Il Conte Max

Maggio 11, 2007 on 11:22 am | In Politica |

Anche Massimo D’Alema minaccia querele.
Una delegazione del gruppo Qui MIlano libera l’ha incontrato ieri sera allo spazio Krizia di Milano, dove il ministro degli esteri aveva appena concluso una conferenza sul partito democratico.
L’atmosfera era glamour, molto radical chic: professionisti di grido, signore abbronzate con strani cappelli, finanzieri progressisti erano democraticamente mescolati agli eterni militanti dall’applauso facile. I fotografi scattavano, i cronisti annotavano. L’imbarazzante Sandra Bonsanti moderava il monologo.
Tra gli applausi D’Alema ha incoraggiato la partecipazione dei cittadini, ha sostenuto il partito democratico, ha fatto i complimenti alla sua amica Condolcezza Rice, ha dichiarato che il paese è ormai risanato e che il governo ha solo problemi di comunicazione. Ha ricordato con orgoglio la Bicamerale. Le domande del pubblico non erano previste.
Alla fine della cerimonia il mio amico Elia lo ha avvicinato e gli ha posto la questione della nomina, ratificata dal consiglio dei ministri, del forcaiolo Giampaolo Nuvoli a direttore generale del ministero della giustizia. D’Alema ha fatto finta di niente, girando la testa verso Gae Aulenti che lo omaggiava, ricordando di avergliele cantate a “un potentissimo e ricchissimo editore” (giapponese) che s’era messo in testa di cambiare colore a un edificio disegnato dall’architetta italiana. Poi ha liquidato la faccenda Nuvoli dicendo: “non voglio entrare in polemica”.
A quel punto gli ho chiesto un giudizio sul disegno di legge Mastella. Lui ha cambiato colore e ha risposto che è una legge giusta: non limita le indagini e nemmeno la libertà di stampa, semmai tutela la privacy. Poi ha difeso il progetto Consorte, negando però di aver mai sostenuto i famigerati “furbetti”. Naturalmente chi la pensa diversamente da lui sul ddl Mastella è uno che invita a commettere reato. Insomma il corrotto sarei io. Non chi, per esempio, intascava una mazzetta da un certo Francesco Cavallari (un imprenditore barese - poi condannato per mafia - che mandava i picciotti a pestare i dipendenti non allineati) cavandosela con la solita prescrizione. Il compagno D’Alema, attorniato da numerosi bodyguard, ha minacciato di querelarmi nel caso avessi ripetuto in forma scritta questa storia. Poi si è allontanato a firmare autografi.

Ecco il video.


41 Commenti »

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  1. Mi piace molto questo nuovo corso “pieroricchese”: le stesse domande scomodissime incartate in un aplomb quasi britannico. Continua così, Piero!

    Commento di Maurizio — 11 Maggio 2007 #

  2. La rabbia sta nel constatare che simili figuri,i politacanti,cercano con la bava alla bocca i voti del Popolo,per poi allontanarsene quasi vergognandosi di aver bisogno di tale imprimatur per poter stare lí.
    Sono convinti che il voto é una perdita di tempo infatti politicanti come Mastella,ma ne sono centinaia purtroppo,siedono ormai da diversi lustri al Parlamento.Vedrai aboliranno il diritto di voto cosí la faremo finita per sempre con questa commedia della “democrazia” diretta.
    Il nostro politicante é l’emblema dell’arroganza cosa altro aggiungere….
    solo una cortesia un giorno dovresti ricordare a questi pseudo-ministri che non esiste piú destra e sinistra ma onestá e disonestá e il nostro Parlamento ne é pieno, di disonesti é chiaro…..

    W Enrico Berlinguer che ci ha lasciato troppo presto…..

