Domani in Bocconi

Marzo 8, 2007 on 2:04 pm | In Informazione |


Il cavaliere pregiudicato

Darei la vita per il Partito, ma non prima di mezzogiorno. Così diceva Francesco De Martino, autorevole socialista precraxiano, non proprio un mattiniero.
Io, per una Domanda fuori copione, ero disposto a sorbirmi una conferenza stampa in Bocconi, alle 11 del mattino.
Niente da fare. Un’ora fa ho telefonato all’ufficio stampa della Bocconi chiedendo di essere accreditato per il Blog di Beppe Grillo. L’addetta stampa di nome Susanna mi ha risposto: va bene. E si è segnata il nome. Dopo dieci minuti mi chiama la sua capa, per dirmi: mi dispiace, abbiamo verificato, il Blog non è una testata giornalistica, e questa è una conferenza stampa riservata alle testate giornalistiche, quindi lei non può partecipare.
La domanda che avrei rivolto al docente americano, ospite di Monti e Provasoli (nonché consulente dell’Eni), è la seguente:
“Buongiorno Professore, ho una curiosità: negli Stati Uniti è possibile per un pregiudicato per corruzione e condannato in primo grado per disastro ambientale rimanere in carica come amministratore delegato di un’azienda a nomina governativa? In Italia questo è possibile: infatti il qui presente Cavaliere del Lavoro Paolo Scaroni, con quei precedenti penali, è amministatore delegato dell’Eni”.
Vorrà dire che ci accrediteremo da soli e la domanda la diffonderemo in strada su un volantino. Magari qualche rappresentante di una “testata giornalistica” la farà sua.
Dispiace solo che per volantinare una domanda, nel legittimo esercizio di un’attività di supplenza giornalistica, si rischia di scomodare l’ufficio politico della questura, con relativi costi per i cittadini. Quei medesimi cittadini i quali - se non incensurati - non possono accedere a ruoli di bidello, postino o agente di polizia.

L’appuntamento è per le ore 10,30 in via Sarfatti 25. Seguirà buffet. Partecipate numerosi.

Post scriptum

Poi, con calma, spiegheremo al pregiato ufficio stampa Bocconi che ormai i Blog vengono accreditati al World Economic Forum di Davos, ai congressi di partito negli Stati Uniti, e perfino alla Casa Bianca.

35 Commenti »

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  1. Piero sei un Cialtrone.
    e Grillo è un pregiudicato pure lui (con dei morti sulla coscienza per giunta) e tu lo sai bene o no?

    Commento di gigetto — 8 Marzo 2007 #

  2. ma che razza di commento è questo di gigetto?

    Commento di Francesco — 8 Marzo 2007 #

  3. @ Francesco

    Una provocazione, immagino.

    Commento di Fabio — 8 Marzo 2007 #

  4. Solo testate gionralistiche? Cosa bisogna fare per essere testata giornalistica?

    Commento di Valerio Bettega — 8 Marzo 2007 #

  5. Bisogna pagare le tasse allo stato ed essere sovvenzionati di conseguenza

    Commento di Francesco — 8 Marzo 2007 #

  6. @ giggetto

    ..a parte il fatto che non capisco cosa c’entri ora Grillo,non credo che si sia schiantato apposta con l’auto per far fuori i suoi passeggeri..gli si può imputare disattenzione ma non certo l’intenzionalità! Le mascalzonate commesse dai potenti di turno invece sono intenzionali eccome ( non credo che Scaroni possa dire:”..ops scusate..ho corrotto qualche persona e ho devastato l’ambiente ma non l’ho fatto apposta..”) ! C’è una bella differenza!
    Direi proprio che il tuo commento è un ottimo esempio di insulto gratuito e demotivato..

    Commento di altro Fabio — 8 Marzo 2007 #

  7. ragazzi ma lasciate perdere questi idioti, non sanno neanche per cosa ci battiamo… qui nessuno sta a preoccuparsi di quali reati abbia commesso tizio o caio. la cosa importante è che chi è stato giudicato colpevole di un reato non ricopra una carica pubblica e che non decida sulla futuro delle persone.

    Commento di RaffaelloS — 8 Marzo 2007 #

  8. > la cosa importante è che chi è stato giudicato
    > colpevole di un reato non ricopra una carica
    > pubblica e che non decida sulla futuro delle
    > persone.

