Cenci inamidati
Marzo 7, 2007 on 5:17 pm | In Politica |
Mario Monti
Che cosa mi ha impedito di diventare un cencio inamidato?
Se lo domandava Antonio Gramsci nelle sue Lettere dal carcere. E ogni tanto me lo domando anch’io. Per esempio l’altro giorno durante le tre ore di manifestazione davanti all’Università Bocconi. Dentro, la mafia era rappresentata da Giulio Andreotti e l’antimafia da Paolo Cirino Pomicino. Il primo, senatore a vita e responsabile di associazione a delinquere di stampo mafioso, secondo la Cassazione. Il secondo, pregiudicato per corruzione e attuale membro della commissione parlamentare antimafia. A fare gli onori di casa Angelo Provasoli, rettore della Bocconi e Mario Monti, già commissario europeo e attuale presidente dell’ateneo. Tra gli imboscati figurava anche il solito Ferruccio de Bortoli.
Noi eravamo una decina. E siamo stati tenuti fuori - controllati a vista da altrettanti agenti della digos - a testimoniare, con cartelli volantini e megafono, le ragioni di quella minoranza di cittadini che non sentono di meritare i delinquenti in parlamento. Per tre ore abbiamo volantinato un estratto della sentenza con la famosa prescrizione: la “contestazione” all’evento abbiamo lasciato farla alla Cassazione.
Quanti cenci inamidati ho visto entrare! Li ho interpellati uno a uno, con videocamera: facevano finta di non sentire, affrettavano il passo, alzavano le spalle, indossavano una smorfia di disprezzo, ribattevano: lo so e allora? Oppure: ma noi che possiamo farci? Alla base del torpore morale della cosiddetta “borghesia intellettuale”, ne sono convinto, c’è un problema di autostima. Gli studenti bocconiani, poi, in gran parte sono morti viventi. E dire che frequentano l’università della classe dirigente! C’era tra loro perfino chi obiettava: ma tutti hanno diritto di parola, anche chi ha avuto problemi con la giustizia. A un certo punto s’è appalesata in tailleur blu anche Susanna Messaggio, l’eroina della nostra adolescenza. Non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Proprio come Mario Monti, che abbiamo seguito per cento metri, prima che trovasse scampo in un provvidenziale ascensore. L’illustre personaggio che ci rappresentava in Europa non ha avuto neanche il coraggio di dire: noi in Bocconi invitiamo chi vogliamo! Ha opposto alle mie domande il silenzio dei cenci inamidati. A qualcuno, chissà, potrà sembrare aplomb.
Il mio amico Raffaele si è superato: per tre ore, in veste da mafioso anni Cinquanta, ha fatto la statua vivente, in piedi su una panchina, con addosso un enorme cartello recante la scritta: Andreotti, ma chi ce l’ha prescritto? La foto pubblicata dal Corriere rende onore alla sua follia.
Abituato per decenni al tappeto rosso, il mentitore a vita è entrato e uscito dalla Bocconi come un ladro, da un cunicolo sotterraneo. Non se la sentiva, lui così ironico nei salotti tv, di affrontare le critiche di un gruppetto di cittadini informati. Ma ci siamo adoperati in modo da fargliele arrivare lo stesso. Mi hanno riferito che i nostri coretti risuonavano anche all’interno del palazzo. Inoltre il buon Frederik, un nuovo compagno di iniziative, a un certo punto è riuscito a entrare nella sala del convegno e gliel’ha cantate in viva voce: non al megafono, come riferisce, tra varie inesattezze, il cronista del Corriere. Complimenti a Frederik e ai suoi vent’anni!
Come d’abitudine, in un comizio ininterrotto e spacca-timpani ho raccontato fatti, nomi e circostanze dello scandalo nazionale, denunciando innanzitutto l’ipocrisia di chi sa e fa finta di niente ed evocando per contrasto gli eroi dell’altra Italia. Sylos Labini, Ambrosoli, Falcone, Borsellino, Giuseppe Fava… Eravamo lì anche in loro memoria. Ma il dettaglio capace di attrarre la pigra mente dei cronisti non poteva che essere il cartello con la scritta: meglio gay che mafiosi. L’attualità, l’attualità!
Per cinque minuti ha ripreso il mio comizio una troupe del tg5: si godranno le immagini in privato Carlino Rossella e i suoi redattori. Presto renderemo pubblico un nostro video. Chi dice la verità, a Puffonia, è condannato all’autarchia.