    Commento di Diego — 11 Maggio 2007 #

  3. C’ero anche ion ieri sera e mi ha molto infastidito quando D’Alema ha minacciato di querelare Piero, una caduta di stile da parte di un politico che stimo e ammiro molto.
    Il fatto è Piero, che questo governo sta tentando, in condizioni difficili ( la maggioranza che non c’è al senato, considerando mastella, e gli altri estremisti di centro e di sinistra)di risportare alla normalità questo paese.
    Il fattop è cari amici, se ci mettiamo ad abbatere tutti indiscriminatamente, se applichiamo questo furore critico contro tutti e contro tutto, se si paragonano gente come Franca rame, Furio Colombo, Nando dalla chiesa, etc a Mastella, sarà un bene? io penso di no, perchè dal marasma che ne deriverebbe, emergerebbero le peggiori persone, gli spettacolisti, il populista per eccellenza con la sua fattorie dgeli animali.
    Piero,se tu opffendi D’Alema,lui al massimo ti gira le spalle..se offendi berluskane, ti becchi una denuncia e un processo.-
    Non penso siano uguali.
    Alla prossima, buon lavoro
    Con tanto affetto civico.

    Commento di Fabio Contra — 11 Maggio 2007 #

  4. Che quereli…
    Piero stai certo che il sopracitato politico è un “cane” da riporto che abbaia ma non morde, al massimo “lecca” (vi lascio immaginare cosa…)

    Commento di Massimiliano Violetti — 11 Maggio 2007 #

  5. Per Fabio Contra:
    Mi sà che non hai letto bene. Sul blog di Piero Ricca non ho mai letto di paragoni Franca Rame, Furio Colombo, Nando Dalla Chiesa con il ministro dell ingiustizia mastella. Questo è uno dei pochi blog d’informazione dove le critiche sono leggittimate dai fatti (come direbbe qualcuno, fatti non pugnette…).
    Per quanto riguarda i personaggi da te citati, mi sembra anche che Piero li abbia elogiati, quando l hanno meritato.

    Commento di Massimiliano Violetti — 11 Maggio 2007 #

  6. Che genio questo D’Alema! Chissà quanto si è allenato per sparare palle fingendo che i fatti non siamo importanti.

    Commento di Giacomino Pretti — 11 Maggio 2007 #

  7. Penso che il modo di agire di d’Alema sia intutto e per tutto uguale ai forzaitalioti. Supponenza, arroganza, indifferenza. Difendere il DDL Mastella è una vergogna, uno schifo. Mettiamoci a parte invertite: se ’sta porcata l’avesse fatta il piazzista di Arcore, cosa avrebbe detto la “sinistra”? Fuoco e fiamme, ovviamente. Invece, il nostro skipper, la difende. Proprio lui che amava tirare molotov qua e la. Ma che si impicchi, lui e quella accolita di rigoletti che li accompagnano.
    Sapevo della storiella delle tangenti prese dallo skipper grazie ai libri di Travaglio. Possibile che solo in pochi riusciamo a ricordarci questi begli eventi? Il tanto osannato bravo, dolce, delicato, intellettuale, bello, d’Alema..ha ragione Travaglio: Berluskaiser e lo skipper sono due facce della stessa medaglia.

    Commento di Gianni — 11 Maggio 2007 #

  8. Nel 1985 Massimo D’Alema ricevette 20 milioni di lire da parte del miliardario barese Francesco Cavallari, che fu in seguito condannato per concorso esterno in associazione mafiosa[4]. I soldi erano destinati al Partito Comunista Italiano, di cui D’Alema era all’epoca segretario regionale pugliese. Per questo finanziamento illecito D’Alema è stato inquisito ma, a causa dello scadere dei termini di prescrizione nel 1995, il procedimento è stato archiviato dal gip Concetta Russi. L’episodio è stato ammesso dallo stesso D’Alema[5] quando il reato era destinato a cadere in prescrizione.
    da wikipedia

    Commento di frank — 11 Maggio 2007 #

  9. D’alema l’ho visto in seria difficoltà…questo dimostra che quanto hanno davanti un Giornalista
    con palle che conosce i fatti, qualsiasi politico crolla.

