Riccardo Orioles
Marzo 31, 2007 on 2:27 pm | In Informazione | 25 Comments
Dopo aver saputo della storia con il blog di Grillo, Riccardo Orioles, giornalista antimafia, dalla Sicilia mi ha mandato questa letterina
Chi non lo conosce s’informi e scoprirà un uomo libero.
Caro Piero,
la mia solidarietà, per quel poco che vale. E poi? E poi basta. Io faccio questo mestiere da 30 anni, e da venti come “battitore libero” (di sinistra). Nessuno aiuta. Bisogna andare avanti da soli. Ed esserne orgogliosi perché dire “ho fame”, per un giornalista di oggi, è una garanzia. Poi soli in realtà non si resta, perché trovi un casino di ragazzi che ti seguono e amano quel che dici: non ti danno da mangiare, no, ma che dio li benedica.
Un abbraccio affettuoso, e una stretta di mano.
Riccardo
Surreality show
Marzo 30, 2007 on 1:09 pm | In Politica, Informazione | 24 Comments
Incredibile: Claudio Petruccioli ha dato un segno di vita.
L’altro giorno ha aperto il consiglio di amministrazione della Rai con questa idea: nel 2008 niente reality show sulle reti del servizio pubblico.
A intenderla in senso ampio, questa intenzione sarebbe rivoluzionaria. Vorrebbe dire: basta con questo modo di concepire la tv come uno strumento di inebetimento collettivo attraverso la drammatizzazione del nulla. Con rare eccezioni, tutta la televisione è infatti diventata un reality show di pessimo gusto.
Ma anche a intenderla in senso specifico, la dichiarazione è interessante: il presidente della Rai, un diessino nominato da Berlusconi, pur tra vari distinguo, ci dice che è sua intenzione eliminare dai palinsesti il format più volgare e invadente degli ultimi dieci anni. E motiva questa intenzione parlando di qualità, di missione del servizio pubblico, di ritorno alla sobrietà e al rigore. L’avevamo lasciato burocrate e ce lo ritroviamo eretico.
A questo punto era prevedibile che a “sinistra” qualcuno levasse la sua voce in difesa della libertà di espressione. E infatti Sandro Curzi, consigliere di amministrazione Rai nominato da Bertinotti, si è affrettato a difendere L’Isola dei famosi e consimili spettacoli che tanto piacciono al sottoproletariato culturale nazionale. Quell’audience di elettori non va lasciata alla destra, deve aver pensato il buon Piero Fassino, già frequentatore del salotto di Maria De Filippi. E infatti ieri sera, 22 minuti dopo la mezzanotte, ha risposto in questo modo a Giovanni Minoli: “Non ho una visione snobistica. Io penso che nella tv pubblica ci possano stare sia un programma come La storia siamo noi sia i reality show”. Per capire che cosa sono i diessini oggi non serve leggersi le mozioni congressuali. Basta riflettere su una dichiarazione come questa. Il segretario del maggior partito della “sinistra” ritiene normale che il cittadino paghi il canone per godersi l’intrattenimento trash attraverso la tv di Stato. Bisogna capirlo. I post-comunisti di potere, i nipotini di Berlinguer hanno compreso che bisogna sintonizzarsi sul punto più basso del gusto del pubblico, si sono convinti che l’inebetimento è irreversibile e il trash è parte integrante della modernità.
Si sono venduti l’anima, nel timore di apparire moralisti.
Lettera da L’Aia
Marzo 29, 2007 on 2:40 pm | In Politica | 64 Comments
Un tempo si emigrava per fame. Ora si emigra per disamore.
Conosco sempre più persone che se ne sono andate o se ne vogliono andare. E come si fa a dar loro torto? Ecco la lettera di Monica.
Caro Piero,
seguo il tuo blog con interesse e mi riconosco in molte delle tue posizioni. Senza piaggeria, volevo dirti quanto apprezzo quello che fai e come lo fai.
