Statunitensi contro la guerra

Febbraio 14, 2007 on 12:20 pm | In Politica | 27 Comments

Sono antiamericano. Proprio come quei cittadini americani che si oppongono alla politica di guerra del governo Bush. Lunedì scorso a Firenze, in vista della manifestazione di sabato 17 a Vicenza, l’associazione Statunitensi contro la guerra ha tenuto un presidio e consegnato all’ambasciatore americano in Italia questa lettera.

(Sabato pomeriggio sarò a Vicenza anch’io. Quindi la cerimonia per via Mario Chiesa è anticipata a sabato mattina ore 9,45, davanti al Pio Albergo Trivulzio, a Milano)

All’Ambasciatore Ronald Spogli
Ambasciata statunitense, Roma

Egregio Ambasciatore,

Come cittadini statunitensi in Italia Le scriviamo per chiedere una fine alle ingerenze della nostra Ambasciata nella vita politica dell’Italia.
La sua lettera firmata da altri quattro ambasciatori per fare pressione sul Governo italiano perché continui la sua partecipazione alla guerra in Afghanistan è stata una inaudita e inaccettabile interferenza dell’Ambasciata USA nella dialettica democratica di questo paese, oltre a suonare offensiva alla grande maggioranza degli italiani che secondo i sondaggi vorrebbero il ritiro delle truppe italiane anche in rispetto dell’Art. 11 della Costituzione che dichiara che “L’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.”
Poi, pochi giorni dopo, l’Ambasciata USA ha compiuto a parere nostro una seconda grave scorrettezza. Ha inviata a noi statunitensi in Italia una lettera di avvertimento di possibile pericolo per noi qualora volessimo andare a Vicenza il 17 febbraio per protestare, insieme ai cittadini italiani, contro la creazione di una megabase USA, la più grande base offensiva all’estero. Questa manifestazione viene caratterizzata come “anti-statunitense” dalla lettera che consiglia a tutti di stare lontano dalla città dal 16 al 18 febbraio per evitare di diventare “bersagli di manifestanti anti-USA”.
I contenuti della lettera non corrispondono alla realtà, diffondono paura e ignoranza, offendono l’intelligenza degli statunitensi in Italia e la realtà democratica della società italiana.
Prima di tutto, la manifestazione del 17 febbraio non è anti-statunitense; è contro la richiesta da parte del Governo USA di costruire una nuova megabase statunitense nei pressi del centro della città di Vicenza, città riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale dell’umanità. La verità è che la stragrande maggioranza dei vicentini e del popolo italiano intero non vuole questa ennesima base USA (siamo già presenti in Italia con circa 20 installazioni militari). Il 2 dicembre 2006 circa 30.000 persone hanno manifestato a Vicenza contro la base con un bel corteo colorato e pacifico al quale delegazioni di cittadini statunitensi di Firenze e Roma hanno partecipato senza mai incontrare episodi “anti-USA”. Anzi, la nostra presenza è stata molto apprezzata.
Distribuire una lettera ai cittadini per dire che corrono dei pericoli in Italia a causa di una manifestazione politica è un tentativo neppure troppo nascosto di scoraggiare o addirittura mettere il bavaglio ai cittadini che vorrebbero esprimere il loro dissenso dalle politiche di guerra e di occupazione dell’amministrazione Bush.