    Grande Piero ai fatto contraddire il d’alema
    “pirla corrotto”

    sulla domanda legge intercettazioni sia stato
    grande a controbattere e ricordargli che le
    condanne non servono a niente “previti è ancora li”

    Enrico Berlinguer quando parlò della famosa questione morale non aveva capito che il suo partito era pieno fino al collo…

    Commento di luigi S. — 11 Maggio 2007 #

  10. No, non sono d’accordo amici: paragonare D’Alema al piazzista di arcore non è proprio giusto.

    Commento di Fabio Contra — 11 Maggio 2007 #

  11. Piero ,
    hmn.. secondo me hai mancato un ‘ occasione ,
    potevi dare un affondo al daLima colpendo col rivangare le sue collusioni con lo sconsacrato maestro Licio Gelli ,
    la grande amicizia e devozione che lega la moglie del DaiLalima con il bidello della P2 .
    Bisogna squarciare il muro che protegge i minion della CIA come andreotti , dalema , berlusca ed altri.
    Cmq , siete sempre in prima linea .
    Grazie.

    Commento di Karl — 11 Maggio 2007 #

  12. X Fabio Contra & Co.
    Nessuno è stato paragonato a nessuno. Piero si fa sentire e mette in difficoltà qualsiasi politico indipendentemente dal colore politico. Ed è giusto che sia così. Nessuno ha paragonato lo Skipper al Berlusca, ed è giusto che Piero spari su chi bisogna sparare.
    Inutile commentare il video… Piero è stato impeccabile con un aplomb da vero gentlemen ha messo alle strette il caro Skipper che ne è uscito davvero tristemente. Come del resto non poteva che essere.
    Questo è il Piero che mi piace, determinato ma senza ricorrere al gridare o all’innervosirsi (ovviamente dipende anche chi si ha di fronte, vedi Sgarbi). Continuate così ragazzi, continua così Piero… sei un gran uomo libero.

    Commento di Fabio — 11 Maggio 2007 #

  13. Fabio Contra un po’ ha ragione, perchè Berlusconi mai e poi mai si sarebbe fermato a afrsi intervistare da un Giornalista. Ma siccome non è nell’atteggiamento ma nei fatti che bisogna misurare questi nostri politici, l’accostamento di D’alema e Berlusca, ci sta, e in pieno.

    Commento di Andrea Lisi — 11 Maggio 2007 #

  14. Bravo Piero! Con uno stile che a te non avevo mai visto mi hai fatto conoscere un ‘altra verità.
    Ma la mazzetta da Cavallari l’ha presa D’Alema ?

    Commento di Massimo — 11 Maggio 2007 #

  15. hehe, piero, il solito curiosone….

