Articolo Posto sotto sequestro preventivo

Aprile 28, 2007 on 12:24 pm | In Politica | 150 Comments

GUARDIA DI FINANZA
NUCLEO SPECIALE FRODI TELEMATICHE
P.P 30300/07 RGNR-14223/07 RG GIP
TRIBUNALE DI ROMA

Elio Catania

Aprile 27, 2007 on 12:52 pm | In Politica | 29 Comments

Sono pochi, sempre gli stessi. Viaggiano in business class. Collezionano posti nei consigli di amministrazione di banche, aziende e fondazioni. Se li scambiano come figurine. Un tempo li chiamavano boiardi. Ora vengono definiti top manager. Si spacciano per tecnocrati. In realtà sono professionisti delle relazioni di potere. Pura espressione di un capitalismo neo-feudale. Nulla li ferma, né una condanna penale nè un disastro di bilancio. Arrivano a guadagnare duecento volte lo stipendio base del dipendenti dell’azienda che amministrano. Se ne vanno con liquidazioni da sceicchi. Ma poi restano nel giro.
Uno di questi è Elio Catania. Come previsto, ieri Letizia Moratti l’ha nominato presidente dell’Atm (stipendio base di un tranviere: 950 euro al mese), con il mandato di privatizzare. Viene premiata la sua “pluriennale esperienza gestionale e manageriale - si legge nelle motivazioni della sua candidatura -, maturata quale amministratore di importanti società pubbliche e private”. Guiderà un cda minuziosamente lottizzato fra i partiti del centrodestra.
61enne, catanese, già presidente e amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, poi cooptato nel cda di Banca Intesa, Elio Catania ha lasciato i treni con le cimici tra i sedili e debiti per diversi miliardi di euro, portandosi a casa una liquidazione di diversi milioni di euro. L’uomo più adatto per amministrare i trasporti pubblici milanesi? Ricorderemo in pubblico i suoi successi di “top manager”. Così, giusto per non lasciare indisturbato il manovratore.

Possibile?

Aprile 25, 2007 on 9:43 pm | In Politica | 33 Comments

Possibile che non si riesca a rivolgere una domanda (tema: la bozza di legge sul conflitto d’interessi e l’ingresso del Buffone in Telecom) al molto glamour presidente della camera, quest’oggi blindato dalla polizia come neanche Provenzano il giorno dell’arresto?
Possibile che per rivolgergliela sia necessario alzare la voce e che il presidente della camera risponda a gesti e monosillabi (”la legge verrà presto discussa in parlamento”) a sette metri di distanza, in mezzo a una nuvola di occhiuti agenti in borghese?
Possibile che in nome della “sicurezza” si venga tenuti alla larga e piantonati come dei criminali matricolati soltanto perché s’intende esercitare senza inibizioni un proprio dovere di vigilanza democratica?
Possibile che, di fronte a una domanda fuori copione, i militanti di rifondazione comunista si sentano offesi per conto del loro amato leader e si rivelino meno tolleranti degli ultras da curva sud, per esempio uscendosene con sentenze come questa: ti paga Berlusconi?
Possibile che tra le decine di gendarmi di scorta alla signora Moratti (anch’ella quest’oggi al corteo di Milano, benché alleata degli eredi di Salò), ci sia parso di riconoscere un poliziotto già condannato con rito abbreviato per il pestaggio di un minorenne durante il G8 di Genova?

Possibile che tutto questo accada il giorno in cui si celebra la liberazione dal fascismo?

No, non è possibile.
Devo aver sognato, devo essermi sbagliato.

Lettera a Furio Colombo

Aprile 24, 2007 on 4:26 pm | In Politica | 20 Comments

Ancora sulla legge Mastella. Ho appena scritto al senatore Furio Colombo questa lettera. Fatelo anche voi, se credete. L’indirizzo è colombo_f chiocciola posta.senato.it.
Mi sembra buona l’idea di organizzare qualcosa a Roma al momento della votazione in Senato. Prima può partire, per quel che vale, un pressing di mail, fax e telefonate ai senatori e agli uffici unionisti presso palazzo Madama. Chi ha indirizzi utili li posti.

