Ti denuncio!
Maggio 31, 2007 on 4:51 pm | In Libertà | 48 Comments
Eravamo in attesa della querela di Emilio Fede e invece è arrivata quella di Pietro Caltagirone. Il mio amico Duccio mi ha comunicato oggi di essere stato convocato dai solerti carabinieri di Lecco per vedersi notificata una querela per diffamazione, estesa anche a me. La colpa di Duccio? Aver diffuso un volantino sul curriculum giudiziario del direttore dell’ospedale della sua città. La mia? Aver scritto questo articolo sul blog. Così la giustizia lecchese, che immagino intasata di gravi questioni, dovrà occuparsi anche dell’onore di Caltagirone. Il magistrato di turno studierà i documenti, compulserà il codice e deciderà se avviare il procedimento. Intanto può essere sottolineato che i fatti riportati sono veri. Vera è la condanna definitiva comminata a Caltagirone. Vero il rifiuto di Caltagirone alla pubblicazione dell’intervista rilasciata a Duccio. Vera la telefonata al preside della scuola dove Duccio studia per accertarsi che l’intervista non fosse pubblicata. Vero il dominio dei partiti del centrodestra e di Comunione e Liberazione sulla Sanità lombarda. Vero che i pubblici funzionari in un paese civile dovrebbero dare il buon esempio ed essere al di sopra di ogni sospetto. Vero che la credibilità delle istituzioni pubbliche è svilita dall’indifferenza alla questione morale nella selezione della classi dirigenti. Vera la nostra indignazione e la nostra volontà non di diffamare bensì di informare.
Vero, prima di ogni cosa vero che il potente di turno che arriva a denunciare un diciottenne per un volantino non gradito, rivela tutta intera la sua natura. Per questo solo atto, io al posto di Caltagirone proverei vergogna. Ma il sentimento della vergogna è un lusso, di questi tempi.
Trasformeremo la querela in un boomerang. Una bella manifestazione a Lecco a questo punto s’impone, dopo che Duccio avrà conseguito, anche formalmente, il diploma di maturità. Può essere l’occasione per parlare della gestione della Sanità in Lombardia, oltre che per difendere la libertà di espressione.
Lecco e Telelombardia
Maggio 30, 2007 on 5:30 pm | In Politica | 22 Comments
Ricordo l’appuntamento di questa sera: presentazione del libro di Peter Gomez e Lirio Abate: “I complici di Provenzano” (Fazi Editore). Ore 21, Lecco, sala don Ticozzi, via Ongania 4. Conduco l’incontro con Peter Gomez.
Segnalo l’appuntamento di domani sera. Telelombardia dedica il programma del giovedì in prima serata alle iniziative del gruppo Qui Milano libera. Presenti insieme a me gli amici Elia, Fred, Franz, Diego, Roberto. Commenteremo alcuni nostri video insieme a tre ospiti: i cronisti del Corriere e di Repubblica Pierluigi Panza e Davide Romano. Presente anche Mario Cervi del Giornale. Conduce in studio David Parenzo.
Qui trovate l’intervista integrale rilasciatami da Gian Carlo Caselli.
