moralmente assai dimessi.
Oggi sono ministri politicamente dimessi, in corsa per una nuova carica.
Lunedì parlavano a Milano a un convegno a porte chiuse, insieme a un pregiudicato per corruzione come Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni.
Dentro lo staff, funzionari di polizia in borghese e cronisti amici a simulare un pubblico.
Fuori gli studenti, i cittadini e un operatore dell’informazione non gradito a rappresentare la società civile. Insomma: li abbiamo votati per essere tenuti fuori.
La soluzione più tragica paradossalmente è la migliore: le elezioni subito. Così ritorna al governo il Buffone con la sua ciurmaglia. E sarà tutto più chiaro, perfino ai militonti che ancora si spellano le mani per D’Alema.
Meglio il regime che l’inciucio. Meglio l’originale che le imitazioni.
Ma le elezioni non ci saranno. Tireranno a campare come sempre.
Nel video una sintesi del mio intervento a porte aperte.

Iniziativa pro Spataro

Febbraio 20, 2007 on 2:06 am | In Legalità | 22 Comments

spataro

Venerdì 23 febbraio, davanti al palazzo di giustizia di Milano, con il gruppo Qui milano libera, terremo un presidio di solidarietà al magistrato Armando Spataro con cartelli, megafono e volantinaggio di informazione sui tanti ostacoli che governo e parlamento stanno opponendo alle inchieste su Cia, Sismi e Telecom.
Il concetto è sempre lo stesso: difendere l’indipendenza della giustizia e il principio dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
L’appuntamento è fissato alle ore 9.30 all’ingresso di via Freguglia.
Chiedo di girare questo annuncio a tutte le persone e le associazioni sensibili ai temi della legalità.

FATE GIRARE LA VOCE E PARTECIPATE !

Ps: ringrazio il giornalista di Diario Gianni Barbacetto, che dal sito www.societacivile.it aderisce all’iniziativa.

Paolo Scaroni

Febbraio 19, 2007 on 6:54 pm | In Legalità | 26 Comments

Questa è l’epoca dei convegni a porte chiuse.
Se n’è tenuto uno stamane nell’aula magna dell’università Statale di Milano. Ospiti di grido: i ministri Amato e Padoa Schioppa. Ospite d’onore un pregiudicato: l’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni.
Lo definisco un convegno a porte chiuse per due motivi: non era stato per nulla pubblicizzato tra gli studenti e l’accesso era impedito alle persone non gradite, per esempio quelle che fanno domande non previste dal cerimoniale. Quindi io sono rimasto fuori. Ciò che gli illustri relatori del convegno a porte chiuse hanno detto al riparo dalle domande non gradite, lo trovate tra le notizie di giornata. Ciò che è avvenuto fuori ve lo racconto io. E appena lo montiamo, seguirà un ampio video.
L’incolumità degli illustri ospiti era garantita da un plotone di polizia in borghese, gli ingressi erano transennati. Quando mi è stato impedito di entrare, ho iniziato un comiziaccio nel cortile dell’università e per due ore non ho più smesso. Il tema del giorno era la fedina penale di Paolo Scaroni, condannato in via definitiva (con patteggiamento) a un anno e quattro mesi per corruzione, e in primo grado per disastro ambientale. Un tipo così in un Paese civile sarebbe stato cacciato dalla vita pubblica, qui a Puffonia viene accolto con il tappeto rosso, partecipa a convegni al fianco di ministri, si fregia del titolo di cavaliere del lavoro per nomina del capo dello Stato, amministra la più grande azienda nazionale per nomina governativa. Sul tema avevo preparato un volantino, diffuso in quattrocento copie dai miei compagni di azione, tra i quali l’amico Elia. Mentre parlavo sotto l’occhiuta vigilanza della digos, si son fermati moltissimi studenti, per lo più non informati sui fatti che raccontavo. Gran parte di loro han tuttavia dimostrato di condividere a pieno le mie ragioni. La mia speranza è che prendano coraggio e alzino la testa. C’è stato il tempo di veder andar via con ampia scorta i due ministri, che ho puntualmente criticato alzando al massimo il volume della voce. Il tangentista Scaroni ha preferito uscire da una porticina laterale.