Caro Senatore Colombo

fra poco arriverà a palazzo Madama il disegno di legge Mastella sulle intercettazioni. Non mi piace. Penso che sia una grave limitazione alla libertà di informare e sapere. Temo che risponda all’esigenza di consolidare l’irresponsabilità del potere piuttosto che di salvaguardare la privacy degli indagati. Alla Camera è passato all’unanimità, con sole sette astensioni. Tutto fa credere che ormai i giochi siano fatti. Vorrei conoscere la sua opinione in merito. Voterà contro, come già per l’indulto? Quali emendamenti presenterà? Ma più in generale vorrei comunicarle il disagio, lo sdegno e la crescente delusione di tanti amici che come me e insieme a lei in questi anni si sono opposti alla deriva berlusconiana.
Che si fa, senatore Colombo? Un nuovo girotondo contro Mastella e poi?
Ci aiuti a capire. Ci aiuti a non pensare che non ne valesse la pena.

Con la stima di sempre, Piero Ricca

Post Scriptum

Questa sera sarò ospite di una tv locale che si chiama Studio 1, visibile in Lombardia, Emilia, Veneto (e con il logo Quadrifoglio tv per il Piemonte); conduce in studio Daniele Martinelli. Si parlerà anche della legge sulle intercettazioni. Altro ospite Giorgio Grasso, uno stretto collaboratore di Sgarbi…

Legge Mastella

Aprile 23, 2007 on 6:28 pm | In Politica | 49 Comments

Salvaguardare la privacy degli indagati eccellenti: ecco un’altra emergenza nazionale cui il partito trasversale dell’impunità ha finalmente posto rimedio, votando la settimana scorsa alla Camera il disegno di legge Mastella. Come si addice alle emergenze, il provvedimento è stato votato all’unanimità, con sole sette astensioni.
La legge estende il novero dei documenti di indagine e del processo non pubblicabili, a cominciare dai testi delle intercettazioni, e prevede sanzioni pecuniarie insostenibili per i giornalisti che le pubblicano. Tutto questo in nome dei diritti degli indagati e in barba al dovere di cronaca, cioé al diritto dei cittadini ad essere informati.
In presenza di questa legge difficilmente avremmo saputo degli scandali più gravi degli ultimi anni: i giornali ne avrebbero potuto parlare in modo allusivo o edulcorato, le conseguenze presso l’opinione pubblica sarebbero state ancora più blande. L’unanimità non stupisce e nemmeno il silenzio della gran parte dei media: la legge fa comodo a entrambi gli schieramenti, ai furbetti di destra e sinistra, e in fondo non dispiace agli editori: meno notizie scomode si pubblicano, meno grattacapi si rischiano. E dire che in molti votarono Unione per veder estesa la libertà di cronaca, approvati provvedimenti anti-corruzione e cancellate le leggi vergogna. Le quali al contrario nell’ultimo anno sono state integrate, dapprima con l’indulto e ora con la legge Mastella. Quelle preservavano il potente di turno dal rischio di una condanna, questa lo protegge dal danno di immagine.
Completa il quadro e rivela lo spirito della norma il codicillo che riduce sensibilmente il numero dei centri di ascolto e pone i provvedimenti di intercettazione sotto l’esame della Corte dei Conti. Non basta censurare l’informazione, bisogna anche depotenziare lo strumento d’indagine più efficace per i reati da quartieri alti.

Qui trovate una sintesi del testo approvato alla Camera.
Qui le ragioni critiche sintetizzate da Marco Travaglio.

Non è difficile immaginare che il partito trasversale dell’irresponsabilità vorrà chiudere in fretta (e in sordina) la pratica al Senato. Per la società civile, o quel che ne rimane, sarebbe quasi ora di battere un colpo. Che cosa proponete?

Vietato delegare

Aprile 22, 2007 on 5:18 pm | In Politica | 43 Comments

“La libertà c’è, quel che manca sono gli uomini liberi”, scriveva Leo Longanesi. Se questo blog ha un senso, è quello di stimolare altri a vincere la passività. Vietato delegare. Pubblico questa lettera di Giuseppe Zito da Latina.

