Chicago, Italia
Aprile 6, 2007 on 6:04 pm | In Economia, Legalità |Il 16 aprile il presidente uscente di Telecom Guido Rossi non sarà presente all’assemblea dei soci Telecom. In compenso, con la sua intervista odierna a Repubblica, ci ha fornito il testo per il nostro volantino. Basterà sintetizzare. Volantineremo le sue ragioni. Ma con toni più moderati. Ecco gli spunti principali.
Le illusioni perdute
“Adesso posso dirlo: mi sento sollevato, mi sono tolto un peso. Da metà settembre fino a martedì scorso ho passato sei mesi d’inferno. Alla mia età è giunta l’ora di rinunciare alle illusioni: il sogno di salvare la Telecom, come quello di risanare il calcio italiano. Erano le illusioni di un vecchio signore che ancora pensa di fare il riformista. E’ tempo che mi passino dalla testa”.
“Perché Tronchetti è venuto a cercarmi? Perché era troppo nei guai, perché era alle strette sia con l’Antitrust che con l’Authority delle Comunicazioni, perché la sua situazione sembrava irrecuperabile, perché aveva bisogno di credibilità. Io mi sono fatto carico di questa responsabilità nell’interesse dell’azienda, l’ultima grande impresa tecnologica italiana, un gruppo al quale mi sentivo legato dalla storia della sua privatizzazione. Ma quando ho cercato di fare pulizia nel conflitto d’interessi fra Tronchetti e la Telecom, per il bene dell’azienda, del mercato e del paese, siamo entrati in rotta di collisione. Sono diventato pericoloso per lui, andavo eliminato”.
La tracotanza di Tronchetti
“Ho l’impressione che mentre io mi occupavo dell’azienda, c’è chi passava più tempo a parlare con i giornali per accreditare queste tesi. Quella che io avrei ostacolato il dialogo con Telefonica è una menzogna. Al contrario, da un certo momento sono stato l’unico a tenere i rapporti con Cesar Alierta. Il presidente di Telefonica era scandalizzato per la tracotanza di Tronchetti. Venne a trovarmi a casa, passò un’intera domenica pomeriggio a parlarmi. Aveva capito che Tronchetti voleva incassare tutto il premio di controllo, per un controllo che non ha. Telefonica è una public company, mi disse Alierta, certe cose non può farle. Ecco come si parla quando si ha rispetto per il mercato”.
La politica
“Al conflitto d’interessi di Tronchetti si sono mescolate le grandi manovre del risiko bancario, le eterne tentazioni di commistione della politica. Non so se gli stranieri che si affacciano hanno capito con quale paese hanno a che fare”. “…il risiko bancario è ancora e sempre impregnato di politica, è percorso da tensioni fra Prodi e i Ds. Tronchetti si sente appoggiato da Banca Intesa. Prodi forse pensa di condizionare la vicenda, di garantire un ancoraggio italiano, attraverso le banche”.
Il gioco al massacro
“In tutto questo si perde di vista l’unica questione seria: nonostante gli anni di difficoltà, i ridimensionamenti, le occasioni perdute, la Telecom è l’ultima grande impresa italiana che è ancora in grado di fare ricerca tecnologica, e la fa. Nel 2006 ha investito più di 3 miliardi di euro in ricerca, innovazione e sviluppo, per l’Italia sono volumi importanti. E’ un patrimonio del paese. Il suo indebitamento è dovuto solo a quelli che l’hanno scalata, a chi sta ai piani superiori. L’azienda è sana, ha un cash flow straordinario, genera utili. Non merita di essere al centro di un gioco al massacro”.
Il 16 aprile
“Non credo proprio che il 16 aprile mi presenterò. Che cosa farei, in mezzo a una lista di amministratori designati per obbedire a chi di suo ha investito lo 0,6% del capitale, e pretende di controllare la società?”.
L’arraffare
“Qui vengono a galla problemi strutturali del nostro capitalismo, che ho denunciato da decenni. Si paga il prezzo delle riforme mai fatte, delle opportunità sprecate anche quando il centro-sinistra era al governo. Di recente è diventato di moda scoprire il sistema dualistico di governance d’impresa, il modello tedesco: lo scopriamo noi proprio quando la Germania per modernizzarsi prende le distanze da una formula vecchia di settant’anni. Ci si trastulla con questi inutili diversivi, nessuno invece osa toccare le anomalie patologiche del nostro sistema: le scatole cinesi, i patti di sindacato. Questa vicenda Telecom passa tutta sopra la testa del mercato, ecco l’unica certezza: i piccoli azionisti sono resi impotenti, e saranno beffati come sempre. E un paese che soffre di una così grave mancanza di regole naturalmente è il terreno ideale per chi vuole approfittarne, per chi pensa a portar via più soldi che può. Invece del fare, c’è l’arraffare. Questa sembra la Chicago degli anni Venti, sembra il capitalismo selvaggio dei Baroni Ladri nell’America del primo Novecento. Ma almeno in America un secolo non è passato invano”.
12 Commenti »
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In questo paese non funziona nulla. Io studio scienze giuridiche ma più vado avanti e più mi rendo conto che l’onestà, la correttezza e il rispetto della legge sono requisiti non richiesti, anzi.
La puntata di report sulla telecom è stata davvero dura da digerire, sono saltate fuori delle dinamiche da vero far west americano, in cui chi conta qualcosa ,per diritto dinastico, imbroglia ruba e và avanti e chi invece non conta un cazzo è destinato a prenderselo sempre e comunque … ….
