Intervista a Ferruccio De Bortoli
Aprile 15, 2007 on 3:08 pm | In Informazione |
Di fronte a una notizia ognuno reagisce a suo modo. Di fronte alla notizia della prescrizione mafiosa di Andreotti, autentica cartina di tornasole dell’ipocrisia nazionale, c’è chi prova un senso di scandalo per la collusione fra mafia e politica e chi invece elogia l’istituto giuridico della prescrizione. Il direttore del Sole 24 Ore Ferruccio De Bortoli appartiene alla seconda categoria. Pur con molti calibrati distinguo, naturalmente.
Ieri mattina De Bortoli ha avuto la gentilezza di ricevermi insieme ad alcuni amici di Qui MIlano libera per una conversazione di 40 minuti. L’incontro prendeva spunto dal famoso convegno con Andreotti in Bocconi, nel quale tra l’altro il senatore a vita in odore di mafia ha evocato, nel silenzio degli astanti, la figura di Michele Sindona, bancarottiere condannato come mandante dell’omicidio di Giorgio Ambrosoli.
Si è parlato anche d’altro: dei pregiudicati nelle istituzioni e al vertice dell’economia (notizia del giorno era la nomina di Paolo Scaroni a consigliere di amministrazione di Generali), della vicenda Telecom, dell’informazione. De Bortoli ha definito la “bozza Franceschini”, proposta di legge unionista sul conflitto di interessi, un’arma di ricatto contro l’opposizione berlusconiana. In realtà è una proposta totalmente inadeguata rispetto alla gravità del problema, vera malattia degenerativa della democrazia italiana. Quando ho posto la questione del duopolio collusivo Rai-Mediaset, De Bortoli, sempre ben calibrato, ha elogiato alcune isole felici di buona informazione: tra queste Le Iene, programma satirico che - guarda caso - ha dedicato un servizio all’accertata collusione con la mafia del senatore Andreotti. E così il cerchio si è chiuso.
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Le domande sono state poste in maniera impeccabilmente chiara. Le risposte di de bortoli si commentano da sole…
Il solito intellettualismo che compiace se stesso, che nulla affronta e nulla giudica.
De bortoli ma mi faccia il piacere…
Confonde l’etica pubblica con il giustizialismo, ed è assolutamente inaccettabile. Parla del processo andreotti senza nemmeno aver letto la sentenza (cosa che tra l altro non ha fatto manco lo stesso andreotti). Parla di prescrizione come istituto giuridico indispensabile per la garanzia dello stato di diritto, ma poi glissa sul fatto che per fare in modo che esista, un caz..di stato di diritto si deve garantire anche la certezza della pena. Mi fermo qui perchè sono abbastanza inazz…
Ps
Grande Piero.
Un consiglio, non sprecare più il tuo tempo con un giornalista\suddito.
Commento di massimiliano violetti — 15 Aprile 2007 #
Confesso di essere rimasto un po’ deluso dall’intervista. Mi spiego meglio: le domande di Piero Ricca, e le ragioni a monte di esse, sono state espresse con lucidità, in maniera impeccabile (concordo col giudizio di Violetti in questo). Però mi sembra un peccato che il grosso dell’intervista sia passato a parlare di Andreotti, dove era evidente già dal fatto che De Bortoli avesse partecipato a quel convegno che si sarebbe finiti a ribadire - intervistato e intervistatore - i rispettivi punti di vista sulla questione morale (in particolare sullo stigma che dovrebbe colpire, e in Italia non colpisce, chi, pur prescritto, è stato riconosciuto colpevole di gravi reati).
La domanda che avevo segnalato - perché De Bortoli avesse lasciato il Corriere - è stata posta da Ricca all’ultimo secondo utile dell’intervista, e a quel punto De Bortoli, come mi aspettavo che avrebbe fatto, ha alzato le mani e ha lasciato agli storici il giudizio sulla vicenda. Ecco perché sono rimasto un po’ deluso: mi sarebbe piaciuto che il centro dell’intervista fosse ruotato non intorno a giudizi morali e opinioni personali, ma intorno alla ricerca di quei fatti che noi comuni mortali possiamo immaginare, ma che De Bortoli, per averli vissuti dall’interno, conosce sicuramente.