Lei, Ambasciatore, certamente rappresenta il governo di Bush e Cheney, ma le ultime elezioni federali negli USA dimostrano che quel governo non rappresenta più la maggioranza del nostro popolo, soprattutto per quel che riguarda la politica estera e la guerra. La società USA è profondamente malata di militarismo e, sempre di più, i nostri concittadini dicono basta!
Alle manifestazioni contro le basi, come a Vicenza o a Camp Darby o ad Aviano o a Sigonella, alle manifestazioni contro la guerra, qui in Italia e in tanti altri paesi come negli USA (le centinaia di migliaia di manifestanti a Washington e in altre città USA il 27 gennaio scorso erano dei pericolosi anti-americani?), la gente protesta non contro il popolo statunitense ma contro la violenza delle guerre e delle occupazioni militari sostenute dal governo USA in Iraq (più di 655.000 morti dall’inizio della guerra) ma anche in Afghanistan e Palestina. Protesta contro la militarizzazione del territorio e dell’economia, contro la presenza di basi straniere con lo stoccaggio di armi nucleari e all’uranio impoverito. Come Amnesty International chiede la chiusura del campo di Guantanamo e di tutte le carceri segrete e la fine dei voli segreti della CIA (p.e. il caso di Abu Omar), oltre alla fine della pratica della tortura e la violazione dei diritti umani (sono richieste “anti-americane”?). Chiede un altro mondo possibile con una nuova cultura di pace e giustizia globale.
Noi cittadini statunitensi in Italia, come milioni di altri concittadini negli U.S.A., ci opponiamo alla politica di guerre all’estero e di cancellazione dei diritti civili nel nostro paese portata avanti dal governo di Bush e Cheney mentre seri problemi sociali vengono ignorati. Negli USA abbiamo il peggior sistema sanitario del mondo occidentale con circa 50 milioni di persone senza assicurazione sanitaria. Abbiamo il più alto numero di persone in carcere e il più alto tasso di incarcerazione di tutto il mondo (siamo 5% della popolazione globale con 25% degli incarcerati), con più di 4.000 persone nel braccio della morte. Chiediamo risorse non per le forze armate ma per la sanità, la scuola, l’ambiente, il lavoro, la ricostruzione delle città, il trasporto pubblico, la solidarietà con il resto del mondo.
Quarant’anni fa ai tempi della guerra in Vietnam, Martin Luther King dichiarò: “Siamo al punto, nelle nostre vite, in cui bisogna agire in prima persona affinchè il nostro paese soppravviva alla propria follia. Ogni uomo con le convinzioni umane deve decidere la protesta che meglio si adatta alle sue convinzioni, ma dobbiamo tutti protestare.” E aggiunse: “Viene il momento in cui il silenzio è tradimento.”
Noi cittadini statunitensi in Italia il 17 febbraio saremo presenti a Vicenza perché a parere nostro la manifestazione contro le basi e contro le guerre è una manifestazione di sostegno anche alla maggioranza dei cittadini statunitensi che desidera un cambio di rotta nella politica statunitense - all’estero e in paese.
Le chiediamo pertanto di inviare una lettera di rettifica ai nostri concittadini in Italia per dire che la manifestazione del 17 a Vicenza, lontano da rappresentare un fenomeno di “anti-americanismo”, sentimento assai poco diffuso in Italia e soprattutto fra il popolo della pace, rappresenta invece un prezioso esempio di esercizio di un diritto democratico fondamentale al quale gli statunitensi in Italia parteciperanno e sono invitati a partecipare.