    Domanda: questo vuol dire che uno che ha commesso “un reato” (noto che non hai specificato di che reato si stia parlando - non ha importanza?), non ha possibilità di rifarsi una vita e, magari, provare di essere utile alla società democratica di cui fa parte, una volta che ha pagato i suoi debiti con la giustizia?

    Commento di Fabio — 8 Marzo 2007 #

  9. @ Fabio Corazza

    Non mettermi in bocca parole che non ho neanche pensato. Va dà sé che esiste un problema, ma rendere impossibile ad un condannato in via definitiva il potersi candidare a ricoprire cariche pubbliche, senza neanche tenere conto di quale reato abbia commesso (come evidenziato nel precedente mio messaggio), non sa di democratico per nulla.

    Credo di aver sollevato un problema serio.

    Commento di Fabio — 8 Marzo 2007 #

  10. E chi te le ha messe le parole in bocca? Ho semplicemente detto che persone come Scaroni hanno intenzionalmente commesso reato, e di conseguenza non vada loro data una seconda chance. Hanno commesso danni per milioni di euro e corrotto cariche pubbliche. E’ pieno di manager bravi in Italia, perche’ dobbiamo dare seconde chance a queste persone?

    Questo post tra l’altro e’ dedicato a Scaroni. Tu di chi altro staresti parlando?

    Commento di Fabio Corazza — 8 Marzo 2007 #

  11. che l’essere pregiudicato debba costituire un marchio d’infamia per cui un cittadino debba scontare in eterno l’ostracismo (oltre che gli insulti pubblici) é un principio degno della più intollerante delle dittature. di certo non ha nulla a che fare con i principi giuridici di uno Stato che voglia dirsi minimalmente democratico. questo l’autore del blog dovrebbe ben saperlo avendo il papà magistrato. non so se sgarbi o scaroni siano stati riabilitati dalle condanne che hanno riportato. credo di si perlomeno per sgarbi risalendo i fatti di cui alla condanna a ben oltre il termine per essere ammesso alla riabilitazione. se l’ha conseguita (e con essa sono cessati gli effetti della condanna che è da considerarsi estinta) non esiste alcunchè che osti alla sua nomina ad assessore. e se é così, come probabilmente é, tutto l’urlare invettive rimane privo di alcun fondamento. e costituisce, quello si, un reato (oltre che una manifestazione di maleducazione, intolleranza, eisbizionismo ecc.). anche se, l’esperienza insegna, che avere buone entrature presso i giudici ben può aiutare a scansarla…

    Commento di robi — 8 Marzo 2007 #

  12. caro roby in Italia avere precedenti penali costituisce un titolo di merito per fare carriera e tu lo sai benissimo. In Italia ci sono persone oneste che devono stare a margine della societa’ per colpa di questi prepotenti. Perche’ un laGanga o un pomicino puo’ sedere in Parlamento ma invece non puo’ fare il bidello?
    Se vogliamo proprio perdonare queste persone da quattro soldi lasciamogli la possibita;’ di fare i bidelli!!!
    Chi ha consumato reati ai danni dello Stato si merita una inibizione perpetua da pubblici uffici e gia’ gli va bene: io vivo negli Usa e qui chi si permette di frodare lo Stato Federale si becca almeno 20 anni di galera.
    In Italia con i patteggiamenti questi mascalzoni ammettono le proprie responsabilita’ hanno sconti di pena si tengono i ns soldi e hanno persino il coraggio di ripresentarsi alle elezioni!!
    basta con questo finto perdonismo.
    I ladri stiano fuori dalla vita pubblica.
    I ladri ed i cialtroni pentiti se vuoi assumili tu nella tua fabbrichetta.
    Questa gente ci ha creato la nomea di ladri e mafiosi
    Mi vergogno di essere italiano
    Questi politici mi fanno schifo