Capisco del resto che l’intervista è nata dalla questione Andreotti, e che dunque non poteva che cominciare da lì. Ma trovo che insistere tanto su Andreotti sia stato un errore, non perché quella vicenda non sia a suo modo gravissima, ma perché vi sono altri personaggi che nella storia recente e contemporanea del paese hanno contato e contano più di Andreotti, e che, probabilmente, hanno colpe più gravi di quelle del senatore prescritto.
Michele Diodati
Commento di Michele Diodati — 15 Aprile 2007 #
In questa società paga fare come de bortoli e ottenere informazioni da ricca: ci vogliono più interviste a persone che si sono adeguate così bene al sistema! All’università un pò ci provano a insegnarlo, ma non passano abbastanza tempo sui principi e metodi generali, e così impara solo chi non ne avrebbe bisogno.
Commento di Gianfranco Piccio — 15 Aprile 2007 #
Piero Ricca come sempre MITICO attento e preciso,
da vero professionista, domande non pettinate, ma risposte come al solito prevedibili da direttore e
giornalista del sistema, ma almeno De Bortoli si è fatto intervistare bisogna apprezzare la sua disponibilità.
Caro Piero le conclusioni sono sempre le stesse:
tutti si tengono stretta la poltrona e lauti stipendi, anche i direttori di giornali figuriamoci i giornalisti, ecc…ecc…
risultato informazione zero!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Commento di sandro — 15 Aprile 2007 #
Non male davvero! Anch’io avrei stretto su Andreotti, ma credo che siano state le risposte di De Bortoli ad esigere alcuni chiarimenti.
Sul caso Ferruccio/Corsera… si può sempre tornare per un’altra intervista!
Ad ogni modo un merito, tra gli altri, questa intervista ce l’ha: De Bortoli ha comunque detto cose ed espresso opinioni che in altra sede forse non avrebbe espresso. Non mi pare siano tutte cosine leggere quelle che dice. Sul rapporto mafia/politica, sulla finanza italiana, sull’etica di questo paese.
Non è poco riuscire a raccogliere una testimonianza comunque forta dalla voce di un direttore così in vista.
Ce ne fossero di interviste così… i toni del giornalismo muterebbero e gli intervistati si adeguerebbero a dover dare risposte sempre meno evasive!
bravi ragazzi, 007
Commento di Francesco Baraggino — 15 Aprile 2007 #
ottima iniziativa, molto interessante.. Ringrazio Piero ovviamente ma anche DeBortoli per la disponibilita’, rispetto le sue posizioni ma dovrebbe leggere la sentenza Andreotti perche’ non ha capito che la colpevolezza è accertata (fatti accertati) ma per termini strettamente cronologici non si e’ potuto procedere (prescrizione).. Tant’e vero che Andreotti ha dovuto pagare le spese procedurali, un innocente non le paga o sbaglio?
Commento di trarco mavaglio — 15 Aprile 2007 #
De Bortoli e’ come la vaselina. Un vero lubricante per ridurre attriti a frizioni imbarazzanti. Egli e’ un tipico uomo del “sistema”, buon esponente del miasma che e’ il mondo politico/giornalistico italiano.
Commento di Ferdinando — 15 Aprile 2007 #
GRANDE PIERO !!!
Hai davvero un gran sangue freddo se si può dire, altrimenti avrei urlato e tirato due ceffoni a quel “quaquaraquà”… dovrebbe vergognarsi e credo se il suoi lettori vedessero quest’intervista non comprerebbero più il suo giornale !!! Piero non mollare mai !!!
Commento di Giuseppe — 15 Aprile 2007 #
Bravo Piero, anche se da questa intervista mi aspettavo di piu’.