Statunitensi contro la guerra (Firenze)
comiraqusa@yahoo.it

Statunitensi per la pace e la giustizia (Roma)
info@peaceandjustice.it
http://www.peaceandjustice.it

P.S. Cogliamo l’occasione per ricordare che il caso dell’omicidio volontario a Baghdad dell’agente italiano Nicola Calipari e il tentato omicidio di Giuliana Sgrena non è chiuso e chiediamo la piena collaborazione del nostro governo con le autorità giudiziarie italiane.

Gli incompatibili

Febbraio 13, 2007 on 2:12 am | In Informazione | 10 Comments


Alfredo Meocci

C’è un luogo da disinfestare: il consiglio di amministrazione della Rai.
Tutti i suoi membri, in quanto dipendenti dai partiti, sono incompatibili
con la funzione del servizio pubblico. Ma uno era più incompatibile degli altri:
infatti lo nominarono direttore generale.
Pubblico sul tema questa lettera di Andrea Galliano.

Caro Piero,

il Consiglio di Amministrazione della Rai dovrebbe essere cambiato
immediatamente. I consiglieri dovrebbero dimettersi in blocco. Perché?
Cinque di questi nove signori, tutti esponenti di un partito, il 5
agosto del 2005 hanno nominato Alfredo Meocci direttore generale della
Rai. Meocci, che era commissario all’Authority delle Comunicazioni, era
incompatibile. Non poteva fare il direttore generale: prima era un
dipendente della Rai in aspettativa, poi per sette anni è stato un
commissario dell’Authority chiamata a controllare anche la Rai e infine il
direttore generale della Rai. L’art.2, comma IX, della legge n.481/1995
vieta “per almeno quattro anni” a chi ha fatto parte dell’Authority di
“intrattenere direttamente o indirettamente rapporti di collaborazione,
di consulenza o di impiego con le imprese operanti nel settore di
competenza”. Meocci è stato commissario dell’Authority fino a tre mesi
prima di diventare direttore generale della Rai. Tre mesi, non quattro anni.
I cinque lo hanno nominato lo stesso. Poi il 27 aprile 2006 l’Authority delle
Comunicazioni ha comminato alla Rai una multa da 14,5 milioni di euro.
Confermata dal Tar del Lazio e dal Consiglio di Stato il 19 dicembre
2006. Chi pagherà questa multa? La Rai. Quindi la pagheremo noi
cittadini che paghiamo il canone e le tasse. Non contenti questi signori
del CdA della Rai, ma stavolta con sette favorevoli un astenuto e un
non partecipante al voto, hanno nominato Meocci, dopo che il 20 giugno
2006 aveva rassegnato le sue dimissioni da direttore generale, direttore
di Rai Corporation dandogli uno stipendio da 800.000 euro lordi
all’anno. Ora si prevede un altra multa da 14,5 milioni di euro. Infine
l’11 gennaio 2007 il CdA della Rai ha degradato Meocci a caporedattore,
ma le multe andranno pagate lo stesso. Infine i cinque che hanno fatto
la prima nomina sono indagati dalla Procura di Roma per abuso d’ufficio
(art. 323 del codice penale: pena da sei mesi a tre anni).

Il dott. Gennaro Malgieri, membro del CdA della Rai - la prima azienda
culturale italiana - e appartenente al gruppo dei cinque che hanno
nominato Meocci direttore generale della Rai, venerdì 16 febbraio 2007
alle 14.30
, sarà presente, in qualità di relatore, al convegno “Dal
bipolarismo al bipartitismo” presso la Sala Lauree della Facoltà di
Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano in via
Conservatorio 7.
Mi sembra doveroso, in quanto studente, andare a dargli il
benvenuto. Se a Malgieri, che con la nomina di Meocci a direttore
generale della Rai ha disonorato l’Italia, è rimasto un briciolo di
onore e di dignità dovrebbe DIMETTERSI. Giusto, Piero? ;)

Andrea Galliano
membro del consiglio di Facoltà di Giurisprudenza
dell’Università degli Studi di Milano