Sono rimasta particolarmente colpita dal racconto della manifestazione milanese dei berluscones. Io ho preso atto ormai da qualche anno della catastrofe italiana, tanto più disastrosa quanto fatta propria da persone in tutto e per tutto normali, che non trovano osceno consegnare il paese e il futuro dei propri figli a gente tanto moralmente compromessa. Me ne sono andata, con mio marito e le mie figlie, e l’ho fatto per salvare la pelle. Vivo stabilmente a Londra, al momento sono in Olanda per lavoro per qualche mese. Ho deciso che prenderò anche la cittadinanza inglese, dimenticando di essere italiana. Se vivi all’estero serve solo a gettarti discredito A PRIORI. Soprattutto voglio lavorare e vivere tranquilla, avere fiducia nelle istituzioni e smettere di essere perseguitata dalla agenzia delle entrate per bolli di auto che non ho più, per irpef che non devo più. Basta. La vita può essere migliore.
Volevo segnalarti il link del sito di Chiswick, l’area di Londra dove vivo, e in particolare la parte destinata alla voce local government ai MP, i parlamentari eletti in questa circoscrizione. Troverai i loro nomi, foto, indirizzi (se scrivi rispondono, giuro), il programma che hanno presentato per essere eletti e quello che hanno realizzato finora, così è possibile stabilire una sorta di grado di affidabilità. Sono persone che, sebbene siano parlamentari, si incontrano comunemente anche al pub o al supermercato, senza alcuna scorta. Ho scritto “sebbene”, a riprova di quanto ancora io sia italiana… Le mie figlie non lo saranno più.
Quando lo racconto ai miei amici italiani, i pochi superstiti, mi guardano senza credermi veramente! Ma a Londra, a parte la regina e Blair, nessuno è blindato.
L’obiettivo delle istituzioni in un paese veramente democratico dovrebbe essere questo: rendere conto ai cittadini di quello che si fa per loro, non il casting del prossimo Grande Fratello.
Forse la realizzazione non è ancora perfetta, ma con il loro consueto pragmatismo gli inglesi si sono posti il problema. A me basta.
Un abbraccio di cuore da L’Aia, avvolta nella nebbia.
Monica
Il Partito dell’Amore
Marzo 28, 2007 on 5:16 pm | In Politica | 38 Comments
Guardare in faccia il popolo berlusconiano è un’esperienza formativa. Consiglio a tutti di partecipare alla prossima adunata oceanica. Aiuta a capire come questo paese si sia ridotto. Ecco le impressioni di alcuni amici dopo la “marcia per la sicurezza” di lunedì sera a Milano.
Annamaria
Doveva essere una manifestazione per la sicurezza della città ma era solo una marcia di Forza Italia e amici contro il governo e in difesa dei propri interessi. Sono stata aggredita e insultata solo perchè gentilmente distribuivo un volantino senza nessuna firma politica e in difesa della legalità. Era solo un invito a riflettere sulle contraddizioni del nostro tempo. Ma per alcuni la nostra presenza era molesta. Le persone più violente e aggressive erano quelle sicuramente più ricche e benestanti (si distinguevano per abbigliamento e portamento) che non hanno voluto avere con noi alcun dialogo. Un’altra parte invece aveva voglia di parlare e di ascoltare, anche se fermamente convinti che Berlusconi e i suoi soci siano il meglio a cui aspirare. Questa sera ho toccato con mano il potere della televisione e dei media, ho visto come si può azzerare il pensiero delle persone facendogli credere che stanno pensando. Grandioso! E che dire del discorso di Silvio Berlusconi: niente, è sempre uguale, sempre in difesa dei suoi interessi e del suo potere. Come diceva Montanelli: questo signore “non ha idee, ha solo interessi”.