Memoria e libertà

Febbraio 18, 2007 on 4:34 pm | In Politica | 7 Comments

Riprogrammazione della memoria collettiva e criminalizzazione del dissenso.
L’incanaglimento della vita pubblica a Puffonia ha questi due presupposti. Chi vuole camminare a testa alta è costretto a lottare, vincendo il disgusto, per conservare qualche brandello di verità storica e per difendere la piena libertà del dissenso.
Come ieri, sabato 17 febbraio.
Al mattino ho tenuto un presidio davanti al pio albergo Trivulzio di Milano, nel quindicesimo anniversario di Mani Pulite. Eravamo una decina, con volantini, megafono e una targa in onore del “mariuolo isolato” Mario Chiesa, che abbiamo affisso sul cancello. Per mantenere viva la memoria di quel che fu: lo scandalo di un intero ceto di potere preso con le mani nel sacco. La storia che si
racconta è un’altra: il golpe delle toghe rosse, l’accanimento giudiziario, il colpo di Stato contro galantuomini innocenti.
Mentre megafonavo mi è venuta incontro la signora che gestisce un’attività di onoranze funebri proprio di fronte al Trivulzio. Non lavora più perché - così sostiene - al Trivulzio si pagano tangenti anche sui morti: e lei s’è rifiutata. Oggi, non quindici anni fa. Il che dimostra che, al contrario della memoria, la corruzione è più viva che mai. Ed è prima di tutto un problema di libertà economica.
Al pomeriggio ho partecipato alla manifestazione di Vicenza contro l’ampliamento della base militare Usa. Per ore si è svolto un corteo lungo e pacifico, in barba a tutti i corvacci che prevedevano sciagure. Oltre centomila cittadini italiani, consapevoli delle proprie ottime ragioni, non hanno avuto paura di essere additati come estremisti né di trovarsi in mezzo alla guerriglia urbana, preventivamente denunciata, fra tante squallide figure, dallo stesso ministro dell’Interno Giuliano Amato il quale, almeno in teoria, non dovrebbe spaventare i cittadini, ma prevenire i disordini. La figura più indegna di questa vicenda è lui: il dottor Sottile, l’ex segretario di Craxi, il fine statista che della fogna di Tangentopoli non aveva mai - così sostiene - annusato il fetore.

Malgieri & Salvati srl

Febbraio 16, 2007 on 8:00 pm | In Legalità, Informazione | 42 Comments

Oggi a Milano era previsto un convegno sul “partito unico” con Michele Salvati e Gennaro Malgieri.
Con tre amici - Andrea, Elia e Riccardo - sono andato per rivolgere alcune domande a Gennaro Malgieri, consigliere di amministrazione della Rai, sul caso dell’incompatibilità di Alfredo Meocci e relativa multa milionaria inflitta alla Rai, un frammento esemplare del Grande Inciucio.
Il post-fascista Gennaro Malgieri in strada ci ha risposto dicendo che “la multa la paga il Tesoro, non i cittadini, in fondo è una partita di giro” e che “non poteva sapere che Meocci era incompatibile”. Due risposte che rivelano la statura morale del personaggio.
Poi dentro la sala di via Conservatorio 7 la breve intervista si è trasformata in una garbata e civile contestazione. Abbiamo ripreso tutto, quindi per i gustosi dettagli rimando al video che sarà presto on line.
Ha rivelato la propria statura anche il post-comunista Michele Salvati, ideologo del partito democratico e intellettuale di punta dei Ds. Amareggiato dalla terribile offesa recata al suo amico Malgieri, ci ha invitato pressantemente a uscire, dicendo che eravamo “scortesi” e che “non era quello il momento di parlare di informazione e legalità”. Non è mai il momento.
Dopo un parapiglia di dieci minuti, siamo usciti e ho tenuto nel cortile dell’Università un breve discorso sul caso Meocci e abusi e inciuci annessi e connessi.
Gli studenti (non quelli precettati per assistere all’avvincente convegno sul bipolarismo all’italiana) hanno mostrato di condividere le nostre ragioni con un applauso finale.
Mentre parlavo Michele Salvati è uscito e ha chiamato la polizia. Non ci voleva nemmeno fuori. C’è una immagine che lo ritrae mentre compone il numero.
Come lo so? Lo ha affermato lui stesso nell’introdurre il convegno (uno di noi è rimasto dentro) definendo una “gazzarra” il nostro intervento legalitario, porgendo le sue scuse e la sua solidarietà a Malgieri (da lui elogiato come l’ideologo della svolta democratica del Msi e come il rappresentante di un ottimo cda Rai, degnamente presieduto da Claudio Petruccioli) e avvertendo in questo modo la platea: “d’ora in avanti non verranno tollerate interruzioni o contestazioni, ho appena chiamato l’ufficio politico della questura”. Fanno così i reduci del ‘68.
Insomma il “partito unico” c’è già: Destra-e-Sinistra unite nella lotta alla scortesia dei cittadini che gridano allo scandalo.

Ps: Domani sabato 17 dalle ore 9,45 cerimonia in onore di Mario Chiesa, davanti al pio albergo Trivulzio a Milano.

Parola di Ruini

Febbraio 15, 2007 on 6:13 pm | In Politica | 19 Comments

Siamo tutti in attesa del pronunciamento promesso da Sua Eminenza Camillo Ruini sulle nuove garanzie alle coppie di fatto, i cosiddetti Dico. Intanto i sondaggi informano che la maggioranza degli italiani (e dei cattolici) sono a favore della riforma. Pubblico questa lettera del molisano Paolo De Chiara, contrario alle ingerenze del Vaticano sulla politica nazionale.