Il doppio Stato

Febbraio 12, 2007 on 4:58 pm | In Legalità | 8 Comments


Armando Spataro

A Puffonia qualche servitore dello Stato c’è ancora. Uno è Armando Spataro. Indagando sul sequestro di Abu Omar, Spataro ha scoperto il marciume del Sismi di Pollari e della banda degli spioni Telecom. Fatti di enorme gravità: la città di Milano resa zona franca per gli abusi della Cia; il servizio segreto militare scagliato contro gli avversari dell’ex presidente del consiglio; la più grande azienda di telecomunicazioni usata, anche attraverso personale di quel servizio segreto, per spiare e ricattare mezza Italia. In uno Stato serio, Pollari e Tronchetti Provera sarebbero da tempo in condizione di non nuocere. A Puffonia no: Pollari si avvale del segreto di Stato ed è consigliere speciale della presidenza del Consiglio, mentre Tronchetti Provera si dice vittima di un raggiro e rimane il dominus di un’azienda che controlla attraverso le scatole cinesi, dall’alto di un debito di oltre 40 miliardi di euro.
Armando Spataro serve lo Stato, ma “lo Stato” ha paura di persone come lui perché non può tollerare la verità. “Lo Stato” a Puffonia ha il volto trimalcionesco di Clemente Mastella, che subito prepara un bel decreto per eliminare i pericolosi tabulati delle intercettazioni. “Lo Stato” a Puffonia ha il volto pacioso di Romano Prodi, che oppone alle indagini il segreto di Stato e sguinzaglia contro l’inchiesta di Spataro l’avvocatura dello Stato. “Lo Stato” a Puffonia ha il volto volpino di Luciano Violante che inserisce nella riforma dei servizi segreti un bel codicillo salva-Pollari.
Insomma: doppia morale e doppio Stato: uno è quello servito da Armando Spataro, l’altro è quello secretato da mastella-prodi-violante.
Da questo angolo della blogosfera desidero far giungere, per quel che vale, la mia solidarietà ad Armando Spataro, servitore dello Stato. Mandiamogli due righe, facciamogli sapere che non è solo. Questo è il suo indirizzo istituzionale:

armando.spataro@giustizia.it

Lettera di Andrea D’Ambra

Febbraio 11, 2007 on 1:12 pm | In Politica | 17 Comments

I nostri onorevoli dipendenti sono garbati, ben educati, cortesissimi. Proprio non se la sentono di fare uno sgarbo a Tronchetti Provera e compagnia eliminando subito i costi di ricarica dei cellulari, come già deciso dal consiglio dei ministri. Stanno pensando di rinviare questa incresciosa incombenza. Forse attendono che le compagnie aumentino le tariffe per le chiamate. Tanto per loro il cellulare è gratis. Glielo pagano i contribuenti, insieme a tutto il resto. Ecco l’ultima lettera di Andrea D’Ambra, che stava già preparando una festa a Ischia. S’era fidato del governo, beata ingenuità.

Caro Piero

non lasciamoli fare il solito imbroglio anche sui costi di ricarica dopo la questione CIP6!

Vogliono rinviare l’abolizione dei costi di ricarica!!!!

Ecco gli indirizzi mail dei nostri “dipendenti” di maggioranza componenti della Commissione Attività Produttive della Camera a cui inviare i nostri messaggi di protesta contro il rinvio dell’abolizione dei costi di ricarica: Inondiamoli di e-mail!!!!!
Grazie

Andrea D’Ambra
www.andreadambra.eu

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Eventualmente aggiungete i vostri commenti personali.

Acqua bene comune

Febbraio 10, 2007 on 12:28 pm | In Politica | 4 Comments

Impedire la definitiva mercificazione dell’acqua è una battaglia fondamentale. Per questo è partita una campagna per una proposta di legge popolare con l’obiettivo di un milione di firme. Ieri il governo ha annunciato la sospensione di tutte le privatizzazioni in corso. Ma non si sa mai. Meglio firmare. Pubblico qui la lettera di padre Alex Zanotelli. Per informazioni visitare questo sito.