Alessandro Profumo
Maggio 29, 2007 on 3:04 pm | In Economia, Informazione | 61 Comments
Il reato di lesa maestà non è previsto dal codice penale: è scritto nel codice genetico della nazione. Commette questo reato ogni cittadino che in pubblico esprima opinioni o ponga domande non previste dal cerimoniale. Ci siamo macchiati di lesa maestà ieri sera a Milano, alla libreria Egea di via Bocconi, dov’era prevista la presentazione di un libro sul calcio malato. Ospite d’onore Alessandro Profumo, capo di Unicredit-Capitalia, la più grande banca italiana. Il gruppo Qui Milano libera ha atteso Profumo sull’uscio della libreria e quand’è arrivato gli ha posto tre domande a videocamera accesa. La prima, sul coinvolgimento di Unicredit nei servizi di appoggio al commercio internazionale di armi. La seconda, sui procedimenti penali che vedono coinvolto Cesare Geronzi, grande alleato di Profumo. La terza, sui maxi-stipendi dei top manager e relative, lucrose stock option, che crescono in modo inversamente proporzionale agli stipendi di impiegati e operai. Il banchiere ha negato tutto, compresa l’evidenza, visibilmente sorpreso che qualcuno gli rivolgesse domande senza il nulla osta dall’ufficio stampa. La morale è una cosa ben più seria, ha dichiarato, senza entrare nei dettagli. Mentre si svolgeva il botta e risposta i vari addetti alla persona erano nervosi, si consultavano in modo frenetico. A un certo punto il moderatore del dibattito ha annunciato che doveva iniziare la presentazione del libro e non c’era più spazio per le domande fuori tema. A questo punto ho annunciato a mia volta che mi sarei seduto ad ascoltare riservandomi, a fine conferenza, di alzare la mano e chiedere chiarimenti sui rapporti fra grandi banche e calcio corrotto. Inammissibile. Il banchiere ha fatto sapere che non voleva essere ripreso, spiegando che quello era un luogo privato. Abbiamo obiettato che quella era una conferenza aperta al pubblico tanto da essere annunciata sui giornali e che riprendere uomini pubblici in contesti pubblici non è vietato. Il banchiere a questo punto si è alzato e se n’è andato via come un bambino viziato, dopo avermi detto: lei è un gran maleducato!. Gli astanti, una ventina di amici, hanno preso le sue difese contro di noi. Il più divertente è stato un tipetto che ha esclamato: ma come vi permettete, quest’uomo sta facendo grande l’Italia! Sarà, ma intanto, nel suo intimo, non si sente un uomo pubblico, visto che ad un evento pubblico non vuole essere ripreso e fugge alla prospettiva di una domanda non gradita. Ecco il video.
I Marziani
Maggio 26, 2007 on 2:37 pm | In Politica | 119 CommentsGiovedì 24 maggio il gruppo Qui Milano libera è andato alla presentazione dell’ultimo libro di Luciano Violante. Ne abbiamo tratto un video. Lo precede il resoconto di Elia.
“Sono lontani. Vivono in un mondo a parte, fatto di salotti e telecamere, frequentato da pochi privilegiati. Sono distanti dalla realtà e la rifuggono in ogni modo. Questi sono i nostri Marziani. Da qualche tempo sono allarmati dalla sfiducia degli italiani nella politica, tanto da farne tema di dibattito.
Due giorni fa il marziano Luciano Violante, presentava alla Mondadori di piazza Duomo il suo ultimo best seller: “UNCORRECT - 10 passi per evitare il fallimento del Partito Democratico”. Con lui i Compagni Marziani Piero Fassino ed Enrico Boselli. Conduceva il temerario Floris.
Ascoltare per un’ora e mezza le loro fumisterie verbali con annesse liti da cortile, credevo mi garantisse il privilegio di poter rivolgere loro, a fine conferenza, qualche domanda.
Avrei voluto chiedere pubblicamente il perchè del voto favorevole e unanime della Camera sul disegno di legge Mastella, che oltre a un limite alla possibilità dei cittadini di essere informati, rischia di diventare un freno alla lotta alla criminalità con la limitazione dello strumento dell’intercettazione.
Avrei voluto chiedere se fosse ancora valido il patto con il quale nel 1994 si era data la garanzia a Berlusconi che non sarebbero state toccate le televisioni o se, nascendo un nuovo soggetto politico, si dovessero rinegoziare i trattati (patto disvelato nel 2002 dallo stesso Violante).
Avrei voluto chiedere se saranno mai cancellate le leggi vergogna.
Le domande però le poteva fare solo Floris, domande scomode come si può immaginare… In tanti abbiamo alzato la mano invano, chi ha provato a prendere la parola è stato zittito come un provocatore. Piero, che era riuscito a domandare a Fassino per quale motivo, visto che si parla tanto di partecipazione, non siano mai stati ricontattati gli oltre quattro milioni di elettori delle primarie, ha ricevuto questa risposta: “Lei ha un tono così aggressivo che se le tira le mani addosso!”.
Floris doveva prendere l’aereo di corsa e non c’era tempo. Ma non eravamo a Ballarò e il pubblico non era di plastica. C’erano persone vere in sala, interessate a parlare di cose serie. Con piacere ho visto che molti attorno a noi erano indignati. Per una volta non eravamo i soliti quattro gatti. Alcuni invitavano i Marziani ad andare a casa, giuravano che non li avrebbero più votati.
Fassino è sgusciato via di corsa, Floris è scappato all’aeroporto, Boselli si è dileguato, Violante farfugliava delle scuse.