Bisogna riconoscere al sig. De Bartoli, il merito
di essersi lasciato inervistare; pero’ vorrei
ricordargli , che in un paese civile deve
esistere una via di mezzo tra processo sommario,
e impunita’ per i potenti.
L’etica pubblica poi mi sembra totalmente assente.
Per la liberta di stampa, il nostro paese è
vicino a paesi del terzo mondo, e per questo la
quasi totalita’ dei giornalisti ne è
responsabile.
Piero gli argomenti da trattare sarebbero stati
moltissimi, ma il tempo era pochissimo,
comunque in bocca al lupo, continua così.
Commento di luciano — 15 Aprile 2007 #
ragazzi capisco che molti di voi si aspettavano molte più domande e punzecchiature varie purtroppo però abbiamo avuto poco tempo e de bortoli ci ha detto che aveva una fantomatica riunione per mollarci dopo appena una quarantina di minuti. bisogna riconoscergli che si è prestato al confronto ma era chiaro che da lui non potevamo avere chissà quale attacco al sistema. Vi assicuro che di presenza però e molto più viscid che nel filmato e come tutti gli uomini che sono al potere (anche in un giornale) si sa ben destreggiare tra le domande e dire anche cose apparentemente parecchio scontate che pososno dire tutti sull’economia… su andreotti NO COMMENT !
Commento di Roberto Scurto — 15 Aprile 2007 #
Forse dovrebbe essere l’inizio per nuove scorribande, mi viene in mente E.Mauro attuale Dir. Resp. del “la Repubblica”, sai che giravolte spaziali, sono state bellissime le risposte del Dir. del “Sole 24 Ore”, slalom, carpiati e appunto giravolte con aplomb inglese, of course…
peró é vero, i ritmi dovrebbero essere piú veloci, le domande brevi, incalzanti, anche le risponte non troppo lunghe, se no vengono interviste untuose, che prendono pieghe strane, diventano gimcane, i giornalisti, questi “giornalisti” oramai siedono nell’empireo, non sono piú ha contatto con la realtá, loro hanno perso il senso della realtá, per questo le interviste prendono la direzione dei distinguo, dei se, dei ma, etc. ammettiamo che una domanda fosse stata, tipo: “Andreotti é stato complice di un omicidio, cosa ne pensa!?” della serie e adesso con chi stai, con gli onesti oppure ci sono anche qui dei distinguo!? Capisci!?
Per non parlare, del sottilissimo ma non sfuggente: “ragazzi ho da fare…” insomma la poca propensione al dialogo, sempre gentilmente ed educato. Tu faresti “CONTROINFORMAZIONE”,secondo il tuo ospite,perché informi, o cerchi di informare le persone che hanno ancora la voglia di capire, dall’ altra parte c’é “INFORMAZIONE” che tende a disinformare o a nascondere, minimizzare, perché l’organo che dovrebbe informare é di fatto comprato, non esiste l’ editore puro.
La cosa tremenda dell’ “affaire Telekom” e questa puzza di ricatto che c’é nell’ aria chissá come andrá finire….
Diego
Commento di Diego — 15 Aprile 2007 #
Ciao è la prima volta che scrivo qua, anche se c’ero il 29 luglio scorso a P.zza cadorna contro l’indulto. Complimenti per le domande fatte che avevano in sè l’impronta di un’etica e di una morale molto forti e vere. Le risposte non potevano essere diverse da quelle date, con grande capacità oratoria, considerando il personaggio, al ruolo che è riuscito a raggiungere e che vuole mantenere. Etica e morale a questi livelli non possono coesistere con il potere. Non sarebbe De Bortoli se avesse dato spazio a risposte vere, eticamente e moralmente giuste. O perlomeno, non lo sarebbe stato più da oggi (supposto e non concesso che queste risposte le abbia in sè). Da apprezzare la volontà di dedicarvi parte del suo tempo. Chissà perchè lo ha fatto.
Ciao e grazie di questa “supplenza giornalistica”. In gamba davvero.