Caro Piero

sono Giuseppe Zito, di Latina, sposato con un figlio di 2 anni, informatico, guadagno 1350 euro… condivido il tuo pensiero, appoggio le tue contestazioni, voglio essere parte attiva del tuo movimento, chiamami all’appello quando si deve passare all’azione…
Ecco come dovremmo firmarci quando commentiamo sul tuo blog o su altri affini!
Ho notato questa paura generalizzata nel dare i propri dati…si contesta…si condivide…ma sempre firmandosi “terminator72″, “brigatista68″, “cheguevara69″, che rivoluzionari!!!!!….ma dite chi cazzo siete oh cari bloggers!!!!!!!!!!!!!!!
di che avete paura??????????!!!!!!!!!!! siete gli stessi che a Piero Ricca e Beppe Grillo dite di mobilitarvi!!!!!!
….fosse questa la radice di tutte le mafie? l’aver paura di “esporre” il proprio nome e cognome????
da 2 anni sto nei BLA BLA BLA DEI BLOG per i quali simpatizzo…….e poi 4 gatti che riescono a organizzarsi fisicamente e non possono o non sanno organizzare altrii presunti sostenitori…e perchè????? perchè NON SANNO CHI SONO!!!!!!

ALLORA IO PROPONGO:

1) prepara in bell’evidenza un appello ai bloggers per farli uscire dall’anonimato!!!! :-)
2) prepara una mailing list alla quale far iscrivere le persone che ti sostengono e che vogliono partecipare “fisicamente” alle tue contestazioni

Il concerto

Aprile 21, 2007 on 4:48 pm | In Politica | 33 Comments

Il papa è a Pavia sulle orme gloriose di Sant’Agostino. E questa sera nella basilica di Santa Maria del Carmine si terrà un concerto in suo onore.
Main sponsor è l’associazione Il Circolo del signor Marcello Dell’Utri, che dall’alto delle sue due condanne definitive per reati finanziari e della sua condanna in primo grado a nove anni per mafia, proprio si vuol togliere tutti gli sfizi. Alleva i nuovi ranghi del partito padronale, seleziona le candidature al parlamento, promuove l’expo del libro antico, riscrive la storia del fascismo, vuol mettere il suo zampino del teatro Lirico di Milano, garantisce per l’onestà di Cesare Previti. E offre concerti per il papa.
Uno così, in un paese normale, sarebbe ai margini della società. Qui passa per un padre nobile, dedito al mecenatismo. Nessuna istituzione pubblica, in un paese normale, gli consentirebbe di sponsorizzare un concerto. La diocesi di Pavia, che promuove l’evento insieme a comune e provincia, glielo consente. Ed è comprensibile che in Vaticano prendano le distanza un filo imbarazzati.
Nella cartella stampa di presentazione dell’iniziativa un comunicato definisce Il Circolo “un’associazione apartitica ma non apolitica… dedita alla costruzione di un’identità culturale comune a tutte le forze politiche che si riconoscono nella Casa delle Libertà'’.
Questa sera vado a Pavia, a distribuire qualche volantino sul curriculum giudiziario del mecenate in odore di mafia. Una stecca nel coro ci vuole.
Siete tutti invitati a partecipare. Ritrovo ore 20,30 davanti alla basilica. Poi, se ci consentono di entrare, ci godiamo in religioso silenzio Mozart e Schubert.

Vannino Chiti

Aprile 20, 2007 on 8:38 pm | In Politica | 17 Comments

“Voi ci avete accusato di regime nonostante non avessimo fatto il conflitto di interessi, nonostante avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi, nonostante le concessioni… Durante i governi di centrosinistra il fatturato di Mediaset è aumentato di 25 volte” (Luciano Violante, discorso parlamentare, 28-02-2006)

“Come ha detto Confalonieri, la voglia di piazza Loreto trasuda da ogni poro del centrosinistra” (Marcello Dell’Utri, Corriere Magazine, 23-02-2006)