Elia
“Milano onesta in piazza con la destra”: questo lo slogan del giorno in cui il Procuratore Generale di Milano ha chiesto 5 anni di reclusione per Silvio Berlusconi. Il Capo viene osannato e invocato come un altro Padre Pio da toccare nella speranza di un miracolo. In piazza sfilano politici che chiedono polizia e sicurezza e in pari tempo delle regole fanno strame, ma si sa: la parola di alcuni vale più di tanti fatti. Tanta demagogia sembra quasi superflua davanti ad un popolo che si accontenta di quattro slogan. Onestamente ieri stavo proprio male, per carità c’erano parecchi fenomeni da baraccone, parecchi personaggi folkloristici ma non mi riusciva proprio di sorridere perchè penso che non ci sia davvero nulla da ridere. Vedere che buona parte del mio paese è così mi incute sempre profonda tristezza.
Roberto
Sono ancora sconvolto dalla marcia di ieri nonostante siano passate già un bel po’ di ore, ma soprattutto preoccupato. C’è tanta ignoranza in giro. La massa non pensante fa paura. Moltissimi sembravano i maiali di Orwell nel libro La fattoria degli animali. Nessuno spirito critico, nessuna voglia di sapere e conoscere la verità (o ancor peggio di celarla), la presunzione di stare dalla parte del giusto anche se Silvio & Co non sono persone oneste e rispettabili. La gente si fa prendere facilmente dall’entusiasmo, dalla forza delle parole, dal modo di comunicare. Non ricorda o non vuole ricordare che chi parla per numerosi anni ha governato il paese e non ha risolto e fatto niente di significativo per la sicurezza. Come possono parlarmi di legalità persone ultra-graziate dalla prescrizione? La vergogna peggiore è stata vedere gente che rifiutava il nostro volantino dicendo che non era il momento, non era l’occasione giusta, non era opportuno ricordare ai politici che parlavano di sicurezza e legalità che non potrebbero farlo, dati i loro curricula giudiziari. Tanta gente diceva: “siete di sinistra”, “se non vi piace andatevene”, “non rompete i cog…”. Io non sono di nessun partito politico. Sono solo un cittadino, costretto a scendere in piazza per informare, stanco di vedere la massa non pensante distruggere l’Italia con i suoi voti. Non sono la metà d’Italia queste persone, sono di più. Perchè anche a sinistra non riesco a vedere nessuno spirito di cambiamento.
Diego
Sapevo della sua esistenza. Prima di ieri, però, non l’avevo mai percepita di persona. Il popolo berlusconiano è sceso nelle strade milanesi. Valori come l’onestà dei politici e la correttezza nelle istituzioni non rientrano nelle loro priorità, anzi. Colui che s’azzarda a esprimere indignazione verso la corruzione dei “colletti bianchi”, viene bollato come un comunista, terrorista, drogato e ignorante. Ieri ho provato un senso d’impotenza. Mi sentivo odiato dai miei concittadini. Mi sentivo solo. Ho preso coscienza del fatto che molti cittadini come me non condividono quei valori che stanno alla base di una convivenza civile. Mi sono sentito disprezzato nonostante il mio fine sia quello di raggiungere il bene comune.
Franz
Aggressiva intolleranza. Un’esperienza che mai un individuo dovrebbe subire quando in modo pacifico e democratico si muove tra concittadini che non condividono le sue idee. Mai in un paese democratico. Non abbiamo provocato. E’ stata la nostra presenza, il nostro esistere in mezzo a loro ad essere percepito come provocazione. Ad innescare una violenza verbale che non si è trasformata in violenza fisica perché siamo stati noi a defilarci quando gli improperi ci incalzavano, senza mai rispondere a quella volgarità gratuita. Tra gli insulti ho parlato con molte persone. Tra queste un abbraccio lo mando ad un Vigile del fuoco. Un ragazzo che mi ha raccontato il dramma di migliaia di interventi nella totale insufficienza numerica del personale. Il dramma di rischiare a volte la vita per una precarietà che non permette di guardare al futuro. Il dramma di contratti che durano al massimo tre settimane e che non possono accumularsi per più di un centinaio di giorni. Il dramma di dover aspettare per sapere se ancora ci sarà il lavoro. Dal palco, nella retorica delle dichiarazioni, una parola è stata accuratamente taciuta: legalità. Sicurezza sì. Legalità chissà. Come se potesse la prima esistere senza la seconda! Prodigi di un paese chiamato Italia.