VILLA DI BRIANO - “Carissimi, tenendo conto dei principi fondamentali espressi dal Magistero della Chiesa e dell’appello del Santo Padre a colmare le inaccettabili sperequazioni oggi presenti nel mondo, è in via di costituzione il coordinamento delle associazioni, parrocchie, movimenti, cittadini dell’agro aversano, per aderire alla campagna nazionale di raccolta firme per una iniziativa di legge popolare che prevede l’acqua come bene comune. L’acqua è uno degli elementi fondamentali per l’uomo, è fonte della vita ed è l’elemento primordiale per eccellenza. Insieme con l’aria è uno dei beni indispensabili per la vita umana. Ecco perché è semplicemente scioccante per tutti sentir parlare di “privatizzare l’acqua”:! Dobbiamo dire no a questa tendenza di morte: vuol dire la morte per milioni di poveri e il salasso per tutti noi.
La ragione fondamentale sono gli enormi interessi: l’acqua è ormai l’oro blu del futuro che sostituirà l’oro nero. Tant’è che “le banche già lo sanno: vale più un litro di acqua che uno di petrolio…..”! Infatti senza petrolio possiamo vivere, senza acqua no. Le grandi multinazionali dell’acqua stanno mettendo le mani sul bene più prezioso dell’umanità. Loro sanno che è già scarsa oggi e che andrà scarseggiando in futuro. Di tutta l’acqua, solo il 3% è potabile. Di questo 3%, il 2,70% è usato nell’agricoltura e nell’industria . Ci rimane solo lo 0,30% dell’acqua su cui c’è già una pressione enorme (ricordiamoci che il 20% ricco consuma l’87% dell’acqua potabile e che circa un miliardo e mezzo di persone non hanno accesso all’acqua). Una pressione che andrà aumentando nel prossimo futuro.
Gli scienziati ci dicono che basta che la temperatura aumenti di 1.5 centigradi in più per sciogliere nevai e ghiacciai. Ci salteranno così le fonti idriche. L’acqua sarà sempre più scarsa. Ecco perché le multinazionali stanno mettendo le mani su quest’acqua per rivendercela a caro prezzo. Dobbiamo avere il coraggio di dire no a questa logica. È chiaro che se noi l’accettiamo, vuol dire un altro peso insopportabile sulle classi deboli (100% aumento della bolletta e tagli dell’acqua se non si paga!) e sui poveri del mondo che a migliaia moriranno di sete nei sud del mondo! La grande domanda è: l’acqua è fonte di vita o fonte di guadagno?
Firma anche tu contro la privatizzazione dell’acqua, per garantire almeno 50 litri di acqua al giorno gratuiti per tutti. La tua firma non è una goccia nel mare ma vale di più, molto di più. Sarebbe così bello che l’Italia potesse dare una “lezione di civiltà” e di etica. Siamo sicuri che ce la faremo: che vinca la vita”.

Alex Zanotelli e il coordinamento dell’agro aversano

Promesse da Pecoraro

Febbraio 9, 2007 on 3:15 pm | In Politica | 11 Comments

Il ministro Alfonso Pecoraro Scanio forse confonde due strumenti legislativi diversi: il decreto legge e il disegno di legge. Auguriamoci che suo fratello Marco, ex calciatore dal 10 aprile nominato senatore dei Verdi per meriti di sangue, gli spieghi la differenza.
Pubblico sul tema questa lettera di Jacopo.

Caro Piero,

immagino saprai la figuretta che sta facendo Pecoraro Scanio.
Dopo aver promesso sul blog di Beppe che avrebbe fatto un decreto legge per impedire i finanziamenti CIP 6 ai termovalorizzatori in fase di ultimazione, ha fatto dietrofront in Consiglio dei ministri ed assieme a Bersani ha confezionato solo un disegno di legge, con la conseguenza di dare altri anni di impunità alla lobby dei rifiuti. Invito a inoltrargli questa lettera. Grazie, Jacopo

