Compagni che sbagliano
Aprile 2, 2007 on 6:04 pm | In Informazione |
Gianni Barbacetto ha appena sfornato il suo ultimo libro, “Compagni che sbagliano”, (edito da Il Saggiatore), nel quale fa un’analisi disincantata della realtà politica italiana a partire dai fatti dell’ultimo anno. Sarà in libreria nei prossimi giorni. Eccone uno stralcio, in tema di oligarchie di partito.
“Già, i partiti. Vivono in Italia un momento strano: sono al minimo storico di credibilità e capacità d’egemonia culturale, ma non hanno mai avuto così tanto potere. Negli anni ottanta della Prima Repubblica, fino al cruciale 1992 di Mani pulite, si era tanto polemizzato sul loro strapotere e la loro arroganza. Ma allora, almeno, i partiti esistevano. Avevano un seguito di massa. Avevano identità, strutture, classe dirigente. La partitocrazia era certamente un’indebita occupazione di spazi di potere, ma a opera di formazioni con alle spalle migliaia di militanti e valori condivisi.
Oggi di tutto ciò è rimasto ben poco, a destra e a sinistra. Sono restati gli apparati. E la loro prosopopea. Qualcuno prova a sperare che la costituzione del partito democratico possa risolvere ogni problema: ma quale partito democratico? Come e con chi? Non è cambiando il nome della cosa che si rinnova davvero la cosa, non è sommando due élite politiche (quelle di Ds e Margherita, oltretutto divise anche al loro interno) che si crea un partito davvero nuovo. Quando Salvatore Vassallo, al seminario di Orvieto sul partito democratico, nell’ottobre 2006 ribadisce l’elementare principio di democrazia «una testa, un voto» e parla di «popolo delle primarie» e perfino di «gazebo», vede davanti a sé, nella platea, gli sguardi corrucciati e le smorfie di disgusto di Ciriaco De Mita e Massimo D’Alema.
«Gazebo»: evoca le interminabili file di cittadini corsi a votare alle primarie, ricorda il popolo del centrosinistra che si mobilita in tutta Italia. Una forza tranquilla, inaspettata, imprendibile, ingovernabile per i partiti: ecco perché «gazebo», per le élite politiche, è diventata una parolaccia. In attesa del nuovo partito, comunque, continuano a tenere la scena le formazioni esistenti: i Ds, la Margherita e tutti gli altri, con i loro gruppi dirigenti, le correnti interne, i capi e i capetti. E gli imbrogli. Nella Margherita per esempio esplode lo scandalo delle tessere. A Striscia la notizia sfilano uomini e donne che sventolano la tessera del partito ricevuta per posta senza averla mai chiesta. A Torino sono segnalati casi di tessere intestate a cittadini defunti. A Modena si triplicano miracolosamente in pochi mesi. A Roma crescono da 50.000 a 70.000, più delle preferenze ricevute alle elezioni. A Terni la Margherita ha 5.000 iscritti, quanti i voti. In Calabria ha più tessere che voti…
L’imbroglio falsa il rapporto tra i cittadini e la politica, mina le basi della democrazia. Ma, in fondo, nessuno si stupisce troppo. Lo scandalo passa senza troppe scosse. E il sistema dei partiti, di destra e di sinistra, prosegue la sua corsa. Il Sip (sistema informale dei partiti) continua a perdere consensi e accumulare poteri. È multiforme ma solidale, attraversato da grandi conflittualità che convivono con profonde solidarietà trasversali. È l’insieme di forze e debolezze intrecciate, una cosa mischiata al suo contrario. Sembra una specie di pantheon indù incrociato con Paperopoli: strane creature dalle cento mani protese, esseri con metà del corpo informe, bambini dalla testa d’elefante.
Con il saldo controllo degli apparati, dell’informazione televisiva, del destino di molti cittadini. E una struttura fortemente oligarchica, a dispetto delle regole apparenti e dei riti esibiti. Con la nuova legge elettorale, una decina di persone ai vertici degli apparati di partito impone i nomi dei candidati alle elezioni e il loro posto in lista, decidendo così chi sarà eletto e chi no. I nomi dei nuovi parlamentari sono noti, con limitatissime incertezze, già prima delle elezioni. Ogni capo d’apparato sa chi tra i suoi passerà: ormai non sono eletti, ma nominati; a scegliere non sono gli elettori, ma la nomenklatura dei partiti.
Certo, la legge elettorale che ottiene questo bel risultato l’ha voluta il centrodestra. Uno dei suoi padri, il leghista Roberto Calderoli, l’ha definita una «porcata». Ma il centrosinistra non l’ha subita, l’ha invece felicemente utilizzata per regolare i conti interni. Altrimenti, per scegliere i suoi candidati avrebbe potuto lanciare le primarie, che sarebbero state oltretutto un grande momento di discussione nel paese e, perché no, anche di campagna elettorale. Non avevano avuto questo effetto anche quelle per il candidato premier? Il 16 ottobre 2005 Romano Prodi le aveva stravinte con un risultato clamoroso e inaspettato: a votare erano andati volontariamente più di quattro milioni di cittadini, che avevano raggiunto i famosi «gazebo» e avevano dato il loro nome e almeno un euro.