    Commento di Gianni Rosa — 11 Maggio 2007 #

  16. Complimenti, una bella pagina di giornalismo, era ora!

    Commento di Stefano — 11 Maggio 2007 #

  17. D’Alema e Berlusconi non sono paragonabili, ma sono complementari, si completano a vicenda (ricordate la definizione Dalemoni coniata dall’allora superbo - oggi un po’ meno - Pansa sull’Espresso durante la bicamerale?). Se non ricordo male, il padre di D’Alema (Giuseppe) è stato relatore di minoranza nella commissione d’inchiesta sulla loggia P2, relazione molto critica nei confronti di Gelli & C. Lo skipper invece sembra essere stato a momenti alterni molto accondiscendente nei confronti dell’ex piduista Bellachioma, per esempio in occasione della famosa visita negli studi Fininvest, “una grande risorsa per il Paese”. Non dimentichiamoci inoltre che D’Alema è stato in prima fila, già ai tempi del Prodi 1 (da lui in seguito rimpiazzato tramite una congiura di palazzo), nella Vandea anti-giudici, insieme a tanti altri compagni tipo Folena, Angius, Veltroni, Cesare Salvi, il verde Boato, etc. etc. D’Alema ha deciso di bombardare Belgrado, una città, non una caserma militare, una capitale abitata da civili, approvando fra l’altro che una stazione televisiva finisse sotto le bombe della NATO. D’Alema è sopravvalutatissimo come politico. In realtà non ne ha mai imbroccata una. Ha inanellato errori politici a ripetizione. Da Comunista duro e puro, nemico di Occhetto e freno nei confronti dell’alleanza progressista con Segni all’inizio degli anni ‘90, ha guadagnato la prima poltrona del PDS in seguito alle dimissioni di Occhetto dalla segreteria del partito. Ha acconsentito a malincuore al progetto vincente di Veltroni e Prodi, per poi far silurare il professore da Bertinotti mentre si trovava all’estero (in piena crisi di Governo!). Questo perchè cercava un nuovo ruolo dopo il disastro della bicamerale. Il suo governicchio verrà ricordato aolo per la guerra del Kosovo e l’operazione Colaninno - Telekom (prologo al disastro attuale). Perse l’elezioni (giustamente), D’Alema si è ritagliato una nuova carica nei DS, il presidente, in realtà il segretario ombra del partito guidato dal suo pupazzetto Fassino. Dopo l’inverno Berlusconiano è tornato al potere per lasciar allargare basi militari americani a Vicenza e per rafforzare la missione in Afghanistan. Uno così potrebbe candidarsi per Forza Italia, lo psiconano - suo grosso estimatore - ne sarebbe ben felice, immagino.

    Commento di Sergio — 11 Maggio 2007 #

  18. “Compagni”, svegliatevi però!

    Commento di Sergio — 11 Maggio 2007 #

  19. Aaargh ! Maaassimo “The Boat” D’Aaalemaaa !
    L’eminenza grigia della politica italiana del post-tangentopoli, il delfino in pectore di Andreotti, l’afossatore della sinistra, il milionario in barca, il sempiterno plenipotenziario dei DS !!!
    Bravo Piero ! Bravo Piero ! Bravo Piero !

    Commento di Bieco Blu — 11 Maggio 2007 #

  20. Dalema sei una pedina della CIA ,
    un piduista in incognito ,
    una vergogna sociale ,
    abbi il coraggio di pentirti e dimetterti.

    E’ una vergogna che
    IL MINISTRO DEGLI ESTERI ITALIANO
    SIA COLLUSO CON IL PREGIUDICATO LICIO GELLI ,
    un criminale asservito alla CIA , alle stragi degl’ anni di piombo , ALL’ AVVENTO DEL PIDUISTA BERLUSCONI.

    Non hai un briciolo di dignita’ ,
    Fede ne ha di piu’ ,
    almeno Fede non FA IL DOPPIOGIOCHISTA.

    Commento di Karl — 11 Maggio 2007 #

  21. Uno come D’Alema che viene visto dal Berlusca come capo ideale dell’opposizione…be’, basta questo a squalificarlo…

    Commento di orazio paternò — 12 Maggio 2007 #

  22. concordo sulla sapiente gestione dell’emotività da parte di piero, riuscendo comunque a fare delle domande dirette che un ministro non può eludere o rispondere evasivamente ad esse, aldilà delle rispettive opinioni sul merito. Questo è Giornalismo. E anche Bipartisan.