“Egregio Ministro Pecoraro Scanio,

in data 1/2/2007 non ho potuto fare a meno di rallegrarmi della sua lettera inviata al Blog di Beppe Grillo in cui anticipava la ratifica di un DECRETO legge per impedire l’accesso ai finanziamenti rivolti alle fonti rinnovabili, i cosiddetti CIP-6, ai nuovi impianti di termovalorizzazione con queste parole:
“… Domani il CdM dovrà mantenere l’impegno preso con il parlamento e reintrodurre in decreto la norma concordata al Senato per abolire il Cip 6. … La mobilitazione del popolo della rete è stata, infatti, un’iniziativa di democrazia diretta utile a sollecitare un cambiamento che non era più rinviabile.”
L’argomento è stato trattato nel Consiglio dei Ministri n. 37 del 7/2/2007, ma con mio sommo stupore la promessa è stata da Lei disattesa come risulta dal comunicato stampa del Governo, che riporto:
“su proposta del Ministro dello sviluppo economico, Pierluigi Bersani, e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Alfonso Pecoraro Scanio:
un DISEGNO di legge di attuazione degli obblighi comunitari per il finanziamento all’energia da fonti rinnovabili. Con tale disegno di legge si intende destinare i finanziamenti cosiddetti “cip 6″ alle sole fonti rinnovabili; si limita, modificando la disciplina contenuta nella legge finanziaria 2007, l’estensione di tali finanziamenti ai soli impianti già realizzati e operativi.”
Mentre il decreto avrebbe avuto effetto immediato, è evidente che un disegno di legge ancora da redigere rinvia la decisione di oltre un anno.
Per questo motivo sono a chiederLe i motivi di questo dietrofront che permetterà alle “lobbies dei rifiuti” e ai loro impianti in fase di ultimazione di usufruire a tempo indeterminato di quei finanziamenti che si vorrebbe vedere impiegati nello sviluppo delle vere fonti rinnovabili.
Grazie dell’attenzione, Jacopo della Quercia”

segr.ufficiostampa@minambiente.it

Lirico

Febbraio 8, 2007 on 6:30 pm | In Politica | 17 Comments

http://i40.photobucket.com/albums/e250/man0lo/Marcello_Dell_Utri.jpg

Niente da fare. Se non hai almeno una condanna definitiva e un paio di processi in corso non vai da nessuna parte a Puffonia. Qui la prescrizione è un titolo di merito e la sanzione reputazionale non scatta mai. Marcello Dell’Utri è in predicato di diventare il nuovo direttore artistico del teatro Lirico di Milano. Il crimine rivendica l’egemonia culturale. E Donna Letizia si fa in quattro. Ecco la lettera di Vanna, che il Corriere della Sera non ha pubblicato.

Qui il racconto di un mio incontro con questo intellettuale molto lirico.

Caro Piero,

leggo sulle pagine milanesi del Corriere questa dichiarazione del sindaco Letizia Moratti: “Dell’Utri è una risorsa per la città e per la cultura e non prendiamo neppure lontanamente in considerazione l’ipotesi di sollecitargli un passo indietro”.
Dell’Utri, condannato in primo grado a 9 anni di reclusione e riconosciuto responsabile di aver intrattenuto rapporti con la mafia per molti anni è, per il sindaco di Milano, una risorsa. Se ne trae la conclusione che le sue conoscenze e le sue frequentazioni siano da considerare una risorsa, economica e non solo. I milanesi per bene avevano già deciso di non mettere più piede al teatro Lirico, dopo la nomina di Dell’Utri. Ora non metteranno più piede a palazzo Marino. La città è in mano non solo di affaristi senza scrupoli, ma anche di mafiosi. Si vergogni, signora sindaco!

Vanna

Lettera da Lecco

Febbraio 7, 2007 on 2:10 pm | In Politica | 9 Comments

http://web.tiscali.it/sappecalabria/images/castelli2.jpg

Trovare ventenni sopravvissuti alla Grande Glaciazione culturale è emozionante: rivela riserve di energia morale quasi insospettabili in una società che ha narcotizzato il pensiero critico. Pubblico questa lettera di Duccio. Appena possibile organizzeremo una serata a Lecco, la sua città. Sarà anche l’occasione per ribadire quel che penso della Lega e in particolare del lecchese Roberto Castelli, l’ex ministro della disgrazia e dell’ingiustizia.