Anna
Commento di Anna — 15 Aprile 2007 #
Straordinario Piero,
Extracomunitario De Bortoli…
Commento di leo esposito — 15 Aprile 2007 #
LETTERA A JOSEPH RATZINGER.
HO SCRITTO UNA LETTERA AL PAPA PERCHè SONO STUFO DI VEDERE MORIRE MILIONI DI BAMBINI DI AIDS SENZA VEDERE NESSUNO CHE MUOVE UN DITO.
MORIRE PER COLPA DI UNA RELIGIONE.
Commento di benny calasanzio — 15 Aprile 2007 #
De Bortoli santo subito !
Così gentile, così inglese, …
Peccato che non ammetta mai niente perché i mali sono sempre da qualche altra parte (mica speravate di fare lo scoop facendogli ammettere qualcosa ?!).
Istruttiva comunque la ripetizione ossessiva della formula magica “piaccia o non piaccia …”; aiuta a chiarire il punto: che a lui Andreotti piace mentre ad altri no.
“Vive la difference !” come dicono i francesi.
Commento di Raffaele — 15 Aprile 2007 #
Ottima intervista, grazie.
Lodevole anche De bortoli, risposte poco convincenti, ma almeno accetta il dialogo!
Commento di Romualdo — 15 Aprile 2007 #
Bravo Ricca, ottima intervista. Peccato che De Bortoli non rispondeva alle domande. Un vero “elusionista”.
Commento di Sergio — 16 Aprile 2007 #
Consiglio a tutti i lettori di Piero Ricca, vista l’intervista allo stilista del giornalismo De Bortoli, l’ultima puntata di Report con documentario sul caso Enron e il confronto con il comportamento di stampa e politica, con opposizione alla magistratura, in Italia. Consiglio pure a De Bortoli e a tutti quelli cheinvocano la storia e non la morale - l’America senza storia macina il presente - si riempiono la bocca di America e di vocaboli anglosassoni.
http://www.media.rai.it/mpmedia/0,,RaiTre-Report%5E22092,00.html
Commento di Marco — 16 Aprile 2007 #
Beh, che De Bortoli abbia accettato l’intervista gli fa onore; le risposte però mi son sembrate MOOOOOLTO elusive..
Commento di altro Fabio — 16 Aprile 2007 #
De Bortoli si è mostrato una persona intelligente e preparata. Ricordiamoci che è un giornalista, e ha molto poco senso rompergli le balle così tanto su una questione verso la quale lui ha poco interesse e poca forza d’azione. Non vedo perché avrebbe dovuto evitare un dibattito (dibattito non è uguale a connivenza) e, anzi, questa intervista me lo fa stimare molto e profondamente.
Commento di Marco — 16 Aprile 2007 #
De Bortoli sembrava quasi convinto di quanto ha detto: quasi che la cappa ventennale di berlusconismo gli avesse offuscato la mente.
Parola d’ordine: GARANTISMO. De Bortoli mi ricorda il miglior Forlani, l’uomo che era in grado di parlare per ore senza nulla dire. Cosi’ e’ riuscito a blaterale intorno al suo sacro totem e al diavolo quelli che hanno subito reati dalle persone condannate per mafia, al diavolo gli italiani che si debbono sorbire questi ladri ed assassini di politicanti. Anche quando il politicante ladro o mafioso viene preso con le mani nel sacco lo si giustifica in base a qualunquistici assunti che fanno presa sugli italiani furbi: “fanno tutti cosi’.
Non un grande personaggio questo De Bortoli (complimenti a chi ha fatto un primo piano sulle sue iniziale sulla camicia), uomo che guarda piu’ alla forma che alla sostanza.D’altronde non ricoprirebbe la posizione che ha: in un’Italia becera e qualunquista e’ questa la gente che fa carriera. In fondo De Bortoli e’ il meno peggiore.
Se lo paragoniamo ai giornalisti mediaset (che il cardinal ruini ha pensato bene di benedire) possiamo dire che al confronto De Bortoli e’ un galantuomo.