    Commento di giorgio bianchi — 8 Marzo 2007 #

  13. E’ pur vero che chi sbaglia deve pagare e rientrare in pista, d’accordo. Accetto chi ruba per fame, per pagare i debiti, per bisogno di sopravvivenza. Sconta la pena e riprova a vivere. Ma…gente come Sgarbi, Scaroni e tanti altri della stessa (brutta) pasta no. Questi non devono rubare per fame; questi rubano per ingordigia e fanno la morale a chi deve sopravvivere con 1000 euri al mese. No, signori. Chi delinque come questi ladri di polli deve sparire o rendersi utile alla società, piantando alberi e pulendo boschi. Troppo comodo rubare, pentirsi e tornare a rubare.
    Che poi la legge consenta di “Pulire” la fedina penale, questa è un’altra storia. Per me un “Pillitteri” rimane sempre un “Pillitteri”, ladro e arrogante. Uno come “Scaroni”..da vergognarsi ad andare ancora in giro dopo ciò che ha fatto..e va nelle aule ad insegnare..cosa volete che imparano i già derelitti bocconiani da cotanti professori? Ruba, ruba..che intanto la farai franca. Pienamente d’accordo con Giorgio Bianchi. La pietà soltanto a chi la merita. Non potrei mai provare pietà per un omino come Andreotti, Sgarbi, Pomicino e tutti i ladri, piduisti, mafiosi e corrotti che ci amministrano (male).

    Commento di Gianni — 8 Marzo 2007 #

  14. ma quale perdonismo!! é quanto prevede la nostra legge. e la nostra costituzione. così come quelle di qualsiasi altro paese civile.
    reato, pena, espiazione e, se ne ricorrono gli estremi, riabilitrazione. e se uno é riabilitato nessuno ha titolo per rompergli i coglioni. nemmeno chi si impanca (non si capisce bene a che titolo) a custode dell’etica.
    quanto ai furbi che se la cavano patteggiando chiediti grazie a chi se la cavano. per patteggiare ci vuole il consenso del p.m. lo sai o no? se lo concede sa bene cosa ne consegue. e nessuno lo obbligaa farlo. allora cos’é? colluso, distratto o che altro.. idem per le prescrizioni. i tempi dei processi non li stabilisce la cabala. ma i magistrati. per qualcuno corsia ultrapreferenziale per altri lentezza da accellerato (de benedetti, altro noto moralizzatore, per i telex sbolognati alle poste pagando tangenti, in dicei anni non é andato oltre l’udienza preliminare). se l’italia fa schifo (e la lettura di certi commenti che non sono altro che fascistoidi lo conferma) é anche perchè esiste chi usa la giustizia solo per costruirsi una carriera con la fama del grande giustiziere ma, in realtà, fottendosene del resto. l’arretrato di milioni di fascicoli é lì a dimostrarlo. ti é mai capitato di essere vittima di una truffa? ecco, se ti capita stai certo che il colpevole non rischia un cazzo. e tu te la prenderai in quel posto. leggi permissive? no, per niente. sono in linea con quelle degli altri paesi europei. la questione é che il pm, in novanta casi su cento, lascerà marcire la pratica perchè non gli da alcun lustro. siamo il paese più condannato d’europa per violazione dei diritti umani per via della lunghezza dei processi. e la colpa di chi é?

    Commento di robi — 8 Marzo 2007 #

  15. Roby sembri troppo informato per non sapere chi sono i responsabili di questo sfacelo. Uno dei pochi settori dove i concorsi pubblici sono ancora per la maggior parte puliti sono quelli in Magistratura.
    I Magistrati entrano attraverso un pubblico concorso: ho conosciuto ragazzi che hanno vinto questi concorsi che erano fior fior di studenti.
    Vuoi isolare la categoria dei Magistrati e considerarla carrierista arrivista e comunista?
    Vuoi attribuire ai Magistrati la responsabilita’ della crisi della giustizia in Italia? Non sei l’unico, un esercito di pregiudicati forzitalioti la pensa come te; ti meriti una tessera gratuita a fi.
    Sono convinto che tu sappia benissimo che i colletti bianchi hanno convenienza ad allungare i tempi del processo usando ogni possibile cavillo creato apposta dai tuoi amici pregiudicati parlamentari.
    Dovresti anche sapere, tu che vuoi fare del diritto comparato, che in nessun paese civile al mondo i tempi di prescrizone non si bloccano quando inizia un processo.
    Prova a vedere quante migliaia di appelli vengono presentati in cassazione e quanti ne vengono presentati alla Corte Suprema.
    In Italia c’e’ sempre convenienza a ricorrere: nei paesi civili invece se non hai un buon motivo te ne fanno passare la voglia.
    Ma tu vivi nel tuo piccolo mondo che ti sei creato.Vorrei che ti chiedessi perche’ Bernard Ebbers si e’ preso 20 anni di galera per aver frodato gli azionisti e perche’ invece Tanzi e’ gia’ fuori dal carcere. Immagino che addosserai la colpa ai Magistrati non a chi ha praticamente cancellato il reato di falso in bilancio.
    Fatti rappresentare tu da tanzi da pomicino e dagli altri dalla banda io da queso paese merdoso me ne sono andato
    Rigrazio Ricca Travaglio e pochi per aver il fegato di combattere una battaglia persa a causa anche di malpensanti come te