Caro Piero,

mi chiamo Duccio e faccio parte dei Grillini lecchesi sorti nell’agosto del 2006.
Ti scrivo questa e-mail puramente per esprimerti il mio disagio locale. Viviamo in una città in cui i soldi dettano l’azione politica dell’amministrazione destrorsa. Qui la Lega gestisce il potere in modo capillare, e la sinistra è la solita. Un comune della zona, che è Valmadrera, ospita un forno inceneritore a meno di 100 m dalla zona abitativa ed è gestito da un fasullo consiglio di amministrazione al cui vertice hanno posto un diessino “moderato” per concedere il contentino all’opposizione tiepidina. Lecco città conosce, ogni giorno, progetti di costruzione di supermercati mostro o poli industriali inutili, concessi “misteriosamente”.
Ora vogliono addirittura costruire un “porticciolo”, così lo chiamano, da 300 posti barca con annesso albergo sul lido da ben 9 piani di cemento; la stampa lo definisce “necessario” e i commercianti non vedono l’ora di poterci fare la cresta. La sinistra si oppone assai mestamente, come se sapesse già l’esito della vicenda. Il direttore generale del nostro ospedale è un azzurro di Forza Italia di nome Caltagirone, che si è preso 2 anni di condanna per “appalti gonfiati” quando stava al Niguarda; poi Formigoni ha deciso che andava riciclato come un sacchetto della spesa e l’ha piazzato nella ridente Lecco. In comune discutono di dove costruire parcheggi e di come arginare il terribile problema degli escrementi animali. Beh, in questa realtà ovattata abbiamo creato il Gruppo che sopra ti dicevo. Ci stiamo muovendo e organizzando bene, ma le forze sono assai limitate: circa 40 iscritti, ma operativi meno della metà. Domenica 4 febbraioi abbiamo organizzato un banchetto in piazza e abbiamo raccolto 80 firme per il movimento Acqua bene comune. Il 23 febbraio proietteremo lo spettacolo del 2006 di Beppe in una sala da 300 posti e speriamo di riempirne almeno la metà. Recentemente, il 24 gennaio, abbiamo partecipato alla serata con Marco Travaglio, Elio Veltri e Basilio Rizzo a Milano. Ti abbiamo stretto la mano, ma non spero che tu possa ricordare. Beh, tu mi hai detto “scrivetemi come va a Lecco” ed io ti ho lanciato dei bocconi. Prima di salutarti e rinnovarti la mia stima volevo chiederti una cosa, molto impegnativa lo so, però volevo tentare: qui gli incontri culturali sono in mano “politically correct” e non vi sono quasi mai serate a tema interessanti. Che ne diresti di venire a Lecco, con Veltri e magari Travaglio e parlarci di riforma della politica, conflitti di interesse, libertà di informazione; insomma il mio è un invito, oltre che alla serata del 23 qui a Lecco alle 21.00 in sala Ticozzi per la proiezione dello spettacolo, a tenere una conferenza su questi problemi ben “presenti” anche a Lecco.

Con stima e affetto,
Duccio

Post sriptum

Vi ricordo che sabato 17 febbraio, nel quindicesimo anniversario di Mani Pulite, intitoleremo una via a Mario Chiesa. Ore 14,30 via Trivulzio, Milano. Ditelo in giro.

Contro Sgarbi

Febbraio 6, 2007 on 2:15 pm | In Politica | 16 Comments

Arroganza, opportunismo, impudenza, volgarità sono qualità dei dominanti a Puffonia. Ben rappresentate da Vittorio Sgarbi, attuale assessore alla cultura di Milano.
Pensavamo di essercelo tolto di torno. E invece no: questo “eroe disperato della cultura dell’idozia” (la definizione è di Giorgio Bocca) è ritornato sotto i riflettori. Pontifica, declama, polemizza. Riempie con le sue gesta le pagine milanesi dei quotidiani. Fa gazzarre a pagamento nei talk show. Si fa aprire i musei di notte come ai vecchi tempi. Raccoglie consensi anche a sinistra, dove lo ammirano come raffinato uomo di cultura.
Insomma se l’è cercata. Propongo di contestarlo duramente ogni volta che si presenterà in pubblico. Gli argomenti non mancano. Si può ad esempio ricordare il suo cursus honorum di truffatore dello Stato. Quand’era funzionario della soprintendenza ai beni culturali del Veneto prendeva lo stipendio senza andare in ufficio, presentando certificati medici falsi e contando su coperture a livello ministeriale. Per questo è stato condannato a sei mesi per truffa aggravata allo Stato e falso. Un ottimo biglietto da visita per fare l’amministratore pubblico, non c’è che dire.

