Gli incompatibili
Febbraio 13, 2007 on 2:12 am | In Informazione |
Alfredo Meocci
C’è un luogo da disinfestare: il consiglio di amministrazione della Rai.
Tutti i suoi membri, in quanto dipendenti dai partiti, sono incompatibili
con la funzione del servizio pubblico. Ma uno era più incompatibile degli altri:
infatti lo nominarono direttore generale.
Pubblico sul tema questa lettera di Andrea Galliano.
Caro Piero,
il Consiglio di Amministrazione della Rai dovrebbe essere cambiato
immediatamente. I consiglieri dovrebbero dimettersi in blocco. Perché?
Cinque di questi nove signori, tutti esponenti di un partito, il 5
agosto del 2005 hanno nominato Alfredo Meocci direttore generale della
Rai. Meocci, che era commissario all’Authority delle Comunicazioni, era
incompatibile. Non poteva fare il direttore generale: prima era un
dipendente della Rai in aspettativa, poi per sette anni è stato un
commissario dell’Authority chiamata a controllare anche la Rai e infine il
direttore generale della Rai. L’art.2, comma IX, della legge n.481/1995
vieta “per almeno quattro anni” a chi ha fatto parte dell’Authority di
“intrattenere direttamente o indirettamente rapporti di collaborazione,
di consulenza o di impiego con le imprese operanti nel settore di
competenza”. Meocci è stato commissario dell’Authority fino a tre mesi
prima di diventare direttore generale della Rai. Tre mesi, non quattro anni.
I cinque lo hanno nominato lo stesso. Poi il 27 aprile 2006 l’Authority delle
Comunicazioni ha comminato alla Rai una multa da 14,5 milioni di euro.
Confermata dal Tar del Lazio e dal Consiglio di Stato il 19 dicembre
2006. Chi pagherà questa multa? La Rai. Quindi la pagheremo noi
cittadini che paghiamo il canone e le tasse. Non contenti questi signori
del CdA della Rai, ma stavolta con sette favorevoli un astenuto e un
non partecipante al voto, hanno nominato Meocci, dopo che il 20 giugno
2006 aveva rassegnato le sue dimissioni da direttore generale, direttore
di Rai Corporation dandogli uno stipendio da 800.000 euro lordi
all’anno. Ora si prevede un altra multa da 14,5 milioni di euro. Infine
l’11 gennaio 2007 il CdA della Rai ha degradato Meocci a caporedattore,
ma le multe andranno pagate lo stesso. Infine i cinque che hanno fatto
la prima nomina sono indagati dalla Procura di Roma per abuso d’ufficio
(art. 323 del codice penale: pena da sei mesi a tre anni).
Il dott. Gennaro Malgieri, membro del CdA della Rai - la prima azienda
culturale italiana - e appartenente al gruppo dei cinque che hanno
nominato Meocci direttore generale della Rai, venerdì 16 febbraio 2007
alle 14.30, sarà presente, in qualità di relatore, al convegno “Dal
bipolarismo al bipartitismo” presso la Sala Lauree della Facoltà di
Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano in via
Conservatorio 7.
Mi sembra doveroso, in quanto studente, andare a dargli il
benvenuto. Se a Malgieri, che con la nomina di Meocci a direttore
generale della Rai ha disonorato l’Italia, è rimasto un briciolo di
onore e di dignità dovrebbe DIMETTERSI. Giusto, Piero?
Andrea Galliano
membro del consiglio di Facoltà di Giurisprudenza
dell’Università degli Studi di Milano
10 Commenti »
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Ho la triste sensazione che in Italia le Authority dei diversi settori servano principalmente a dare uno stipendio a soggetti poco qualificati, piuttosto che a svolgere il lavoro preposto.
Laura
Commento di Jecò — 13 Febbraio 2007 #
Rai in fiamme
Commento di RosarioP — 13 Febbraio 2007 #
Dimettersi sarebbe il minimo, se costui fosse una persona dotata di un minimo di dignità. Cosa che mi sento di escludere.
Commento di Gianni — 13 Febbraio 2007 #
Se la testa è marcia poi dal resto non ci si può aspettare di meglio. L’italia, tutta forma e poca sostanza: come i regimi.
Commento di Valerio Bettega — 13 Febbraio 2007 #
Complimenti, una lettera davvero interessante.
Siamo una nazione priva di qualunque decenza.
Ciao,
Alberto
Commento di Alberto — 13 Febbraio 2007 #
Massoneria
nuova p2
chiamatela come volete
Commento di Marco B. — 14 Febbraio 2007 #
La Rai non finisce di stupirmi. TG1 di ieri sera: 2 interviste (opinioni invece di notizie, per citare Travaglio) sui brigatisti arrestati: una a Pisanu, ex ministro dell’Interno di Forza Italia (?? ma perché lui? ah già, dove c’è oligarchia deve esserci anche par condicio, per forza), che si è vantato delle proprie gesta dopo l’omicidio Biagi, omettendo di specificare che Biagi è stato assassinato perché l’allora Ministro di Berlusconi, Scajola, gli aveva tolto la scorta definendolo “un rompiscatole”; poi a Bertinotti che si è pavoneggiato dicendo cose assolutamente inutili. Successivamente Prodi ha rilasciato dall’India il suo 19874° comunicato per dirci che in Italia va tutto a gonfie vele ed è merito del suo fantastico governo. Chissà se Riotta si vergogna un po’? Immagino di no.
Commento di Giulia — 14 Febbraio 2007 #
Ma io non capisco le authority che fanno.
Sono ancora forse troppo giovani.
Se le regole ci sono non capisco perchè si rispettano solo occasionalmente. E’ una vergogna, non per Meocci (reputo pure persona seria ad esempio sul caso rockpolitik di rai 1)ma queste cose non devono accadere in principio. Chi sapeva e non ha fatto nulla quando è stato assunto se ne vada!!!
se vi va visitate il mio blog sulla libera informazione:
www.liberidiinformare.135.it
Commento di Roberto Scurto — 14 Febbraio 2007 #
La responsabilità del “caso Meocci” non è delle Authority, ma dei consiglieri di amministrazione della Rai che hanno nominato Meocci.
A loro volta la responsabilità è di coloro (Casini e Pera, gli ex presidenti di Camera e Senato) che hanno nominato come consiglieri di amministrazioni delle persone NON indipendenti.
L’attuale CdA della Rai dovrebbe dimettersi in blocco. Il prima possibile.
Commento di Andrea Galliano — 14 Febbraio 2007 #
scusate il fuori tema
forse ci siamo:
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1890533&r=PI
Commento di RaffaelloS — 14 Febbraio 2007 #