    Commento di giorgio bianchi — 8 Marzo 2007 #

  16. ho visto il video “sgarbato”.
    Fantastica interpretazione del protagonista piero, nei panni del carciofaro che vende i suoi prodotti migliori.
    Venite gente, pregiudicato di turno, servo del potere… e poi la scena di come ha chiesto il nome del protagonista!

    sgarbi è un viscido.

    Commento di tiziano — 8 Marzo 2007 #

  17. @Robi & Company:

    Qui nessuno dice che chi ha sbagliato non venga “riabilitato” nella società o una volta “pagato” non possa più vivere, anzi ben venga.
    Quello che si sta dicendo e quello che è molto logico pensare è che chi ha “sbagliato” in “questo modo” nell’illegalità più evidente e meschina non DEVE ESSERE DEGNO di RAPPRESENTARE i cittadini in nessuna carica!!! E non deve coprire ruoli DIRIGENZIALI come il signore del post!
    Partendo dalla considerazione, che la maggior parte degli italiani non viva in una condizione di illegalità e disonestà, naturalmente.
    Questa è democrazia!!
    Ma sapendo bene che l’Italia è il paese di pulcinella e delle banane è anche possibile che tu abbia ragione e per la maggioranza degli italiani sia giusta questa rappresentanza e questa dirigenza.

    Per il resto quoto Giorgio Bianchi.

    Commento di Fabio — 8 Marzo 2007 #

  18. @ Fabio (l’altro)

    E’ proprio questo il punto, vanno fatte i distinguo del caso: non tutti i reati sono uguali e bisognerebbe lasciare comunque ai cittadini, secondo me, il compito di decidere se una persona è degna o meno di rappresentarli, secondo volontà della maggioranza, nel caso di cariche ricopribili in seguito ad elezioni, come una democrazia che sia degna del suo nome deve consentire.

    Ovviamente le persone che votano debbono essere informate sui trascorsi legali delle persone che si apprestano a votare, altrimenti non può funzionare.

    Commento di Fabio — 8 Marzo 2007 #

  19. Sarebbe davvero grandioso se a questo punto, un giornalista ccreditato avesse il coraggio di porre, in modo garbato, la domanda di piero, che ancora una volta è intelligente e avrebbe messo parecchio in difficoltà il presidente scaroni, obbligandolo a ringraziare dieci, cento, mille volte, di essere nato in Italia e non altrove dove non so se sarebbe in carcere, ma sicuramente non presidente dell’Eni

    Commento di Dario Luciano Merlo — 9 Marzo 2007 #

  20. Salve, sono un pedofilo. Mi hanno acchiappato mentre molestavo un bimbo ai giardinetti, ho espiato: 3 ore circa, poi sono uscito con l’indulto. Non vorrei che mi si marchiasse per queste bazzecole, mi sono riabilitato, e voglio dare il mio contributo alla societa’. Mi piacciono i bambini, c’e’ un posto libero come maestro d’asilo o baby sitter? Denghiu’

    Commento di Riabbilitamose e volemose bbene — 9 Marzo 2007 #

  21. Ne’ Piero, ma che stai a di’? Ma ti pare possibile che i valorosi giornalisti NON facciano la domandina che hai teste’ suggerito? Un pennivendolo che NON chiede ad un mazzettaro come mai e’ stato messo a capo di un’azienda pubblica? Mica siamo in una Repubblica delle Banane. Sarebbe come se non chiedessero ad Andreotti della sua sentenza di mafioso prescritto, come se non chiedessero a Berluscone dei suoi rapporti con i mafiosi, dei suoi riciclaggi, delle sue evasioni fiscali, come se non chiedessero a Previti che ci fa in Parlamento un corruttore di giudici, come se non chiedessero a Dell’Utri che faceva coi cavalli nella stanza d’albergo. Impossiboli.