Frederik
Perché siamo caduti così in basso? Questa è la domanda inesorabile che mi è costantemente balenata per il cervello ieri sera. Lo spettacolo era desolante ma tutti festeggiavano, urlavano, inneggiavano il niente come presi da un delirio collettivo. Ho visto sudditi, non cittadini, crogiolarsi nel pensiero unico del loro capo, sostenendolo come un salvatore della patria, manifestando emozioni, sentimenti, gesti incongruenti. Ma questo di per sé non è un fattore negativo, lo diventa purtroppo quando non vi è cultura politica, memoria né senso critico. Troppo spesso di fronte a domande equilibrate e di semplice riflessione le risposte erano dominate dal sentito dire, tutti avevano bisogno di capire la “provenienza politica della domanda”, inquadrati nella dottrina che forse neanche loro bene padroneggiano … E’ vero: è stata una manifestazione pacifica ma l’aggressività derivante dalll’ignoranza non ci impiega molto a mutare in attività repressive di violenza esplicita: ce lo dice la nostra gloriosa storia. Un episodio particolarmente significativo al riguardo è stata la corsa militare con la quale l’onorevole Ignazio la Russa ha guidato un gruppo di ragazzi di An e Azione giovani, ma anche l’assenza di indignazione del “popolo liberale” di fronte ai nostri ironici inneggiamenti al Duce.
Marcia Italia
Marzo 27, 2007 on 3:17 pm | In Politica | 85 Comments
“L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo”.
Pier Paolo Pasolini, 1962
Ieri sera a Milano era prevista la marcia per la legalità e la sicurezza guidata da Letizia Moratti. Siamo andati con gli amici di Qui Milano libera, per vedere le facce, fare interviste e distribuire alcuni volantini che avevamo studiato apposta per non urtare la sensibilità di nessuno, sul tema della memoria (”città più sicure”) e dell’illegalità dei quartieri alti (scorte ai potenti pregiudicati). Niente da fare: abbiamo rischiato il linciaggio. La folla berlusconiana è incattivita, plasmata dalla propaganda, odia il nemico, adora il capo, disprezza la cultura, non ha memoria. Quando sente la parola Magistratura s’indigna. Quando qualcuno pone una domanda fuori copione s’insospettisce. Un signore di mezza età ha espresso il desiderio di mandarci nei forni. Un altro ci seguiva invitandoci ad andar via in quanto “comunisti di merda”. Un altro voleva a tutti i costi impedirmi di filmare il corteo. Non erano naziskin ma persone comuni, di quelle che si vedono al bar sotto casa. Vedo danni impressionanti, irrimediabili. La base per il partito reazionario di massa è pronta, coltivata a dovere dal ventennio televisivo. E prima o poi saremo costretti a farci i conti. Abbiamo provato e riprovato a intervistare Formigoni: il politico consumato ha risposto a tutti tranne che a noi. In compenso ci ha dato retta l’onorevole Santanchè, la Briatore in gonnella, ma quando le ho posto la questione dell’onestà dei politici ha risposto: ma che domande mi fa? e ha girato i tacchi irritata, dietro le lenti nere. Sfilavano anche La Russa e Borghezio, più eccitati che mai. Dal palco la Moratti ha gridato alla folla: “siete cittadini e vi trattano da sudditi!”. E poi ha chiesto il pugno di ferro contro la criminalità e invocato la certezza della pena: a due metri Berlusconi, protetto dai gorilla, applaudiva convinto. Nel corteo era tutto un inneggiare: Silvio! Silvio! L’uomo della legalità 2007 è lui. I manifestanti erano inferociti contro gli extra-comunitari e sgomitavano per vedere l’amato leader, per fotografarlo con il telefonino. Non sono mancati i coretti: chi non salta comunista è! C’era con noi una ragazza francese, incredula di quel che vedeva. Non è facile raccontare il senso di vergogna che si prova davanti a un’Italia così brutta. Parleranno le immagini, quando monteremo il video. “Questa è la feccia che risale il pozzo: l’Italia peggiore che ho conosciuto, per volgarità e bassezza”, diceva Montanelli. I nazisti della porta accanto sono tanti, troppi per un paese civile. Nel prossimo post le impressioni di alcuni amici che ieri sera hanno condiviso la mia pena.