    Commento di diego — 12 Maggio 2007 #

  23. Ue’, l’inutillimo commentatore anonimo non sapeva il fatto del Cavallaro, era rimasto al miliardo di Gardini-Sama destinato ad “ignoti” bottegai oscuri. Hai visto che ti combina il Piero Ricca: braverrimo. Ricapitolando, secondo lo skipper sputtanare le persone non e’ degno di un Paese civile, tanto piu’ che il resoconto delle intercettazioni si puo’ manipolare. Dopodiche’, passando dal lusco al brusco, minaccia apposita denuncia per chi parla del Cavallaro. E allora la ingenua domanda sorge spontanea: un eventuale sputtanato da intercettazioni manipolate, non potrebbe presentare analoga denuncia nei confronti dello sputtanatore manipolatore? Tra parentesi, col criterio velistico addotto la pubblicazione delle intercettazioni andrebbe vietata sempre, ma anche la pubblicazione delle interviste dei pennivendoli reggimicrofono, parimenti manipolabili, o la cronaca giornalistica, che puo’ essere parziale: per vivere in un paese civile a prova di sputtanamento bisognerebbe dunque abolire la stampa e affidarsi alle note governative dello skipper o alle veline del compare Berluscone, il quale sicuramente condivide le tesi dell’uomo di Gallipoli.

    PS: Comunque concordo con chi afferma che non e’ vero che skipper e Berlusca siano la stessa cosa: lo skipper e’ mediamente lucido, mentre il Duce Bis sembra sempre evaso dalla neurodeliri. Quando poi gli infermieri gli fanno la punturina, il bandanato sedato risulta a tutti gli effetti un minorato, diciamo mentalmente dodicenne per assegnarli quel quid in piu’ che gli consente di accalappiare la ciurmaglia sforzitagliana, ferma coi neuroni alle undici primavere (parola del Duce Bis, sul punto autorita’ indiscussa).

    Commento di Inutillimo Commentatore Anonimo — 12 Maggio 2007 #

  24. Ma l’anonimo che fine ha fatto?
    Un bel commento su “barchetta d’Alema” potresti donarcelo.

    Commento di Lucio — 12 Maggio 2007 #

  25. Vi invito a leggervi questo siparietto di cui è stato protagonista il baffetto:

    http://dambra.wordpress.com/2007/01/18/audizione-agcom-di-oggi-e-qualche-precisazione-su-ballaro-di-ieri-sera/

    Peccato come “stranamente” la RAI non abbia mai messo on-line tale filmato…

    Commento di Andrea D'Ambra — 12 Maggio 2007 #

  26. Finanziamento illecito

    Nel 1985 Massimo D’Alema ricevette 20 milioni di lire da parte del miliardario barese Francesco Cavallari, che fu in seguito condannato per concorso esterno in associazione mafiosa[4]. I soldi erano destinati al Partito Comunista Italiano, di cui D’Alema era all’epoca segretario regionale pugliese. Per questo finanziamento illecito D’Alema è stato inquisito ma, a causa dello scadere dei termini di prescrizione nel 1995, il procedimento è stato archiviato dal gip Concetta Russi. L’episodio è stato ammesso dallo stesso D’Alema[5] quando il reato era destinato a cadere in prescrizione.

    Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_D%27Alema

    Commento di Andrea D'Ambra — 12 Maggio 2007 #

  27. Allora è meglio l’originale …

    «Saranno una trentina i componenti del Comitato promotore per il Partito democratico. Al vertice si è deciso che saranno per un terzo di nomina Ds, per un terzo scelti dalla Margherita e per un terzo indicati da Prodi tra……

    Trackback di OneMoreBlog — 12 Maggio 2007 #

  28. Per il conte Max pare che l’accusa sia caduta in prescrizione e dunque non è mai stato certificato da un giudice il reato, si può solo ipotizzare. Spero comunque di impararne di più attraverso questo mezzo. In bocca al lupo e buon lavoro! ;-)

    Commento di Luca Rosso — 12 Maggio 2007 #

  29. D’Alema è il politico preferito di Marcello Dell’Utri e ho detto tutto

    Commento di Sandrino — 12 Maggio 2007 #

  30. prescrizione: estinzione di un reato o di una pena per il trascorrere di un determinato periodo di tempo.