L’incubo di un nuovo piazzale Loreto per adesso è sfumato. Ieri Fedele Confalonieri ha promosso a pieni voti il partito democratico con queste parole: “Su Mediaset la sinistra è maturata, è tramontata la demonizzazione di certa sinistra verso la tv berlusconiana”.
Nelle stesse ore Silvio Berlusconi era accolto come il padrone di casa all’ultimo congresso dei Ds, ed è rimasto ben impressionato dal nuovo partito: quasi quasi si iscrive. Ma prima avverte il dovere di entrare nel capitale di Telecom, “per salvaguardarne l’italianità”.
Il titolo Mediaset, “patrimonio del paese” secondo D’Alema, ha chiuso la giornata con un bel balzo in avanti.
Il ministro Vannino Chiti, commosso, oggi ha replicato: “l’ipotesi non va confusa con il problema del conflitto di interessi”.
E poi ha aggiunto: “Se le imprese si muovono perché le leggi lo consentono la politica non deve intervenire nel mercato. La politica deve solo far rispettare le regole”.
Imprese, leggi, politica, mercato, regole. E tappeto rosso per un avanzo di galera.

Zona franca

Aprile 19, 2007 on 8:22 pm | In Politica | 20 Comments

Mettersi in gioco in prima persona, per rompere gli schemi.
La differenza fra un suddito e un uomo libero è tutta qui. Duccio, quinta liceo scientifico, abitante a Lecco, l’altro giorno s’è preso la briga, con alcuni suoi amici, di andare a volantinare una verità scomoda a un convegno pubblico. Ecco il suo racconto.

Caro Piero,

ecco un breve resoconto di sabato mattina all’ospedale di Lecco, dove aveva luogo una conferenza sulla sanità lombarda, aperta al pubblico.
Ore 9.30: Damiano ed io ci troviamo in stazione; due macchine, una video-camera, un pacco di volantini riguardo il passato giudiziario del direttore generale dell’azienda ospedaliera Pietro Caltagirone (condannato a due anni per falso ed abuso d’ufficio), le magliette del gruppo, la voglia di esprimere il nostro dissenso. Christian non arriva, attacco di dissenteria. Un presagio? Può darsi.
Ore 9.41: Damiano ed io siamo lì, davanti alla hall dell’ospedale, con il sole primaverile che illumina la giornata, una splendida giornata. Si vedono volti noti. Il direttore dell’Asl, il DG dell’ospedale, l’assessore regionale Bresciani, etc etc etc. Insomma, i vertici della sanità lecchese e lombarda.
Ore 9.50: comincia il volantinaggio. 1, 2, 3, 4, 5, volantini ed è già spassosa la cosa. Sono felice. Vedo il volto della gente corrucciarsi, quasi sorpresa. Alcuni ridacchiano, altri piegano il volantino temendo il rimprovero del capo, altri si fermano, ci raccontano il loro parere.

Poco più tardi un ufficiale della polizia (suppongo, non sono esperto di divise) arriva con fare minaccioso. Mani sulla telecamerina, minacce, rimproveri e tanta, tantissima, incertezza. Biascica un “non potete perché il DG non vuole…”. Rido, sorrido, inorridisco. Ma come? Ci riempiamo la bocca di democrazia, e poi basta così poco per farla cadere come un birillo?! Sono stupito. Poi il meglio. L’ufficiale prende il cellulare, e telefona. Intanto passano celebrità lecchesi. Poi, in un attimo, ecco quattro uomini in borghese. “Digos” mi dicono. Alt, riflettiamo. Due liberi cittadini volantinano il loro parere personale e documentato e si scomoda persino la Digos?! Però. Gli agenti ci chiedono i documenti. Dopo qualche resistenza, ingenua da parte mia, glieli forniamo. Addirittura il Sindaco Faggi, con vistosissimi occhiali firmati e capelli appena rassettati, ci sfila davanti senza nemmeno guardarci in faccia. Finita l’opera di schedatura ci spiegano che “l’ospedale è della dirigenza” e quindi non si può volantinare senza l’autorizzazione dall’alto: Caltagirone. Maledizione, non ci avevamo pensato. Imbecilli, pensavamo di poter essere liberi anche all’ospedale. No, in ospedale servo, fuori ciò che vuoi. Ospedale come Livigno. Una zona franca, dove il diritto di critica non sussiste, dove la libertà è un male, la verità un morbo.
Ci invitano ad abbandonare la zona franca. Fuori, sul marciapiede, lì sì che la democrazia può resistere. Io, Mauro, Sonia, Damiano, Benedetta, Christian, in seguito Bracco e Bigi, siamo lì. Stupefatti. Si volantina, urlando orrore alla gente che passa. Una signora mi dice: “Vedi come intendono la democrazia!?”. Arriva il Dott. Zoli, vicino al Dg, ci spiega in modo civile e pacato il motivo per cui la zona sia franca. Non si sbilancia ma ci fa capire tante cose. Un agente della Digos, molto corretto, ci invita a fare due chiacchiere in questura. Mi rifiuto, altri son più disponibili, hanno ragione.
Stroncati dalla calura, decidiamo di partecipare alla benedetta conferenza sulla sanità lombarda.
Che errore, ci intimano di spegnere la videocamera. Parla la Faggi, che racconta esperienze tragiche riguardo barboni che bestemmiano in piazza e che arrecano danni smisurati alla comunità. Tra i presenti si sorride. La parola al nostro idolo. Caltagirone appare infastidito. Leggiucchia due cosine. Ci annoia dopo nemmeno venti minuti. Ci alziamo e ce ne andiamo. Arrivederci Direttore.
Decidiamo di andare in questura, per la famosa “chiacchierata”. Così sarà.
Abbiamo contribuito alla libertà d’espressione in una zona franca , scusi Direttore.
La liberatoria però, questa volta, non serve.