Delinquenti e liberali
Marzo 22, 2007 on 4:23 pm | In Politica | 15 Comments![]()
Il pensiero neo-socialista di Stefania Craxi si riassume in questo modo: Gherardo Colombo è un delinquente, Silvio Berlusconi è un liberale e chi ha un’idea diversa merita di essere preso a ceffoni.
Al confronto il pensiero neo-fascista di Alessandra Mussolini è un esempio di moderazione.
Sento l’esigenza di raccogliermi in preghiera in memoria di Giacomo Matteotti.
Ecco il video dell’incontro di Qui MIlano libera con la dolce Stefania.
Ferruccio De Bortoli/3
Marzo 22, 2007 on 1:01 pm | In Informazione | 6 CommentsHo appena inviato questa lettera a Ferruccio De Bortoli, direttore del Sole 24 Ore.
Illustre direttore,
mi auguro davvero di poterLa incontrare per una conversazione più distesa, secondo la Sua promessa di ieri alla Feltrinelli. Agli “agguati” infatti prediligo lo scambio di opinioni. Pertanto Le chiedo di indicarmi in quale data possiamo fissare l’appuntamento. Porterei con me, se per Lei non è un problema, tre o quattro amici del gruppo Qui Milano libera. Ragazzi di buona famiglia, molto ben educati.
Colgo l’occasione per segnalarLe che giovedì 19 aprile, in vista della sentenza della corte di giustizia europea, abbiamo fissato a Milano un incontro pubblico sul “caso Europa 7″, la tv che dal 1999 non può trasmettere benché abbia regolare concessione. Ci sarà l’editore Francesco Di Stefano. Mi piacerebbe che tra i relatori ci fosse anche Lei. Che ne dice?
Per vedere il video dell’incontro di ieri con De Bortoli cliccate qui.
Ferruccio De Bortoli/2
Marzo 21, 2007 on 10:05 pm | In Informazione | 13 Comments
Ferruccio De Bortoli è un bell’uomo. Ha intensi occhi azzurri, un portamento elegante e, considerato il contesto, un’apprezzabile temperatura del sangue. Me ne sono reso conto tre ore fa, alla libreria Feltrinelli di piazza Duomo, a Milano. Prima che iniziasse una conferenza sull’attualità politica francese, senza dar disturbo agli astanti, lo abbiamo intercettato con gli amici di Qui Milano libera, Franz Elia Frederik e Diego, armato dell’immancabile videocamera. Avevo stampato in corpo 42 due domande per lui: una sulla correttezza etica della scelta di presenziare a un incontro pubblico con un mafioso prescritto come Andreotti, l’altra sul motivo del suo silenzio allorché quel mafioso prescritto ha evocato la figura di Michele Sindona, omettendo di ricordare la sua condanna come mandante dell’omicidio Ambrosoli.
Ebbene, Ferruccio De Bortoli dapprima ha tirato dritto, poi si è fermato e ha replicato. Il siparietto è tutto filmato e sarà presto on line. Ve ne anticipo il senso. De Bortoli sostiene di avermi già risposto per email. Ma io ho obiettato che ero lì proprio perché le sue lapidarie risposte mi sono sembrate evasive. A quel punto ha puntualizzato che per lui partecipare a quel convegno era un dovere di ufficio e che non è vero che è rimasto in silenzio su Sindona. Non mi risulta.