Commento di massimilianno — 6 Aprile 2007 #
Questa Italia è diventata, grazie a questa sottoclasse di politici, il paese delle banane.
Pare cosa brutta, rispettare le leggi e quei
principi fondamentali che contraddistinguono i
paesi piu’ evoluti.
Nuove regole, nuovi principi, nuovi uomini ecc.
Riusciremo mai a vivere in un’Italia civile?
Commento di luciano — 6 Aprile 2007 #
Non ho mai ben capito come possa il Tronchetti controllare telecom possedendola solo per lo 0,6% .. questi meccanismi perversi continuano a sfuggirmi.. :-/ !!!
Commento di altro Fabio — 6 Aprile 2007 #
Ho letto l’intervista bomba su repubblica di Guido Rossi, che tutti dovremmo leggere perchè descrive
molto bene il nostro paese di Bengodi…..
descrive l’italia come la Chicago degli anni 20
commistione di affaristi e politica e finto libero
mercato….regole carenti, che solo la magistratura in qualche piccolo caso riesce ad intervenire….
e un paese cotto e marcio…
Commento di luigi S. — 6 Aprile 2007 #
Peccato che di Guido Rossi si parla poco. Notizie ed interviste del genere dovrebbero essere degli scoop da prima pagina. Invece, la relegano dopo la Franzoni, il sequestro della ragazzina, le varie ed eventuali, forse prima della pagina sportiva.
Il Tronchetti vince e vincerà sempre. E’ destinato a farlo. Perchè? E’ soltanto l’espressione più riuscita dell’italianità bigotta e becera di oggi. Non si può combattere contro se stessi. Ci sarebbe soltanto la fine.
Commento di Gianni — 6 Aprile 2007 #
non vorrei correggere Guido Rossi, ma ho fatto i calcoli 10 volte. Tronchetti possiede solo lo 0.08 % di Telecom. Si dice in giro sia lo 0.8 sia lo 0.6 …. tutte balle! Quel omiciattolo viscido non ha neanche lo 0.1 % di Telecom e si permette pure di rovinare l’ultima grossa azienda italiana.
Qualche giorno fa ho postato sul mio blog tutte le scatole cinesi che portano a telecom. Fa veramente schifo non tanto Tronchetti ( anche se a me parecchio ne fa) ma la legge italiana che permette il controllo a piramide aiutando gente come tronchetti a fare speculazioni.
Ma lui che lavoro fa? Ve lo dico io. Sta seduto a una scrivania e aspetta i momenti migliori x comprare e vendere qualcosa x guadagnarci. di italianità, di public company, di lealtà non gliene fotte proprio nulla.
scusate la durezza ma odio sto omino. che vada co afef in Oriente e si levi dai co….
Commento di Roberto Scurto — 6 Aprile 2007 #
Che dire?
Ripetere quello che ho detto post precedente,che corrisponde a verità cristallina per ogni mente veramante libera ed onesta?
Ma no,non vale la pena.
Cancelliamo gli onesti e i portatori di etica morale.
Innalziamo in alto i nostri cuori nell’attesa che il Berlusca diventi proprietario anche della telefonia e il suo connesso,perchè il nostro compito non è quello indicato dai nostri elettori ,ma da chi ci ha finanziato….toh,Bazoli,TronchettiProvera,Moratti.M,Montezemolo ecc ecc.
Che squallore!
Forza Guido..
Commento di Valfredo Cappella — 6 Aprile 2007 #
Guido Rossi a 76 anni ha capito che occorre “rinunciare alle illusioni … a fare il riformista”; gli auguro di campare altri 100 anni per potersi chiedere (e casomai rispondersi) se tutto questo è un mero accidente o è intrinseco al capitalismo.
Marx l’ ha capito a 30 anni; ma ognuno ha i suoi limiti …
Commento di Raffaele — 6 Aprile 2007 #
Chiedo a tutti la partecipazione massicia per il 16 questa è un’occasione per far capire a Tronchetto che è meglio che si faccia prendere dalla magistratura.
Commento di Vittorio Di Giacinto — 7 Aprile 2007 #
Questa storia si racchiude tutta in una parola: MAFIA
Commento di Mauro — 7 Aprile 2007 #
Grande Travaglio. Come sempre e come pochi ha il dono di dire le cose come stanno, ovvero i fatti.
Siamo a Pasqua, fa caldo, la gente pensa alle vacanze e al ponte 25 Aprile primo Maggio. Tra poco è estate. La Telecom è un falso problema. In fin dei conti io il telefono ce l’ho e funziona. Chi è ’sto Rossi? Quello dell’Inter? E poi, povero Tronchetti, ce l’hanno tutti con lui. E’ una così gran brava persona, che ha fatto tanto per l’Italia e gli Italiani. Massì, non pensiamo a queste cose (che saranno tutte balle inventate dai giornali comunisti). Per fortuna che c’è il Cavaliere, che con la sua azienda riuscirà a mantenere in Italia una grande azienda. Vedi? Alla fine ha ragione lui, il nostro beneamato. Anche lui pensa solo al bene dell’Italia. Del resto lo dicono anche i compagni. Quindi è vero. Vabbeh, è l’ora dell’aperitivo. Teniamo le palle al sole. Poi, vedremo. Chi vivrà vedra.
Commento di Gianni — 7 Aprile 2007 #
AVEVA RAGIONE IL CHE!!
E’ UNO SCHIFO PERENNE E IN AVANZAMENTO…NON CI SONO SOLUZIONI MIRACOLOSE!!
Commento di Francesca — 10 Aprile 2007 #