    Commento di Il Re E' Nudo, anzi no, veste Armani — 9 Marzo 2007 #

  22. Volevo segnalare a Piero e al nutrito popolo del blog che nel Parlamento italiano c’è un “alieno”, Antonio DI PIETRO che ha presentato un disegno di legge “Parlamento Pulito” per cui la condanna definitiva ad un delitto doloso comporta la ineleggibilità come parlamentare.
    Italia dei Valori l’aveva promesso in campagna elettorale e adesso ha presentato il disegno di legge alle Camere: vedasi l’ultimo post su www.antoniodipietro.it

    Commento di ROBERTO — 9 Marzo 2007 #

  23. #

    Volevo segnalare a Piero e al nutrito popolo del blog che nel Parlamento italiano c’è un “alieno”, Antonio DI PIETRO che ha presentato un disegno di legge “Parlamento Pulito” per cui la condanna definitiva ad un delitto doloso comporta la ineleggibilità come parlamentare.
    Italia dei Valori l’aveva promesso in campagna elettorale e adesso ha presentato il disegno di legge alle Camere: vedasi l’ultimo post su www.antoniodipietro.it

    Comment by ROBERTO — 9 March 2007 #

    Già che c’era poteva proporre anche una legge contro la guerra…

    Commento di Valerio Bettega — 9 Marzo 2007 #

  24. Applicando la tua logica dovrei concludere che un coglione resta sempre un coglione. Invece spero in una tua resipiscenza, in un’espiazione e, infine, un recupero al consorzio delle persone civili. Ci spero. Anche se temo sia impresa assai ardua..

    Commento di robi — 9 Marzo 2007 #

  25. Capisco che tu possa far finta di non capire, ma qui stiamo scadendo completamente nel ridicolo.
    Anche se non stiamo parlando di essere o no coglioni, ma di essere qualcosa di molto più, usiamo comunque il tuo discorso.

    Il coglione potrà pure non fare più il coglione, in un futuro, ma dal momento che è stato coglione NON deve rappresentarmi in alcun modo istituzionalmente o non deve coprire importanti cariche dirigenziali.
    Altrimenti quelli che non si sono MAI comportati da coglioni potrebbero, ben donde, lamentarsi dato che non vorrebbero essere rappresentati da uno che ha fatto il coglione precedentemente.

    E qui non stiamo parlando di essere stai coglioni ma di ben altro!!

    E’ più chiaro così o vuoi qualche disegnino o linguaggio a te più comprensibile.

    Su ragazzi un minimo di logica e buon senso.

    Commento di Fabio — 9 Marzo 2007 #

  26. Ho scoperto ora il tuo blog! Complimenti per quello che fai e per il tuo coraggio, meno male che ci sono persone come te in Italia, che sfidano apertamente le istituzioni malate e corrotte! Bravo Piero continua così!

    Commento di Danilo — 9 Marzo 2007 #

  27. Io per fare il lavoro che faccio, mi è stato più volte chiesto il certificato del casellario giudiziale e dei carichi pendenti… e non ricopro alcuna mansione amministrativa e non sono soggetto a tangenti o cose del genere. Io questo lo comprendo benissimo: se dovessi scegliermi un socio, o anche solo la donna delle pulizie, o l’amministratore del condominio, baderei bene di non scegliere un ladro (o uno che lo è stato). Non capisco perché invece questi discorsi, nel buonsenso li farebbe chiunque, ma quando si parla di politici o manager smettono di valere.
    Insomma alcuni possono rubare miliardi, e se lo fanno “espiano” e pace (anzi complimenti per l’audacia!), altri invece, se rubano un tozzo di pane rimangono ladri a vita. Solita legge, forte coi deboli e deboli coi forti… la cosa spaventosa è che questo si diffonde anche nella mente delle persone, che giustificano e celebrano la corruzione dei ricchi; magari sono gli stessi del “tolleranza zero” (con i poveracci e gli immigrati).
    Sapete, sto per lasciare l’Italia, e mi auguro di trovare un mondo migliore e onesto là fuori.