Qui trovate il volantino che ho preparato.
Appena possibile lo utilizzerò a Milano. Vedremo se questo “volgare calunniatore, scherano di Berlusconi” (la definizione è di Indro Montanelli) avrà voglia di urlare anche con me.
Stampatelo, fotocopiatelo e usatelo anche voi.

Il portasilenzio

Febbraio 4, 2007 on 2:26 pm | In Politica | 14 Comments

http://ospitiweb.indire.it/ambiente/faq/domande.gif
Ci tocca stanare anche i portavoce: è un lavoraccio, lo so, ma qualcuno deve pur farlo.
Gianni Giovannetti è il portavoce di Piero Fassino. O meglio: il portasilenzio. Per svolgere questa delicata funzione viene retribuito dal partito, quindi dallo Stato, cioé dai cittadini. Compresi quelli che osano fare domande non previste dal cerimoniale. Ho scritto a Gianni Giovannetti questa lettera. Inviategliela anche voi. Il suo indirizzo è: g.giovannetti@dsonline.it

“Egregio signor Giovannetti,
il 18 dicembre scorso, alla camera del lavoro di Milano, con tre giovani amici provammo a rivolgere alcune domande all’onorevole Piero Fassino. Le domande vertevano su questi temi: le regolarità del voto del 9 e 10 aprile, l’abolizione delle leggi vergogna, il destino della legge Gasparri. Su quest’ultimo punto, ella promise una risposta scritta dell’onorevole Fassino “nell’arco di 48 ore”. A tal fine ci scambiammo i biglietti da visita. Di giorni, da quella sua promessa ne son passati una cinquantina, ma la risposta non ci è ancora pervenuta. Mi permetto pertanto di rinnovarle la domanda, che è la seguente: perché, secondo Fassino, la presidenza del Consiglio ha dato incarico all’avvocato dello Stato Paolo Gentili di difendere la legge Gasparri contro il ricorso dell’editore di Europa 7 Francesco Di Stefano, nell’udienza del 30 novembre 2006 presso la corte europea?

Colgo l’occasione, egregio signor Giovannetti, per ricordarle che il 18 dicembre lei si impegnò anche a rivolgere all’onorevole Fassino la richiesta di un incontro per un’intervista video da trasmettere on line da parte di un gruppo degli Amici di Beppe Grillo. Qual è la risposta dell’onorevole Fassino?

Un cordiale saluto da Piero Ricca”

Post scriptum

Venerdì scorso Fassino e Giovannetti sono tornati alla camera del lavoro di Milano. Purtroppo avevo un impegno. Ma è andato Elia, uno dei quattro del 18 dicembre. Ecco il suo racconto.

“Fassino è arrivato in ritardo e con lui il mio obbiettivo: Gianni Giovannetti. L’ ho seguito e credo che lui se ne sia accorto. Si è attaccato al telefono per un tempo interminabile. Ho aspettato che finisse e quando ha finito mi sono avvicinato per chiedergli di potergli parlare un minuto. Appena ho detto questo mi ha chiesto di scusarlo un attimo e con passo veloce si è allontanato. E per parecchi minuti è come sparito; ho girato per la camera del lavoro in lungo e in largo ma di lui non c’era più traccia. Sicuramente avrà avuto da fare ma, cavoli, fisicamente non sono più riuscito a trovarlo!”.

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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