Bisogna capirli, i Marziani non sono abituati alle domande non compiacenti: nei salotti della tv non si usa. Il prossimo dibattito sulla crisi della politica tanto vale farlo da Maria De Filippi, se Vespa non s’offende.
Quanto tempo ancora li sopporteremo prima di prenderli a pomodori?”.
Intervista a Peter Gomez
Maggio 25, 2007 on 12:13 pm | In Politica | 11 Comments
Alla borghesia mafiosa Peter Gomez e Lirio Abate hanno dedicato un libro: “I complici” (Fazi Editore), nel quale mettono in fila nomi e storie di uomini di partito ed esponenti delle istituzioni che hanno preso alla lettera il pensiero dell’ex ministro Lunardi: con la mafia bisogna convivere. Per aver scritto questo libro, Lirio Abate - cronista dell’Ansa di Palermo - da alcuni giorni vive sotto scorta. Peter Gomez mi ha rilasciato questa intervista. Mercoledì 30 maggio saremo insieme a Lecco a presentare il libro, dalle ore 21, presso la sala Don Ticozzi di via Ongania.
Acqua Spa
Maggio 24, 2007 on 10:37 am | In Politica | 20 Comments
Non distrarsi. Non deflettere dall’impegno volto a contrastare il processo di privatizzazione e mercificazione dell’acqua, come di tutti i beni comuni. Non rassegnarsi all’idea che tale processo sia normale, anzi ineluttabile.
Non è normale affatto, non è democratico, non è liberale: è solo una conseguenza del fondamentalismo del business, il totalitarismo più inquietante e mimetico della nostra epoca, che ha dichiarato guerra all’essere umano per trasformarlo in consumatore.
Se ci distraiamo, se deflettiamo, presto arriveranno a venderci anche l’aria, naturalmente attraverso etichette di gran pregio.
Su questi temi, dall’emergenza siccità agli enormi interessi economici legati al settore idropotabile, ho nuovamente intervistato Giuseppe Altamore, autore di tre saggi sull’acqua: ultimo dei quali “Acqua Spa” (A. Mondadori edizioni).
Post scriptum
Oggi a Milano è prevista la presentazione dell’ultimo libro di Luciano Violante. Presenta Floris. Presenzia Fassino. Mi sembra mooolto interessante, per parlare della nuova emergenza che in questi giorni sta sulla bocca di tutti i politicanti: la crisi della politica… Libreria Mondadori, piazza Duomo, ore 18.
TFR, intervista a Giuseppe Altamore
Maggio 23, 2007 on 1:02 pm | In Informazione | 18 Comments
Secondo la nuova normativa sulla previdenza complementare (approvata con ampia maggioranza lo scorso anno) entro fine giugno i lavoratori dipendenti dovranno scegliere sul trattamento di fine rapporto, il cosiddetto TFR. Una scelta che comporta dei rischi: non è detto che affidarsi a un fondo pensione sia più vantaggioso che lasciare i propri soldi in azienda. Il meccanismo è quello del silenzio assenso, e non è il massimo della trasparenza. Giuseppe Altamore, giornalista di Famiglia Cristiana che ha approfondito questi temi, mi ha rilasciato un’intervista, nella quale invita i lavoratori a riflettere bene prima di prendere una decisione. E parla dei conflitti di interesse, anche dei sindacati, che ruotano attorno a questo gigantesco new business per compagnie di assicurazione e società finanziarie.
Intervista a Gian Carlo Caselli
Maggio 21, 2007 on 2:18 pm | In Politica, Informazione | 34 Comments
Quindici anni dopo la strage di Capaci, a che punto è la lotta alla mafia? Ho posto questa domanda a Gian Carlo Caselli. Nel corso dell’intervista, rilasciatami sabato 19 maggio, il procuratore generale di Torino ha parlato della perdurante collusione fra potere criminale e politica, della centralità dei paradisi fiscali per il potere economico delle cosche, delle campagne di stampa ostili alla magistratura, della necessità di varare un testo unico di leggi antimafia, dell’assenza di discontinuità per ora fatta registrare dal governo Prodi in materia di giustizia, degli effetti negativi del disegno di legge Mastella sulle indagini antimafia e della riforma dell’ordinamento giudiziario (ancora in attesa dell’approvazione dell’ultimo, decisivo decreto attuativo) sull’indipendenza della magistratura.