    Commento di Luigi — 9 Marzo 2007 #

  28. @ Luigi

    “Non capisco perché invece questi discorsi, nel buonsenso li farebbe chiunque, ma quando si parla di politici smettono di valere.”

    Ma infatti non smettono di valere, tutt’altro.

    Rifacendomi al tuo esempio, la donna (o uomo) delle pulizie non è stata interdetta dal poter presentare domanda di lavoro per il resto della sua vita, semplicemente chi è lì per offrirle lavoro ha il diritto di essere informato sugli eventuali trascorsi giudiziari della persona che ha di fronte e poter, quindi, effettuare una scelta pienamente informata.

    O stai forse dicendo che una persona che è stata condannata per furto una volta non ha più diritto a trovar lavoro per tutta la sua vita, e quindi è condannato a morire di fame una volta espiata la sua pena?

    No, suppongo che non è questo che tu avessi in mente… è chiaro, quindi, che il problema va affrontato seriamente e non è di così facile soluzione come potrebbe sembrare di primo acchitto.

    A parer mio, vanno fatte differenze tra cariche pubbliche ricopribili in seguito ad elezioni e cariche pubbliche ricopribili in seguito a designazioni: nel primo caso l’idea potrebbe essere quella di lasciare al popolo il compito di decidere se o meno una persona è degna di rappresentarli, sulla scorta delle informazioni relative ai suoi trascorsi, anche giudiziari. Nel secondo caso, invece, bandire tout-court una persona dall’esercizio di funzioni pubbliche potrebbe essere una possibilità.

    Nel primo caso, forse, sarebbe auspicabile una sorta di “interdizione temporanea” dall’esercizio di funzioni pubbliche, commisurata alla gravità del reato commesso.

    Commento di Fabio — 9 Marzo 2007 #

  29. Fabio, tempo fa ho sentito di un Visco condannato nel 2001 per abusivismo edilizio. Pare che si fosse allargato il garage. Ora: questo lo rende incompatibile con la copertura di cariche pubbliche e amministrative? Forse no. Ma questo non lo renderebbe incompatibile nemmeno con la carica di bidello. Però, per legge, può sedere in parlamento, ma non può fare il bidello.
    Per me, anche Visco non dovrebbe fare il mestiere che fa: se hai cariche di un certo tipo devi anche tenere un comportamento onesto e rigoroso.

    Sei stato condannato? Hai sbagliato? Rifatti una vita. Magari fuori dal parlamento, però. Di mestieri ce ne son tanti. Alcuni richiedono onestà come prerequisito fondamentale, altri no. O vogliamo mettere lupi a far la guardia ai greggi?
    Poi, posso anche essere d’accordo con te, sul commisurare le cose alla gravità. Ma quando si tratta di fare le leggi per la gente comune questi discorsi sono sempre secondari, si fanno sempre e soltanto quando si parla dei potenti, dei cittadini di serie A.

    Commento di Luigi — 9 Marzo 2007 #

  30. Luigi,

    sono d’accordo con te sull’ingiustizia intrinseca della disparità di trattamento dei “potenti” rispetto alle persone “normali”, ma questo è un discorso ben più ampio di cui la questione di cui stiamo parlando ora è una semplice parte, non certo il tutto.

    Non fraintendermi, comunque, anche io vorrei vedere fuori dal parlamento tutti quei criminali… Forse la strada dell’interdizione permanente è davvero la più breve e sicura, vista la situazione attuale, anche se mi puzza un po’ di “antidemocratica”.