Poi ha rivendicato, benché non fosse quello il motivo del contendere, di avermi difeso sul Corriere all’epoca del processo Puffone. Farò una ricerca d’archivio, ma temo che si riferisse a un editoriale di Francesco Merlo, nel quale mi si faceva passare come un povero esaltato per bilanciare una critica a chi, dopo avermi querelato, tentava di intimidire il tg3 che aveva mandato in onda la famosa contestazione. Mentre parlava continuava a darmi dei buffetti sulle guance. Li ho accettati come un segno di simpatia. A un certo punto ha guardato dritto in camera per dirsi disponibile a un confronto. Ci ha detto di chiamarlo per fissare un appuntamento. Gli scrivo domani. Mi auguro di incontrarlo presto con gli altri ragazzacci di Qml per sottoporgli con calma alcune questioni. Lo ascolteremo con vivo interesse. E intanto lo ringrazio perché non è scappato come tanti altri.
Video Andreotti
Per vedere e commentare il video della nostra critica ad Andreotti in Bocconi cliccate qui.
Tangheropoli
Marzo 21, 2007 on 11:00 am | In Politica | 23 Comments
Ecco com’è andata ieri da Stefanietta Craxi, nel racconto di Elia. Seguirà video.
Ore 17,30, Circolo della Stampa di Milano. Si presenta un volume edito da Laterza, che raccoglie i “discorsi parlamentari” di Bettino Craxi. Tra i relatori Piero Ostellino e Stefania Craxi. Ci troviamo un’ora prima io e Diego… Frederik e Jusef ci raggiungeranno più tardi. La polizia questa volta gira al largo: troppi pregiudicati. Le armi sono quelle di sempre: telecamera per documentare e volantino per ricordare. Del resto questa sarà l’ennesima occasione in cui si tesseranno le lodi del “cinghialone” tacendo o negando qualche scomoda verità. Ci tocca rispondere colpo su colpo. Inizia così il volantinaggio all’ingresso, dove raccogliamo anche qualche impressione delle persone che partecipano all’ incontro. Sono i craxiani di ferro, dei reduci che tra un pianto e uno scatto d’orgoglio pensano bene di mettere a frutto l’eredità di quella gloriosa stagione. Alcuni raccolgono il volantino senza fiatare, altri si indignano. Ci chiedono chi ci manda e non credono al fatto che siamo mossi solo dalla nostra coscienza. Per loro siamo prezzolati, qualcuno ipotizza perfino che sia il tribunale a darci dei soldi. Altri vogliono distinguere il Craxi uomo politico dal Craxi imputato, parlano di politica estera e di politica interna credendo forse che il malloppo sia derubricabile a bagatella. Altri ancora dicono che quello era il sistema e che ha pagato solo lui, altri che Mani Pulite è stata un colpo di stato e che la nostra sigla (Qui Milano libera) dovrebbe essere un invito a noi stessi: Milano dovrebbe essere liberata da gente come noi.
Insomma, al di là degli alibi e delle scuse, nessuno è disposto ad ammettere la verità: Craxi era un corrotto ed è morto latitante.
Piero Ostellino ci passa davanti ma non raccoglie il volantino. Da “liberale” dovrebbe essere interessato alle idee degli altri. Poco più tardi passa Paolo Pillitteri, il Cognato tonto. Dice che è d’accordo con noi ridacchiando e facendo il piacione, del resto lui ora è “riabilitato”, la sua condanna a quattro anni si è estinta, quindi nessuno può dirgli nulla no? Entra anche l’ assessore Stefano Pillitteri; il Figlio del Cognato. E la natura non fa salti.