Qui trovate una sintesi dell’intervista.
Nei prossimi giorni sarà disponibile la versione integrale.
VOLANTINO DELL’UTRI
Stampate e diffondete il
volantino dell’utri
Uomini e mezzi
Maggio 18, 2007 on 9:27 pm | In Politica | 42 Comments
La notizia l’avrete già letta, in rete. O sull’Unità. Oppure sul Corriere della Sera a pag. 23 in un trafiletto di taglio basso a firma dell’ottimo Luigi Ferrarella. Ma è una notizia da annotare, per una questione di ecologia della mente. Perché non devono essere considerate normali, notizie del genere. La notizia, lo avrete capito, è che la corte d’appello di Milano ha confermato a Marcello Dell’Utri la condanna a due anni per tentata estorsione aggravata ai danni dell’ex sindaco di Trapani Vincenzo Garraffa. Con lui è stato condannato il capomafia trapanese Vincenzo Virga, ergastolano. Il fatto è questo: Dell’Utri pretendeva che Garraffa gli rigirasse in nero la somma di 750 milioni di lire, la metà dell’importo di una sponsorizzazione per il Trapani Basket. Ci fu una telefonata. Garraffa non mollava. Dell’Utri cercò di convincerlo con le buone: “Le consiglio di ripensarci, abbiamo uomini e mezzi per farle cambiare idea”. Mobilitò gli amici degli amici. Poi bloccò la presenza di Garraffa a una puntata del Costanzo Show contro la mafia. Marcello Dell’Utri, le cui relazioni mafiose sono accertate, è il principale dirigente di Forza Italia, braccio destro di un ex presidente del consiglio, selezionatore dei candidati del più votato partito italiano, fondatore della rete dei Circoli, parlamentare della Repubblica italiana, stimato anche a sinistra. Già condannato in primo grado a nove anni per mafia e in via definitiva per reati finanziari.
Occorre ribadirlo? Uno così dovrebbe essere stato espulso da tempo dalla vita pubblica. Invece è al centro dei giochi e gode di ottima stampa. Le principali agenzie, nel riportare la condanna, infatti hanno evitato di far cenno al contesto mafioso.
Ho già pronto un volantino con la notizia. Il titolo è una domanda: Scusa, ma per te è normale? Chi lo vuole mi scriva, lo fotocopi e lo diffonda. Dimostriamo di avere “uomini e mezzi” per far girare la voce.
Il Partito Azienda
Maggio 17, 2007 on 2:02 am | In Politica | 53 CommentsSe la memoria ha un futuro, sotto la lente dello storico rigoroso un giorno risalterà questo dato: il principale fattore di imbarbarimento della vita italiana dell’ultimo trentennio è stato il Partito Azienda. Uno spaventoso agglomerato di potere economico, mediatico e politico nato con finanziamenti oscuri, cresciuto grazie alla corruzione della politica, che ha inquinato gli stili di vita, il linguaggio, la morale corrente, i modelli culturali di un’intera nazione. I libri di storia dovranno riportare ogni nome, ogni inganno, ogni legge su misura, ogni menzogna, ogni complicità mafiosa, ogni reato, ogni ricatto, ogni conto nero nei paradisi off shore. Sfruttando un bene pubblico come l’etere, il Partito Azienda ha trasformato le persone in audience e le audience in voti. Ha cambiato la testa perfino agli avversari. Nella scatola nera della Repubblica c’è questo scandalo: una società senza anticorpi ha permesso a un gruppo di potere senza scrupoli di impadronirsi della politica e dell’immaginario, di infiltrarsi nelle istituzioni fino a piegarle, di spingere il malaffare fino all’eversione, di perpetrare ogni abuso, di sanare ogni illecito con la certezza dell’impunità. Il Partito Azienda è la malattia mortale della democrazia, la sua agonia, la sua degenerazione in tirannia del business. Se la verità ha un futuro, sarà ricordato così.
Lunedì 14 maggio il gruppo Qui Milano libera ha incontrato Fedele Confalonieri alla presentazione dell’ultimo capolavoro di Franco De Benedetti, un diessino ben educato. C’erano l’onnipresente De Bortoli, Paolo Pillitteri, Sergio Scalpelli e altri, tutti amici. Abbiamo rotto l’incantesimo con qualche parola fuori copione.
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
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