Un lusso

Aprile 18, 2007 on 12:08 pm | In Informazione | 53 Comments

05

Ecco che cos’è il dibattito sul caso Europa 7 di questa sera: un lusso. Ne ho avuto la definitiva certezza ieri pomeriggio. Stavo chiedendo come favore personale (siamo arrivati a questo punto) a un cronista della principale agenzia di stampa nazionale di mettere sui terminali due righe di annuncio tra gli appuntamenti milanesi. Poi mi è venuto un dubbio: ma conosci il caso Europa 7, vero? Risposta: veramente no, ma è una cosa nuova? sai io sto tutto il giorno chiuso qua dentro…
Ovvio che nemmeno il Corriere della Sera ha pubblicato mezza riga: troppo presi con l’Inter, che questa sera forse vincerà lo scudetto, e sai che bella festa.
Repubblica è in sciopero.
Il buon Gianni Barbacetto ha bidonato all’ultimo momento: ha preferito un’ospitata tv a sostegno del suo ultimo libro, “se no l’editore mi licenzia”.
Come se non bastasse, inizia oggi il salone del mobile (l’unica settimana dove a Milano sembra che succeda qualcosa). E la corsa è alla festicciola con aperitivo gratis, mentre il buffone sta trattando anche l’acquisto di Telecom. Fra poco sarà sua anche l’aria che respiriamo, come prevedeva Franco Cordero. Ma va bene così, l’estate si avvicina e a chi vuoi che importi di leggi antitrust, di indipendenza dell’informazione, di soluzione dei conflitti di interesse, e magari di una giustizia che funzioni.
Il disinteresse e l’ignoranza che ho constatato parlando con i cronisti li ho percepiti ancora una volta distribuendo volantini e parlando con le persone cosiddette comuni. Non c’è più l’agorà, questo è il problema. La testa delle persone è il luogo più inquinato. Conoscere per farsi un’opinione è l’interesse di una esigua minoranza. Investire un paio d’ore per sostenere un’idea è il sintomo di una follia sempre più rara.
In compenso si vendono diciotto riviste di gossip e le prime quattro persone nelle quali mi sono imbattuto questa mattina avevano TUTTE visto la puntata di ieri di Striscia la notizia con il video della nostra contestazione a Emilio Fede. E allora sì che i complimenti fioccano.
Uno che non fa complimenti è Moni Ovadia. Ieri l’ho incontrato per caso in libreria. E mi ha detto: “Ma cosa fai ancora in Italia, vai via da qui! Questo paese è marcio!”.
Difficile dargli torto.

Tutto questo può sembrare uno sfogo di malumore, ma è solo un modo per ricordarvi l’appuntamento di questa sera:

al teatro alle Colonne di Milano, corso di porta Ticinese 45, alla destra della basilica di San Lorenzo, dalle 20,45. Nostro ospite l’editore di Europa 7, Francesco Di Stefano. Venite e diffondete!

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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