Quanti saranno stati, tra i votanti, gli iscritti ai partiti? Mezzo milione, ottocentomila? Tutti gli altri erano cittadini, cittadini italiani che investivano, con nome e cognome e speranza, nel futuro del loro paese. Un anno dopo, a elezioni vinte, scoppia il giallo degli elenchi: dove sono i file degli elettori delle primarie, con nome, cognome, indirizzo, numeri di telefono, professione, cifra versata? È la più preziosa banca dati politica mai creata in Italia. Chi può legittimamente detenerla e utilizzarla? Ugo Sposetti, il tesoriere dei Ds, sbotta: «Ma le primarie le abbiamo organizzate noi!».
Prodi, del resto, la sua grande occasione l’ha persa il giorno dopo le primarie: avrebbe dovuto lanciare subito una sua lista di rinnovamento dell’Italia; o almeno dire chiaro e netto quali spazi d’autonomia si sarebbe preso. Non lo ha fatto: e da quel giorno le oligarchie di partito hanno lavorato per far dimenticare le primarie e per mantenere il loro potere”.
15 Commenti »
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ma tutto questo succederebbe dappertutto nel mondo, perchè la fama e il potere a forza di sotterfugi non non è un “fenomeno” solo italiano. quindi secondo me questa realtà non è che l’effetto di due principali cause… 1)maggior parte del popolo ancora bue che non ha voglia di stressarsi troppo e 2)un’informazione a mezzo tv-stampa monca di almeno 3 arti.
E di questo sia i berluscones sia i dalemas sono felicissimi e non muoveranno mai un dito per cambiare le cose…
Commento di Emmanuele C — 2 Aprile 2007 #
Ma che c’entrano i partiti?
E’ l’impero in atto!
i partiti non esistono più da molto tempo…
sveglia!
Commento di Marco — 2 Aprile 2007 #
Ai partiti non crede più nessuno. I DS che invocano Lega e UDC come panacea ai loro mali per tenere a galla un governicchio instabile. Basta andare sul sito di Striscia la notizia per leggere la piccata replica dei DS alla polemica delle tessere fasulle. In sintesi: “Occupatevi di Berlusconi che lui è peggio”. Ecco, è questa la sintesi. Lui è peggio. Dunque io posso ladrare ed imbrogliare, ma soltanto un po, sempre meno dell’altro ladruncolo di Arcore. Altrimenti la gente capisce, e si accorge di quanto siamo inetti e cialtroni. Da un lato questi disgraziati mi fanno quasi pena. Vedere Fassino invocare i “Compagni” e “Compagne” per costruire il partito democratico fa tenerezza. Ci si ricorda dei compagni solo prima delle elezioni o per allestire gli stand delle feste dell’unità. In tutti gli altri giorni non sono compagni bensì cittadini (e ve lo dice uno che è sempre stato a destra, pensate un po).
Buonanima di mio padre parlava di Stalin e di Lenin come 2 eroi. Perlomeno quei 2 potevano definirsi Comunisti. I nostri attuali governanti di comunista hanno solo qualche vaga traccia in qualche vecchia carta intestata. Fantastica la futura scissione dei Trozkisti e la dipartita dei Mussiani. Più che unione, una disunione.
In tutto questo panorama fosco galleggia il piazzista di Arcore, che non vede l’ora di rientrare nella stanza dei bottoni (qualora ne sia mai uscito) per regalarci qualche altra perla di saggezza.
Onore anche a Barbacetto, che si distingue da questa melma che ci avvolge come un blob moderno.
Commento di Gianni — 2 Aprile 2007 #
Con tutta la simpatia e l’apprezzamento per il lavoro di informazione che fa Barbacetto da lustri e premesso che condivido pienamente i passaggi evedenziati in grassetto vorrei mettere in guardia dal coltivare l’illusione che le PRIMARIE possano servire a qualcosa :
(1) Le primarie sono intrinsecamente POPULISTE, con tutti gli svantaggi connessi (non me lo sto inventando io, si veda “Illusioni primarie” - www.aprileperlasinistra.it/aprilerivista/articolo.asp?n=129&ID=1289 ).
(2) Le abbiamo importate dagli USA (lì c’è più democrazia ?!) e incorporano l’indispensabile ingrediente americano: i SOLDI; mai sentito che candidati e analisti sono più interessati all’andamento della raccolta dei fondi che a quello dei sondaggi ?
Fulminanti le parole che Corrado Guzzanti metteva in bocca a Berlusconi: “… l’Italia mi appartiene, l’ho comprata, c’ho le fatture …”.