    Commento di Fabio — 9 Marzo 2007 #

  31. Carissimi,
    la recente decisione del Parlamento inglese in base alla quale anche i membri della Camera Alta dovranno essere eletti apre scenari assai interessanti, anche in relazione al dibattito in corso sul blog di Piero sui criteri di nomina ad alte cariche istituzionali o imprenditoriali.
    Se viene a mancare la “impenetrabilità” di uno degli ambiti fino ad oggi più esclusivi d’Europa (per non dire dell’intero pianeta), a maggior ragione non si vede come sia possibile preservare quella sorta di “diritto esclusivo” riservato ad un ristrettissimo novero di cittadini italiani che da tempo si scambiano le cariche più ambite, come se fossero figurine di una esclusiva raccolta.
    Numerosi nel mondo occidentale sono gli esempi di “verifica” dei candidati a cariche di rilevante rappresentatività. Sia a monte, vale a dire in relazione al comferimento stesso della carica, sia a valle, ovverosia in relazione ad una valutazione, anche in corso d’opera, della opportunità che un determinato soggetto venga riconosciuto meritevole di continuare a coprire una carica più o meno prestigiosa.
    Le azioni di verifica ante o durante sono gestite da organismi più o meno pubblici, più o meno facilmente attivabili, consultivi o deliberanti (vale a dire in grado di fornire solo un parere o, viceversa, investiti del potere di emettere un verdetto cogente).
    Le formule sono davvero molte e diversificate, e possiamo elaborarne anche altre, in funzione della situazione da valutare.
    Una cosa sia chiara:l’aspetto giudiziario non può essere il solo criterio. Nè, tantomeno, quello economico, legato a concetti, non sempre biunivocamente correlabili al grado di civiltà, quali la redditività, la produttività.
    No, la credibilità, l’autorevolezza, la lungimiranza di uno statista, di un capitano d’industria, di un alto burocrate (senza alcuna accezione polemica, considerato il rispetto di cui in alcune parti del mondo beneficia l’Alta Amministrazione)non si misurano con la sola fedina penale. Le si leggono attraverso le decisioni, la lealtà mostrata nei confronti della società, financo l’atteggiamento, per non parlare delle guerre combattute attraverso quali battaglie, con quali alleanze, contro quali nemici, nominando quali collaboratori.
    Per il momento mi fermo quì, ma tornando all’incipit della riflessione, nel momento in cui la composizione della Camera dei Lord verrà originata dalla scelta elettorale tutti gli esiti saranno possibili, anche quello di ottenere l’esatta identica riproduzione della Camera attuale, con una differenza sostanziale: la scelta!
    A tutti i lettori di Piero un affettuosissimo abbraccio.
    Alberto Ricci

    Commento di Alberto Ricci — 9 Marzo 2007 #

  32. ciao sn roberto, stamattina ho dovuto abbandonare un pò prima il posto di combattimento e non so come è finita. alla fine il nostro giornalista ha fatto la domanda scomoda? e scaroni all’uscita lo avete beccato?

    Commento di Roberto Scurto — 9 Marzo 2007 #

  33. :-D buffet a seguire… :-D
    scusate se rido ma mi siete simpatici!

    Commento di Luca Rosso — 10 Marzo 2007 #

  34. @ Roby
    Beh questa sciocchezza del p. m. che patteggia per chissà quali motivazioni,ma cosa dici?
    ma hai la minima idea di cosa stai parlando?
    i p.m. patteggiano perchè un processo avrebbe tempi lunghissimi e talvolta non si arriverebbe nemmeno ad una condanna, dunque si sceglie la via del patteggiamento, con la quale comunque io reo riconosce di essere colpevole.Addossare poi la responsabilità dei processi ai giudici poi è un ‘altra assurdità enorme.Innanzitutto le leggi che regolano il processo le fa il parlamento e non certo i giudici, ci sono leggi assurde che regolano sia il processo penale che quello civile , come il fatto che la prescrizione continua a correre durante il tempo del processo quando invece dovrebbe interrompersi con la notizia del reato.Per non parlare della mole enorme di lavoro che svolgono i magistrati.Per quanto riguarda la seconda possibilità alle persone come Scaroni , qui non è una questione di riabilitazione o meno, è una questione di opportunità, nel senso che è molto poco opportuno nominare per una carica pubblica persone che hanno commesso gravi reati proprio contro lo Stato.E’ una questione di opportunità il non voler essere rappresentati da un Pomicino o da un Vito, gente che è stata beccata più volte con le mani nel sacco, che ha commesso più di un reato grave e che ha dimostrato di non meritare la fiducia degli elettori.Questo non vuol dire che non possano rifarsi una vita o essere riabilitati, ma i posti di eccellenza sarebbe meglio che li occupino persone di specchiata moralità o comunque non persone che solo per smania di potere si sono macchiate dei reati più odiosi.

    Commento di Francesco — 11 Marzo 2007 #

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