    Commento di frank — 12 Maggio 2007 #

  31. Per il conte Max pare che l’accusa sia caduta in prescrizione e dunque non è mai stato certificato da un giudice il reato,
    ——————————————-
    Mah…
    Anche con la prescrizione il processo credo si faccia, e l’imputato può decidere di farlo tutto fino a quando non viene riconosciuto innocente oppure può farsi ascrivere(?) subito il reato ma data la prescrizione non sconta pena. Nel secondo caso è comunque colpevole. Altrimenti anche Andreotti…

    Commento di Giacomino Pretti — 12 Maggio 2007 #

  32. Guardate qui il conte Max:

    http://dailymotion.alice.it/kkkk75/video/3292648

    Commento di Andrea — 12 Maggio 2007 #

  33. Il video in questione è in home page sotto il canale “notizie” di Dailymotion.com ;-)

    Commento di Andrea — 12 Maggio 2007 #

  34. I POLITICI ITALIANI SONO TUTTI DEI PUFFONI!!

    VAI PIERO!

    Commento di SIMONE B — 13 Maggio 2007 #

  35. Per Andreotti mi pare sia un caso diverso: aveva rapporti con i mafiosi prima del 1980 “probabilmente”, o meglio per più in là di 20 anni prima del presente la giustizia italiana non si scomoda più ed i motivi son parecchi. Dal punto di vista storico le cose sono diverse. Per D’Alema la storia della tangente, se non ho letto male io, non è stata ulteriormente indagata in quanto nel ‘95 è stata fatta prescrizione anticipata per una categoria di reati; noto a margine che era un periodo caldo per tangenti e processi e reazioni nell’opinione pubblica. In ogni caso la tangente presunta risale all’85 e cercando in rete non fu chiamato in causa direttamente D’Alema (il quale non è stupido). In sostanza se lo volete giudicare è una cosa ma se parlate di dati oggettivi, le querele sono…. c’è qualche esperto avvocato?
    Aggiungo che io sono ignorante in materia e vorrei approfondire per evitare di sbagliare io e non solo io in futuro… in bocca al lupo e scusate se disturbo.

    Commento di Luca Rosso — 13 Maggio 2007 #

  36. Cavallari invitò a cena il segretario regionale comunista e gli snocciolò sul piatto una ventina di milioni, che allora erano bei soldi. Per quell’episodio D’Alema venne inquisito ma fu “graziato” con la prescrizione nel 1995. Nel dispositivo, però, la gip Concetta Russo sottolineò che «uno degli episodi di illecito finanziamento riferiti, e cioè la corresponsione di un contributo di 20 milioni in favore del Pci, ha trovato sostanziale conferma nella leale dichiarazione dell’onorevole D’Alema». Che dunque ammise di avere intascato quei quattrini di provenienza, oltre che illecita, anche alquanto pericolosa. Per quell’episodio l’attuale presidente dei Ds non ha pagato, grazie alla prescrizione avvenuta dopo dieci anni di giustizia dormiente. Un dettaglio: il pm che seguì l’inchiesta, Alberto Maritati, venne candidato alle suppletive del giugno del ’99 nelle liste del centrosinistra, fu eletto al Senato e premiato con una poltrona da sottosegretario all’Interno.
    da lapadania.com

    Commento di frank — 13 Maggio 2007 #

  37. w d’alema!

    Commento di gabriele — 13 Maggio 2007 #

  38. Grazie! Buon lavoro ;-)

    Commento di Luca Rosso — 13 Maggio 2007 #

  39. COME ERI BUONO CON D’ALEMA, PIERO…

    Commento di Ivano Nasti — 13 Maggio 2007 #

  40. Complimenti, martedì 15 mando l’intervista alla fine della mia trasmissione Pronto chi parla? in onda dalle 21.00 alle 23.00 da Telenordest. La uso come sigla finale.
    Che dici Piero, baffino querelerà pure me?
    Avanti così…

    Commento di rosanna sapori — 14 Maggio 2007 #

  41. Bravo Piero, qst baffino è una vergogna… stiamogli suuuu. ciaooooooo

    Commento di salvo — 18 Maggio 2007 #

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