(3) Nella migliore delle ipotesi le primarie dovrebbero surrogare tutte le possibilità di contare degli elettori, da tempo sistematicamente erose (voto di preferenza, proporzionale); nella peggiore offrono grandi occasioni di creare confusione nel centro-sinistra (si veda la lista Zara a Genova nelle primarie per il candidato sindaco che la destra suggeriva di votare - ma siamo solo agli inizi); in ogni caso servono ai politici per prendere le misure al proprio elettorato e scaricare le sconfitte sui partecipanti (”lo hanno scelto alle primarie”).
(4) Per non parlare della “valore” attribuibile alle indicazioni delle primarie: se il massimo di partecipazione è stato dell’ordine del 20 % dell’elettorato (di centro-sinistra) che pensare se si scendesse al 10 % ? Non ci basta l’insegnamento degli USA in cui quelli che NON votano sono circa il doppio di quelli che votano (ed infatti lì non esiste nemmeno l’equivalente dei nostri dati del Ministero dell’Interno) ?
(5) E si potrebbe continuare ancora per un po’ …
CONCLUSIONE ? Nell’attesa che qualcuno risponda alla classica domanda, ora ritornata di gran moda, sul “Che fare ?” non sarebbe male che si cercasse almeno di trovare risposta all’interrogativo: “Dov’è la fregatura ?”
Commento di Raffaele — 3 Aprile 2007 #
…
Compagni che sbagliano Gianni Barbacetto ha appena sfornato il suo ultimo libro. “Compagni che sbagliano”, edito da Il Saggiatore, nel quale fa un’analisi disincantata della realtà politica italiana a partire dai fatti dell&rs…
Trackback di ulivo velletri — 3 Aprile 2007 #
Il problema N°1 in Italia piu’ di Berlusconi, piu’ della chiesa, piu’ delle mafie, ha i baffi e si chiama Massimo “The Boat” D’Alema. Credenti, pregate affinché gli prenda un ictus o simile, jettatori, mandategli qualche maledizione… Ne va del futuro dell’Italia e del mondo intiero !
Commento di Ildebrando Marchetta — 3 Aprile 2007 #
Non è questione nè di destra nè di sinistra.
In Italia il problema maggiore è questa lobby
politica che sta’ portando il nostro paese verso
il baratro.
Esautoriamoli, e diamo il via a liste civiche,
improntate a principi di equita’ e giustizia:
suona un po’ retorico, ma è l’unica possibilita’
che abbiamo.
Commento di luciano — 3 Aprile 2007 #
I movimenti popolari sarebbero immediatamente presa dei furbacchioni per risalire al potere. Ricordate i primi tempi della lega? Alla fine erano tutti ex dc - psi trombati che si sono dati una ripulita e ripresentati come verginelle al primo appuntamento. Nella mia provincia ad esempio, il rappresentante dell’Italia dei valori alle prime elezioni era un ex delinquente già incarcerato per tangenti e simili che - bello bello - chiedeva per strada le firme per la lista in nome della legalità.
L’Italiano non ha voglia di perdere tempo in queste cose. La politica è cosa da altolocati. Preferiscono sapere gli sviluppi del caso Cogne, e attendere con ansia cosa farà stasera il Milan. Queste sono cose importanti. Tutte le altre possono aspettare.
Commento di Gianni — 3 Aprile 2007 #
Ma che fine ha fatto il compagno (milionario) consorte???
All’epoca delle scalate nessuno si è scandalizzato quando sono state pubblicate le intercettazioni in cui fassino consorte e bersani si rinquoravano a vicenda, mentre lo stesso consorte aveva contatti con gnutti che a sua volta era in contatto con berlusconi.
All’epoca la bicamerale degli affari risultò evidente, però nessuno gli diede molta importanza…
ed alcune di quelle intercettazioni che riguardavano massimo the boat non sono mai state pubblicate…
Commento di massimiliano — 3 Aprile 2007 #
ci sarà via bettino craxi caro Piero!
POVERA ITALIA!
Commento di matteo il vikingo — 3 Aprile 2007 #
DOVE ????????????????????????????????
DOVE LA FANNO ??????????????????????????
Commento di Francesco Baraggino — 3 Aprile 2007 #
via!craxi è una traversa di via dei corroti.vicino a via della tangente angolo via della bustarella. vicino al comune per essere chiari, una volta li chiedi della moratti.
Commento di gianni rosa — 3 Aprile 2007 #
Forse sono molto pessimista, ma qui ci vorrebbe una bomba colossale x spazzare via tutte queste cose vecchie e già stra-usate!!
Scusate ma non riesco nemmeno più a guardare un tg….sono alla frutta!!
Hasta a lluego!!
Commento di Francesca — 3 Aprile 2007 #
pane e f. per tutti,:io sono d’accordo ma perche la tua proposta sia utile dobbiamo spedire le e mail tutti agli stessi indirizzi, allora proponi almeno tre indirizzi.
Commento di gianni rosa — 3 Aprile 2007 #