Post scriptum
Venerdì mattina è prevista in Bocconi una conferenza stampa. Provasoli e Monti questa volta faranno da badanti a Paolo Scaroni, amministratore delelgato dell’Eni nonché pregiudicato per corruzione e condannato in primo grado per disastro ambientale. Peccato che ho già un impegno. Ma sono convinto che almeno uno tra i tanti giornalisti prresenti rivolgerà ai dioscuri inamidati una domanda sulla fedina penale di Paolo Scaroni. Vero, amici della libera stampa?
13 Commenti »
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oltre ai soliti complimenti,caro Piero,debbo dire unq cosetta,purtroppo siamo in pochi a sapere dei misfatti dei nostri “EROI”.
cmq grazie ad internet,la verità incomincia a venire a galla!
Commento di matteo il vikingo — 7 Marzo 2007 #
Ciao Piero, finalmente ho potuto conoscerti e vederti all’opera!Sono Andrea, ti ho fatto i complimenti davanti alla Bocconi!Quello che io facevo era di passare in mezzo agli studenti(non lo sono più solo da poco) e sentire i loro commenti…e assurdo ma i meno peggio erano gli indifferenti!Tanti avevano sguardi e atteggiamenti di critica e disprezzo…ma verso i manifestanti!!La mia generazione fà schifo.I Bocconiani peggio.Ma possiamo cambiare.
)
O victoria o muerte.
P.S.La prossima volta voglio un cartello anch’io
Bye
Commento di Andrea — 7 Marzo 2007 #
Bravo anche qui non si può dire S.I.G.N.O.R.A.G.G.I.O.
Complimenti!
Commento di sante — 8 Marzo 2007 #
Perche’ gli studenti della Bocconi (anche er nome ricorda che l’obiettivo e’ magna’ fino a strafogarsi) dovrebbero essere diversi da quello che sono? Per quale motivo uno si iscrive ad una facolta’ che sforna morti viventi, ovvero “manager”, “economisti”, etc. Gente con valigetta, cravattino, scarpettina, occhialino, mezzo cervello perfettamente inquadrato, che aspira a intrupparsi, a essere capetto della fabbrichetta, che vuole capire come rubare senza farsi prendere per avere anche lui la villozza, la macchinozza, la puttanozza. Male che vada si finisce commentatore pennivendolo economista di qualche scartafaccio foraggiato dai ladri. Gli eroi der bocconiano possono essere gli Scilvi, i Montezumoli, i Tronchetti, i De Benedetti e i loro fijetti, quella robetta li’. Ovviamente salvo lodevoli eccezioni, che pero’ sempre eccezioni sono. Il bocconiano tipo lo vedo bene alla convenscion di Berluscone, giacchettina, cravattina e distintivo di Sforzitaglia, in prima fila ad applaudire le barzellette del bandanato.
Commento di Spizzi e Bocconi — 8 Marzo 2007 #
Comunque, onore al merito: complimenti a Piero Ricca, e al suo manipolo di guastatori. Mi sa che se continuate cosi’ il povero Belzebu’ dovra’ scavarsi un tunnel per ogni spostamento da una cupola all’altra. Si dovra’ asserragliare nel bunker di Porta a Porta, a “dibbbattere” con il camerata Vespasiano, Schifani, Bondi, lo skipper, Fessino, Rutella e Palombella, e le pernacchie a reazione fuori dallo studio che rimbombano e disturbano l’audio del povero pennivendolo: della serie “anche i mafiosi prescritti piangono”.
Commento di Piero Fan Club — 8 Marzo 2007 #
Sei straordinario Piero le tue iniziative è il tuo blog, ma come amico debbo consigliarti un pò di
prudenza non vorrei vederti davanti al giudice perchè
ti è scappata una parola di troppo…..
peccato di non potermi unirmi ai vostri bliz….
Ciao Piero.
Commento di luigi S. — 8 Marzo 2007 #
E’online la 25 puntata di “Non Rassegnata Stampa” il primo ed unico video-programma di satira del web.
Caro piero almeno per le nostre “nozze d’argento” dacci un segno
good night and good luck
filippo e mauro
Commento di www.nonrassegnatastampa.it — 8 Marzo 2007 #
Piero sei un Cialtrone.
e Grillo è un pregiudicato pure lui (con dei morti sulla coscienza per giunta) e tu lo sai bene o no?
Commento di gigetto — 8 Marzo 2007 #
Vi ammiro perchè riuscite a fare quello che molti in cuor nostro vorrebbero fare ma che in realtà hanno paura dell’ “ingiustizia italiana” dove gli onesti pagano anche per quelli onesti dove gli operai specializzati guadagnano 980 euro al mese e la Hunzicher che non è specializzata in nulla porta 1000000 di euro in 4 giorni…ma vaff….
Con affetto sieta grandi
Commento di Marcello — 8 Marzo 2007 #