Ma in fondo ho ancora qualche speranza in De Bortoli: se solo la smettesse di fare l’astuto italiano medio potrebbe essere decente.
Pensi a falcone, pensi a Borselino si svegli!!!!
Commento di dersu uzala — 16 Aprile 2007 #
Un altro commento breve: bellissimo il colpo di genio del cameraman che alla fine dell’intervista fa uno zoom sul “F.d.B.” ricamato sulla camicia. Un ironia che vale più di mille parole.
Commento di Marco — 16 Aprile 2007 #
Al di la di tutto, un plauso a De Bortoli che (finalmente) ha messo la sua faccia in una intervista “Scomoda” diversa dal giornalismo servile dei Floris/VEspa & C. Un plauso anche a Piero, che non ha fatto altro che esercitare il suo lavoro di giornalista.
Se il F.d.B. ha eluso e glissato sulle risposte, è in fondo un suo pieno diritto (anche se posso non essere d’accordo). Però, è il segnale che mi piace. Spero che ci saranno sempre più interviste di questo tipo. La gente comune poi, è in grado di farsi una idea propria su come stanno le cose.
Commento di Gianni — 16 Aprile 2007 #
Ho visto l’intervista e mi è sembrata molto interessante.
A questo punto mi pongo una domanda:
” a che servono i giornalisti con i PADRONI, come ha ammesso de Bortoli? ”
Io, che sto leggendo Noam Chomski e sto finalmente trovando certezze ai miei annosi dubbi su come funzionano le cose nella comunità umana, PREFERISCO I GIORNALISTI SENZA PADRONI, MA CANI DA GUARDIA DEL POTERE, come dice anche Travaglio.
Vai Piero, la guerra è lunga.
Commento di Marco — 16 Aprile 2007 #
Purtroppo le risposte di De Bortoli erano molto pattinate e in fondo non si puo’ fare “violenza” all’intervistato, anche perche’ alla fine gia’ si vedeva che barcollava (il suo alzare le mani finali e’ stato un sospiro di sollievo). Ad ogni modo sei stato molto ma molto professionale. Complimenti a te e a tutti i ragazzi di QML… siete dei veri giornalisti.
Commento di Fabio Corazza — 16 Aprile 2007 #
Siete stati brevi a strappare quasi 40 minuti al direttore De Bortoli, che se l’è cavata benone, bisogna dire. Non credo siate cotanto ingenui da sperare che vi mostrasse tutti gli scheletri negli armadi.
C’è da dire che gli avete reso un ottimo servizio, ha parlato compiacendosi, facendo giusto sfoggio dei suoi occhi azzurri del suo eloquio impeccabile, della sua gamma di blu e rigati english cotton. E voi? calimeri che non siete altro, sembravati i brutti anatroccoli.
La controinformazione mi piace di più quando è fatta d’inchieste, di cifre, di scoperte, così è un esercizio? Lo scoop? Da donna informata sui fatti, è che vi abbia concesso più di mezz’ora del suo preziosissimo tempo. Lilian
Commento di Liliana — 16 Aprile 2007 #
Uomini come De Bortoli, educati nei classici per servire questo putrefatto sistema sono la zavorra che impedisce all’Italia di galleggiare. Un po’ di latino qua e un po’ di giurisprudenza la’, uniti al solito giochino di fumi e specchi che dovrebbe risolvere la vergogna delle domande imbarazzanti e voila’, tutto viene risolto nel miglior modo possibile. Povera Italietta dei managers senza moralita’.
Commento di Ferdinando — 16 Aprile 2007 #
ho copiato è icollato l’articolo di piero sulla lega, lo incollato in un post dove scrive sempre un leghista,le mie perplessità sono:potevo farlo?poi ho sbagliato e risulta come che lo scritto io che faccio?qualcuno mi puo consigliare?grazie..
Commento di gianni rosa — 16 Aprile 2007 #
Liliana, “donna informata sui fatti” che significato assumerebbe? Auto-celebrazione?