Ma ecco che con un po’ di ritardo da una macchina scende la deputatessa Stefania di rosso vestita. Si ferma qualche secondo per le foto, provo ad avvicinarla e lei mi viene incontro. Le chiedo: “Un commento su Gherardo Colombo che lascia la magistratura?” Lo so, la domanda è tendenziosa ma proprio non ce la faccio a vedere i ladri osannati e le persone per bene costrette a lasciare. Non mi risponde e fa due passi in avanti dove c’è Frederik che le porge il volantino e comincia a parlarle di moralità, di etica pubblica. E questo per Stefania è troppo… Legge nervosamente quel che abbiamo scritto e si rivolge al suo giovane interlocutore con una frase secca e lapidaria: “Vai a cagare!”. Perfetto stile istituzionale, non c’è che dire. Poi fila dritto, con quella sua faccia un po’ così. Diego filma tutto.
Fa freddo ma decidiamo di aspettare per strappare ancora qualche intervista a quelli che escono. E poi il tribunale ci paga a cottimo.
Raccogliamo la dichiarazione di un giovane di 24 anni, consigliere di zona per Forza Italia: con un discorsetto recitato a pappagallo ci spiega “l’intelligenza politica” di Silvio Berlusconi. Un signore di mezza età afferma che Gherardo Colombo è “un delinquente”.
Ma ecco che ripassa Stefania. Frederik le chiede perchè se lui cita Pertini, parla di etica pubblica e legalità deve essere mandato “a cagare” da una deputata che si dice socialista. Stefania rincara la dose e gli dice che avrebbe meritato anche “due schiaffoni”. Ciò detto, la gentildonna risale in macchina e se ne va.
Esce anche Paolo Pillitteri che sempre ridacchiando ci chiede il volantino. Non ricorda di averlo già ritirato all’entrata. Proprio uno smemorato.
Con un senso di nausea per quest’epoca di tangheri e un pensiero di nostalgia per i socialisti d’altre epoche, si conclude la nostra iniziativa.
Stefania Craxi
Marzo 20, 2007 on 6:25 pm | In Politica | 16 Comments
Questa volta non ci sarò. Di solito le commemorazioni craxiane milanesi non me le perdo. Ho un debole per Stefanietta Craxi. per quel suo ostinato mix di commozione filiale e violenza verbale. Non resisto alla tentazione di contestarle quella faccia. Le è bastata per entrare in parlamento sotto l’insegna del partito padronale. Anche la platea, sempre la stessa, è un bello spettacolo. Difficile trovare tante anime servili riunite in un solo luogo a parlare di giustizia e libertà. Mi diverto a interpellarli e loro s’indignano. Ogni tanto chiamano la polizia. Non va giù ai neocraxiani che uno ricordi la corruzione dilagante della banda Craxi. Le stecche che arrivavano nelle valigette. I funzionari di partito messi nelle aziende pubbliche a lucrare su ogni traffico. I costi delle opere pubbliche che lievitavano perché una pletora di squaletti doveva strappare la sua parte. La sbruffoneria di chi ostentava denari e privilegi rapinati con la certezza dell’impunità. Le condanne penali definitive. Le prime leggi su misura a favore del Buffone. La distruzione del partito che fu di Nenni e Pertini. Non sopportano, i nostalgici del grande statista-latitante, che qualcuno conservi memoria dei fatti. E si prenda la briga di sbatterglieli in faccia. Non riescono a comprenderne il motivo, pensano che si tratti di accanimento personale. Al contrario, per essere libero di esercitare le mie critiche ho chiuso delle frequentazioni con persone di quell’ambiente. Ma certa gente non può capire che qualcuno all’amicizia preferisca la verità. Questa volta non ci sarò, per impegni fuori città. Ma ci saranno alcuni amici di Qui Milano libera. Hanno preparato un volantino dal titolo: TUTTI INNOCENTI ? con testi di Gherardo Colombo e Sandro Pertini.
Dopo anni di battaglie sul campo, inizio a delegare anch’io. Anziché compiacermene, me ne dolgo. So che è meglio “spersonalizzare” le iniziative. E tuttavia vorrei essere lì con loro. In nome di quei socialisti che in galera ci sono finiti davvero. Per antifascismo, non per corruzione. Ricapiterà. Seguirà video.
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
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