Caro Piero,

Il presidente della Cei Camillo Ruini a proposito dei Dico ha annunciato: “Úna parola meditata, una parola ufficiale, che sia impegnativa per coloro che accolgono il magistero della Chiesa e che possa essere chiarificatrice per tutti”. Continua, quindi, l’interventismo sull’opera del Governo italiano. Ma in Italia le leggi le fa il Parlamento o la Curia? Anche in Molise cominciano a registrarsi i primi commenti. A parte il solito “interventino” del capogruppo di Forza Italia alla Regione Molise, Sabrina De Camillis, i quotidiani locali sono ben felici di dare spazio agli addetti ai lavori. Proprio nei giorni scorsi un parroco della Diocesi di Isernia-Venafro era intervenuto sui Dico, riportando alcune frasi di Ratzinger, meglio conosciuto come Benedetto XVI. “E’ necessario fare appello alla responsabilità dei laici presenti negli organi legislativi, nel governo e nell’amministrazione della giustizia, perché le leggi esprimano sempre principi e valori che siano conformi al diritto naturale e che promuovano l’autentico bene comune”. Per questo giovane parroco il provvedimento del Governo sarebbe “l’ennesimo scempio, un becero tentativo di assedio alla famiglia naturalmente costituita da un uomo e una donna, fondata sul matrimonio, espressione libera e profonda dell’amore della vita. Per ora si è preparato il terreno, magari domani si costruirà la casa, ma è un terreno pericoloso, argilloso, che frana facilmente. Vittima: la famiglia”. Ora, a parte i pensieri medievali dei “personaggini” italiani che non hanno di meglio da fare che commentare un provvedimento che rende il “Belpaese” uno Stato civile, è inammissibile che con tutti i problemi che il Vaticano deve gestire si continui a “sparlare” solo di Pacs, Dico, matrimonio, famiglia. Ma di quale famiglia parla il Vaticano? Il cardinal Milingo ha fatto intendere chiaramente che questo stato di cose non porta da nessuna parte e ha preferito alla Chiesa una compagna “fedele”. E per evitare lo “scisma” una piccola ed immediata apertura è stata fatta per quanto riguarda il matrimonio dei preti. Ma qual è il vero ruolo della Chiesa cattolica? Quello di imporre il crocifisso nelle scuole, di prendere l’8 per mille, di far assumere nelle scuole gli insegnanti di religione, di “officiare” messe a pagamento, di imporre un determinato pensiero? Almeno spiegateci qual è il vostro obiettivo. Vivete in uno Stato a parte, siete sempre vestiti in maniera impeccabile, avete gli “ori” anche sui soffitti, con l’Opus Dei rastrellate a destra e a manca e vi lamentate pure? Ma una cosa ancora non avete capito. I molti fedeli che continuano ad abbandonare la religione cattolica sono un po’ stufi dei vostri comportamenti. Pensate alla fame nel mondo, all’Aids, ai poveri, agli oppressi, ai tossicodipendenti, ai barboni, alle guerre e lasciate fare la politica a chi è eletto dal popolo. “Libera Chiesa in libero Stato”. Questo concetto deve essere rispettato in maniera piena. Vi lamentate se Zapatero non incontra Ratzinger o se dei comici in televisione fanno satira sul Vaticano, ma quando si ascoltano le interviste dei “porporati” non c’è mai un contraddittorio. La fissazione ora è rivolta ai “Dico”, un provvedimento fatto per persone che si vogliono bene e che si amano. Questi soggetti si possono comprendere o detestare ma esistono e devono essere trattati come tutti, quindi rispettati. Il cardinale di Napoli Sepe durante una celebrazione religiosa ha invitato i giovani napoletani a lasciare le proprie armi in Chiesa. Ecco, questi sono personaggi degni della tonaca che portano. I problemi, molto più importanti, che la Chiesa deve gestire sono altri. Limitatevi a diffondere la parola del Signore ed evitate di portare avanti le “crociate” che, ormai, non vi appartengono più. Anche se questo Governo cadrà come dite voi, sui Dico non avrete raggiunto alcun tipo di risultato. Molti vi odieranno e molti altri preferiranno altre religioni. E poi a chi vi rivolgere? avrete a disposizione solo i vostri fedelissimi politici “telecomandati” come Mastella, Pera, Casini, Berlusconi. Ma questi due ultimi soggetti come fanno a difendere la famiglia se la loro l’hanno “disintegrata” con il divorzio? Per adesso avete perso la vostra battaglia ma, come per le “crociate”, perderete anche la guerra. Viva la libertà e la tolleranza!

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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