Commento di Fabio Corazza — 16 Aprile 2007 #
X LILIANA
Hai ragione Liliana, ma quella che tu chiami “controinformazione”, e che a noi sembra nient’altro che informazione, a volte è fatta d’inchieste, di cifre, di scoperte, e a volte è fatta di più semplici testimonianze.
Credo che questa testimonianza sia interessante proprio perché inusuale. Mette a confronto una voce libera della società civile, com’è quella di Piero Ricca, e quella di un professionista come De Bortoli, che deve farsi carico anche di responsabilità di fronte alle quali le parole vanno pesate.
Forse non vengono rivelati grandi misteri, ma di certo è, per il cittadino e per il lettore di certa stampa, un’occasione positiva di riflessione critica.
Rimangono sacre le tue preferenze personali in tema di informazione o controinformazione.
Se poi ti stupisci che ci abbia dedicato più di mezz’ora… beh, che dire… la fortuna aiuta l’audacia! Magari tra un anno, a lui piacendo, torniamo a trovarlo.
un saluto, fra
Commento di Francesco Baraggino — 16 Aprile 2007 #
Dopo Grillo ora è partito il tiro a segno su De Bortoli?
E’ un giornalista intelligente, preparato, moderato, che ha a cuore il rispetto della magistratura e delle sentenze, e si è dovuto dimettere dal Corriere perchè quando c’era lui si parlava dei processi di Previti e di Berlusconi sul Corriere, e questo dava molto fastidio alla famiglia Berlusconi.
Certo sicuramente dovrebbe leggersi la sentenza Andreotti, magari cambierebbe un pò opinione.
Il fatto che poi si sia fatto intervistare per più di mezz’ora non fa che aumentare la mia stima e il mio rispetto verso di lui come giornalista.
Commento di Gianni — 16 Aprile 2007 #
Secondo me De Bortoli ha finto di non conoscere il contenuto della sentenza Andreotti per non dover prendere posizioni sui FATTI SPECIFICI. Piero Ricca gli chiedeva un giudizio morale sul passato poco luminoso del sette volte Presidente del Consiglio e lui ripeteva 5, 10, 100 volte “le sentenze vanno accettate”, come una specie di cocorita.
Commento di Sergio — 16 Aprile 2007 #
Però io ho letto “il risparmio tradito” e , a parte che non leggo in generale, se so cosa fare è l’esatto contrario di quello che dice il “sole24ore”.
Commento di Dario Montali — 16 Aprile 2007 #
Caro Piero, avresti dovuto chiedere al buon fdb (se il suo padrone si dimentica il nome cosi’ puo’ leggere nella sua camicia), se e’ a conoscenza di precedenti del genere in qulasiasi altro paese democratico del mondo.
Un uomo che e’ stato riconosciuto colpevole di crimini gravissimi, che viene ossiquiato e trattato come un profeta, che viene applaudito e baciato da cardinali e da altri personaggi della squallida borghesia italiana, e’ a dir poco un’anomalia che non ha precedenti in paesi democratici.
Se la prescrizione elimina la condanna, sicuramente non lava la coscienza e la responsabilita’ morale di un cialtrone che in un paese decente sarebbe da anni in galera.
Ma purtroppo questa distinzione non e’ ancora chiara al buon FdB.
Commento di dersu uzala — 17 Aprile 2007 #
ciao Piero, ho letto velocemente la tua intervista a FdB…ottime le domande, sciatte le risposte. ma oramai non mi stupisce + de bortoli: negli ultimi anni mi pare si sia convertito al sistema ed ha sviluppato ottime doti di equilibrista….e già solo il fatto che dribbla, non si sbilanci vuol dire che deve rispondere a qualcuno di come si esprime.
A mio avviso è scaduto dal fdb che era a metà anni 90. lo stimavo e condividevo molte sue posizioni lette dalle colonne del quotidiano che dirigeva. ora potrebbe andare a dirigere una partita di calcio: il sistema ce l’ha.
Commento di graziano — 19 Aprile 2007 #